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PARTE II

Già diritto di per sé era una materia molto impegnativa per Lucas, figuriamoci due ore consecutive di quel uomo basso e cicciotto che spiegava chi avesse ragione tra un emerito idiota e uno più coglione ancora. Ma perché il loro libro faceva degli esempi così stupidi? Lucas frequentava il terzo anno e gli mancavano altri due per avere quella tanto attesa fine tortura che ogni studente spera di vedere un giorno con i suoi occhi. Quell'anno erano poche le materie in cui Lucas riusciva a essere davvero concentrato e diritto non era assolutamente fra queste.

"Lucas, puoi per favore ripetermi quello che ho appena detto" lo riprese il professore. Lucas alzò gli occhi dal foglio a quadretti piccoli sul quale stava colorando con i suoi evidenziatori, ritornando al mondo reale.

"Hm, lei stava dicendo che dopo, hm, la dichiarazione della morte presunta della persona il possibile coniuge si può risposare." cercò Lucas di riprendere il discorso dell'uomo.

"E se il presunto morto torna cosa succede?!" chiese il piccolo pinguino assottigliando gli occhi cercando di mettere in difficoltà Lucas.

"Hm... Se il presunto morto torna... allora... Hm" Lucas cercava di trovare le giuste parole ma vedendo tutti i suoi compagni girati verso di lui a guardarlo e il professore che rideva al suo balbettare non riuscì a continuare la frase "Non lo so professore mi dispiace." rispose infine.

"Te l'ho detto che non sei attento alle mie lezioni!" urlò il professore. "Ho detto la stessa cosa anche a tua sorella, ma sembra che questo non influisca su di te" Lucas avrebbe voluto rispondere così forte da urlare ma l'ultimo che l'ha fatto con il pinguino, prima di essere sospeso, si è preso una bella sgridata in presidenza e Lucas non voleva fare la stessa fine. Quindi decise di abbassare lo sguardo e di prendere tutti gli insulti del piccolo uomo. Alla fine che erano quattro parole se Lucas non gli dava importanza? Però dopo pochi attimi notò che alcuni suoi compagni di classe ridevano e uno di loro alzò la mano per rispondere.

"Se il presunto morto torna, il matrimonio del coniuge con un altra persona è nullo e il presunto morto può riprendere tutti i beni in sua proprietà nella forma in cui si trovano" spiegò Christian con la sua vocina di robot che Lucas odiava tanto. Tra loro due c'era sempre una lotta che sembrava non finire mai. Christian era una di quelle persone molto gelose e che volevano essere primi in tutto. Dal primo giorno di scuola quando, la professoressa di Francese aveva lodato Lucas per il suo accento e la sua conoscenza della lingua, Christian era diventato molto competitivo e odioso in tutto.

"Bravo Christian! Insegna al nostro caro amico come si segue davvero una lezione" aggiunge il pinguino con un sorriso in volto ritornando a spiegare quella noiosa materia.
Lucas non riusciva a tenere il passo con diritto. Ora voi state pensando magari che le cose sono molto difficili e complicate, ma invece vi sbagliate di grosso. Diritto è una di quelle materie così semplici che potrebbe essere insegnata ai bambini delle elementari ma se non è amore a prima vista, non lo sarà mai. E fidatevi che nel suo caso non era di certo amore a prima vista.

Guardando fuori dalla finestra si vedeva il cielo, di un colore che si avvicinava molto a quello della plastica bruciata. Un colore sporco, che trasmetteva una tristezza e una depressione che riusciva a superare le viscere di Lucas e arrivare fino al suo cuore. In quel momento sentì una volata di fresco che proveniva proprio da questa finestra, provocandogli brividi di freddo e pelle d'oca a gogo. Rimase così per il resto dell'ora, fermo, immobile, a guardare il suo foglio colorato realizzato solo a metà, fino a quando sentì il richiamo della libertà, la campanella. Mise tutto il suo materiale nello zaino e con la sua solita e immancabile lentezza si alzò per mettere il libro di quella materia nell'armadietto, così non lo vedeva fino alla prossima volta. Tirò il telefono fuori dalla tasca sinistra dei suoi jeans e una volta acceso andò a vedere cosa aveva di nuovo da raccontare il popolo di instagram. Andando sul suo profilo vide il link che lo collegava alla sua pagina di Thiscrush. Per quelli che non sanno cos'è, Thiscrush è una specie di social dove puoi scrivere dei messaggi in anonimo senza rivelare la propria identità al diretto interessato. Cliccò sul link e vide che qualcuno aveva aggiungo un nuovo messaggio. Andò a leggerlo pensando che fosse qualche cretino che cercando di far sembrare la sua vita meno noiosa scrive delle stronzate offensive pensando che questo ferisca Lucas il qualche modo. Povero illusi. Invece si trovò davanti un messaggio di cinque righe che diceva:

'Ciao. Ti ho visto in giro e sei veramente molto bello. Mi piacerebbe conoscerti ma non so se ti piacciono le ragazze o i ragazzi. Scusami se te lo scrivo qui ma sai.... La timidezza'.

Lucas rimase a fissare quel messaggio per un bel po' di tempo, non riuscendo a immaginarsi chi poteva essere quella persona. Beh, senza perderci trovavo tempo, fece uno screenshoot al messaggio e lo mise sulle storie di instagram rispondendo che fino ad ora non aveva mangiato nessuno cercando di incitare quella persona ad uscire allo scoperto. Mise il telefono in tasca e con la sua voglia di cibo che pareva creare un varco nel suo addome, iniziò a dirigersi alla fermata dell'autobus per andare a casa.

~<>~

Una volta sceso dal autobus partì automaticamente Smoke and Mirrors di Demi Lovato, una canzone che Lucas amava alla follia. Secondo lui questa canzone era cantata con tanta emozione e Demi era riuscita ad esprimere se stessa e la sua vita in questa. Il testo poteva benissimo essere riferito ai suoi amori passati e ai suoi trascorsi con la droga. Lucas semplicemente la amava. La prima volta che aveva ascoltato Demi Lovato probabilmente era da piccolo ma la prima vera volta è stato in macchina alla radio, quando ad una certa partì Warrior. Sorrise a quelle dolci e malinconiche frasi e con passo veloce si diresse verso casa.

So tell me
Did you ever really loved me
Did you ever really want me
Now that I see you clearer
I wonder was I ever really happy
Didn't get the chance to ask me
Now that I see you clearer
Was it just smoke and mirrors?

Ad un certo punto sentì un rumore molto forte provenire dalla strada di fianco a lui. Si voltò molto velocemente e i suoi occhi videro una macchina con il parabrezza tagliato a metà e un altra decapottata pochi metri più in là. Il fumo continuava a fuoriuscire da quest'ultima come un vulcano sul punto di eruttare.
Sentì il suo battito che aumentava, pompando sempre più sangue all'interno del suo corpo e le sue gambe erano ferme immobili come se fossero stato imprigionate nel cemento. Dentro la sua testa vide l'immagine di un tir che voltava una curva e gli veniva incontro. Una lacrima pareva uscirgli dall'occhio sinistro come se fosse timida di conoscere questo mondo. Chiuse gli occhi pronto per quel impatto e svenne in mezzo a tutte le persone che lo circondavano.

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"Andiamo Lucas?" gli chiese sua mamma prendendolo per la piccola manina sporca dopo aver giocato per ore nel giardino del ristorante dove si svolgeva il matrimonio a cui i suoi genitori l'avevano trascinato contro voglia. Avrebbe sinceramente preferito rimanere a casa della nonna a mangiare i suoi dolci fatti di una gustosissima crema al cioccolato pur di andare ad uno dei matrimoni a cui partecipavano mamma e papà.

"Andiamo dalla nonna? " chiese Lucas con la sua altrettanto piccola e curiosa vocina. Dopo essere stato costretto ad andarci sua mamma gli aveva promesso che sarebbero andati dalla nonna per mangiare i dolci.

"Domani amore" rispose sua mamma con un sorriso che solo una madre sa regalare al suo piccolo bimbo. "Scommetto che la nonna stia già dormendo adesso e non credo tu voglia svegliarla solo per mangiare i suoi dolci" concluse guardandolo con un sopracciglio alzato.

Ed ecco la parte affamata di dolci di Lucas che premeva per uscire rumorosamente dal suo piccolo torace. Chiuse un attimo gli occhi, raccolse tutte le sue forze e rispose tutto d'un fiato "No mamma hai ragione ci andiamo domani". Sua mamma gli sorrise e gli scompigliò i capelli leggermente.

"Mentre andiamo a casa la mamma si ferma in una pasticceria e te li prendo va bene?" gli chiese lei guardandolo dritto negli occhi. Il suo sorriso aumentò quando ne vide uno piccolo che compariva sulla faccia di Lucas. Un piccolo sorriso di un piccolo viziatello. " Dai allora, andiamo in macchina che papà ci sta già aspettando. " Così, Lucas diede la manina sporca a sua madre e insieme si diressero verso la macchina.

"Quando devi andare da tua madre?" chiese la mamma di Lucas al padre. Questo distolse un attimo gli occhi dalla strada buia per incrociare gli occhi della moglie, per poi riportarli sulla strada.

"Dopodomani ci farò un salto dato che oggi ha continuato ad insistere per andare a pranzare da lei perché doveva parlarmi di una cosa." rispose il papà di Lucas con un tono calmo. Lucas invece continuava a fissare le spaventose ombre degli alberi sotto i lampioni che parevano voler afferrare la loro macchina. Aveva gli occhi fissi sulle grosse mani del suo papà che cercavano di mantenere il controllo sulla strada.

Aveva sempre ammirato suo papà. A scuola durante le riunioni dei genitori vedeva le mamme di tutti i suoi compagni di classe ma, nessun papà. Beh, tranne il suo, che con un sorriso orgoglioso, usciva dalla stanza nella quale aveva appena parlato con la maestra. Oppure durante il quarto compleanno du Lucas, quando suo papà gli aveva fatto una torta tutta al cioccolato come Lucas aveva sognato. Era il suo eroe.

"Cara, ti ricordi che domani io ho un importante consegna e devo passare la mia giornata a lavoro non è vero?" chiese il papà di Lucas a sua mamma.

"Certo che me lo ricordo" ribatté lei con tono divertito.

"E ti ricordi anche di portare Lucas da mia mamma non è vero?" le chiese con un sorriso furbo sul volto.

"Eh no caro non puoi lasciare tutto a me" urla lei ridendo.

Lucas da dietro guarda la sua famiglia. Vuole tanto bene a quelle due persone che fanno di tutto purché lui sia felice. Un piccolo sorriso spunta sul suo bel visino. Il suo sguardo si sposta in avanti dove vede una curva che finisce nell'oscurità, mette le mani davanti come se avesse il volante davanti a sé e inizia a incpinarlo a sinistra quando davanti a sé vide due luci terribilmente accecanti che gli fecero chiudere gli occhi, e un rumore, forte.

Mamma?

Papà?

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