Capitolo 10
Spazio Autrice
Ecco a voi pive, il TANTO richiesto capitolo 10! 👏🏻👏🏻
Spero vi piaccia ❤️
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Sei ostinata nelle tue scelte e hai optato per fare la Velocista.
Minho è abbastanza positivo, pensa che tu sia una ragazza coraggiosa. Thomas e Newt invece, credono che tu abbia bisogno di protezione e che non possa farcela.
Vuoi dimostrare a entrambi che non è così e pretendi di iniziare subito l'allenamento. Perciò dopo pranzo, tu e Minho vi incontrate al limitare del bosco.
C'è anche Thomas, che ha insistito per partecipare.
«La stai offrendo ai Dolenti su un piatto d'argento.» brontola lui contrariato, le braccia incrociate.
Tu sei distante e non riesci a cogliere del tutto la loro conversazione. Stai facendo degli esercizi di riscaldamento, hai l'adrenalina a mille e le gambe che fremono dalla voglia di cominciare a correre.
Vedi Minho che ti guarda, serio e squassa il capo. «Io non credo Fagio. È forte e dopo aver visto quel Dolente del caspio, ha continuato a dire di voler fare la Velocista.»
«E allora?»
«Allora, Pive, nessuno di noi dopo aver visto quei cosi ha più voluto fare il Velocista. Persino tu ci hai messo qualche giorno per convincerti.»
«Non lo so...»
«Lo so io, Thomas.» gli dice Minho dandogli una pacca sulla spalla. «Dammi retta una caspio di volta amico.» Sogghigna.
«Allora, iniziamo questo allenamento oppure no?» urli per farti sentire.
Minho e Thomas ti raggiungono e tu cerchi di sembrare sicura di te anche se la scelta che hai fatto, di fare la Velocista, ora ti spaventa un po'.
«Perché sei così felice di dover morire?» Thomas incrocia le braccia e mentre parla, evita il tuo sguardo. Sembra quasi che non voglia che tu stia li.
«Perché so che non morirò.» rispondi piena di una falsa sicurezza.
Speri di uscirne viva, dall'allenamento e dal Labirinto, ma non puoi averne la certezza.
«Basta litigi teste di caspio. Si comincia l'allenamento.»
Minho ti spiega come funziona, nel bosco ci sono dei dischi sparsi che ricreano le mura del Labirinto, tra gli alberi, con degli ologrammi altamente realistici. Tu devi correre e riuscire a trovare l'uscita, devi riuscire a raggiungere la porta a sud.
Ti dici che puoi farcela, che è semplice. Poi Thomas ti parla di un secondo tipo di ologramma: i Dolenti.
«Sono più realistici di questo.» dice e ti da un pizzicotto sul braccio. Tu gli lanci un'occhiataccia e gli restituisci uno schiaffo sul braccio in risposta.
Dopodiché Minho urla: «In posizione!» e ognuno di voi si mette difronte a una delle entrate.
Il Labirinto comincia a pixellarsi davanti ai tuoi occhi e rimani a bocca aperta. L'ondata di sorpresa che ti travolge rallenta la tua ripresa, così sei l'ultima a partire.
«Te lo avevo detto che non poteva farcela.» senti dire da Thomas. C'è un muro spesso di pietra a separarvi ora, ma la sua voce è vicina come fosse accanto a te.
Minho sbuffa, senti anche quello. «Pensa a correre fagio.» ribatte lui, il tono seccato di chi non vuole ammettere che qualcuno ha ragione.
Tu sei arrabbiata, sai che puoi farcela, anche con quello svantaggio. Cominci a correre, evitando di guardare ogni secondo le mura coperte di edera, sembrano così reali.
Giri a sinistra, poi arrivi a un bivio. Vedi Minho correre alla tua destra, così lo segui.
Le gambe cominciano a farti male e il respiro ti si spezza in gola, li capisci che è impossibile raggiungerlo.
Cambi strada, quando lui gira a destra, tu vai a sinistra.
Il tuo senso dell'orientamento fa schifo, ma sai di star percorrendo la strada giusta.
Ormai ti sembra di correre da ore, il sudore ti fa bruciare gli occhi, i muscoli bruciano, stai per urlare: «non ce la faccio».
Cosa fai?
Molli. Thomas e Newt hanno ragione, non puoi farcela (VAI AL CAPITOLO 11).
o
Continui a correre e soffri in silenzio. Non vuoi dare soddisfazioni a nessuno (VAI AL CAPITOLO 13)
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