5/01 ☆ Sottospecie di ameba neozelandese
«Non posso crederci che è già l'ultimo giorno... mi mancherà questo posto», si lamentò Tessa, affondando il suo dispiacere nel cornetto alla crema che stava mangiando. Luke aveva già fatto mille battutine sul fatto che quella non fosse l'unica crema che avesse avuto in bocca, cosa che mi aveva costretto a lasciar stare il mio cappuccino - che aveva bevuto lui, per giunta. Luke Hemmings oltre a rovinare la mia vita sessuale era stato mandato sulla terra anche per rovinare e rubarsi le mie colazioni, a quanto pare.
«A me mancherà sicuramente quando riaprirò quell'enorme manuale di statistica che ho da studiare per l'esame», borbottò Ashton mentre, rammaricato, girava il cucchiaio nel suo cappuccino.
Lo guardai accigliato. «Tu almeno hai iniziato già a studiare. Io sono indietro con tutto», mi lamentai, passandomi una mano in faccia, «Dal prossimo semestre comincio a studiare durante i corsi».
«È stata la stessa cosa che hai detto il semestre scorso», obiettò Luke, ridendo di me.
«Sta zitto tu, ladro di cappuccini, rovinatore di vita sessuale e scopatore seriale!».
Luke alzò un sopracciglio. «Qualcuno è acido... dovresti fare un po' di sesso, Mikey».
«È ciò che staremmo provando a fare da un bel po'».
Mi voltai, riconoscendo Calum dietro di me. Gli sorrisi, arrossendo leggermente ed ignorando le risatine di Luke. «Hey. Che ci fai qui?», gli chiesi, alzandomi per salutarlo con un bacio sulla guancia.
Calum però aveva tutt'altra intenzione; di fatti, mentre avvicinavo le labbra alla sua guancia lui fece in modo che esse finissero sulle sue labbra. Non mi opposi al suo bacio, nonostante baciarlo davanti a così tanta gente - e ai miei amici, che per giunta stavano applaudendo rendendo la situazione imbarazzante al quadrato - mi mettesse leggermente in soggezione. Non ero abituato alle manifestazioni d'affetto in pubblico.
«Volevo vederti, micetto. Domani parti, giusto?», mi rispose Calum, staccandosi da me. Io annuii, sospirando sulle sue labbra.
«Esatto. Se vuoi scopartelo di consiglio di farlo entro oggi», sbottò Luke, facendoci voltare verso di lui. Lo guardai male e lui mi rispose con un sorriso che di innocente aveva ben poco.
Calum mi strinse un fianco in modo possessivo, gesto che mi fece arrossire. «Avevo già intenzione di farlo senza che me lo dicessi tu, molestatore di sorelle», borbottò, facendo ridere Ashton e Tessa, «A proposito, Mali Koa vuoke vederti - e questo sarebbe uno dei motivi per cui sono qui, a dire il vero».
«Sei venuto fin qui soltanto per dirmi che tua sorella vuole vedermi?», chiese Luke, confuso. Notai un leggero panico nei suoi occhi e sorrisi malizioso.
Calum alzò gli occhi al cielo. «Certo che no. Volevo chiedervi se vi andasse di venire con me e Mali in un locale che hanno aperto da poco. C'eravamo organizzati e... poi mi è venuto in mente che è la vostra ultima sera qui e che magari volete divertirvi un po'», spiegò il moro, tenendo la mano sul mio fianco. Il suo tocco mi stava letteralmente mandando a fuoco.
Ashton, Luke e Tessa ovviamente accettarono la proposta di Calum. Soltanto io dovevo dare una conferma o meno, nonostante la mia risposta fosse ovviamente positiva. Non mi sarei perso un'uscita con Calum per nessun motivo al mondo.
«E tu, micetto?», mi chiese Calum, avvicinando le sue labbra al mio orecchio, «Dai, magari da cosa nasce cosa e riusciremo finalmente ad aprire quella dannata bottiglia di Rum», sussurrò poi, facendomi rabbrividire.
Mi girai verso di lui. «Già volevo dire di sì, ma adesso ne sono proprio convinto», sbottai, facendo ridere Calum che affondò la testa nell'incavo del mio collo, lasciandovi un piccolo bacio. Io arrossii veemente mentre Tessa sussurrava un «aw», Ashton ci guardava con gli occhi dell'amore e Luke faceva gestacci ridendo divertito.
«Non vedo l'ora», sospirò Calum sul mio collo, «Sto morendo dalla voglia di farti di tutto, micetto».
A quelle parole non potei far altro che arrossire ed incrociare le dita nella speranza che sarebbe riuscito a farmi di tutto proprio come mi prometteva dal trentuno dicembre. Che poi, proprio lui parlava di morire dalla voglia? Mi sta tenendo sulle spine da cinque giorni!
☆☆☆
«Ragazzi, mi sono cacciato in un bel guaio».
Alzai lo sguardo dal mio Nintendo Ds, mettendo in pausa Mario Kart e guardando Luke preoccupato. Il biondo stava davanti alla porta della mia camera - come al solito aperta - e aveva il panico negli occhi azzurro cielo. «Cos'hai combinato, stavolta?», gli chiesi, sospirando rassegnato. Non era proprio la prima volta che Luke si metteva nei guai.
«Ti prego, non dirmi che hai scopato con la figlia di un boss mafioso che ora ti da la caccia», sbottò Ashton, preoccupato.
«Qualsiasi cosa tu abbia rotto io non la pagherò», aggiunse Tessa, distraendosi per un secondo dalla tv.
Luke alzò gli occhi al cielo, chiudendosi la porta alle spalle ed appoggiandosi contro di essa, sospirando rammaricato. «Non ho scopato con nessuna figlia di nessun mafioso e non ho rotto niente - il mio problema riguarda la sorella di Calum».
La mia preoccupazione si trasformò in scetticismo. «Sei venuto qui tutto spaventato facendoci cagare addosso per cosa? Per la sorella di Calum? Abbiamo già appurato che non è un problema, Calum ti ha anche chiesto scusa per come ha reagito con te!».
Luke gonfiò le guance risultando davvero buffo. Non era la prima volta che lo faceva, era un gesto consueto che ripeteva quando qualcuno non capisse cosa volesse dire sul serio. «Il mio problema riguarda Mali Koa, non cosa pensa Calum di me per essermela portata a letto!», sbottò, «Mi sono scopato la persona sbagliata».
Annuii. «Già, lo penso anch'io. Se non fosse stato per te adesso io-».
«Questa cosa non riguarda te! Possiamo parlare di me almeno una volta tanto in questa vacanza?!», mi interruppe Luke, suonando arrabbiato, «Ho un problema e voglio parlarne con voi. Posso farlo o dobbiamo parlare soltanto del tuo culo che non è stato ancora sfiorato da quella sottospecie di ameba neozelandese?!».
«Come fai a sapere che sono neozelandesi?», chiese Ashton nel tentativo di cambiare discorso.
Luke sospirò, sendendosi sul letto accanto a me. Sembrava esausto. «Me l'ha detto Mali Koa la sera che ci siamo conosciuti, sono neozelandesi da parte di madre», spiegò, passandosi le mani in faccia, «Posso parlare di questo problema che ho e basta? Vi prego, sto impazzendo».
«Stiamo aspettando solo questo, Luke», borbottai io, accarezzandogli un braccio.
Luke si distese sul letto e strinse gli occhi. «Mali Koa mi perseguita», sbottò, «Da quando mi ha trovato in quel bar l'altro ieri non mi ha perso di vista un momento. E prima ce la ritroviamo in spiaggia, e poi stasera dobbiamo stare con lei... mi manda messaggi su messaggi e io ho paura».
Ci ritrovammo a fissare Luke scettici. «E allora? Non vedo dove sia il problema», dissi io, confuso. Sul serio, a me non sembrava una situazione proprio problematica. Ma del resto, che potevo saperne io? Magari per Luke è una tragedia.
Luke aprì gli occhi e mi guardò sconvolto. «Non lo vedi?! Mali Koa mi perseguita! Sono sicuro che si è presa una cotta per me e non so come comportarmi!», esclamò, mettendosi le mani in faccia.
Sospirai. «Dai, che sarà mai? Domani andremo via e tu non la vedrai più. Sopportala quest'ultima sera e il gioco è fatto».
«Credi che sia così facile?», si lamentò Luke, «Ha il mio numero - non so come - può contattarmi in qualsiasi momento. Come diavolo le dico che non sono interessato a lei?».
Tessa si fece pensierosa. «Dille che vuoi che restate amici», propose dubbiosa.
Luke si voltò verso di lei. «Non credo che friendzonarla basterà. La vedo piuttosto psicopatica».
Tessa alzò gli occhi al cielo. «Suvvia, sarà solo una tua impressione. A me sembrava tanto carina».
«Secondo me dovresti portartela di nuovo a letto», si intromise Ashton, «È anche possibile che è questo ciò che vuole da te».
«Mmh... forse. Ma così non rischio di aggravare le cose? Insomma, potrebbe pensare che portarmela a letto di nuovo stia a significare che voglio continuare a vederla».
«Ma da come la descrivi Mali Koa è un po' zoccola, quindi può essere che Ashton abbia ragione», dissi io, accarezzando i capelli di Luke - gesto che sapevo lo facesse calmare.
Luke sembrò rilassarsi sotto il mio tocco. «Eh, può darsi. Deciderò stasera. Ah e Michael, scusa per prima. Lo sai che quando mi innervosisco esplodo come un vulcano e me la prendo con chiunque».
Ridacchiai. «Tranquillo. E poi hai ragione, durante queste vacanze stiamo parlando sempre di me», ammisi, arrossendo leggermente. Questa vacanza l'avevamo passata a parlare di Calum e della mia sfiga colossale, era vero.
Luke mi sorrise malizioso. «Dai che questa sera riuscirai nei tuoi intenti».
«Eh, lo spero».
«A proposito!», sbottò Tessa, alzandosi dalla poltrona e facendoci sobbalzare, «È ora che tu cominci a prepararti per renderti presentabile!», aggiunse, indicandomi.
La guardai seccato. «Ma mancano tre ore».
«È già tardi allora!».
☆☆☆
Mi sudavano le mani - come al solito, direi. Ormai era consuetidine che le mani mi sudassero. Almeno questa volta non ero in anticipo, però...
«Siete sicuri che sia qui?», chiese Ashton, guardandosi attorno alla ricerca di Calum e Mali Koa. Eravamo arrivati da cinque minuti ma dei due neanche l'ombra.
«Forse sono in ritardo», borbottò Tessa, dubbiosa. Mi sembrava un po' sospettosa, quella sera, chissà perché.
«O magari hanno deciso di darci buca - cazzo, spero sia così», commentò speranzoso Luke, sorridendo malizioso, «Ci sono tante belle ragazze qui».
Gli diedi uno schiaffetto dietro la nuca. «Senti, questa è la mia ultima occasione per scopare con Calum, quindi non rovinarmela con le tue maledizioni!», mi lamentai sottovoce, facendo ridere Luke.
«Posso almeno sperare che Mali Koa stia male e quindi non può venire?», mi chiese, facendo il labbruccio.
Scossi la testa. «Se poi anche Calum decide di non venire per stare con la sorella?», sbottai eloquente, «Senti Luke, questa cosa è davvero importante per me. Accontentati di Mali Koa per stasera, dai».
Luke si imbronciò. «Ma il mio Hemmatron ha bisogno di carne fresca!», si lamentò, facendomi accigliare.
«Il tuo Hemmacosa?», Luke fece per rispondermi ma io lo interruppi, «No, credo di non volerlo sapere».
Il discorso morì quando vedemmo Calum e Mali Koa entrare nel locale. Tutti i presenti si voltarono verso di loro, e potrei giurare che ci sarebbe potuto essere un lago sul pavimento (e una grande chiazza più scura nelle mie mutande) dalle facce meravigliate di tutti. Quei due erano perfezione pura, e diamine se lo sapevano.
«Tu vuoi snobbare tutto quel ben di Dio?», chiesi a Luke sarcastico, indicando Mali Koa con un cenno della testa, «Certo che sei proprio un coglione».
«Pensa a Calum piuttosto», sbottò lui, ammutolendosi quando i due ci raggiunsero.
Calum salutò tutti con un cenno della mano e me con un bacio sulla guancia. Come mio solito arrossii fino alla punta dei piedi, facendo ridere di gusto Calum.
«Scusate il ritardo, Mali Koa non sapeva che perizoma mettere», Calum prese in giro la sorella, facendo arrossire sia lei che Luke - che poi sorrise malizioso. Tipico di Luke.
«Sta zitto Cal! Non è vero», protestò Mali Koa, rossa in viso, «Ce l'ha ancora con me perché ha scoperto che non sono più vergine».
«Lasciamo stare va», sbottò Calum, «Andiamo a cercare un tavolo?».
Annuimmo tutti all'unisono ed insieme ci recammo ad un tavolo piuttosto appartato. La serata passò piuttosto velocemente, tra chiacchiere, qualche shot di troppo (bevuti con la scusa che il giorno dopo saremmo tornati a casa a studiare) e commenti inopportuni da parte di Luke - cosa che ormai ci scivolava addosso. Quasi non ci accorgemmo che s'era fatta quasi mezzanotte; io me ne resi conto soltanto quando tutti si alzarono per andare a ballare ed io afferrai il mio cellulare dal nervoso. Stare da solo con Calum mi stava facendo impazzire.
«Ma guarda un po', proprio come tutto è iniziato», commentò Calum, sbirciando sul mio cellulare, «È quasi mezzanotte. Che dici, ti va di ballare?».
Guardai Calum per qualche secondo, prima di fare ciò che il cuore (e il cervello annebbiato dall'alcool, anche) mi stava suggerendo da quando l'avevo visto: senza perdere altro tempo, incollai le mie labbra alle sue con foga, finendo - come dopo l'appuntamento in cui ero quasi morto per aver mangiato riso con polpa di granchio - seduto sulle cosce di Calum. Non volevo perdere più tempo. Ne avevo decisamente perso troppo.
Calum si staccò da me, ansimando e sorridendo malizioso sulle mie labbra. «Dobbiamo smetterla di baciarci a mezzanotte, micetto».
Scossi la testa, afferrando la sua maglietta e stringendola in un pugno. «Portami a casa tua, non ne posso più», sbottai, «Mi hai tenuto sulle spine così tanto che credo di avere le palle non blu, viola».
Calum scoppiò a ridere alle mie parole, aiutandomi a scendere dalle sue cosce ed afferrandomi la mano mentre ci allontavamo. Mi tremavano le gambe dall'agitazione; finalmente avrei avuto ciò che mi spettava.
Calum mi baciò prima che salissimo in auto; poi scoppiò a ridere. Io lo guardai confuso. «Perché ridi ora?».
«Perché finalmente aprirò quella bottiglia di Rum!», esclamò, facendo ridere anche me.
☆☆☆
[A/N] Heilà! E siamo agli sgoccioli anche per questa storia, domani posterò l'ultimo capitolo. Sono triste, soprattutto se penso che la sto pianificando da praticamente un anno (giuro, l'idea mi è venuta a gennaio dell'anno scorso AHAHAH) e vederla finire così in fretta mi fa sentire un po' nostalgica, ma anche realizzata. Non pensavo sarei riuscita a postare tutti i giorni ahahaha
I ringraziamenti, come al solito, li lascerò per l'epilogo che posterò domani più o meno a quest'ora (se non sarò troppo occupata ad ingozzarmi di dolci dalla calza, lel). A domani! ♥
Ps: io adoro Luke in questa storia (che novità AHAHAHAHA)
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro