XIII
(T/n) era legata alla famiglia Todoroki, fin dal momento in cui per la prima volta Touya la invitò a pranzo una domenica a casa sua. Nonosatnte il suo prediletto rimase sempre Touya, in poche visite alla casa dei Todoroki e già considerava Fuyumi e Natsuo alla stregua di fratelli. Più raramente invece le era capitato di passare del tempo con Shouto, soprattutto in assenza di Endeavor, che teneva occupati sia lui che Touya per allenare le loro unicità.
Aveva anche conosciuto Rei, prima che ferisse il minore dei suoi figli e venisse per questo rinchiusa in un ospedale psichiatrico. (T/n) accompagnò Fuyumi e Natsuo a trovarla una sola volta, che fu anche l'ultima volta che andò a visitarla, in occasione della scomparsa del figlio. Non avevano usato la parola morte per evitare una reazione eccessiva da parte della donna. Probabilmente non era stata una buona idea, ma sicuramente era meglio che lo sapesse dagli altri sue due figli maggiori piuttosto che dal marito, con cui non si poteva certo dire che fosse in buoni rapporti.
Mentre saliva i gradini scricchiolanti del vecchio condominio, in direzione del proprio appartamento, sorretta da Natsuo, (T/n) pensava che fosse una buona idea andare a trovare Rei, con cui aveva stretto amicizia prima dell'incidente. Avrebbe chiesto a Shouto di andarci insieme. Nessun'altro avrebbe dovuto saperlo. Voleva che fosse un piccolo segreto da custodire.
A gran fatica, (T/n) riuscì ad arrivare all'ultimo piano, dov'era situato il suo appartamento, nonostante l'aiuto dell'albino, che a differenza sua nascondeva bene l'affanno di tutti quei piani di scale.
Diede le chiavi a Natsuo, chiedendogli di aprire la porta. Inspirò profondamente, trattenendosi dal piangere a causa del dolore alla caviglia. Durante la discussione con Dabi, aveva cercato di ignorare quelle costanti fitte, ma ormai, senza più la presenza del corvino a distrarla, non riusciva a fingere che la la caduta non le avesse provocato una slogatura alquanto dolorosa.
Percependo lo stato d'animo dell'amica, Natsuo le cinse la vita, per poi sollevarla. Quando furono all'interno dell'appartamento, le chiese dove si trovasse l'interruttore ed una volta che il piccolo spazio fu pervaso dalla luce, si diresse verso il vecchio e scomodo divano, appoggiandosi sopra la (c/c) per sedervisi accanto.
"Forse dovremmo andare al pronto soccorso..." commentò il ragazzo, indicando la caviglia della (c/c). "Penso si tratti di una slogatura o forse di una distorsione. Non me ne intendo e non penso potrei esserti d'aiuto con fasciature, medicazioni o cose de genere..." disse Natsuo, come se volesse scusarsi.
"No, va bene così, andremo quando smetterà di piovere. Per il momento ti va di una tazza di tè?" chiese (T/n), cercando di apparire come una buona padrona di casa.
Natsuo sorrise per poi chiederle dove si trovasse il necessario per preparare la bevanda, considerando che (T/n) non godesse di una buona mobilità. A disagio per la situazione in cui si trovava, dipendente dal ragazzo che considerava un fratello, gli indicò dove si trovassero le bustine di tè, le tazze e qualunque altra cosa potesse servirgli.
"Non voglio essere insistente però... Fuyumi mi ha detto che stai cercando Touya. Ti dispiacerebbe spiegarmi il perché?"
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