Capitolo Diciannove
Minho si alzò con eleganza fissandomi negli occhi con un'espressione incoraggiante.
"Io ho avuto il privilegio di conoscere Charlie e di legare con lei in un modo che non avrei mai immaginato. Stando con lei ne ho appreso la dolcezza e l'innocenza e vi giuro, sulle mie gambe da velocista, che non sarebbe mai capace di fare del male a nessuno. Ci scommetto la mia vita. E dal momento che chiunque fa del male agli altri, e a lei soprattutto, deve pagare io propongo l'esilio per Kayla perchè mai in vita mia ho visto un gesto così infido e grave nella Radura. Aprite gli occhi e guardate in faccia la realtà. E ho detto tutto" affermò tornando al proprio posto.
Lo guardai piena di riconoscenza e affetto ringraziandolo con lo sguardo e lui si battè due volte il pugno sul cuore per poi indicarmi.
"Prima di dare la parola alle ragazze ricapitoliamo. Abbiamo una proposta di esilio per Charlie, tre per una notte nel Labirinto sempre per Charlie, una proposta per due settimane in Gattabuia per entrambe le parti e tre proposte di esilio per Kayla. Ci siamo?" Gli intendenti annuirono, qualcuno borbottando per le scelte su cui discordava e qualcuno con indifferenza.
"Kayla alzati in piedi. Ti concediamo un momento per esporre il tuo pensiero."
La ragazza si alzò di scatto come se la sedia scottasse iniziando a parlare velocemente e con un tono di voce agitato.
"Trovo tutto questo scandaloso. Sono io la vittima qui, mi vedete qui davanti a voi ferita. Mi ha ridotta in questo modo e voi mettete anche in dubbio la mia sincerità" disse asciugandosi due lacrime che le solcavano il viso.
"Un'ottima attrice devo dire" commentò Gally scatanenando qualche risatina ed un gestaccio da parte di Alby, ormai al limite della sopportazione.
Kayla lo guardò sconvolta prima di riprendere un'espressione addolorata. "Non capisco come fate e screditarmi così. Ho quasi rischiato la vita ieri notte e sono salva qui davanti a voi per miracolo. Quella ragazza è un pericolo pubblico e mi terrorizza."
"E dicci, perché secondo te ti avrebbe attaccata?" domandò Alby sporgendosi leggermente dalla sedia.
Lei mi lanciò uno sguardo carico di risentimento. "Oh mi sembra ovvio. O volete farmi credere che non l'avete notato?"
"Cosa non abbiamo notato?" domandò Zart confuso.
"Che è innamorata di Newt, ingenui che non siete altro, e da quando sono qui non ha fatto altro che cercare di portarmelo via. Uccidermi era il suo ultimo disperato tentativo per sottrarmelo."
Nella stanza calò il silenzio più totale, l'unico rumore era il respiro affannoso di Kayla carico d'ira,
"È vero quello che dice?" domandò Alby rivolto verso di me.
Mi strinsi nella sedia cercando di diventare piccola, piccola. In quel momento avrei dovuto alzarmi in piedi e negare tutto fermamente ma non ce la facevo a mentire davanti a tutte quelle persone, lo sguardo mi avrebbe tradita.
Passai in rassegna i visi degli intendenti. Frypan aveva l'espressione di un cervo spaventato, Gally sembrava sul punto di ammazzare qualcuno, mentre Minho scuoteva la testa guardandomi negli occhi capendo le mie intenzioni. Stava cercando di scoraggiarmi a parlare ma ormai avevo già preso la mia decisione.
"Sì..." sussurrai col tono di voce più basso che riuscii a trovare, sufficiente però a farmi sentire da tutti dato il silenzio che regnava. Potevo sentire il sangue dei presenti gelarsi nelle loro vene.
Il suono di qualcosa che cadeva attirò l'attenzione di tutti. Di scatto tutte le teste si voltarono in direzione di Newt, che scioccato aveva lasciato cadere a terra matita e taccuino. Mi guardava con un misto di incredulità e tristezza, come se la mia dichiarazione gli avesse spezzato il cuore.
"Sì..." dissi di nuovo alzandomi dalla sedia nonostante le gambe instabili che faticavano a reggermi "quello che dice Kayla è vero, sono innamorata di Newt."
"Visto? Avete visto?" domandò la ragazza indicandomi "ve lo dicevo che..."
"Ma non l'ho aggredita per gelosia e per niente di simile" continuai interrompendola "ciò che provo per lui non mi spingerebbe mai a compiere un gesto del genere nei confronti di qualcuno."
"È chiaro che mente" disse Kayla.
"Silenzio Kayla, hai avuto la tua occasione di parlare. Ora lasciaci ascoltare la sua versione" l'ammonì Alby.
"Ieri pomeriggio Kayla mi ha vista in compagnia di Newt per l'ennesima volta e mi ha minacciata. Ho preso alla leggera le sue parole ma quando ieri notte mi ha colta di sorpresa con un coltello in mano pensavo fosse arrivato il mio momento, ma mai in vita mia mi sarei aspettata che facesse quello che ha fatto. È lei che ha agito per gelosia non io e se non volete credermi accoglierò la mia punizione con dignità" dissi per poi tornare a sedere.
"Non hai le prove" urlò lei fuori di sé "sono solo parole le tue. Le disperate parole di una palese colpevole."
"Silenzio" urlò Alby terrorizzando tutti "Newt vuoi pronunciarti in merito?" Tutti puntarono avidi lo sguardo sul ragazzo che ancora mi fissava con sguardo vuoto, sembrava estraneo a tutti gli eventi discussi.
"Newt?" lo richiamò di nuovo Alby, notando che non stava prestando attenzione.
Il ragazzo rinsavì posando di nuovo gli occhi sul capo.
La stanza e tutti i presenti trepidavano di attesa. Nessun giudizio in quella stanza sembrava contare più di quello di Newt date le circostanze. Per me soprattutto era il più importante di tutti.
Ci aspettavamo un lungo discorso pieno di enfasi e ragionamenti, ma dalla bocca del ragazzo uscirono solo due parole: "Mi astengo".
In quel momento perfino l'aria che respiravo sembrava arrecarmi dolore, mi sarei aspettata di tutto ma non quella risposta. In ballo c'erano delle vite e lui aveva liquidato la questione astenendosi.
Alby lo guardò in cerca di spiegazioni ma Newt aveva uno sguardo talmente sconvolto e scioccato che lasciò cadere la questione.
"Io dal canto mio non me la sento di accusare l'una o l'altra parte senza prove sufficienti e siccome non voglio condizionare le idee di nessuno mi astengo anche io nel dare un giudizio" disse con tono diplomatico. Raramente Alby dava una giudizio che condannava o meno qualcuno quindi c'era da aspettarselo.
"Detto questo votiamo. Alzi la mano chi vota per esiliare Kayla." Minho, Frypan e Gally alzarono le mani senza esitazione. Alby li guardò per qualche secondo prima di passare alla domanda successiva.
"Alzi la mano chi vota per esiliare Charlie."Nessuno, neanche l'intendente degli insaccatori che aveva fatto quella proposta alzò la mano, dandomi un po' di sollievo.
"Chi si astiene?" solo lui e Newt alzarono incerti la mano.
"Chi vota per le due settimane di Gattabuia per entrambe proposte da Zart?" Solo Zart stesso alzò la mano.
"Chi vota per far passare una notte nel Labirinto a Charlie?" Non realizzai di essere spacciata fino a quando quattro mani non si alzarono. Jeff, Winston, l'insaccatore e l'intendente degli spalatori avevano alzato la mano. I voti a favore erano quattro, la maggioranza aveva deciso.
"Così sia" disse Alby con un tono di voce quasi sofferente.
Subito nella sala si scatenò il caos più totale. Il primo a sbottare fu Gally.
"Siete forse impazziti? Vi spacco quelle teste di caspio" urlò il ragazzo col viso reso paonazzo dalla rabbia cercando di assalire Winston che era più a tiro.
Minho e Frypan lo braccarono afferrandolo per le braccia con un'espressione sconvolta. Quello che venne dopo non lo neanche notai sconvolta com'ero da tutto ciò appena accaduto.
Avrei passato una notte intera nel Labirinto e probabilmente sarei morta lì. Non ero stata abbastanza convincente, avevo perso la mia battaglia e mi ero umiliata davanti a tutti rivelando i miei sentimenti per Newt.
Qualcuno si posizionò davanti a me.
Non capivo più nulla e meccanicamente afferrai la mano che il ragazzo mi porgeva. Quando alzai lo sguardo davanti a me c'era Darw, probabilmente chiamato per scortarmi in Gattabuia.
Nella stanza c'era ancora un gran vociare e mancavano all'appello Gally, Newt e Kayla. Il primo sicuramente era stato allontanato per il suo comportamento sconveniente, il secondo si era allontanato scioccato, mentre Kayla di certo era scappata il prima possibile temendo in un ripensamento. Riuscivo ad immaginarla nitidamente mentre se la rideva alle mie spalle pregando affinché avessi una morte lenta e dolorosa.
"Seguimi" mi sussurrò il ragazzo. Provai a muovere un passo ma le gambe mi reggevano a fatica e fui costretta ad attaccarmi ad un braccio di Darw. Lui si dimostrò paziente e mi accompagnò a piccoli passi fino alla Gattabuia.
Ero talmente sconvolta da non notare nulla di ciò che mi circondava. Non vedevo le persone indicarmi e parlare fitto nelle orecchie dei compagni, non vedevo dove mettevo i piedi, non vedevo le stelle brillare sopra di me, non vedevo nulla. Riuscivo solo a pensare che stavo per passare le mie ultime ore nella Radura e l'avrei fatto dentro una lurida e solitaria prigione.
La sola vista della Gattabuia mi paralizzò, ma ero talmente sconvolta che non obiettai e mi lasciai condurre senza proferire parola. Entrai quasi meccanicamente per poi posizionarmi nel solito angolino che mi aveva fatto da compagno in tutte le ore precedenti passate nella piccola prigione.
Darw era ancora lì fermo che mi fissava con lo sguardo triste.
"Mi dispiace" sussurrò iniziando a chiudere la porta "mi dispiace che tutto questo stia capitando proprio a te, si vede che sei innocente."
Alzai lo sguardo verso di lui confusa.
"Mi avevi già messo la pulce nell'orecchio e adesso ho avuto la conferma definitiva. Nei mesi che ho passato qui ho scortato molte persone in prigione in attesa di una condanna e tutti chiaramente colpevoli, tutti loro si sono dimenati con tutte le loro forze urlando e imprecando durante il tragitto. Solo tu sei rimasta paralizzata, non ho mai visto nulla del genere in tutta la mia vita qui."
"Innocente o no domani morirò" sussurai con le poche forze che avevo.
"Io dico di no" disse soprendendomi "sono sicuro che i tuoi amici si inventeranno qualcosa, vedrai." Il ragazzo a quel punto si allontanò lasciandomi ardere nella piccola fiamma di speranza che aveva appena acceso in me. Speravo solo avesse ragione.
TADAN
Non ho tempo di rileggere, quindi spero non si siano errori!
Domanda random: se pubblicassi una storia su Death Note qualcuno la cagherebbe?
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