Capitolo 39
Successe tutto terribilmente in fretta.
Le persone che accorrevano davanti alla porta, che tentavano di capire cosa fosse successo.
Facevano domande, camminavano avanti e indietro preoccupate.
Mentre Rose se ne stava immobile, in piedi, cercando ancora di mettere in ordine nella sua testa tutti i fatti appena accaduti.
Sua madre aveva provato a farla parlare, ma le era come chiusa in una bolla.
I suoni alle orecchie le arrivavano ovattati, le pareva di essere in un altro mondo.
Greta aveva rapito Albus e Scorpius.
Erano in pericolo.
Lei doveva salvarli.
Si guardò intorno. Quando erano arrivati in salotto? No, non aveva importanza. Doveva solo andarsene.
So fece strada tra tutte le persone intorno a lei, che nel frattempo parlavano con aria preoccupata.
Sperava che nessuno la notasse, ma purtroppo suo padre la vide. -Rose, dove stai andando?-. Lei si voltó, e per una volta decise di essere sincera:- Vado a salvare Scorpius e Albus-.
-E come pensi di farlo?- chiese a quel punto Hermione. -Non hai idea di dove si trovi Deborah, né cosa è in grado di fare-.
-Aspetta: tu come fai a sapere che si chiama così?- domandò la ragazza, perplessa.
-Ce lo ha appena detto Draco. Non hai ascoltato ciò che ha detto?- ribatté la madre.
Rose, in tutta sincerità, scosse il capo.
A quel punto intervenne Harry:- La donna che lo ha pietrificato e che ha rapito Albus e Scorpius è un'ex Mangiamorte. Si chiama Deborah de Biville. E non puoi andarla a cercare se non sai dove si trova-.
Rose non sapeva se dire la verità o se continuare a mentire.
Evidentemente però esitò qualche istante di troppo a rispondere, perché Harry, Hermione e Draco assunsero un'aria sospettosa, e la donna le chiese:- Perché tu non sai dove si trova, vero?-.
-Ehm... Ho solo un'idea, non ne sono sicura... Può essere una cavolata... Anzi, sono sicura che lo sia. Se non vi dispiace adesso io vado in camera mia e...-. -Ferma lì, Rose. Perché non ci racconti di questa idea?- la invitò a parlare Draco. -Per caso ha a che fare con mio padre, Lucius?- chiese ancora.
Rose fece per negare tutto, ma Lily, che per tutto quel tempo aveva parlottato con James a bassa voce, la interruppe:- Si che c'entra con lui. Mi ricordo quando ve ne ho sentito parlare, a scuola-.
-Di che stai parlando?- si intromise Ginny. -Già, Lily. Di cosa stai parlando?- chiese a sua volta Rose con un sorriso tirato e un'occhiata eloquente.
Come mai per tutta la sua vita si era comportata come una mummia e proprio in quel momento sembrava davvero interessata?!
-Sto parlando di quando vi ho sorpresi a parlare di Lucius. E non negarlo Rose. Sai che è così- rispose la ragazzina.
Cinque volti infuriati si voltarono a guardarla, e lei si sentì tutto ad un tratto minuscola.
-Che cosa ci nascondi, Rose?- le chiese Draco, gli occhi ridotti a due fessure.
Rose passò in rassegna con lo sguardo ogni persona che le stava davanti.
Poi tornò a soffermarsi sui suoi genitori, e disse:- Mi dispiace-.
Schioccó le dita, e l'elfo domestico di Lucius comparve accanto a lei.
Gli afferrò la mano e, con un ultimo sguardo triste, scomparve.
***
Le sembrava di essere tornata nel suo sogno.
L'elfo domestico era sparito subito dopo averla portata a Howling Lane, e Rose era sola.
Ormai conosceva bene i corridoi della casa di suo nonno, e con i mobili era molto più facile orientarsi, ma la sensazione di vagare senza una meta persisteva.
E invece una meta ce l'aveva.
Doveva raggiungere la stanza col grande camino. Albus e Scorpius dovevano essere lì.
Sarebbe tanto voluta tornare indietro. Ma doveva salvare quei due. Erano le persone a cui teneva di più al mondo.
La sua vita non avrebbe avuto più un senso senza di loro.
E questo pensiero le diede la forza di andare avanti.
***
Arrivò davanti alla porta e si bloccò.
Rischiava di morire. Ma non le importava. Lo faceva per Scorpius e Albus.
Sguainò la bacchetta ed entrò nella stanza.
Era esattamente come al solito. Il grande camino, il divano, le poltrone, il tappeto... Tutto perfettamente uguale.
Ma non poteva aver sbagliato luogo. Non avrebbe avuto senso.
Si guardò intorno, circospetta, ma niente.
Vuota.
Allora avanzò verso il caminetto. Magari c'era qualcuno nascosto nella stanza segreta.
Ma proprio mentre camminava, il pavimento si aprì sotto ai suoi piedi, facendola precipitare nel vuoto.
***
-Che cosa fate ancora lì impalati?! Presto! Dobbiamo andare a salvarli!- stava sbraitando Hermione.
-Non sappiamo dove siano!- tentò di farla ragionare Harry, ma senza risultato.
-E invece è così ovvio! Sono alla casa di Lucius. Li hanno portati lì! Sentite, io vado. Non importa se non mi seguite-.
Detto questo, la ex Grifondoro si smaterializzó.
-Devi seguirla. Credo che abbia ragione- disse Draco, ed imitò la moglie.
-Io li seguo- e sparì anche Harry.
James si voltó verso la madre, per dirle che sarebbe andato anche lui, ma Ginny lo interruppe subito:- No, James. Tu e tua sorella non andrete. Tornate a casa, e fate attenzione-.
E, con un altro schiocco di dita, rimasero a Malfoy Manor solo James e Lily.
-Vuoi seguirli?- chiese la ragazza al fratello.
James fissò ancora per qualche istante il luogo in cui fino a pochi istanti prima si trovava sua madre e disse:- No. Qualcuno morirà in questa storia, e io non voglio che sia uno di noi-.
Lily annuì, e sperò che quella sorte non toccasse ad Albus.
***
Purtroppo niente atterraggio morbido.
Rose cadde pesantemente sopra un pavimento di cemento.
Tutta dolorante, si alzò.
-Lumos!- sussurrò, e una tenue luce si diffuse dalla punta della sua bacchetta.
Quella in cui si trovava doveva essere una stanza grandissima.
Era vuota però. Non c'era assolutamente niente.
Avanzò un po', finché non scorse un uomo davanti a lei.
Un uomo inconfondibile.
Lucius.
Cercando di fare meno rumore possibile, si preparò a lanciare uno schiantesimo, ma un lampo di luce rossa la colpì in mezzo alle spalle, scaraventandola per terra.
Lucius si girò, tentando di trattenere una risata, e disse:- Rose, mia cara! Non ti hanno insegnato a non lanciare incantesimi alle spalle?-.
-Di certo nessuno lo ha insegnato a te...- borbottò lei, alzandosi in piedi, e rimettendosi subito sull'attenti.
-Dove sono Scorpius e Albus?- gridò.
-Non c'è bisogno che urli- disse una voce proveniente dall'ombra alle sue spalle.
Lucius schioccó le dita e una luce tenue si diffuse per tutta la stanza.
Rose si voltó e, inorridita, vide Albus e Scorpius che si dibattevano, legati come salami.
Accanto a loro c'era Greta. O Deborah. O come accidenti si chiamava lei.
La ragazza puntò la bacchetta su di loro per sciogliere le corde, ma quest'ultima le volò via di mano.
-Non così in fretta, ragazzina. Pensavi davvero che sarebbe stato così facile?- le chiese Lucius, avvicinandosi a lei.
-Perché lei è qui? Credevo che foste nemici- chiese Rose, indietreggiando, nella speranza di arrivare abbastanza vicina alla bacchetta.
Sia Lucius che Greta scoppiarono a ridere. -Noi due? Nemici? Ma no! Abbiamo fatto quella messa in scena perché vi fidaste di me. E a quanto pare ha funzionato- rispose poi l'uomo con un sorriso falso che non si estendeva agli occhi.
Okay, se lo sarebbe dovuto aspettare.
Continuó ad indietreggiare lentamente.
-E perché adesso state facendo questo? Noi ti abbiamo liberato, devi lasciarci in pace-. Prese ancora tempo.
-Mi spiace, ragazzina, ma Draco e la Sanguemarcio devono pagare per quello che hanno fatto. Ho sbagliato quel giorno a risparmiare la vita a mio figlio. È arrivato il momento che soffrano- rispose Lucius, con un ghigno malefico dipinto sul volto.
-E intendete tenerci qua rinchiusi e legati come dei prigionieri?-.
-Ma certo che no!- le rispose Greta, con tono allegro. -Vi uccideremo direttamente. Abbiamo aspettato apposta che foste tutti e tre-.
-E come mai non avete preso anche me insieme a loro?-. Era quasi alla bacchetta. Poteva farcela.
-Saresti stata sicuramente sveglia più di questi due e ci saresti sfuggita. Così era più sicuro averti qua con noi- rispose Lucius.
-Bhè... Non staremo qui ancora per molto...-. Si chinò a prendere la bacchetta, la puntò contro le corde di Albus e Scorpius e urlò:- Evanesco!- e i due furono finalmente liberi.
Poi rivolse la sua attenzione a Greta e Lucius, e li schiantò entrambi.
Corse verso i due Serpeverde e li abbracciò forte.
-Sapevamo che saresti arrivata- le sussurrò Albus all'orecchio.
-Io ho un po' dubitato, in verità- disse Scorpius, ridacchiando.
Rose si staccò dall'abbraccio e si voltó verso Greta e Lucius, ancora privi di sensi.
-Scusatemi un attimo-.
Si avvicinò ai due ex Mangiamorte e fece materializzare una gabbia attorno a loro.
Poi tornò dai due ragazzi.
-Cavoli. Perché è stato così facile liberarsi di loro?- chiese Albus. Si era aspettato un po' uno scontro all'ultimo sangue, e invece... Niente.
-Non lo so. In effetti credevo che avrei rischiato di morire. Mentre invece la parte più interessante è stata cadere quaggiù- disse Rose.
-Non importa. Sei stata grande a liberarci. A noi hanno spezzato le bacchette, quindi ci affidiamo a te per tornare di sopra- le disss Scorpius, con un sorriso.
-Benissimo. Ma non vi assicuro che... Scorpius attento!-.
Rose buttò il fratello di lato, e l'incantesimo appena lanciato da Lucius la investì in pieno, e lei cadde a terra.
"Only human" di Cristina Perri
Sentì tutte le forze che abbandonavano il suo corpo.
Si sentiva come un palloncino sgonfio.
Vide il pavimento intorno a lei tingersi di rosso, e un dolore lancinante si fece strada in tutto il suo corpo.
Avrebbe voluto avere la forza di chiedere che incantesimo le avessero lanciato, ma anche solo provare a parlare le mozzava il fiato.
E poi non ci voleva un genio per capire che si trattava di un Sectumsempra.
-Rose!-.
L'urlo di Albus arrivò lontano alle sue orecchie, come se il ragazzo non fosse in ginocchio accanto a lei.
Scorpius corse a togliere le bacchette a Lucius e Greta, per poi spezzarle, mentre loro due ridevano per il danno appena fatto, dalla loro piccola cella.
Rose sentiva che Albus continuava a chiamarla, ma era troppo stanca anche per ascoltare.
Voleva solo chiudere gli occhi e dormire. Era molto stanca.
Però non lo fece, perché qualcuno cercò di tappare alcune delle sue ferite con le mani, provocandole un dolore immenso.
-Non chiudere gli occhi, ti prego- la stava supplicando Albus.
Rose allora chiese, con molto sforzo:- Sto... Sto morendo?-.
Albus scosse la testa, non riuscendo però a trattenere le lacrime:- No, non stai morendo. Ti riprenderai tra poco. Ma per favore, non chiudere gli occhi-.
Intanto continuava a cercare di fermare il sangue che sgorgava dalle ferite.
La Grifondoro allora spostò lo sguardo su Scorpius, e anche se aveva la vista appannata, riuscì a vedere che stava piangendo anche lui.
-Oh Scorpius, non piangere- disse piano. -Io mi ricordo di quando eravamo bambini. Di quando cadevo e mi facevo male, e tu mi dicevi di non piangere, che dovevo essere forte, perché se io ero triste, eri triste anche tu. Ora ti dico la stessa cosa-.
Scorpius però, dopo quelle parole, non smise affatto di piangere.
-Sai Albus? Prima che cominciasse tutta questa storia volevo scappare di casa. Qui non avevo niente. E adesso che finalmente ho te, devo dirti addio- disse ancora.
-No, tu non mi dirai addio. Non dirai addio nemmeno a Scorpius. Perché tu vivrai. Vivrai e tutto tornerà come prima- la rassicurò Albus.
Ma stava dicendo tutto questo più per convincere se stesso.
-Come sei ottimista, ragazzo!- urlò Lucius, dalla sua prigione.
-Stupeficium!- gridò Scorpius, brandendo la bacchetta di Rose. -Qual è l'incantesimo contro il Sectumsempra?- chiese di nuovo il biondo.
-Non lo so. Credevo che non me avrei mai avuto bisogno. E invece eccomi qua, a morire proprio per mano di questo incantesimo- rispose Rose.
Sembrava tranquilla.
-Non stai morendo, Rose!- ripeté Albus.
-Smetti di mentire a te stesso, Albus. Sai bene che morirò tra qualche minuto-.
Vedendo che nessuno dei due parlava, continuó:- Mi ricordo che quando ero piccola sognavo di avere un matrimonio come quello di mamma e papà. Adesso è triste sapere che non mi sposerò nemmeno. Però ne è valsa la pena. Ti ho salvato la vita, Scorpius, ed è questo che conta. Da bambina, eri la mia guida. La persona a cui volevo più bene in tutto il mondo. Speravo di poterti dimostrare un giorno, tutto il bene che ti volevo e che ti voglio, e ora il mio desiderio si è avverato. Ma ora avvicinatevi, parlare è sempre più faticoso-.
I due fecero come diceva, e si misero più vicini a lei.
-Grazie ragazzi, per avermi regalato l'avventura più bella della mia vita. In qualunque cosa ci sia dopo la morte, io vi porterò sempre con me nel mio cuore. Non dimenticherò mai quanto siete importanti, né come mi avete cambiata, in cosí poco tempo. Grazie per essermi stati accanto. Vi amo- disse, perdendo quel poco colore che le era rimasto sul viso.
Scorpius iniziò a singhiozzare e la abbracciò. -Ti voglio bene sorellina-.
Quando il biondo tornò al suo posto, Albus cercò inutilmente di darsi un po' di ritegno e disse:- Ti amo, Rose- e la baciò un'ultima volta, prima che lei chiudesse definitivamente gli occhi.
-Che cosa sta succe... ROSE!-.
Albus e Scorpius si voltarono verso la voce, e videro correre verso di loro Draco, Hermione, Harry e Ginny.
-Cosa è successo qui?!- gridò Hermione, cadendo in ginocchio vicino a sua figlia, seguita dal marito.
I due ragazzi guardarono verso la gabbia in cui stavano Lucius e Greta.
-Le hanno lanciato un Sectumsempra- constatò Harry.
-Abbiamo provato a salvarla, ma nessuno di noi conosceva l'incantesimo e...- iniziò a dire Albus singhiozzando, mentre sua madre gli accarezzava tristemente la testa, ma venne interrotto:- Ed è tutta colpa mia! Se lei non mi avesse salvato ci sarei io al suo posto!-. E anche Scorpius scoppiò in un pianto disperato.
Draco non riusciva a parlare.
Una lacrima solitaria solcò il suo viso, e un solo pensiero si fece strada nella sua testa "È riuscito ad avere la sua dolce vendetta"
-Spazio autrice-
Non ci sarà l'epilogo, questa è la fine della storia.
Al più presto farò i saluti/ringraziamenti, o roba così.
Scusate per l'orario e se alcune parti sembrano scritte di fretta, ma... Va così.
Spero di avervi fatto commuovere almeno un pochino e...
Notteh💞💞
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