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Capitolo Cinque

Lavorai per un'ora e mezza circa e dato che per me si era fatta l'ora di tornare nelle cucine per preparare il pranzo congedai i ragazzi, promettendo che il pomeriggio sarei tornata per dare una mano. Tutti mi ringraziarono per l'impegno e per essere entrata nel team, Gally soprattutto ne era entusiasta e non vedeva l'ora di dirlo a tutti.
Dato che ci tenevo molto alla puntualità e alla serietà mi presentai nelle cucine un po' in anticipo trovandola deserta e decisi che nel frattempo potevo iniziare già da sola visto che sapevo quale era menù: verdure grigliate e bocconcini di carne. Dal momento che di preparare la carne per me non se ne parlava decisi che potevo iniziare a pulire le verdure.
Mi legai i capelli e lavai le mani e mentre mi accingevo a indossare il grembiule qualcuno entrò nella cucina e visto che nessuno oltre a Frypan arrivava puntale, da come avevo sentito dire, senza girarmi domandai: "Puoi aiutarmi a legare questa trappola mortale?" alludendo al retro del grembiule. In pochi secondi dietro la mia schiena c'era un bel fiocco, ma oltre a quello mi ritrovai anche due braccia che mi circondavano la vita.
"Ehy..." mi sussurrò una voce all'orecchio, che capii essere quella di Newt senza dubbio.
La bocca mi si seccò e sentii il sangue defluirmi con prepotenza fino alle guance. Brividi, brividi terribilmente piacevoli correvano sulla mia schiena sfidandosi a vicenda.
Restai inerme, con le braccia abbandonate lungo i fianchi senza cenno di volermi approcciare in nessun modo a lui. La verità è che avrei solo voluto voltarmi e stringerlo forte ma nella mia testa si ripeteva la scena di quella mattinata e delle lacrime sulla Torre.
"Charlie..." tentò ancora lui sussurrandomi di nuovo all'orecchio e facendomi annodare lo stomaco come solo lui riusciva a fare.
"Perchè non mi rispondi?" domandò sfiorando il mio zigomo destro con il suo naso. In quel momento mi dimenticai anche come si respirava.
Mi staccai da lui piena di imbarazzo e di nervosismo.
"Me lo stai chiedendo davvero Newt?" domandai guardandolo decisa negli occhi. "Non ti ricorda niente il fatto che stamattina sono venuta da te perchè volevo vederti e scambiare due parole con te e tu mi hai liquidata in modo molto maleducato?"
Lui mi guardò con tenerezza per poi dire: "E secondo te perchè sono qui? Mi sono sentito in colpa nel momento stesso in cui sei andata via".
Azzardò un passo verso di me allungando le braccia nella mia direzione come un invito a fare pace, ma io non demordevo.
"Perchè l'hai fatto Newt?"
"Era da un po' che cercavo di spiegare le fondamenta alla ragazza nuova, Kayla, ma puntualmente ogni volta arrivava qualcuno a farmi perdere il filo del discorso ed ero nervoso perchè non mi piace ripetere le cose duemila volte e quando sei arrivata tu ho reagito male senza motivo." Vedevo sincerità nel suo sguardo ma la gelosia offuscava ogni mio pensiero razionale.
"A me non sembravi tanto nervoso mentre parlavi con lei."
Il ragazzo si aprì in un sorriso radioso che mi fece salire i nervi a fiori di pelle.
"Cosa ridi?"
"È che sei così carina quando sei arrabbiata" mi disse sorridendo ancora.
Lo guardai torva per qualche secondo per poi accennare un piccolo sorriso. Newt lo prese come un incoraggiamento e riaprì di nuovo le braccia.
Quella volta non mi lasciai scappare l'occasione e mi avvicinai a lui avvolgendo delicatamente le mie braccia attorno al suo collo. Nonostante fossi ancora un po' arrabbiata non avevo resistito alla tentazione di sentire il suo calore, il suo profumo e le sue braccia stringermi con una tenerezza tale da mandarmi in pappa il cervello.
"Newt..." sussurrai contro il suo collo senza motivo alcuno. Avevo solo voglia di pronunciare il suo nome.
"Sì?" domandò lui.
Mi limitai a scuotere la testa per fargli capire che non avevo nulla da dirgli. Mentre ero lì tra le sue braccia me lo immaginai a stringere Kayla in quel modo anzichè me e il solo pensiero mi bastò a farmi salire le lacrime agli occhi. Affondai il viso nell'incavo del collo di Newt stringendomi ancora di più a lui, quasi aggrappandomi disperaratamente.
"Cosa c'è?" disse lui con dolcezza nella voce.
"Niente. È solo che mi piace stare così con te" confessai pentendomene subito dopo.
"Anche a me" rispose a sua volta sorprendendomi.
"Sì anche a me piacete molto, ma qua si deve lavorare quindi romanticoni è ora di staccarsi".
La sorpresa bastò per farci allontanare come se ci fossimo scottati.
Frypan era sulla porta che ci fissava con uno sguardo tra il divertito e il malizioso e dietro di lui Teresa che ci guardava trattenendo a stento le risate. Newt sembrava completamente a suo agio mentre io mi sarei sotterrata tre metri sotto terra senza pensarci due volte.
"Bene allora ci vediamo dopo" disse rivolto a me prima di uscire dalla cucina salutando i due ragazzi fermi sulla porta. Appena lontano i due piombarono su di me con fare pettegolo.
"Allora?" domandò Frypan eccitato "nuova coppia?"
"È successo solo quello che avete visto."
"Cosa? E io sarei rimasto 10 minuti qua fuori invece di lavorare senza motivo?"
"Forse se non li avessi interrotti" commentò Teresa dandogli una pacca sul collo.
"Aspetta... cosa?" domandai fissando Frypan.
"Beh, stavo per arrivare e ho visto in lontananza prima entrare te e poi Newt e sono rimasto appostato qua fuori per un po' e poi è arrivata Teresa, ma visto che il pranzo non si cucina da solo ho deciso di irrompere."
"Che bugiardo! La verità è che sperava di cogliervi in qualche sbaciucchiamento per avere un bel gossip succulento da servire insieme al pranzo."
Frypan, colto sul fatto, fulminò Teresa con lo sguardo. Poi scoppiammo a ridere tutti e tre contemporaneamente ripensando a tutta la scena.
Cinque minuti dopo io sbucciavo e affettavo le verdure, Teresa preparava la carne da accompagnare alle verdure che stavo tagliando io e Frypan preparava l'occorrente per cucinare. Mi ritrovai a pensare alle parole di Teresa... sarebbe davvero successo qualcosa tra me e Newt se solo Frypan non ci avesse interrotti? Il solo pensiero di me e lui che ci scambiavamo un bacio bastava per farmi avvertire una sensazione di leggerezza alla testa e una tristezza immensa al pensiero che per il momento erano solo fantasie. Scossi la testa e tornai a concentrarmi sulla melanzana che avevo in mano. Mi sarei tagliata di sicuro tutte le dita se avessi continuato a pensare in quel modo a Newt.
Mi era chiaro che i miei sentimenti per lui erano cresciuti ancora di più e mi spaventava parecchio quel ritmo così veloce, come poteva un qualcosa di così grande essere provato da una sola persona per un'altra? Prima o poi sarei scoppiata per quanto immense stavano diventando quelle sensazioni.
Senza volerlo mi ritrovai di nuovo a pensare alle sue labbra premute contro le mie, tanto che due secondi dopo sul mio indice c'era un taglio e io imprecavo contro il coltello.

"Allora... si è fermato il sangue?" domandò Frypan quindici minuti dopo.
"Sì" risposi guardando il fazzoletto che il ragazzo mi aveva maldestramente legato attorno al dito, per poi passargli le ultime fettine di zucchine e melanzane che avevo affettato. Nonostante il piccolo incidente avevo continuato a lavorare riuscendo in qualche modo a non toccare il cibo con la fasciatura. Maledetta circolazione abbondante nelle dita, bastava un piccolo taglio per sanguinare come se non ci fosse un domani.
"A cosa pensavi per essere così distratta? Non c'entra mica un ragazzo con dei capelli biondi da urlo?" commentò Teresa passando a Frypan della carne cruda appena ripulita.
Il ragazzo finse di cuocere il tutto mentre in realtà tendeva le orecchie per captare la mia risposta. Tra lui, Minho e Chuck non avrei saputo dire chi fosse più pettegolo.
"Stavo solo pensando al mio nuovo lavoro coi costruttori" mentii.
"Quindi hai già scelto il primo? Sceglierai le cucine come secondo, vero?" domandò Frypan agitando una forchetta con aria minacciosa.
"Ecco io non saprei... questo lavoro mi piace, ci siete voi e si lavora bene... ma con gli scavatori..."
"Hai una scusa per vedere Newt" dissero Teresa e Frypan in coro interrompendomi.
"Scegli quello che vuoi. Noi non ci resteremo male, in fondo siamo solo due povere anime pie che cucinano per tutti soli soletti" disse Frypan con finta aria triste.
"Ma se ci lavorano anche Mark e Josh a cena e quasi tutti i giorni Fred a pranzo" disse Teresa.
"Zitta tu! Mi rovini il piano!" esclamò il ragazzo.
Mi ritrovai a scuotere la testa divertita mentre affettavo altra verdura. Mi sarebbe piaciuto molto poter lavorare in tutti e tre i posti ma non era fattibile.
"Ma scusa... perchè non vieni qui per la colazione visto che siamo io e Frypan da soli e a quell'ora non avresti nessun altro lavoro da fare, poi fai la mattina dagli scavatori che è più leggero rispetto al pomeriggio e lavori meglio e hai una scusa per pranzare ogni giorno con Newt e il pomeriggio con i costruttori visto che di pomeriggio hanno più bisogno di aiuto? Con noi non sarebbe un vero e proprio impiego ma più qualcosa di simile al volontariato" mi propose Teresa ridendo.
"Già, per una volta Teresa non ha tutti i torti e non sarebbe male per te. Così puoi stare con tutti senza offendere nessuno."
La mia amica non aveva avuto per niente una cattiva idea e poi l'idea di pranzare ogni giorno con Newt mi allettava parecchio."Sono un bel po' di cose da fare ma non mi dispiace rendermi utile, ne parlerò con Alby e vedrò cosa ne pensa."
I due improvvisarono un'imbarazzante danza della felicità per poi tornare al lavoro come se niente fosse. Li adoravo.
"E visto che adesso sono felice per premiare Teresa dell'idea e te per i buoni propositi faccio il tuo turno dei piatti nonostante toccasse a voi due insieme, voi servite."
Io e Teresa ci guardammo negli occhi stupefatte per la fortuna di saltare l'ignobile compito e tornammo a lavorare più veloci di prima per rendere Frypan fiero di noi. Inutile dire che poco dopo era tutto pronto per essere cucinato e il ragazzo era più stupito che mai.
Non appena nella Radura iniziò a diffondersi l'odore del cibo i primi zomb... radurai iniziarono ad avanzare verso il bancone stanchi e sudati come non mai, quel giorno avevano lavorato particolarmente sodo e tutti avevano una gran voglia di sedersi un po' e mangiare.
Il primo ragazzo, di cui ignoravo il nome, si posizionò davanti porgendomi il piatto quasi con la bava alla bocca per il profumino che c'era e mentre lui si allontanava per lasciare spazio al secondo iniziai a vedere in lontananza Newt che si avvicinava con la sua inconfondibile andatura zoppicante che non intaccava per niente il suo essere perfetto. Insieme a lui c'erano gli altri scavatori capitanati da Zart e Kayla che camminava al fianco di Newt. Ero talmente concentrata a fissarli che servii automaticamente le successive cinque persone senza neanche rendermi conto di chi fossero.
Non li persi di vista fino a che non si accodarono alla fila rendendomi impossibile vederli.
Davanti a me il ragazzo a cui avevo appena ridato il piatto mi fissava confuso.
"Beh?" gli domandai non capendo cosa volesse da me.
"Ehm, mi hai ridato il piatto indietro completamente vuoto."
Guardando in basso notai che effettivamente aveva ragione. Arrossii dalla punta dei piedi all'attaccatura dei capelli in un tempo stimato di mezzo secondo.
Teresa e altri radurai in fila nelle vicinanze tra cui Gally soffocavano le risate in modo poco efficace.
"Tranquilla, io lavoro nelle cucine a cena e anche a me a volte succedono cose del genere" si affrettò a dire porgendomi la mano "sono Josh."
"Oh sì, Frypan e Teresa mi avevano accennato. Io sono Charlie e scusami tanto" gli dissi porgendogli prima la mano a mia volta e poi il piatto, questa volta pieno.
Lui si allontanò lasciando il posto a Gally che ancora se la rideva bellamente.
"Per me un piatto vuoto, grazie" esordì lui.
"Molto simpatico" gli risposi con una boccaccia "prendilo e sparisci" conclusi affidandogli il piatto con il suo pranzo e anche lui se ne andò ridacchiando.
Da quando ero arrivata nella Radura non ero capace di fare altro oltre che alle figuracce. Ormai erano un mio marchio di fabbrica.
Vedevo già i ragazzi in fila voltarsi per raccontare quello che era successo al raduraio dietro in fila, sicuramente aggiungendo una miriade di dettagli inesistenti.
Infatti quando Newt arrivò davanti a me, portandosi dietro il suo consueto carico di brividi e palpitazioni, disse: "Ma è vero che hai dato un piatto vuoto a Josh e quando si è lamentato glielo hai rotto in testa?",  sapevo che non ci aveva creduto ma decisi di stare al gioco.
"Oh no, ho fatto di peggio. Gli ho lanciato due o tre coltelli e poi gli ho sputato nel piatto" risposi con un finto sguardo assassino riconsegnandogli il suo piatto.
Newt ci guardò dentro dubbioso. "Non è che mi hai riservato lo stesso trattamento?"
Io gli sorrisi scuotendo la testa e lui mi lasciò un buffetto sulla guancia prima di andare via.
Restai per qualche secondo a contemplarlo andare via finchè la voce acuta di Kayla non mi riportò alla realta. "Allora ci muoviamo o la lentezza è il piatto del giorno? Ah no giusto... non c'è un piatto del giorno visto che non sei neanche capace di riempirli."
"Brutta..." iniziò Teresa. Ma io la bloccai mettendole una mano davanti.
"C'è un piatto del giorno, ma non è la tua maleducazione, ed è un peccato perchè potremmo mangiarci per un mese" le risposi consegnandole il piatto come se scottasse.
"Beh? Vuoi muoverti e sgomberare la fila o oltre alla cattiveria hai qualche problema motorio?" aggiundi vedendo che era rimasta a fissarmi con la bocca aperta.
Kayla mi lanciò uno sguardo pieno di odio prima di afferrare il suo piatto e andarsene via piccata. Qualcuno in fila fischiava con ammirazione e altri se la ridevano.
Zart comparì davanti a me alzando la mano con lo scopo di battere il cinque, appoggiai la sua iniziativa e poi lui disse: "Ah ci voleva, è tutto il giorno che cerco qualcuno capace di farla tacere".
Io e Teresa riuscimmo a smaltire abbastanza velocemente le due file parallele che si erano formate e insieme a Frypan, che nel frattempo aveva cercato di pulire come meglio poteva la cucina, ci unimmo agli altri per pranzare accomodandoci al nostro solito tavolo che quel giorno era occupato solo da noi tre visto che a pranzo ognuno si sedeva col proprio gruppo lavoro. Il momento che preferivo era la cena che passavamo anche insieme a Thomas, Ben, Minho e Chuck.
Dietro di me c'erano i due tavoli dedicati agli scavatori che facevano come al solito un gran baccano. Mi voltai quel poco che bastava per intercettare il sorriso di Newt accompagnato da un saluto e dallo sguardo di Kayla che mi guardava ancora in cagnesco.
Tornai a concentrarmi su Teresa e Frypan seduti davanti a me che cercavano di rubarsi a vicenda i bocconcini di carne e sulla mia doppia porzione di verdure che mi era stata data al posto della carne che non mangiavo.
Mentre mi portavo alla bocca la prima fettina di melanzana da me stessa affettata qualcuno prese posto vicino a me.
Capii che si trattava di Newt senza neanche bisogno di voltarmi, lo sapevo e basta.
"E tu?" gli domandai.
"Ho finito di pranzare e ho pensato di venire un po' qui da voi" rispose abbracciandomi dai fianchi per poi rubarmi una zucchina. Diventai rossa improvvisamente rendendomi conto che lo stava facendo a pranzo davanti a tutti. Teresa e Frypan non tardarono a tirarmi dei calci da sotto il tavolo.
Mi concentrai su Newt che masticava il mio cibo con sguardo divertito e lo trovai sexy anche in quel momento. Ero davvero un caso disperato.
"Ehi! Quella era mia!" esclamai piccata.
"Chi dorme non piglia pesci" rispose rubandomene un'altra. Spalancai la bocca scioccata rifilandogli una sberla dietro la testa.
"Se la rivuoi te la rendo" disse per poi mostrarmi la zucchina mezza masticata.
"No grazie, ripensandoci mi sento gentile e te la lascio."
Lui non rispose e semplicemente si limitò a stringermi di più a sé causandomi ulteriore rossore.
"Siete così carini" commentò Frypan che ci osservava con aria sognante.
Newt sorrise mentre io gli rifilai uno sguardo torvo appuntandomi mentalmente di fare un falò con tutte le sue padelle alla prima occasione.
"Ehi Newt! Noi andiamo a vedere a che punto è il deposito che ci stanno facendo i costruttori. Vieni a vedere?" domandò Zart dal tavolo affianco.
"Sì arrivo" disse lui di rimando "io e te ci vediamo dopo" disse rivolto a me. Si alzò ma poi ci ripensò e tornò indietro da me lasciandomi velocemente un bacio sulla guancia.
Il contatto delle sue labbra sulla mia pelle mi riempì il cuore e mi svuotò il cervello con una rapidità tale da lasciarmi sconcertata.
Non mi aveva mai dato un bacio prima d'ora e ora che ne avevo avuto uno ne avrei voluti all'infinito. Lo guardai allontanarsi fino a che non sparì dietro la porzione di costruzione già messa in piedi. Solo allora mi resi conto che metà radurai mi guardavano dandosi di gomito e ridacchiando. Nuova figuraccia da aggiungere alla lista, ma se quello era il prezzo per stare con Newt l'avrei accettato volentieri.
"Posso parlarti in privato?" mi domandò Teresa.
Era una domanda un po' insolita ma decisi di acconsentire alzandomi da tavola.
"Frypan fai la guardia ai nostri piatti e non sognarti nemmeno di rubarmi qualcosa, ho contato i pezzi. Ti tengo d'occhio" disse lei iniziando a dirigersi verso le cucine. La seguii senza proferire parola.
Entrammo e subito lei si girò verso di me "Allora?"
"Allora cosa?"
"Come allora cosa? Tu e Newt scema!" esclamò come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
"Mi hai fatta venire qui solo per chiedermi questo?"
"No, è solo che vi guardo quando siete insieme qualche volta e vedo che tu sembri sempre più presa da lui e mi preoccupo per te."
La guardai interrogativa non capendo.
"È ovvio che tu non hai una semplice cotta e se non ti muovi a fare qualcosa quella Kayla o come si chiama te lo soffierà da sotto il naso. Hai visto o non hai visto anche tu come lo guarda? Certo, non allo stesso modo in cui lo guardi tu che gli sbavi dietro in un maniera stupefacente ma comunque lo guarda con un'interesse che non dimostra per nessun altro qua dentro" e si lasciò andare a una breve pausa per farmi metabolizzare il tutto "quindi dimmi... a che punto sei con lui?"
Restai per qualche secondo muta colpita dalle sue parole, Teresa non aveva tutti i torti ma era anche vero che io non avevo il coraggio di fare o dire nulla.
"Tra me e lui niente Teresa, ci conosciamo da poco e comunque lui non sembra interessato a me neanche un briciolo di quanto io lo sono di lui."
"E allora tutte quelle carinerie, tutti quegli abbracci e il bacio di poco fa? Lui è così dolce con te."
"Tutti qui sono dolci con noi ragazze, siamo solo tre e non ne vedevano da anni e comunque lui sembra carino anche con Kayla."
"Questo perchè tu dormi in piedi invece di cogliere l'attimo e marcare il territorio una volta per tutte, se vuoi gli vado a parlare io!" esclamò gesticolando.
"Assolutamente no Teresa, sei impazzita? Hai idea di che figura ci farei?"
Lei per risposta si passò le mani ai capelli esasperata. "Ma devi pur far qualcosa, non puoi andare avanti così!"
"Non ce la faccio, mi vergogno troppo. Non avrei il coraggio di confidargli che lo vedo in maniera diversa da come vedo gli altri."
"Non serve che dici nulla. Basta che vai da lui, lo prendi e lo baci e il gioco è fatto."
Il solo pensiero di me che compivo un'iniziativa simile bastò per farmi arrossire di colpo costringendomi a nascondere il viso dietro le mani dall'imbarazzo.
"Sei un caso disperato" commentò Teresa lanciandomi addosso uno strofinaccio usato "ma non venire a lamentarti quando Kayla lo farà prima di te, perchè ti assicuro che prima o poi lo farà."
"Ci devo pensare Teresa."
"Sì ma pensa in fretta, lo dico per te" disse "e adesso andiamo prima che Frypan si spazzoli anche il nostro pranzo, ma non finisce qui."

Passai il pomeriggio a dare una mano ai costruttori come meglio potevo e a lanciare sguardi furtivi a Newt ripensando alle parole di Teresa, tanto che ogni volta che lui ricambiava il mio sguardo arrossivo automaticamente e smettevo di guardarlo.
Non ricordavo niente del mio passato ma avevo appurato che la timidezza era una mia caratteristica primaria, probabilmente anche nella mia vita precedente ero così.
Sapevo che non mi avrebbe portata da nessuna parte ma non era facile da gestire e si manifestava soprattutto con Newt o con chiunque lo nominasse alludendo a qualcosa di romantico tra me e lui. Avrei tanto voluto avere il coraggio per combinare qualcosa di concreto ma più ci pensavo e più mi deprimevo. Decisi che era meglio concentrarsi sul lavoro e così fu fino a che Gally non esordì con un: "Basta così ragazzi e grazie a tutti".
Mi sollevai da terra accorgendomi che mancava poco alla chiusura dei muri dalle striature rosa e arancioni tipiche del tramonto imminente e dai primi velocisti che rientravano di grande stile nella Radura. Avevo una gran voglia di rivedere Minho e Thomas visto che a causa del loro impiego passavamo solo la sera insieme dalla cena fino all'ora di andare a dormire.
Speravo di beccarli rientrare per un saluto veloce e quindi congedai velocemente i miei compagni costruttori per poter correre il prima possibile verso la porta orientale, dove di solito sbucavano più spesso i due velocisti.
Gli scavatori mi guardarono curiosi mentre correvo alla velocità della luce vicino gli Orti.
"Charlie dove vai?" mi domandò Newt con un tono di voce abbastanza alto allo scopo di farsi sentire.
"Ad aspettare Minho e Thomas" gli risposi fermandomi giusto un secondo per rispondere.
Qualcuno fischiò, come succedeva ogni volta che nominavo un ragazzo o passavo del tempo con lui mentre il biondo mi sorrise causandomi un aumentare dei battiti non dovuto alla corsa.
Ripresi la mia marcia e arrivai giusto in tempo per vedere i due ragazzi rientrare. Spompata mi fermai due secondi a riprendere fianco sostenendomi sulle ginocchia.
"Charlie, cosa ci fai qui? È successo qualcosa?" domandò Thomas allarmato.
"No, figurati. Volevo solo salutarvi prima che scappiate nella stanza delle mappe."
Thomas mi sorrise prima di abbracciarmi per qualche secondo. "Hai avuto davvero un bel pensiero" disse per poi scompigliarmi i capelli una volta staccato.
A quel punto posai lo sguardo su Minho che mi fissava stanco per le ore di corsa, ma sorridente. Il velocista aprì le braccia verso di me ed io con uno sorriso corsi ad abbracciarlo.
"Ciao" mi sussurrò stringendomi forte a sé. A differenza di Thomas che mi aveva abbracciata solo per qualche secondo affettuosamente Minho non mostrava nessuna intenzione a lasciarmi andare, anzi mi sembrava che il suo abbraccio diventasse più bisognoso ogni secondo che passava.
"Intanto io vado, voi divertitevi" disse Thomas lanciandoci uno sguardo malizioso prima di allontanarsi.
Mi ritrovai di nuovo rossa come un peperone e per l'imbarazzo cercai di allontanarmi dall'asiatico che però impedì ogni mio tentativo di fuga.
"No dai, aspettavo questo momento da tutto il giorno" ammise senza vergogna.
"Di tornare?" domandai ingenua.
"Anche, ma soprattutto aspettavo di rivederti" rispose guardandomi negli occhi con intensità. Sicuramente qualche spione in quel momento ci stava osservando desideroso di assistere a qualcosa su cui spettegolare visto che nella Radura raramente succedeva qualcosa di cui valesse la pena parlare.
Mi ritrovai a pensare alle parole di Jason e mi resi conto che forse non aveva tutti i torti ad alludere che Minho fosse interessato a me. Minho ero un ragazzo davvero molto bello, con un carattere splendido e niente da invidiare a nessuno solo che non era biondo e non si chiamava Newt.
Iniziai quindi a fissare il ragazzo senza sapere cosa dire e lui cogliendo il mio imbarazzo mi sorrise per poi allontanarsi lasciandomi un bacio sulla fronte.
"Raggiungo Thomas prima di dimenticarmi il percorso di oggi" disse infine indicandosi la testa.
"Ci vediamo a cena allora."
"Ci puoi giurare, ho una fame" e detto questo iniziò a correre verso la stanza delle mappe lasciandomi un ultimo sorriso a mo' di saluto.
Restai lì per qualche minuto a ripensare a ciò che era appena accaduto e a sognare ad occhi aperti una scena simile con l'unico ragazzo capace di farmi provare qualcosa di intenso e poi finalmente tornaii in me capendo che era ora di abbandonare le fantasie e tornare nella vita reale. Quando tornai a fissare la Radura notai qualche raduraio fissarmi per poi smettere nell'istante in cui capirono di essere stati colti in flagrante. I soliti impiccioni.
Dopo un centinaio di metri mi ritrovai braccata da Teresa.
"Ma come? Ti ho detto che andare da Newt non da Minho!" esclamò avendo l'accortezza di non essere sentita da nessuno.
"Guarda che non l'ho fatto con brutte intenzioni. Volevo solo salutare lui e Thomas e la situazione è precipitata."
"Beh, devo dire che Minho non è un brutto partito, potresti farci un pensierino se con Newt non dovesse andare." Le rifilai uno sguardo che più torvo non si poteva.
"Vuoi andare ancora avanti per molto a programmare la mia vita?" le domandai spintonandola leggermente "piuttosto vieni a farmi da palo, vorrei farmi una doccia."
"A patto che tu dopo faccia da palo a me."
Passamo per il Casolare a prendere qualche vestito pulito, una spazzola e vari oggetti. Tutte cose che eravano arrivate insieme a lei, a me e a Kayla dentro alcune oscene casse che tendevano a un rosa inguardabile. C'era qualcosa per ognuna di noi e a detta di Teresa ogni settimana ci sarebbero arrivati altri oggetti per i nostri 'bisogni femminili' e cose così.
L'ultima volta che un ragazzo aveva aperto una di quelle casse si era ritrovato a sventolare in aria un assorbente dicendo: "E questo cos'è?" Da quel momento nessuno aveva più osato o almeno così mi aveva raccontato lei.
Mi buttai sotto il getto d'acqua tirando un sospiro di sollievo, non c'era niente di più bello che fare la doccia a mio parere. Era un momento tutto mio in cui potevo rilassarmi e pensare a tutte le cose che succedevano nella Radura.
Per questioni di risorse, spazio e tempi Alby era categorico sull'uso delle docce e asseriva che dovessero essere usate il minimo indispensabile per non puzzare e renderci presentabili. Con noi ragazze si dimostrava meno severo ma comunque non ci era permesso occupare per troppo tempo il bagno, dato che con noi presenti nessun ragazzo poteva accedere alla struttura e per tale cercai di essere il più veloce possibile sia per rispettare le regole che per non far aspettare troppo Teresa.
Cinque minuti dopo chiusi la manopola dell'acqua e mi asciugai velocemente indossando i vestiti e tamponando i capelli come meglio potevo. All'uscita Teresa non era più da sola ma insieme a lei c'era anche Chuck che chiacchierava tranquillamente.
"Ciao Charlie, ho visto qui Teresa da sola e sono venuto a farle un po' di compagnia. Se vuoi posso restare anche per te." Quel ragazzino era la tenerezza fatta persona.
"Mi farebbe molto piacere" risposi.
"Io intanto vado" disse Teresa chiudendosi la porta alle spalle.
"Ho saputo di te e Minho."
"Fammi indovinare... qui le notizie corrono in fretta? Ti hanno detto che non è successo nulla no?"
"Sì certo, ma i radurai iniziano a scommettere."
"In merito a?"
"In merito a te, Newt e Minho e chi tra i due sceglierai. Minho al momento batte Newt 8 a 5."
"Ma è scandaloso!" esclamai io.
"Certo che è scandaloso! È ovvio che sceglierai Newt."
Mi ritrovai a boccheggiare scandalizzata. "Non in quel senso Chuck! Mi riferivo al fatto di fare scommesse. E poi cosa scommettono esattamente?"
"Cibo, oltre a voi ragazze è la cosa più interessante qua dentro" rispose come se fosse la cosa più normale del mondo.
Lo guardai scioccata.
"Dobbiamo pur fare qualcosa per ammazzare il tempo. Io ovviamente non sto partecipando ma se potessi vincerei di sicuro!"
"Non dirlo neanche per scherzo" risposi incrociando le braccia al petto "e non andare a mettere in giro le tue teorie o convincerò Frypan ad avvelenare il tuo cibo" aggiunsi scompigliandogli i capelli.
"Sarò muto come una tomba giuro."
"Muto su cosa?" domandò Teresa sbucando dietro di noi finalmente lavata e cambiata.
"Oh niente, solo sul fatto che i radurai scommettono su chi tra Newt e Minho si metterà con Charlie ed è ovvio che sarà Newt, Charlie è stracotta" e detto questo Chuck se ne scappò ridendo mentre io gli urlavo minacce da dietro e Teresa rideva all'impazzata. Tanto perché doveva starsene muto come una tomba.

TADAN
Questo capitolo non ha senso. Nessun capitolo ha senso ahahahahaha
Per il momento è tutto un pucci pucci, cuori e bacini ma non sarà così per molto.
Preparatevi all'inferno. No scherzo. Succederà qualcosa di più tetro ma non vi preoccupate *sguardo sadico*
Adesso vi lascio. Minho mi aspetta e abbiamo un Labirinto da mappare.
Saluti!

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