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Dopo aver spento lo schermo del suo cellulare tirò un sospiro profondo, tirandosi alla fine in piedi.
Okay, poteva farcela.
Non c'era assolutamente nulla di difficile, e poi così avrebbe potuto capire magari che tipo era quel ragazzino. E chissà, magari sarebbero potuti diventare davvero amici, così da avere qualcuno con cui passare un po' di tempo durante quel momento difficile.
La solitudine lo spaventava da sempre, e per lui quella emergenza quasi globale non era di certo una passeggiata. L'idea di trovare in quel ragazzino un probabile compagno di disavventure gli diede abbastanza coraggio da farlo fuori uscire dall'appartamento, e quando si ritrovò sul pianerottolo straordinariamente quel coraggio non era ancora sparito.
Quindi iniziò a salire, ma per fortuna -o sfortuna- la distanza tra loro era di solo un piano, per questo in un battito di ciglia si trovò già davanti la porta del ragazzino.
Abbassò lo sguardo per prendere un respiro profondo, ed in quell'esatto momento il suo coraggio si sgretolò come un castello di sabbia asciutta al sole.
Subito estrasse il cellulare dalla tasca, per cercare di riacquistare il suo coraggio tramite i suoi due più cari amici.
Si coprì le labbra con una mano mentre cercava di trattenere le risate, i suoi amici erano sempre perfetti, in ogni situazione. Non avrebbe mai potuto dire il contrario.
Grazie a loro sentì il petto un po' più leggero, e con il coraggio che adesso gli galoppava nel petto quasi quanto il suo cuore, alzò una mano e suonò il campanello facendo risuonare un piccolo trillo all'interno dell'appartamento.
Aspettò circa un minuto, e nel non sentire alcuna risposta suonò ancora, ma questa volta il trillo non fu breve, anzi. Sembrava che il campanello si fosse incantato, nonostante il piccolo pulsante non fosse bloccato.
Oh no, no, no! Andiamo, Najmoon! Perché devi sempre rompere tutto?!, pensò allarmato, continuando a premere il piccolo pulsante nella speranza che finisse di fare tutto quel baccano.
Le orecchie ed il retro del suo collo che quasi iniziarono a bruciargli a causa dell'imbarazzo quando all'interno dell'appartamento sentì svariati rumori, ma non ebbe il tempo di pensare a cosa fare che la porta si aprì di scatto, rivelando il ragazzino di poco prima che aveva un'aria quasi stravolta. I capelli scompigliati di quell'azzurrino così chiaro lo facevano quasi sembrare un piccolo angelo, ora che riusciva a vedere il suo viso per intero. Aveva già notato prima quanto fossero particolari i suoi occhi, ma non poteva immaginarsi che il ragazzino nascondesse tutta quella bellezza sotto quella mascherina.
Questa volta, era stato il suo turno di restare a fissarlo senza dire una sola parola, con tanto di bocca aperta ed un'espressione a metà tra lo stupore ed il dispiaciuto.
Yoongi, dal suo canto, non si aspettava di certo di ritrovarsi quel tipo davanti, ma assonnato com'era non ci diede affatto peso, anzi si limitò a fare un passo avanti, costringendo allo stesso tempo Namjoon a fare un passo indietro per non intralciarlo, e poi diede un piccolo pugno sulla placca del campanello, interrompendo così quel fastidioso trillo.
<Io...scusa, mi dispiace...non volevo romperlo>, parlò con tono dispiaciuto, Namjoon, abbassando per qualche istante lo sguardo, soltanto per ritrovarsi a ricambiare lo sguardo di un piccolo cucciolo marroncino ch'era rimasto seduto dietro le gambe del suo padrone.
<Uhm, no, tranquillo, era già rotto, ogni tanto s'incanta, niente di preoccupante>, rispose l'altro con la voce ancora impastata dal sonno, restando poi in attesa di qualche altra parola da parte dell'altro. Insomma, se era arrivato fin davanti la sua porta, ed aveva anche suonato, di certo un motivo c'era.
E per fortuna Namjoon era già tornato con lo sguardo su di lui, meravigliato dalle parole che aveva detto dato che poco prima sembrava faticare a mettere due parole di seguito.
Notò però il modo in cui l'altro lo stesse guardando, e subito si riscosse dai suoi pensieri, schiarendosi poi la gola.
<Io...uhm, volevo chiederti se...se potevi prestarmi un po' di sale, ecco>, disse, quasi incartandosi sulle sue stesse parole, il coraggio che animava poco prima il suo petto ormai svanito come fumo nell'aria.
Yoongi annuì piano, tornando dentro casa mentre si preoccupava di recuperare quello che gli era stato chiesto. Soltanto una volta arrivato in cucina si rese effettivamente conto di quello che stava succedendo, e quasi si prese a schiaffi in faccia per non essere stato abbastanza sveglio da osservare per bene quel viso privo di mascherina.
Senza preoccuparsi di quello che la sua mente aveva rapidamente elaborato, parlò a voce abbastanza alta da farsi sentire.
<Holly, perché non fai accomodare il nostro ospite?>
Namjoon sgranò gli occhi nel notare il cucciolo che, da seduto dov'era, andò fin dietro le sue gambe soltanto per spingerlo verso dentro con il muso, ed ovviamente lo assecondò, fermandosi soltanto quando il cucciolo smise di spingerlo.
Yoongi lo raggiunse dopo qualche istante, senza neanche dare il tempo a Namjoon di realizzare tutto quello che gli stava accadendo, e poi gli allungò un piccolo barattolo di vetro pieno di sale.
<Ecco a te, e...scusa per prima, ero letteralmente senza fiato, non ho mai fatto una spesa così>, ridacchiò nella speranza di scacciare via un po' di tensione.
Ma quelle parole furono meravigliose da sentire, così come la sua risata. Namjoon era letteralmente rimasto incantato dal ragazzino che aveva davanti, ma per non rendere le cose più strane si costrinse a rispondere subito dopo aver preso il barattolo tra le mani, cosa che non avrebbe dovuto fare, perché il suo filtro cervello-bocca alcune volte scarseggiava, ed aveva bisogno di pensare a come dire le cose più di cento volte.
<Oh, no, non ti preoccupare, tranquillo, lo capisco...è tutto strano adesso. Anzi, scusami tu per averti disturbato, stavi dormendo?>
Yoongi annuì, un po' in imbarazzo, portandosi una mano a sistemarsi i capelli scompigliati prima di mormorare piano <oddio, non farci caso, di solito non mi faccio trovare così>.
<Stai bene, davvero, non serve preoccuparsi. Sei davvero carino>, ecco. Filtro cervello-bocca completamente fuso.
Yoongi per poco non arrossì, ma si poteva ben notare dalla sua espressione l'imbarazzo che aveva provato nel sentire quelle parole, e subito Namjoon si sentì uno stupido, ma ormai era fatta. Stupida boccaccia.
<Vuoi, uhm...vuoi qualcosa da bere?>
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Buongiornissimo bdwykdekwjh come va?
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