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«E' pazzo, per caso?»
Ormai Namjoon non faceva altro che ripetere quelle parole.
Aveva fatto stendere Yoongi sul divanetto del suo ufficio, ed aveva preso una pomata da spalmare sul viso del più basso, dove vi erano già spuntati dei lividi.
«Dai Nam, non fa niente...per quanto sia brutto diciamo che ci sono abituato, non è niente di nuovo» mormorò il verde menta, tenendo il viso verso il basso.
Subito dopo l'ombra di Namjoon gli fece alzare lo sguardo, e l'osservò fino a quando non si mise a sedere per terra accanto a lui.
«Per quanto tu possa essere abituato, queste cose non devono accadere, non qui dentro. Ne parlerò con Jooheon, dopo» disse serio, aprendo poi il tubetto della pomata.
Ma Yoongi si allarmò subito a quelle parole, non potevano dirlo al capo, chissà cosa sarebbe potuto succedere.
E se avesse perso il posto? Non poteva permetterselo.
«No, no, no, ti prego, Nammie, non farlo. Me la caverò» disse rapidamente, congiungendo anche le due mani intrecciate sotto il suo viso.
Namjoon l'osservò per qualche istante, da una parte intenerito al comportamento del basso, ma ormai era convinto. E poi non voleva che Yoongi soffrisse tanto, era una cosa che non poteva reggere.
«Mi dispiace, Yoongs, lo farò. È per il tuo bene.
Vedrai, non si ritorcerà contro di te» gli rispose dolcemente, iniziando poi a spalmare la pomata sui lividi del più basso.
Ma per quanto potesse provare a tenere il tocco delicato, proprio non ce la fece a non fare male all'altro, che infatti si lasciò sfuggire un gemito di dolore.
«Scusa...» mormorò dispiaciuto, cercando di continuare il suo lavoro con più delicatezza possibile.
Gli ci vollero altri cinque minuti buoni, e poi, non appena finì, stampò un dolce e rapido bacio sulle labbra del menta, che subito sorrise.
«Grazie, Nammie» disse sorridendo ampiamente, seppur con un po' di dolore alla guancia.
«Questo è niente per te, Yoongs» e subito dopo allargò le braccia.
Un invito che Yoongi accettò subito, andandosi così a nascondere tra le sue braccia, sentendosi quasi sparire in quel corpo caldo ed accogliente, quanto forte e muscoloso.
Namjoon lo strinse a sè, cercando di farlo tranquillizzare il più possibile, mentre lasciava piccoli e dolci baci sul suo capo, e dondolava appena con la schiena.
«Io ci sarò sempre per te» sussurrò, anche se sapeva che il menta era già crollato addormentato su di lui.
Doveva essere davvero sfinito, ma Namjoon era felice di poterlo accudire. Come aveva sempre fatto, d'altronde.
Si conoscevano da circa sette anni, da quando Yoongi aveva 16 anni, e lui 15.
Yoongi era già entrato nel giro della prostituzione, purtroppo i suoi genitori erano morti e lui era stato mandato in orfanotrofio, e poi preso illegalmente dal padre di Namjoon che, ai tempi, aveva il traffico di bambini più grande della corea.
Così lo aveva conosciuto, il padre sapeva che Namjoon preferisse i maschi, e non aveva nessun problema al riguardo, anzi.
Per il suo 15esimo compleanno gli aveva procurato Yoongi, per farlo divertire.
Namjoon se lo ricorda ancora lo sguardo terrorizzato di Yoongi di quella notte, crede che non lo potrà dimenticare mai.
Come si ricorda che quella notte non lo toccò affatto, a parte qualche abbraccio per provare a farlo calmare.
Sì, era un suo hyung, eppure non si atteggiava da tale.
E poi era così piccino, Namjoon sentì subito un senso di protezione immenso verso quel piccoletto.
Forse, a distanza di quei sette anni, adesso poteva considerarsi come il suo protettore, perché Yoongi seguiva sempre Namjoon, se lui doveva lavorare per qualcun'altro, anche Yoongi andava.
Si fidava solo di Namjoon, del suo primo amico, del suo primo vero bacio, del suo tutto.
Ma, nonostante tutto questo affetto, i due non si erano mai lanciati in nessun tipo di relazione.
Sì, avevano avuto diversi rapporti intimi, ma niente oltre quello e qualche bacio rubato.
Forse era il loro campo di lavoro ad evitare loro quel tipo di relazioni, eppure stavano bene così.
Tutto era concesso a loro, e nei momenti di bisogno sapevano comunque che avrebbero potuto contare l'uno sull'altro.
Era una cosa decisamente confortante.
Namjoon l'osservò dormire, con un sorriso appena accennato sulle labbra, venendo però distratto dopo qualche altro istante dal rumore della porta alle sue spalle.
«Ah, Nam, sei qui? Ti stavo cercando» disse con calma, Jooheon, bloccandosi però nel vedere Namjoon con Yoongi tra le braccia, e subito domandò che cosa fosse successo, decisamente allarmato.
«Abbiamo un problema, Jooheon. Da risolvere subito» rispose Namjoon con voce pacata, spostando poi i capelli menta del più basso per mostrare all'altro i lividi sul viso di Yoongi.
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Hi people. :]
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