; s e v e n
«Jimin...che vuoi? Ti avevo detto che non avevo più alcuna intenzione di vederti qui» mormorò il verde menta, entrando però nella stanza per chiudersi la porta alle spalle e non fare ascoltare a nessuno quella discussione.
Jimin sorrise e si avvicinò al corpo dell'altro, accarezzandogli successivamente il viso in modo quasi lascivo. Gesto che fece strizzare gli occhi a Yoongi, che subito voltò il volto di lato.
«Yoongi-ah, io pago.
E se pago voglio tutto quello che questo locale promette, chiaro?» sussurrò avvicinandosi all'orecchio dell'altro, passandogli subito dopo la lingua lungo il collo.
A quel contatto il verde menta scattò all'indietro, avvicinandosi nuovamente alla porta, intenzionato ad aprirla ed andare via il prima possibile.
«I-io...farò venire qualcun altro, okay? Ci sono tantissimi ragazzi qui...»
Ma Jimin non lo lasciò finire e, soprattutto, non lo lasciò uscire.
Si avvicinò all'altro prima che potesse aprire la porta e, con un gesto rapido, la chiuse a chiave.
«Ma io non voglio nessun altro. Io voglio te, Yoongi-ah» e subito dopo aver sussurrato quelle parole si abbassò a baciare le labbra più sottili del verde menta, seppur contro la sua volontà.
Succhiò quelle labbra innumerevoli volte prima di afferrare i fianchi del più pallido e voltarlo con il petto contro la porta in un gesto quasi rude.
E solo lì Yoongi iniziò a preoccuparsi, perché Jimin per quanto fastidioso ed insistente potesse essere mai si era comportato così.
«Jimin...va tutto bene? Possiamo semplicemente parlare se vuoi...ti farò restituire i soldi, okay?» sussurrò il più basso, con il viso contro la superficie di legno.
Ma, ancora una volta, Jimin non assecondò le parole dell'altro.
Iniziò, infatti, a baciargli il collo come se non lo avesse neanche sentito parlare.
Sembrava infuriato, Yoongi non sapeva cosa era successo, ma sentiva che in qualche modo era anche colpa sua, per questo si prese quella punizione senza fiatare.
Si lasciò torturare il collo e, successivamente si lasciò abbassare i pantaloni.
E semplicemente strinse gli occhi per non lasciarsi sfuggire alcuna lacrima mentre Jimin faceva quello che voleva con il suo corpo, troppo impotente per dire o fare qualcosa, non volendo perdere né un cliente né il lavoro del quale aveva troppo bisogno.
Il suo unico pensiero andò a finire nuovamente al signor Jung, chiedendosi più di una volta se sarebbe mai potuto arrivare a salvarlo mentre sentiva i gemiti strozzati del rosa alle proprie spalle.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro