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La porta si schiuse dopo pochissimi minuti, dando via libera ad otto ragazzi, tutti a dir poco stupendi.

C'erano quelli più alti e quelli più bassini, chi con i capelli scuri e chi tinti di colori particolari.

Vestiti in modo normale, con sguardi tranquilli.

Hoseok lasciò scorrere lo sguardo su ognuno di loro, non trovando esattamente in nessuno quella strana scintilla che era stato in grado di trasmettergli Jimin sin dal primo momento.

Stava giusto per aprir bocca e comunicare ai ragazzi che per quella sera non aveva intenzione di fare niente quando, ad un tratto, un ragazzino più esile e dalla pelle lattea fece irruzione nella stanza, andandosi subito a mettere accanto ai ragazzi precedentemente sistemati in fila.

Lui sembrava più a disagio.
Era carino.
I capelli di un verde menta capace di farlo risultare ancora più ingenuo e tenero che mai agli occhi di Hoseok.
E, alla sua mente, parve più che normale arrivare a pensare che, quel ragazzino, non sarebbe stato per niente male legato e sotto il proprio comando.

«Lui» disse indicando l'ultimo arrivato nella stanza, ricevendo soltanto degli inchini da parte degli altri otto che, dopo la scelta, si affrettarono ad uscire dalla stanza.

Hoseok lasciò scorrere con calma il suo sguardo lungo il corpo del ragazzo che aveva scelto, non ricevendo ancora nessuna parola da lui.

Restava semplicemente fermo, a farsi ammirare.
Perché forse con lui solamente questo si poteva fare talmente fosse bello.
La sua bellezza era in grado di folgorare chiunque, secondo Hoseok.

«Quindi...lei è il signor Kim?» mormorò il giovane dai capelli verde menta dopo diversi minuti.

«No, sono un suo amico. Mi chiamo Hoseok, Jung Hoseok.
E tu, invece? » domandò lui, realmente curioso.

«Oh, Suga.
Qui mi chiamo Suga» disse accennando un sorriso, abbassando anche lo sguardo.

Carino.

«E fuori da qui?» continuò, Hoseok, con un piccolo sorriso sulle labbra.

«Min Yoongi, signor Jung» rispose, avvicinandosi subito dopo al castano.

Senza dire altro si mise seduto accanto il corpo dell'altro, tenendo lo sguardo basso per tutto il tempo.

«Sei adorabile, Yoongi» sussurrò il castano, portando nello stesso istante una mano sotto il mento dell'altro, alzandoglielo con delicatezza infinita.

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