Capitolo 14.
«Te lo sei bombato?»
«Che? No! Come ti viene in mente?» urlo di sgomento gettandomi a braccia aperte sul letto.
«Quanto sei noiosa mamma mia, e con Liam no, con Harry no... Insomma, streghi quei bellocci ricchi e famosi e non ci combini nulla? Che cosa ti hi detto prima di partire?» dice con fare da maestrina puntandomi l'indice contro.
Roteo gli occhi al cielo e anche se non può vedermi sento uno sbuffo sonoro da parte sua. Mi sistemo sotto le coperte posando il mento sul palmo e voltandomi nella sua direzione.
«So cosa hai detto ma-»
«Beh allora ripetilo» assume la mia stessa posizione e lasciandosi sfuggire uno sbadiglio poco elegante.
«No»
«Avanti, non costringermi a chiamare Harry e ad inventarmi qualche stupida storia per farlo correre qui nel bel mezzo della notte» mi minaccia guardandomi di sottecchi.
«Non lo faresti mai» la provoco riducendo gli occhi a due fessure.
«Mettimi alla prova allora» conclude prendendo in mano il suo cellulare lasciandolo a mezz'aria di fronte a me.
Sbuffo affondando la testa nel cuscino e chiudendo gli occhi. La pesantezza di quella giornata infinita e anche delle precedenti inizia ad essere troppa da sostenere. Ero convinta saremmo state solo io e lei nella città più bella di tutte, a divertirci come matte e mai avrei pensato che le cose avrebbero preso una piega così assurda. Tutti i nostri piani sono stati stravolti completamente e seppur non mi posso lamentare, sono consapevole dell'immenso guaio in cui ci siamo cacciate. Giorgia è pazza di Mitchell, lo adora quasi quanto Harry e non posso pensare che da lì a pochi giorni torneremo a casa, alle nostre vite di tutti i giorni. Sarà impossibile da spiegare e forse non ci sarà nemmeno concesso ma porterò per sempre dentro me queste giornate, questi incontri e queste sensazioni perché si, devo ammetterlo, la compagnia di questi ragazzi è la cosa più bella che mi è capitata dopo molto tempo. E la cosa più importante è che i loro soldi e il loro successo non c'entrano niente, semplicemente apprezzo le loro personalità così diverse ma allo stesso tempo sincere e pure. Liam è genuino, trasparente e cordiale come poche persone conosciute fin'ora. Il suo senso dell'umorismo è contagioso e spontaneo che riesce a strapparti un sorriso anche nei momenti più bui. La premura che mette nei confronti dei suoi amici è d'esempio persino per me che mi sono sempre considerata l'amica migliore del mondo ma si sa che nella vita non si smette mai di imparare. Per quanto riguarda Harry, bhe, lui è...
«Pronto? Ma ti droghi? Senti è meglio che andiamo a dormire, domattina a mente fresca potrò sgridarti meglio» dice mentre si sveste per indossare il pigiama. La imito e dopo essermi sistemata mi butto sotto le coperte sentendo crescere nel petto una sensazione sgradevole. Non so cos'è ma più si avvicina la nostra partenza più, forse, mi rendo conto di quanto tempo è effettivamente trascorso e in cosa andremo in contro una volta tornate. Scuoto la testa per scacciare i brutti pensieri e abbraccio la mia migliore amica che mi da le spalle. È già crollata e posso intuirlo dal suono del suo respiro regolare che, come un calmate, mi fa cedere le palpebre immerse nel buio.
***
«Ch-, che cazzo è??»
«Eh? Cos?» balzo sul letto.
«Bussano alla porta, ma chi diamine è a quest'ora? Che palle...» bofonchia la bionda ripiombando con la testa nel cuscino delegando così a me il compito.
«Se è il figlio della famiglia coreana qui vicino non risponderò delle mie azioni» mi stropiccio gli occhi e contemporaneamente sbadiglio sonoramente. Sono più o meno le sei del mattino quindi non giustificherò nessun essere respirante per aver bussato alla nostra porta così presto. Ho dormito si e no un paio d'ore e mi sento più stanca di quando mi sono messa a letto. Passo le dita tra i capelli cercando di districarli ma rinuncio sentendo il casino in cui sono
combinati.
Apro la porta e l'unica cosa che mi viene spontaneo fare è sgranare gli occhi, per quanto mi è possibile.
«Scusami so che è prestissimo, o forse tardissimo non lo so ma...volevo, volevo vederti...» continua passandosi una mano tra i capelli spettinati e spenti «io...emh, quello che avevo programmato di dirti ora sembra non avere più senso ma ci proverò lo stesso okay? Te la senti di ascoltarmi ora oppure...posso tornare dopo?» blatera tutto d'un fiato sfoggiando un sorriso imbarazzato celato da nervosismo.
Lo guardo intensamente negli occhi cercando la risposta ai miei molteplici dubbi ma, sarà il sonno, sarà la scarsa illuminazione...non vi trovo nulla se non dispiacere e forse altro che non riesco a decifrare.
«Si può sapere chi cazzo è? Se è ancora quel bambino giuro che preparo un pentolone e lo cucino per colazione» sento Giorgia mentre biascica minacce insensate contro l'innocente figlio dei vicini e a stento riesco a trattenere una risata.
«Ma cosa..?»
Scuoto la testa facendogli segno di lasciar perdere e dopo un attimo di esitazione mi socchiudo la porta alle spalle per evitare di essere ancora interrotti dalle folli stupidaggini della mia amica.
«Va bene, credo di poterti concedere un po' di tempo prima che quella pazza si svegli completamente ma forse è meglio andare da un'altra parte» gli spiego indicando la stanza alle mie spalle e solo allora mi rendo effettivamente conto del modo in cui sono conciata. Ho addosso soltanto una felpa ma per fortuna è abbastanza lunga da coprirmi fino a metà coscia.
Lo vedo annuire mentre una luce strana gli attraversa gli occhi stanchi segnati da piccole rughe.
Rientro nella stanza e senza far troppo rumore indosso velocemente un jeans, una t-shirt e lego i capelli in una coda alta non propriamente perfetta. Rimbocco le coperte a Giorgia che ormai ha occupato anche il mio lato e le scrivo un messaggio veloce per dirle dove sto andando nel caso si svegli prima del mio ritorno. L'ultima cosa che voglio è essere ricercata e vedere il mio volto passare nei telegiornali locali. Dopo aver afferrato la chiave esco nel corridoio trovando Liam appoggiato alla parete mentre nervosamente batte un piede a terra. Evito di commentare che è vestito ancora come la sera precedente e mi sforzo di sorridere. Dopotutto è questo che mi sono impegnata a fare per tutta la notte, no? Cercarlo per poter chiarire ma ora non mi sento più tanto sicura.
«Dove vorresti andare?» domanda aprendomi gentilmente lo sportello della sua auto.
«Beh, direi a fare colazione, ascolto meglio quando sono impegnata a mangiare»
SPAZIO AUTRICE
I'M ALIVEEEE!
So che sono passati tantissimi mesi dall'ultimo aggiornamento e non ho nessuna scusante per difendere questa grave mancanza. L'unica cosa che posso fare è chiedervi nuovamente scusa e sperare che riusciate a portare pazienza ancora per un po'. Come ho già spiegato nella parte precedente purtroppo non mi sento molto motivata a portare avanti questa storia ma, nonostante ciò, la continuerò e porterò a termine perché è giusto che chi ha iniziato a leggerla possa anche arrivare alla fine. Quindi non temete, anche se ci metterò un po' vi prometto che la terminerò, tranquilli.
Poi ci tenevo a dirvi, per chi ancora non lo sapesse, che sul mio profilo trovare una nuova storia che spero possa piacere e ingannare l'attesa tra un capitolo e l'altro. Si chiama Roommate ed è una storia d'amore, dategli un'occhiata e come sempre fatemi sapere cosa ne pensate. Intanto vi saluto e spero di aggiornare presto, come sempre seguitemi sui miei profili Instagram per essere sempre aggiornati e rimanere in contatto.
Al prossimo aggiornamento ❤️
Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis
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