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𝕮𝖍𝖆𝖕𝖙𝖊𝖗 𝖋𝖔𝖚𝖗 - 𝑴𝒂𝒙

Fin da quando ero piccola mi sono sempre piaciute le ragazze, mi era persino piaciuta Blue, ma non glielo avevo mai detto, non volevo che sapesse che mi piacciono le femmine, magari sapendolo si sarebbe allontanata da me.
Una volta mi ero messa persino con Noah, la mia migliore amica dalla nascita, ma le cose non funzionarono, perché quando lo dissi ai miei genitori, mi sgridarono e ci obbligarono a lasciarci. Io non ci trovo niente di male che due ragazze si amano, ma a quando pare le persone sono ancora di vecchia generazione.

La mattina del mercoledì é sempre impegnativa, soprattutto se a svegliarti non é la sveglia, ma i messaggi di una persona che vuole tormentare il tuo sonno. Presi il telefono e rimasi incuriosita. Cinque messaggi da parte di Noah. Come mai adesso mi scrive?

Mi manchi

Ti prego facciamo pace

So che ho sbagliato tutto

Perdonami

Per favore Max

Potevi anche evitare di svegliarmi

Ma va bene, manchi anche a me

Un anno prima avevamo litigato, perché lei mi parlava male alle spalle e che aveva raccontato a molti che ero lesbica, io per far cambiare idea a tutti, mi ero messa con il primo maschio che mi era capitato, poi lo lasciai in meno di una settimana, sono una ragazza molto desiderata, non so perché, forse per le mie forme abbondanti, ho solo quattordici anni e porto una quarta abbondante.
Andai a scuola controvoglia, come tutte le mattine, alla prima merenda dissi a Blue che avevo fatto pace con Noah e lei la prese stranamente bene, dico stranamente perché quando eravamo un trio, me ne resi conto solo dopo, la escludevamo.
Poi decisi di andare in bagno.

I bagni femminili della scuola sono tenuti bene in confronto a quelli dei maschi e sono belli puliti, capita solo poche volte di trovarli sporchi o mal messi.
A mia sorpresa in bagno trovai Noah.
Non lo so quella ragazza mi faceva andare fuori di testa, anche se non era una ragazza sinuosa, occhi verdi in cui mi ci perdevo e tante lentiggini che le coprivano il viso.
Si stava guardando allo specchio, passandosi il pettine più volte nei capelli.
Aveva un carattere un po' particolare: era una ragazza molto bipolare, sbalzi d'umore improvvisi e cambi d'idea ogni due secondi, persuasiva, forte ed era anche un po' manipolativa, ma solo a scopo di ottere cio che vuole .

<Ehi> disse Noah squadrandomi, incuriosita di trovarmi li

<Ciao..> risposi io timida

<Sei ancora lesbica?> Chiese lei

Quella domanda mi fece sussultare e mille pensieri mi pervasero la mente, che le rispondo, magari lo va a dire di nuovo a mezza scuola.
Quando lei iniziò ad avanzare verso di me, io indietreggia verso il muro fino ad appoggiarvi contro la mia schiena, lei si avvicinò pericolosamente a me, lasciando un centimetro tra la mia bocca e la sua, il mio cuore batteva impazzito, non mi era mai smessa di piacere, ma me ne resi conto solo in quel momento, quando lei appoggiò le sue labbra sulle mie.

<Allora?> Provò a chiedere di nuovo, in attesa di una risposta

<Si..> risposi con voce scossa, un po' confusa

<Allora quello che staremo per fare ti piacerà> disse lei persuadendomi

A quelle parole mi pietrificai, Noah che significa tutto ciò? Quelle sarebbero state le mie parole, se solo non mi si fossero bloccate in gola nel preciso momento in cui mi spinse dentro un bagno e lo chiuse a chiave.
Io ero in un totale caos, sembrava che avessi bevuto una ventina di bicchierini perché mi sentivo ubriaca, non sapevo più che facevo, dove ero e che ore fossero.
Quando mi si avvicinò, io la presi per i fianchi per attirarla verso di me. Le mie curve abbondanti si schiacciarono sul suo petto duro e lei si sporse verso di me per baciarmi.
Le nostre bocche si rincontraro e io schiusi le labbra per fare entrare la sua lingua, che fremeva di esplorare la mia bocca.
Andammo avanti un paio di minuti, fino a quando non feci la follia di avanzare con le mani sotto la gonna fino a toccarle le mutande, non so dove presi quel coraggio, ma qualcosa in lei mi spingeva a fare cose, che normalmente non avrei nemmeno mai pensato di fare .

<Se vuoi, fallo> sussurrò lei al mio orecchio, con voce calda che avrebbe fuso il cervello a qualsiasi persona, compresa me.

A quelle parole impazzii, le spostai le mutande e le accarezzai le pieghe, era la prima volta che lo facevo, il mio cuore era impazzito, batteva a una velocità indescrivibile e una strana sensazione scorreva in me, però nemmeno il tempo di cominciare, perché qualcuno busso alla porta.

< C'è nessuno?> Chiese una ragazza.

<Occupato> rispose Noah con voce affannata, come se avesse corso per cinque chilometri senza sosta.

< E ora che facciamo?> bisbiglai all'orecchio di Noah.

<Tranquilla esco dalla finestra, mentre tu esci dalla porta, non é la prima volta che mi succede e che mi tocca farlo> rispose lei con l'idea già pronta.

In che senso "non é la prima volta che mi succede"? L'ha già fatto con altre ragazze o ragazzi?
Illusa, ecco cosa ero, lei lo ha fatto solo per divertirsi con me, mentre io mi ero appena resa conto di essere ricaduta nella trappola di sette anni prima, di solito non ero solita a perdere le staffe, ma questa volta non so cosa mi succedesse .
Uscii dal bagno, accaldata e delusa di me stessa e di essere ricaduta nello stesso gioco di anni prima, guardai l'orario, le lezioni sono già iniziate da un quarto d'ora.

Entrai in aula, tutti mi guardarono straniti, persino il prof Wilson . Si era decisamente strano vedermi in ritardo alle lezioni, in termini volgari e un po' offensivi, sono una secchiona. Mi presentavo in aula con un minimo un quarto d'ora di anticipo, per prendermi i posti davanti e seguire meglio le lezioni.
Non pratico sport e non sono interessata a praticarne uno, mi riesce bene studiare e ho altre passioni, tipo recitare e leggere. Fuori scuola vado ai corsi di teatro e mi sono iscritta a un corso di scrittura, é fantastico, ci vorrei portare anche Blue ma dice sempre che é imbranata a scrivere e che farebbe una figuraccia davanti a tutti quegli esperti.

Uscii da sola a fare la seconda merenda, la scuola che frequento insieme a Blue, é piena zeppa di persone e per questo é stata progettata con spazi giganteschi, aule che possono arrivare a ospitare piú di una cinquantina di persone.
É così affollata perché in confronto agli altri licei in California, la nostra scuola ha quasi tutti gli "indirizzi" in un edificio, tra i quali: uno proiettato sulle lingue (di cui facciamo parte io e Blue), uno sull'arte, uno sulla matematica e scienze (di cui ne fa parte Ethan) e infine, uno per imparare le lingue antiche, tra cui greco e latino .
Solo che gli studenti si ritrovano tutti nel parco comune oppure si fermano a chiaccherare per i corridoi dei vari piani, se non ti dai appuntamento in un posto fisso rischi di non trovarti proprio.
Nella nostra scuola, come in tutte le altre, ti danno degli orari da seguire delle lezioni e un armadietto dove riporre i libri, per questo ogni tanto ti trovi le ore in comune con quelli degli altri "indirizzi". Gli orari cambiano ogni metà anno scolastico e quindi, siccome tra poco inizia febbraio, si cambieranno di nuovo, spero di capitare in più corsi con Blue, non voglio fare palestra da sola, ancora, anche se io sfiguro in confronto a lei.

Finita la scuola torno a casa a piedi come il solito, do da mangiare a Rex, il mio gatto e mi metto a studiare.
Verso le cinque scrivo a Blue per sapere come era andato l'allenamento, era così gasata oggi non vedeva l'ora di cominciare, ma non legge il messaggio, così mi metto a guardare un film thriller di cui avevo letto il libro anni prima, io premetto di non sono sdolcinata, ne credo nell'amore tanto quanto Blue, lei si dovrebbe fare vedere da uno specialista, perche é veramente TROPPO smielosa, sembra una bambina di cinque anni, quando vuole oppure una di quelle ragazze di cui mi racconta e che legge nei suoi romanzi.
Mi arriva un messaggio, é mia mamma.

Ciao tesoro, sta sera io e papà
Non torniamo a casa in tempo,
Abbiamo molto lavoro da finire.
Baci😘
PS:ricordati di dare da mangiare
A Rex.

Va bene nessun problema

Da un lato mi dispiaceva non vedere i miei genitori, ma dall'altro avevo casa libera, senza persone che mi torturano, si avrei dei fratelli ma sono grandi e se ne sono già andati da casa, fortunati loro.
Inizio a guardare il film e verso metà inizia a diventare schifosamente romantico, così spengo la TV e me ne vado in camera a prendermi avanti con lo studio.
In tutto ciò Blue non si era fatta sentire e mi stavo iniziando a preoccupare, forse era andata male e non ne voleva parlare, in ogni caso glielo chiederò di persona domani.

Il giorno seguente venni svegliata per la prima volta dalla sveglia.
Mi feci una doccia calda e misi una delle mie solite gonne con un maglioncino lilla, legai i miei capelli castani in una coda alta e misi un po' di mascara sulle ciglia.
Scesi giù in salotto e trovai un bigliettino sul frigo.
'siamo dovuti partire presto questa mattina tesoro, ci vediamo sta sera'
Ecco che per la milionesima volta i miei genitori si fanno prendere talmente tanto dal lavoro, che si dimenticavano quasi di avere una famiglia e una figlia. In compenso mi avevano preparato del bacon e delle uova, che ormai erano freddi, così li misi a scaldare in microonde, sperando che non esplodesse tutto.

Uscii di casa verso le sette e mezza, trovai il mio gatto sopra il tavolo.

<Ciao Rex, ora vado a scuola, torno oggi pomeriggio aspettami qui> dissi felice di vederlo

Lui in tutta risposta mi guarda e dalla sua bocca esce un <meow> di approvazione.

Così camminai fino a scuola e una volta entrata, mi misi a cercare Blue, si sapeva fosse una ritardataria, ma a quest'ora di solito era già qui, non la trovai, così decisi di sedermi su una panchina ad aspettare che le lezioni inizino.
Oggi era proprio una bella giornata, c'era il classico sole, che riscaldava quell'atmosfera ghiacciata d'inverno, non c'era nessuno cinguettio, si sentivano solo le migliaia di persone nel giardino parlare. Misi a guardarmi intorno, i posti per mettere le bici erano pieni, come sempre e dietro un albero avevo appena visto muoversi qualcosa.
Ma aspetta un secondo, quella é Blue che si nasconde?!? La mia migliore amica ha più problemi di quanti pensassi.
Corsi verso di lei.

<Tesoro mio, tu hai proprio bisogno di uno psicologo> dissi io con voce scherzosa

<Che spavento! Non c'è niente da ridere Max> mi ammutolì lei, sembrava veramente proccupata

<Che hai fatto adesso?> ero convinta che avesse combinato qualcosa ieri

<Beh diciamo che ho scoperto, uno di quelli che fa nuoto con me e che dovrò sorbirmi tutti i giorni, é Sebastian, il ragazzo del secondo anno a cui tutte li stanno sotto, tranne ovviamente me e te> disse indicato il ragazzo con una ventina di ragazze attorno a lui.

<Aspetta un secondo! Ma quello che si sta limondando con quella tipa mora?> chiesi scioccata

Lei annuii, mi sentivo male per Blue, stare con uno così tutti i giorni per due ore, sarà sfiancante per lei.

<Mi sento male per te amica mia > le confesso

<Eh aspetta, ci sono altri due ragazzi che fanno nuoto con me, ma non sono donnaioli come lui, vedi il biondo e il ragazzo con i capelli neri? Ecco sono loro > disse indicando i due accanto al ragazzo stracolmo di ragazze

Loro due mi sembravano già meglio di quel ragazzo con gli occhi smeraldo.
Blue mi guardava con i suoi occhi neri, impaurita che quel essere la potesse vedere. Potrei giurarci tutto, ma credo che negli occhi di Blue oltre che al marrone scuro e nero, ci sia anche un po' di rosso e di rosa, ho sempre avuto questa impressione fin da quando la conosco, che le rendono gli occhi ancora più attraenti e particolari.

<E sai Max qual è la cosa ancora più terribile ? Che mi ha affibbiato un soprannome di quelli che prendi in giro a vita! Non so dove gli sia venuto in mente di chiamarmi così, basta che non lo faccia davanti a tante persone!!> Si mise le mani sui capelli, con fare disperato.

Sinceramente non é un brutto ragazzo Sebastian e forse un po' di adrenalina, oltre a quel essere monotono e tranquillo di Ethan, gli servirebbe.

<E come ti ha soprannominato ?> Chiedo incuriosita

<VENERE! Ma io mi dico, dove vai a trovarlo fuori un soprannome del genere?! > Disse lei confusa

<Già, dovreste farvi vedere entrambi> esclamai con voce rassegnata <ma non é così terribile, Venere é anche la dea della bellezza> cercai di provarla a convincere che cera di peggio.

Blue mi guardo come se avessi detto la più grande cavolata sulla faccia della terra, poi suonò la prima campanella.

<Blue dobbiamo entrare, oggi abbiamo matematica alla prima ora e la professoressa Brown se non arriviamo in classe con minimo cinque minuti di anticipo, ci spella vive> provai a convincerla a alzarsi.

Lei mi guardò titubante, si alzò e ci dirigemmo verso l'entrata, mi voltai verso Sebastian per vedere dov'era. La stava fissando, non dissi niente a Blue, non volevo farla preoccupare.
Presi i libri dall'armadietto, ed entrammo in classe.

<Siediti con me nelle file davanti > le propongo.

Anche se impossibile, era meglio che si sedesse davanti, in modo che tutti i malesseri avessero spazio di sedersi in fondo,insieme alle loro puttanelle e di non importunarla.
Blue si sedetti di fianco a me, la professoressa entrò in classe proprio in quel momento, signora ben tirata, viso con le rughe, una crocchia alta che le faceva un po di effetto lifting, ma che le tirava un po gli occhi, perciò sembrava una cinese, anche se era piu amerina di me. Portava i tacchi alti, gonna che le arrivava fino alle caviglie, ma stretta che faceva risultare il suo fisico snello e una giacca elegante, che rendeva il tutto ancora piu formale.
La lezione cominciò, e andò tutto bene fino a quando qualcuno non bussò alla porta.

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