XXI
Il ghigno sul volto di Dabi venne rimpiazzato per pochi secondi da una smorfia di dolore. La mano si spostò alla spalla ancora sanguinante.
"Touya?!"
(T/n) si alzò in piedi. Scattò in avanti. La tentazione di raggiungere il corvino e soccorrerlo era intensa, ma non voleva arrischiarsi ulteriormente. In ogni caso, la storia che Dabi sembrava tanto impaziente di raccontare sarebbe stata rimandata.
Al movimento della ragazza, Dabi si mosse istintivamente, cercando di evitare il suo avvicinarsi. Questa volta era lui ad essersi ritrovato seduto per terra.
(T/n) si congelò. Una mano tesa in avanti, verso il corvino, incerta sul cosa dovesse fare. Aveva di fronte un animale ferito. Un animale ferito ma non per questo meno pericoloso.
Gli occhi azzurri di Dabi la fissavano. In quel momento attaccare non avrebbe giovato alla sua situazione. E non voleva ferirla. Il suo sguardo balzò in direzione della porta, poco distante da lui. Ma quando sarebbe riuscito a fuggire prima che la perdita di sangue lo obbligasse a fermarsi?
Era raro che Dabi agisse di impulso. Prima di unirsi all'Unione dei Villains aveva sempre compiuto crimini con cautela, senza che nessuno potesse risalire a lui o sorprenderlo. Ora il suo volto era noto, come uno dei cattivi che avevano attaccato gli studenti della U.A. durante il corso dell'estate. Non poteva di permettersi di sbagliare. Per quanto il gruppo con cui aveva deciso di collaborare potesse coprirgli le spalle, non aveva alcuna intenzione di affidarsi completamente a loro. Sarebbe stato umiliante mandare un messaggio a Shigaraki, chiedendogli di soccorrerlo perché non riusciva ad evadere dall'appartamento della sua amica di infanzia. Decisamente patetico.
"Lascia che ti aiuti." (T/n) fece un passo avanti.
Un solo secondo di esitazione da parte della ragazza e Dabi fu di nuovo in piedi. Nonostante cercasse di mantenere l'aria stoica che aveva assunto per la maggior parte della sua vita, (T/n) sapeva con certezza che i suoi occhi nascondevano di più.
Per quanto potesse cercare di nasconderlo, Dabi restava sempre un essere umano e (T/n) sapeva che non avrebbe potuto mascherare il dolore ancora a lungo. Era solo una questione di tempo prima che le ferite che portava il ragazzo lo portassero a cedere. (T/n) voleva solo guadagnare abbastanza tempo, cosicché potesse occuparsi di quelle ferite senza che Dabi potesse opporre resistenza.
"Lo sai anche tu che non andrai lontano se continui così."
C'era altro che la preoccupava. L'odore di carne bruciata che aveva accompagnato il corvino fin dal suo arrivo nell'appartamento, mascherato durante il loro precedente incontro da quello della pioggia. (T/n) conosceva l'unicità di Dabi. Conosceva il motivo di quelle cicatrici che avevano lentamente ricoperto il suo corpo. Quelle fiamme colorate di blu che tanto la ammaliavano quando erano più piccoli, erano le stesse che avrebbero finito con il bruciare lo stesso Touya.
(T/n) doveva salvarlo prima che il fuoco lo portasse via, per sempre.
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