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Capitolo Sei

Teresa mi convinse a pettinarmi decentemente e a cambiarmi la maglietta, che a detta sua era orrenda, insistendo che mi avrebbe aiutata a fare colpo su Newt.
Io mi ero sentita immensamente scema ma il suo sguardo diabolico mi aveva convinta ad assecondarla e a fare come diceva.
Per questo poche ore dopo mi ritrovai a tavola, dopo aver preparato il cibo per decine di radurai affamati, a coprirmi il più possibile per sfuggire dagli sguardi dei presenti che cercavano di sbirciare nella piccolissima scollatura della maglietta che benchè misera sembrava attirarli come api col miele. Si vedeva proprio che avevano vissuto per un lungo periodo senza neanche una ragazza nelle vicinanze. Sembravano lupi assetati di sangue. I capelli che erano pettinati di lato sembravano più soffici e vaporosi. Complici le numerose spazzolate che Teresa mi aveva imposto categoricamente.
Minho e Thomas ci raggiunsero a tavola sorridenti puntando subito i piatti che avevamo preparato per loro.
"Clint e Jeff dicono che da domani Ben potrà tornare a mangiare e a dormire con noi" disse Thomas prendendo posto vicino a Teresa come suo consueto.
"Ma è fantastico!" esclamai insieme a tutti gli altri.
"Già" aggiunse Minho prendendo posto alla mia sinistra. Il ragazzo restò per qualche secondo a fissarmi imbambolato prima di scuotere la testa e dedicarsi alla sua cena.
Mi girai alla ricerca di Newt puntando immediatamente al tavolo che occupava ogni sera a cena in compagnia di Alby e vari intendenti.
Lo guardai sognante desiderando ardentemente che la notte arrivasse il più presto possibile per il nostro solito incontro sulla torre. Morivo dalla voglia di passare del tempo con lui e di abbracciarlo alla ricerca di calore.
Non appena mi notò alzai una mano in segno di saluto sorridendo più che mai e lui anzichè ricambiare si alzò bisbigliando qualcosa ad Alby per poi avviarsi in direzione del nostro tavolo con il suo piatto in mano guardandomi fissa negli occhi.
Arrivò davanti a me in men che non si dica.
"Vi disturbo se mi aggiungo a voi?" domandò indicando un posto vuoto affianco a me. Newt non aveva mai mangiato insieme a noi e la notizia mi colse di sorpresa al punto che non riuscii neanche a rispondere.
"Certo che no amico" rispose Thomas salvandomi dall'imbarazzo più totale. Newt sorrise per ringraziare e prese posto alla mia destra poggiando il suo piatto con grazia.
"Hai qualcosa di diverso" commentò guardandomi e concentrandosi per qualche secondo in più sulla leggera scollatura che si intravedeva "hai cambiato pettinatura o sbaglio?"
"Teresa mi ha convinto a cambiare un po' " ammisi felice di tutte quelle attenzioni.
"Stai bene."
"Grazie" risposi lusingata.
Da qualche parte arrivò qualche colpo di tosse e Teresa mi sferrò un calcio abbastanza forte come a dire: "È merito mio, vedi che dovresti darmi retta ogni tanto?". Le lanciai uno sguardo riconoscente prima di dedicarmi ai miei funghi e al mio riso. Vicino a me Newt iniziò a fare lo stesso.
Ogni tanto i nostri gomiti si sfioravano ed io mi sentivo morire ogni volta. Mi sentivo scema ad andare fuori di testa per così poco ma era più forte di me e non potevo farci nulla.
Teresa dal canto suo non perdeva occasione per rifilarmi occhiatine e sorrisini causandomi ancora più rossore.
Frypan mi salvò dalla situazione dicendo: "Charlie non è che ti andrebbe di fare il turno piatti? Come ben sai Mark ha mal di stomaco ed è tornato al Casolare per stendersi un po' e non vorrei farlo lavorare, ma nemmeno lasciare Josh da solo a lavare e visto che io e Teresa abbiamo servito mi chiedevo se..."
"Nessun problema" mi affrettai a rispondere "oggi non l'ho fatto per niente ed è anche giusto che mi dia un po' da fare."
"Sei fantastica, grazie" disse per poi alzarsi per andare a dare la notizia a Josh ed informarlo che avrebbe ricevuto aiuto.
"Certo che tu lavori come un mulo. Ti ho vista oggi che aiutavi i costruttori anche se non spettava a te" disse Newt guardandomi pieno di ammirazione.
"Beh, visto che voglio lavorare con loro il pomeriggio non mi sembrava male fare un po' di pratica extra."
"E la mattina cos'hai intenzione di fare?" mi domandò curioso addentando un fungo.
"Orti."
Il ragazzo si aprì in un sorrisone.
"Anche se a colazione pensavo di venire ad aiutare Teresa e Frypan se per Alby va bene."
"Insomma mi stai dicendo che hai scelto tutti e tre i lavori. Sicura di sostenere il ritmo?" Dal tono di voce sembrava un po' preoccupato e bastò a mandarmi su di giri.
"Certo, devo solo parlarne con Alby."
"Sono sicuro che accetterà, se vuoi possiamo andare dopo a parlargli insieme."
Teresa mi rifilò un nuovo calcio ed io la scacciai rispondendo con la stessa moneta. Se avesse continuato così mi avrebbe causato lividi a non finire.
"Per me va benissimo" risposi.
"Dovevi venire a fare la velocista. Ti avrei trattata bene e avresti avuto l'onore di correre insieme a un figo" disse Minho di punto in bianco.
"Oh grazie Minho, non dovevi!" esclamò Thomas pavoneggiandosi.
"Non stavo parlando di te testa di caspio."
"Lo sanno tutti che sono io il velocista più figo."
"Ma guarda questo, il capo sono e quindi decido io e poi Charlie è d'accordo con me, vero?" mi domandò speranzoso.
"Io mi tengo fuori da questa faccenda" e dettò questo addentai l'ultimo boccone di riso prima di fuggire in cucina accompagnata dalle lamentele di Minho e Thomas.
Restai per qualche secondo in cucina a ridere ripensando alle loro facce e a tutta la scena in generale fino a che una figura non entrò facendomi mancare il fiato.
Per l'ennesima volta mi ritrovai a contemplare la bellezza di Newt che sembrava ergersi come un dio davanti a me illuminando tutta la stanza con la sua presenza.
"Hai scatenato una guerra di là, Minho e Thomas si lanciano funghi a vicenda per determinare chi sia più figo tra i due mentre Frypan gli urla dietro intimandoli di non sprecare il cibo e Teresa e Chuck se la ridono a crepapelle" mi spiegò avvicinandosi di qualche passo a me.
Guardandolo ripensai all'impellente desiderio che avevo avuto di abbracciarlo poco prima e alle parole di Teresa che mi intimava di essere più coraggiosa e questo bastò a spingere il mio corpo ad avanzare fino ad abbracciarlo come meglio potevo stringendolo forte a me con bisogno.
Newt che non si aspettava un simile gesto improvviso da parte mia restò per qualche secondo imbambolato per poi posare una mano sulla schiena e l'altra sulla testa ad accarezzarmi lentamente i capelli.
"E questo per?" mi domandò curioso.
"Ne avevo solo voglia, tutto qui" risposi stupendomi per il mio stesso coraggio. Sentii Newt sorridere e spostai le mie braccia dalla sua vita al suo collo inspirando più che potevo il suo profumo.
Nella mia testa rimbombavano le parole di Teresa che mi intimavano di afferrargli la nuca e baciarlo una volta per tutte ma il meglio che riuscii a fare fu strofinare delicatamente il mio naso sul suo collo pentendomene come mio solito immediatamente.
Newt si staccò poco da me e mi ritrovai a ricambiare il suo sguardo.
"Come mai tutta questa tenerezza?" domandò aprendosi in un sorriso.
"Non lo so Newt, ma se non vuoi..."
"No non è questo. Volevo solo sapere cosa ho fatto per meritarmi tanto" disse spingendomi piano piano la testa fino a farmela poggiare sul suo petto.
"Mi sei solo mancato, tutto qui" ammisi finalmente accoccolandomi più che potevo.
"Anche tu" disse lui inaspettatamente.
Mi ritrovai a sorridere pensando a quanto ero fortunata e a quanto stavo bene tra le sue braccia. Era il posto in assoluto che preferivo e che non avrei mai voluto lasciare.
"Dio Newt, se solo tu sapessi la metà di quello che provo per te chissà come la prenderesti" fu tutto quello che riuscii a pensare. Una ragazza furba o perlomeno più coraggiosa di me a quel punto avrebbe fatto la prima mossa, invece io me ne stavo lì come una scema maledicendomi sempre di più ogni secondo che passava.
"Ah Newt finalmente ti ho trovato."
Sullo stipite della porta comparve Kayla e io sciolsi immediatamente l'abbraccio dal ragazzo allontanandomi delusa. Ci aveva interrotti in un bellissimo momento, almeno per me.
"Ti cerco da un'ora" disse guardandolo con tenerezza. Le avrei volentieri cavato gli occhi in quel momento.
"Devi dirmi qualcosa?" domandò lui.
"Sì, ma in privato" disse guardandomi come si guarda un insetto fastidioso.
"Beh, allora vi lascio soli" dissi, dandomi mentalmente della stupida due secondi dopo. Lo stavo affidando al nemico.
Prima che potessi andare via Newt mi afferrò per un braccio per poi sussurrarmi all'orecchio: "Io e te ci vediamo stanotte, solito posto". Lo guardai sorridendo e poi me ne andai più felice che mai sotto lo sguardo di Kayla che alternava lo sguardo tra me e lui rabbiosa cercando di capire cosa mi avesse sussurrato il ragazzo.
Lasciai la cucina con il cuore leggero pregustandomi già le ore che avrei passato sulla torre insieme a lui parlando del più e del meno e ammirandolo senza interruzioni da parte di niente e di nessuno. Quei momenti erano solo nostri e nessuno poteva portarmeli via.

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Qualche tempo dopo...

Quando aprii gli occhi quella mattina mi accorsi con un pizzico di malinconia che era passato un mese esatto dal mio arrivo alla Radura.
Mi stiracchiai e mi strofinai gli occhi per scacciare gli ultimi residui di sonno notando che di nuovo ero la prima a svegliarmi tra i presenti. Avevo un orologio biologico interno da fare invidia, eppure era strano visto che passavo tutte le notti diverse ore sulla Torre con Newt parlando delle nostre giornate e delle nostre aspettative. Ogni tanto parlavamo anche del sogno-ricordo che avevo fatto tempo prima ma visto che non era più successo non avevamo molte informazioni su cui basarci e lasciavamo cadere il discorso velocemente.
Mi alzai definitivamente lanciando uno sguardo a Thomas e Chuck che dormivano vicino a me e a Teresa che si rigirava nell'amaca poco distante da noi. Nel corso di quelle settimane avevo consolidato molto il mio rapporto con loro, così come con Frypan, Gally, Ben ma soprattutto Minho e Newt con la quale ormai passavo la maggior parte del mio tempo.
Dopo una veloce rinfrescata mi decisi ad andare alla ricerca di Minho, che come tutte le mattine era solito alzarsi per primo seguito da Alby e Frypan. Ormai era diventata una routine. Così come la notte era dedicata a Newt l'alba era dedicata a Minho.
La cosa più divertente era il fatto che nonostante ormai fosse un'abitudine lo trovavo ogni mattina in un posto diverso, visto che non ci eravamo mai davvero accordati sul punto di ritrovo. Quel giorno, in particolare, lo notai a fare un po' di riscaldamento vicino gli Orti.
"Buongiorno!" esclamai contenta.
Il ragazzo si voltò subito verso di me aprendosi in un sorriso enorme, lo stesso che mi dedicava ogni mattina.
"Emozionata? Da oggi smetterai di essere una fagiolina. Chi speri arrivi?"
"Un ragazzo forte che possa entrare nei costruttori a darci una mano. Da quando Alby ha proposto di costruire un piccolo Casolare decicato a noi ragazze stiamo lavorando come muli. Tu?"
"Io spero in una gran gnocca" confessò.
"Il mio sogno è meglio!" esclamai rifilandogli un pugno sul fianco. A differenza dei miei primi giorni nella Radura sembrò soffrire il colpo.
"Da quando ti sei messa a fare tre lavori sei diventata più forte" constatò massaggiandosi il punto colpito "dovrei andare da Alby a dirgli di impedirti di lavorare così tanto o tra massimo due mesi diventerai un pericolo pubblico."
"Quasi al pari di te insomma" osservai.
"Sono già bellissimo, non posso essere anche delicato" asserì pavoneggiandosi.
"Come fai ad esserne così convinto se non abbiamo modi per vedere il nostro aspetto?"
"Me lo sento nel profondo e poi lo vedo negli occhi di voi ragazze o vuoi negare?"
Lo guardai dalla testa ai piedi non trovando nulla su cui ribattere. A essere bello era davvero bello.
Alzai le mani in segno di sconfitta.
"Tu non sei da meno" commentò poi squadrandomi a sua volta "ed è un vero peccato che tu non possa verificarlo di persona" aggiunse avvicinandosi a me fino a che solo pochi centimetri ci separavano. Col passare del tempo nemmeno io ero riuscita più a negare il suo evidente interesse nei miei confronti, ma nonostante quello mi ritrovai impreparata in quel momento e per tale finii col abbassare il capo più imbarazzata che mai.
"Ehi, guardami" mi sussurrò lui posandomi una mano calda sulla guancia.
Non so perchè ma accolsi la sua richiesta ritrovandomi il suo viso vicino come non mai e mi sorpresi a pensare che probabilmente se Newt non fosse mai esistito avrei anche potuto provare qualcosa per il ragazzo davanti a me. Non mi era del tutto indifferente con la sua bellezza e i suoi modi di fare, ma non era nulla in confronto a quello che covavo dentro di me per Newt... il ragazzo verso la quale i miei sentimenti aumentavano sempre di più ogni volta che lo vedevo.
"Ti vergogni di me?" mi domandò di punto in bianco.
"Assolutamente no" negai convinta.
"Allora ti dà fastidio che io ti tocchi?" domandò poggiando anche l'altra sua mano sull'altra mia guancia.
"Non è neanche questo, Minho" lo rassicurai abbozzando un lieve sorriso.
Lui mi guardò per qualche secondo perso nei suoi pensieri per poi sgranare gli occhi di colpo come ripresosi da un sogno. "Dio mio è tardissimo! E devo ancora svegliare tutti!" esclamò guardando il cielo che si schiariva sempre di più sconvolto.
"Credo che ci abbiano già pensato da soli" gli feci notare indicando alcune figure che si stavano trascinando pigre verso le cucine. Non mi era difficile, neanche da quella distanza, riconoscere che si trattasse di Thomas, Ben e degli altri velocisti.
"Devo andare o potrebbero mettere in dubbio la mia autorità" disse gonfiando il petto dandosi arie di importanza.
"Ma quale autorità" risposi spintonandolo quasi facendogli perdere l'equilibrio. Mi stupiva come un mese tra cucine, costruttori e scavatori mi avesse aiutata a mettere su un po' di massa muscolare.
"Ripeto... devo assolutamente far cambiare idea ad Alby o qua ci seppellirai tutti" commentò prima di correre verso le cucine con un sorriso stampato in faccia.
Mi ritrovai a sospirare sollevata per la scena imbarazzante che mi ero lasciata alle spalle, Minho non si era mai spinto così tanto con me e i suoi gesti mi avevano lasciato a dir poco confusa. Scossi la testa e mi decisi che anche per me fosse ora di andare da Frypan per aiutarlo un po' con la colazione. Alla fine Alby aveva accettato di farmi lavorare di mattina con gli scavatori e di pomeriggio con i costruttori e aveva anche accettato volentieri la mia intenzione di dare una mano a Frypan e Teresa per la colazione. Io dal canto mio mi destreggiavo molto bene con tutti i lavori e tutti e tre gli intendenti mi portavano sul palmo della mano.
Mentre mi incamminavo mi ritrovai anche a pensare che l'unica nota negativa di stare con gli scavatori era dover sopportare Kayla ogni santissima mattina. Era una frana come lavoratrice ma visto che non aveva brillato in nessuno dei lavori che aveva provato Alby alla fine spinto da chissà quale umanità durante l'adunanza aveva chiesto a Zart di prenderla sotto la sua ala per non mandarla tra gli spalatori, ossia il lavoro che spettava a chi non era bravo a far nulla e che secondo lui non era adatto per una ragazza. Zart, che non la sopportava più di tanto, aveva acconsentito suo malgrado nonostante detestasse chi lavorava male o controvoglia.
Lei aveva accolto con entusiamo la notizia e non faceva altro che attaccare briga con Newt durante le ore negli Orti invece di lavorare mandando su tutte le furie l'intendente che la guardava con disapprovazione ogni volta e me che dovevo assistere alle loro moine senza poter fare nulla per impedirlo.
Purtroppo Newt la trovava molto simpatica e vedevo ogni giorno sempre di più il feeling tra loro due crescere, accompagnato dalle lamentele di Teresa che a ogni occasione mi ricordava di muovermi a farmi avanti prima che fosse troppo tardi. In quel mese stavo accumulando più coraggio possibile e mi ero decisa a confessarmi al più presto per enorme gioia della mia amica che aveva accolto la notizia abbracciandomi e congratulandosi con me come se avessi vinto chissà quale grande premio.
Accompagnata da questi pensieri e ricordi arrivai in cucina in men che non si dica trovando Frypan che raggiante tirava fuori pentole e tegami e Teresa che quasi dormiva in piedi appoggiata sui fornelli spenti.
"Giorno!" esclamai con quanta voce avevo in corpo. Teresa scattò sull'attenti spaventata mentre Frypan ricambiò allo stesso modo lanciandomi un grembiule.
Legai i capelli e lavai le mani sotto le proteste di Teresa che mi rimproverava per il colpo che le avevo fatto prendere.
Mentre iniziavo a disporre su uno dei banconi ciò che mi serviva per preparare la colazione lei si avvicinò a me furtiva con un gatto.
"Allora hai deciso il grande momento?" domandò alludendo alla mia dichiarazione.
"Ma non lo so... pensavo tra qualche settimana..." le risposi vaga.
"Qualche settimana? Non ci siamo proprio. Devi farlo stasera."
"Stasera?" urlai attirando l'attenzione di Frypan che ci guardò sospettoso. Gli rivolsi un sorriso per scusarmi e lui poco convinto torno a lavorare.
"Oggi arriverà il nuovo fagiolino e quale buona occasione per dichiararsi se non davanti al romantico falò che allestiremo per festeggiare il suo arrivo?" domandò entusiasta.
"Romantico se escludiamo il lugubre teschio affisso in cima..."
"Come sei precisina" mi fece notare rompendo qualche uovo in una bacinella per poi sbatterle con cura. La imitai a mia volta visto che la colazione del giorno prevedeva frittelle calde.
Passammo i successivi venti minuti con lei che mi esponeva i mille modi per attaccare bottone ed io che fingevo di ascoltarla mentre aggiungevo farina e sale e passavo tutto a Frypan.
"Okay lo farò basta che la smetti di tormentarmi!" esclamai infine mentre i primi radurai si avvicinavano per riscuotere la loro colazione.

TADAN
Son qua! Sono viva lo giuro.
Non ho molta voglia di scrivere uno spazio autrice perché sono un bradipo travestito da umano quindi mi dileguo.
Saluti!

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