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Capitolo Ventisei


Mi allontanai stringendo i pugni. Avevo appena respinto un ragazzo per cui, anche se lo negavo, provavo qualcosa e mandato a farsi benedire il rapporto con la persona che più contava per me in assoluto e che amavo dal primo momento.
Una parte di me suggeriva di lasciare perdere Newt, continua fonte di delusioni, e dare una possibilità seria e sincera a Minho, ma quella che predominava schiacciava la minima parte razionale in me condannandomi ad essere infelice probabilmente per sempre. Non potevo quel giorno fuori dalla Scatola innamorarmi di Minho e non di Newt? Sarebbe stato più semplice.
Il biondo oramai sapeva dei miei sentimenti per lui e non aveva detto nulla in proposito. Semplicemente ignorava la cosa perché non ricambiava.
Minho era sorridente, sempre con la battuta pronta, incredibilmente affascinante, leale, ci teneva tantissimo a me e soprattutto non mi aveva mai voltato le spalle.
Dall'altra parte c'era Newt. Bello come un raggio di sole, dolce quando voleva, con gli occhi più espressivi del mondo, capace di farmi battere il cuore all'impazzata e tutto il resto, ma quando ci si metteva stronzo come pochi. Per come mi aveva trattata non meritava neanche uno sguardo da me, ma scema come ero ci cascavo sempre nella sua trappola.
Non lo faceva sicuramente di proposito per farmi soffrire, lui era così e basta. Ed io ero così e basta. Pazza di lui dal primo secondo. Cosa potevo farci?
Da quando ero arrivata nella Radura non avevo fatto altro che causare danni. Mi ero innamorata della persona sbagliata e stavo facendo soffrire quella che sarebbe potuta essere quella giusta se solo il mio cuore non avesse deciso altrimenti.
Abbandonai il Casolare tra mille penseri e subito una chioma riccia mi travolse abbracciandomi fino a togliermi il fiato.
"Charlie, sono così contenta che tu sia sana e salva. Non ho avuto l'occasione di parlarti come si deve dopo... beh lo sai" sussurrò lei incerta guardandosi la punta delle scarpe.
"Dopo la mia gita nel Labirinto, Teresa. Non è una parolaccia, puoi dirlo."
"Lo so, è che è così ingiusto" mormorò lei torturandosi le mani.
"Niente è giusto qui nella Radura. Ricordati dove siamo e in quali condizioni viviamo. C'è mai stata giustizia in tutto questo?"
Lei mi sorrise malinconica. "Hai tremendamente ragione. Alcune volte mi dimentico di dove siamo."
"È tutto così triste. Non mi sono mai sentita così vuota dentro."
"Hai voglia di parlarmi della tua esperienza o di altro?"
"Sì. Ma lontano da qui, i muri hanno le orecchie" le mimai afferrandola per un polso.
La portai nel bosco. Sulla Torre non mi sembrava il caso, quel posto era intriso di troppi ricordi.
Vuotai il sacco raccontandole tutto del Labirinto, della chiacchierata con Newt e della dichiarazione di Minho. Tralasciando solo il dettaglio, molto rilevante, della Scacertola che mi aveva aiutata. Mi avrebbe presa per pazza e soprattutto avevo la netta sensazione che la cosa fosse sfuggita ai Creatori. Non avrebbero mai permesso una cosa simile, sicuramente era successo qualcosa di insolito che anche loro ignoravano per cui era meglio tacere e non rivelare la cosa. Mi avrebbero scoperta se l'avessi raccontato a Teresa.
La ragazza, dal canto suo, non credeva alle proprie orecchie.
"Come è stato il bacio?" chiese con aria sognante.
"Beh, umido e strano."
"Ma ti è piaciuto?"
Riflettei per qualche secondo sulla domanda e poi la risposta mi uscì spontanea. "Sì."
"E allora per quale assurdo motivo lo hai respinto? Lui potrebbe aiutarti a..."
"A fare cosa? Farmi dimenticare di Newt? Sarebbe crudele e meschino nei suoi confronti, io ci tengo molto a Minho. Troppo per fargli una cosa simile."
"Non hai tutti i torti. Ma in fondo tu provi qualcosa per lui quindi non sarebbe una presa in giro..." lasciò cadere lei. "Io ho sempre sognato di vederti insieme a Newt, ma dato il suo comportamento non credo ti meriti."
"Hai ragione. Ma purtoppo non posso comandare quello che sento qui dentro" dissi indicandomi il cuore "o qui" continuai indicandomi la testa.
"È seria la cosa Charlie? Cosa provi davvero per lui?"
"Io darei la mia vita per lui senza pensarci due volte."
"Insomma è serissima..."
Annuii tristemente con la testa buttando giù anche l'umore di Teresa.
"Basta parlarne. Vieni ti porto un po' dagli altri, ti aiuteranno a svagarti. Te lo meriti dopo tutto quello che hai passato" propose lei portandomi via dal bosco e ridonandomi un pochino di speranza. Forse potevo farcela a superare tutto.

"Newt, tu cosa ricordi della tua famiglia?" domandò la me del sogno. Newt era piccolo, probabilmente aveva a malapena sette o otto anni.
"Mia madre era la persona più dolce del mondo, aveva una pazienza infinita. Ogni sera prima di dormire mi baciava la testa e mi sussurrava quanto fossi importante per lei. Mentre mio padre, invece, trovava sempre il tempo per giocare con me o ascoltarmi anche quando era stanco. Ma più di tutti..."
"Sì?" domandai.
"Mi manca Lizzy, la mia dolce sorellina. Nonostante è più piccola di me ha sempre avuto più coraggio del sottoscritto. La notte ci stringevamo forte a vicenda per scacciare i nostri incubi e funzionava sempre."
"Perché parli dei tuoi genitori al passato e di tua sorella al presente?"
Lui mi guardò malinconico lasciando intendere quale fosse stato il destino dei suoi genitori e poi disse: "Oh beh... perché mia sorella è qui."
"Qui? E perchè non l'ho mai vista?"
"Perché è in un altro gruppo e non ci permettono di vederci."
"Ma è terribile!" esclamai.
"Sì lo è, ma per fortuna ho te. Adesso ci pensi tu a scacciare i miei incubi."
Afferrai la mano del bambino stringendola con tenerezza. "Non so cosa farei senza di te Newt, sei l'amico migliore del mondo." Lui mi sorrise raggiante lasciando intravedere i due dentini che gli mancavano.
"Insieme per sempre?" domandò lui porgendomi il mignolo.
"Insieme per sempre" risposi io incrociando il mio mignolo col suo.

Mi svegliai di scatto allontanando i capelli madidi di sudore dalla fronte. I sogni erano diventati più frequenti ultimamente e mi lasciavano vedere sempre più dettagli della mia vita passata, anche se con salti temporali evidenti e senza nessuna connessione logica.
Newt aveva una sorella. Chissà dove e chissà se ancora viva.
Cosa dovevo fare a quel punto? Dirglielo? Probabilmente lo avrei solo agitato e messo in testa pensieri tristi e infelici all'idea di non ricordarsi di lei e non poterla raggiungere, ma non dirglielo era comunque crudele. Inoltre non eravamo esattamente in ottimi rapporti ultimamente e sganciare una bomba simile avrebbe richiesto un lungo dialogo tra noi e tanto tempo insieme e al momento non ero pronta. Cosa fare, quindi?
Mi alzai pigramente dall'amaca desiderando solo di poter dormire ancora come tutti gli altri senza quei continui ricordi a tormentarmi. Mi angosciavano solamente. Perché non potevo essere normale?
Avevo molta voglia di salire sulla Torre a quel punto ma rischiavo di incontrare Newt e non era il massimo visto che il mio unico desiderio al momento era quello di evitarlo.
Decisi quindi che per rilassarmi e conciliare il sonno potevo fare una passeggiata scalza per la Radura, mi rilassava l'erba sotto i piedi. Un po' meno i sassi ma potevo sopportare qualche sassolino ogni tanto, in confronto a una notte nel Labirinto nulla ormai mi preoccupava poi così tanto.
Senza pensarci arrivai davanti al muro con i nomi. Alcuni erano cancellati mentre altri appartenevano alle persone che più amavo in assoluto.
Teresa.
Thomas.
Minho.
Ben.
Gally.
Chuck.
Jason.
Frypan.
E ovviamente Newt.
Ripassai con le dita i contorni del suo nome inciso continuando a rivedere nella mia mente il suo mignolo che si incrociava con il mio.
Una piccola Scacertola comparve nella mia visuale e sorrisi vedendo il taglio che l'attraversava.
"Buonasera Squarcio" sussurai improvvisamente ispirata. L'esserino che mi aveva salvato la vita meritava un nome e cosa c'era di più appropriato considerando il suo aspetto fisico?
Squarcio sembrò apprezzare e lasciò la sua lucina rossa diventare verde per qualche secondo. Possibile che mi capisse?
"Mi capisci?" La Scacertola fece diventare di nuovo la sua lucina verde per un secondo o due.
Mi portai una mano sulla fronte sconvolta. Avevo appena scoperto di avere una Scacertola da compagnia. Chi altro poteva vantarsi di una cosa del genere?
Non mi spiegavo come facesse a succedere tutto sotto al naso dei Creatori, non c'era sicuramente il loro zampino e non capivo come mai non fossero ancora intervenuti per distruggerla. Possibile riuscisse ad eluderli in qualche modo? E come mai sembrava così interessata al me al punto da girarmi spesso attorno e salvarmi la vita?
"Ehi" sussurrò una voce, facendo scappare Squarcio.

TADAN
Allora people:
-Teorie su Squarcio?
-Idee su cosa farà Charlie rispetto alla questione "sorella di Newt"?
-Considerazioni?
Vuotate il sacco 👀
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