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Capitolo 2

Ecco, finalmente era arrivato il grande giorno per Rose.

Era all'ingresso di casa sua, ad aspettare che gli invitati alla festa sua e di Scorpius arrivassero.

Con lei c'era infatti anche suo fratello.

Come al solito era impeccabile.
Aveva un completo tutto nero che risaltava con i suoi capelli color platino e la carnagione chiara.

Lei invece non era niente di che.
Indossava un semplice vestito blu elettrico con qualche brillante qua e là, ma di certo non le stava bene come a Scorpius stava bene qualsiasi cosa.

Già, a volte era proprio gelosa.

-Stai molto bene- disse lei, quasi stesse seguendo un copione.

-Grazie, anche tu- rispose lui, con lo stesso tono che aveva usato lei.

Rose non sapeva perché, ma era ormai da molto tempo che si parlavano solo come se fosse un obbligo, dato che due fratelli gemelli non avrebbero potuto "non parlarsi e basta".
La cosa le dispiaceva a volte, dato che da piccola adorava giocare con lui, e probabilmente anche a lui piaceva.

Altre volte si convinceva che fosse colpa sua, perché era finita nei Grifondoro.
Ma poi si convinceva del fatto che sicuramente sarebbe andata così in qualsiasi caso.
Sia con lui che con i suoi genitori.

-A che pensi?- le chiese Scorpius.

-Mh?- si riscosse improvvisamente dai suoi pensieri.

-Ti sei messa all' improvviso a fissare il nulla. A cosa pensi?- domandò di nuovo il ragazzo.

-Oh, niente di importante- lo liquidò lei.
Si okay, non è che si impegnasse granché per riallacciare i rapporti.

E lì la conversazione finì.

Quando iniziarono ad arrivare gli invitati Rose dovette indossare il sorriso falso che riservava a tutti gli amici di suo fratello, che in genere non sopportava.

Ma si tratteneva dal guardarli male, pensando al fatto che tra poco avrebbe scoperto cosa c'era di tanto misterioso nell' ufficio.

Mancava poco.

***

Quando tutti gli invitati furono arrivati e Scorpius li ebbe salutati tutti, uno per uno, chiamò Albus da una parte e gli disse:- È ora-

L'amico annuì e, furtivamente, salirono le scale per arrivare all' ufficio.

-Okay Scorpius. Dove sono i tuoi?- chiese Albus, per evitare spiacevoli incontri.

-Sono di sotto a parlare con mia zia Andromeda. Non dovrebbero disturbarci. Mia zia parla un sacco- rispose il biondo.

-Perfetto. Ma vedi di sbrigarti, non mi va di fare da sentinella-
-Farò veloce, prometto-.

Poi fece un respiro profondo ed entrò.

-Scorpius?!- gridò qualcuno, appena entrò nell' ufficio, facendogli prendere un colpo.

-Cazzo Rose, non urlare!- gridò lui a sua volta. -Ad ogni modo... Cosa ci fai qui?-

-Cosa ci fai tu qui! Dovresti essere di sotto, a divertirti con i tuoi amici e con quelle oche della tua casa che ti vanno dietro- borbottò lei.

-Potrei dirti la stessa cosa-

-No, io non ho gente che mi viene Dietro- ribatté la ragazza.

-Dovresti sentire quel che dicono alcuni miei compagni di casa...- disse lui, cercando di non farsi sentire.

Ovviamente non fu così. -Cosa dicono?-

-Niente. Perché sei qui?-

-Solo per curiosare. Mi hanno sempre detto che erano cose da grandi, e volevo controllare, ora che sono adulta- ammise Rose.

-Anche io. Hai trovato niente di...- iniziò, ma entrò qualcun altro.

-Ehi Scorpius. Tutto a posto? Ho sentito urlare e... Rose?!-

-Albus?!-

-Scorpius!-

-Silente! Avete finito?- sbuffó Scorpius.

-Cosa ci fa lei qui? Credevo che non dovesse esserci nessuno- chiese Albus.

-Lo credevo anche io. E credevo anche di averti detto di fare da sentinella- gli ricordò il biondo.

-Oh, giusto... Però sbrigati- e uscì dall' ufficio.

-Ora che se n'è andato possiamo cercare in pace- disse Rose.

-Già... Anche se non credo che la sua presenza ti dispiacesse...- disse Scorpius, ghignando.

-Come scusa?-

-Andiamo Rosie, so che hai un debole per lui!-

-E tu come...- iniziò a chiedere lei, sentendo che il sangue le defluiva dalle guance.
E poi era da tanto tempo che non al chiamava Rosie, quasi dal primo anno a Hogwarts.
Era bello sentirsi richiamare così.

-Iniziamo a cercare-

-Okay... Ma esattamente... Cercare cosa?- chiese Rose.

-Lo scopriremo soltanto vivendo-

Così si misero a cercare qualcosa di insolito.

Purtroppo quello studio era tutto il contrario di insolito.
C'era una scrivania in fondo alla stanza, una libreria alla parete, un divanetto e un tavolino.

Niente gnomi o fabbriche di tappeti, pensò Scorpius.

-Esattamente cos' era che volevano tenerci nascosto? La polvere sugli scaffali?- chiese Rose, passando un dito sopra un ripiano della libreria.

-Proviamo a guardare alla scrivania. Magari troviamo la ricetta segreta dei biscotti che fa mamma- disse Scorpius ironicamente.

Ma andarono comunque a controllare la scrivania.

Mentre Scorpius esaminava i cassetti, Rose passava in rassegna i fogli che erano sparsi lì sopra o in mezzo ai libri.

Ad un tratto un foglietto verde attirò la sua attenzione.
Lo lesse, e rimase a bocca aperta.

-Scorpius... Credo che dovresti dare un' occhiata a questo...-

***

Andromeda li aveva tenuti impegnati in una conversazione di più o meno mezz' ora, e Draco sarebbe volentieri andato subito a dormire.
Ma ancora la festa non era finita, purtroppo.

-Che dici se chiamiamo i ragazzi, mangiamo il dolce e mandiamo tutti via? Voglio andare a letto- propose Draco ad Hermione.

-Ottima idea. Anche io non vedo l'ora- e sorrise. - Tu li vedi da qualche parte?- chiese la donna.

Si guardarono un po' intorno, ma Rose e Scorpius sembravano essersi volatilizzati.

-È chiaro che non sono qui. Controlliamo di sopra- disse Draco.

Salirono le scale ed arrivarono davanti all' ufficio, proprio nel momento in cui Rose, Albus e Scorpius avevano svoltato l'angolo di un altro corridoio.

-E se fossero...- iniziò Hermione.

-Non saranno nell' ufficio, sicuramente- disse Draco, ma non sembrava molto convinto nemmeno lui.

-Meglio controllare-

Entrarono, e iniziaronoba guardarsi intorno.
Sembrava tutto a posto.

-Mi pare che non ci sia stato nessuno- disse Hermione, e fece per uscire, ma Draco la bloccò.

-Aspetta. Controlliamo che quello sia al suo posto- e si avvicinò alla scrivania.

Aprì un libro e non trovò quello che stava cercando.
-Hermione. Qualcuno lo ha preso-

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