𝕮𝖍𝖆𝖕𝖙𝖊𝖗 𝖙𝖜𝖔 - 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏
Sono un ragazzo estroverso mamma l'ha sempre detto, mi piace circondarmi di gente, essere sempre quello desiderato e quello sulla bocca di tutti, il mio fisico aiutava su quella missione, ero molto piu muscoloso dei miei compagni di classe, di nuoto e in generale di tutti i quindicenni che conoscevo. Anche alle ragazze facevo uno strano effetto, mi guardavano con desiderio e io mi lasciavo trasportare , ma non sono mai arrivato fino in fondo con nessuna, perché nemmeno una era come la volevo io. Ero il più forte a nuoto, il capitano della squadra e mi trovavo bene anche con le ragazze perché non mi perseguivano come a scuola, anzi le facevo allontanare, forse sapevano come ero fatto dentro veramente, un ammasso di pezzi rotti e urla.
Il mio obbiettivo era un altro, una ragazza del linguistico, bassa, magra ma con delle curve belle abbondanti, capelli lunghi, castano chiaro e lisci come spaghetti, occhi verdi e carnagione abbronzata anche in inverno. Le ero sotto da quando avevo sei anni, era sempre stata bellissima, si chiamava Iris, anche quello un nome che le donava molto, perfetto per lei. La portavo spesso a scuola in moto e tutte le ragazze la invidiavano, ma lei non sembrava farci caso, come se fosse la normalità, era l'unica cosa che odiavo di lei, non sapeva rendermi speciale, ma non era un problema in tutto il resto era perfetta.
Avevamo appena finito allenamento quando il nostro allenatore ci chiamò tutti e sette in sala riunioni. Quella stanza non era proprio una sala riunioni ,con tante sedie disposte in file ordinate e un banco dove stava quello che parlava. Era una palestra, con un pavimento in legno, pareti di cartongesso blu, c'erano alcuni sacchi da box e delle palle da fitness.
Ci sedemmo in cerchio e il nostro allenatore iniziò a parlare.
<domani arriverà una nuova compag...>
<Non é troppo tardi per i nuovi arrivati?!> Sbuffai gia irritato dalla piega che stava prendendo la conversazione, sapevo già dove voleva andare a parare.
<ZITTO SEBASTIAN! Non é mai tardi per niente. Domani arriverà una nuova compagna, vedete di farla sentire a casa, se no farò una bella chiaccherata con il diretto interessato> continuò lui.
Finito il discorso uscimmo in ordine dalla sala riunione e tornai nello spogliatoio maschile per mettermi le scarpe insieme a Jason e Brian.
<Secondo me ci sono già troppe femmine in questa squadra > si lasciò andare Jason.
<Hai ragione, non voglio un'altra rottura di palle in squadra o una che si mette a urlare come una gallina in mezzo l'allenamento> concordai
<Ma magari non é così male..> controbatté Brian
<Ma magari non é così male> imitai la voce del biondo <Ma figurati! Le femmine sono tutte uguali, strillano come dei polli per niente e si lamentano sempre per qualsiasi cosa>
Dopo quel commento uscii dallo spogliatoio in tutta furia, sperando che mia sorella fosse piu in ritardo di me, in modo che mia madre non sgridasse me, ma lei.
Per fortuna ero in anticipo, non era arrivata nessuna delle due, così mi sedetti su una panchina fuori dall'impianto a immaginare.
C'era Iris, sopra di me, che si strusciava, mi baciava il collo, ogni tanto toccando i capelli, me li stratonava, mi faceva venire voglia di farmela all'istante, finché io non decisi di...
Ma quel sogno fu interrotto dalla voce stridula di mia madre
<SEBASTIAN DAVIES MUOVITI!>
Cazzo sempre nei migliori momenti deve arrivare quella.
Mia sorella May parlava interrottamente con nostra madre, avevano entrambe una voce stridula, talmente acuta da darmi quasi fastidio. Non le diedi retta finché non iniziò a parlare di quello che ci ha detto il nostro coach oggi, riguardo alla nuova arrivata. Lei era molto più felice di me a quella notizia, le si leggeva in volto, si vedevano come non mai le fossette che aveva in viso, soprattutto perché aveva i suoi lunghi capelli castani raccolti in una crocchia alta.
<Sai mamma domani arriva una nuova ragazza a nuoto>disse gioiosa mia sorella.
<Davvero!!che notizia..> nemmeno il tempo che finisse la frase.
<BRUTTISSIMA!> Che gliela completai io.
<SEBASTIAN! nessuno ha chiesto il tuo parere. Comunque é una notizia fantastica May> e con quella frase la conversazione finì e mia sorella cominciò a parlare di altro fino a casa.
Casa mia era enorme in confronto a tutte le altre in cui ero entrato, beh essendo in cinque in famiglia, una casa spaziosa serviva. Sul divano c'era mio fratello Sam che giocava con la PlayStation, ha solo sette anni e si é già fottuto il cervello con quella roba.
<Ehi Sam, ti va se ci facciamo un giro in moto?> Chiesi io speranzoso di passare un po' di tempo con mio fratello
Ma lui, perso nei videogiochi scrollò la testa in segno di negazione, cosi io mi ritirai nella mia stanza a fare i compiti.
Quella sera la cena fu molto silenziosa, la cosa era strana perché mia sorella aveva sempre qualcosa da dire o da raccontare, ma forse, finalmente, aveva raccontato tutto il possibile immaginabile e quindi non aveva piu niente da dire.
Finito quel funerale, corsi su per le scale ed entrai nella mia stanza, era in disordine, come sempre ma non ci feci caso e mi lanciai sul letto, volevo solo riposarmi ed ascoltare musica.
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