Capitolo 13
Quando arrivarono a Londra, il cielo era ormai scuro, ed il sole era già tramontato.
-Accidenti. Sarei dovuta ricordarmi quanto ci vuole ad arrivare ad Hogsmeade!- imprecò Rose.
-Anche se tu te lo fossi ricordata, dubito che avrebbe fatto molta differenza- ribatté Scorpius, con voce incolore.
I tre ragazzi scesero dal treno e poi uscirono dalla stazione di King's Cross, passando attraverso il binario 9¾.
Iniziarono a guardarsi intorno, ricordandosi solo in quel momento che non avevano idea di come arrivare a destinazione.
-Avremmo dovuto portare delle scope! Ora come facciamo ad arrivare a quell' indirizzo?!- disse nuovamente Rose.
-E se salissimo a bordo del Nottetempo?- chiese Albus.
-No. Lì ci riconoscerebbero. Potremmo provare con la smaterializzazione- disse in modo piatto Scorpius.
-Ci faremmo soltanto del male. Ancora non abbiamo fatto le lezioni per smaterializzarci- gli ricordó Rose
-Proviamo a chiedere un passaggio a qualcuno- propose allora il biondo, con tono indifferente.
-Credi che se chiedessimo un passaggio a qualcuno non ci riconoscerebbero?- domandò di nuovo Albus.
-È l'unica soluzione. Non abbiamo dei soldi, né babbani né magici, con cui poter prendere un autobus. Dobbiamo arrangiarci- disse Rose.
Così si misero sul ciglio della strada, a fare pit-stop.
Dopo ben sei macchine che li ignorarono completamente, un' automobile nera accostò vicino a loro, e il guidatore abbassò il finestrino.
-Oh poveri ragazzi! Che ci fate qui, di sera, per le strade di Londra?!- chiese una donna che ad occhio e croce doveva avere sui venticinque anni, molto truccata e con voce stridula.
Aveva gli occhi azzurri e i capelli nerissimi, molto probabilmente tinti. Era molto bella.
Ovviamente Albus e Scorpius rimasero a bocca aperta, e la cosa a Rose diede molto sui nervi.
-Ecco noi...- iniziò Albus.
-Cercavamo un passaggio...- cercò di continuare Scorpius.
Rose era sicura che tra poco avrebbe visto la bava che gli colava dalla bocca.
-Stiamo cercando un passaggio per Howling Lane. Puó aiutarci?- intervenne la ragazza, sbrigativa.
-Ma guardate un po' che fantastica coincidenza! Io abito proprio in quella via! Non è fantastico?- esclamò la donna, con un sorriso smagliante, che a Rose diede ancora più fastidio.
-Meraviglioso!- disse a sua volta Albus, e la riccia gli lanciò un' occhiata assassina, che lui non notò.
I due ragazzi si contesero il posto vicino alla donna, e alla fine ebbe la meglio Scorpius, sedendosi davanti, trionfante.
Così Albus e Rose finirono dietro, vicini.
-Grazie per la sua disponibilità, signorina...?- chiese Rose, anche se in realtà voleva solo sapere il nome di quella smorfiosa sconosciuta.
-Greta. E voi come vi chiamate?- disse la donna.
Prima che Rose potesse inventarsi dei nomi falsi, dato che non si fidava minimamente di quella donna, Scorpius parlò al posto suo:- Io sono Scorpius, lui è Albus e lei è mia sorella Rose-.
-Che bei nomi avete. E ditemi, cosa vanno a fare tre begli adolescenti come voi a Howling Lane?- chiese curiosa Greta.
-Andiamo a trovare... Un amico- rispose Albus.
-Ma è molto tardi, ragazzi! Scommetto che non avete nemmeno mangiato! Dato che andiamo nello stesso posto, potreste venire a mangiare da me! Al vostro amico non dispiacerá aspettare!- disse la donna, raggiante.
-Grazie Greta ma credo che...- provò a dire Scorpius, ma venne interrotto.
-Insisto- disse lei, con un tono che non ammetteva repliche.
-Ma davvero, non c'è bisogno...- tentò di farle cambiare idea Albus, ma nuovamente lei interruppe i tentativi di parlare e disse:- Siamo arrivati a casa mia!-
-Dovremmo schiantarla...- sussurrò Albus agli amici, mentre Greta parcheggiava.
-Non possiamo. Noi abbiamo compiuto diciassette anni, ma tu no, e la traccia rileverebbe la magia nel tuo stesso punto, e verresti espulso da Hogwarts, dato che non siamo a scuola- gli spiegò Rose.
-Quindi dovremmo farla fuori in un combattimento corpo a corpo? Io ci sto- si offrì Scorpius.
-Non fare l'idiota. Non puoi aggredirla- disse Rose.
-E perché? Lei ci sta sequestrando!- sussurrò Albus, arrabbiato.
-Di che state parlando, ragazzi?- chiese la voce civettuola di Greta.
-Non abbiamo intenzione di venire con te- le rispose Rose, senza troppi complimenti.
Scesero dalla macchina, nel giardino della casa, e Greta disse, con un sorriso gelido, molto diverso da quello che aveva rivolto ai ragazzi all' inizio:- Certo che verrete con me. Altrimenti vi lanceró una Maledizione Imperius. Quindi scegliete. O venite di vostra volontà, o vi porto io-.
Ormai il cielo era diventato nero, punteggiato qua e là da qualche piccola stella. Non c'era la luna, e i lampioni di Howling Lane erano pochi, e facevano poca luce.
Ma anche con quella scarsa illuminazione, Rose, Albus e Scorpius poterono vedere Greta che, vestita di tutto punto, con abito corto e nero, scarpe con il tacco dello stesso colore e una pelliccia bianca, estraeva la bacchetta e la puntava contro di loro.
La luce da ragazzina civettuola che aveva prima negli occhi aveva lasciato spazio a una fredda e crudele.
-Sei una strega! Sapevo che in te c'era qualcosa di strano. E questi due idioti che ci sono caduti in pieno!- esclamò Rose, voltandosi a guardare i due ragazzi.
-Ragazzi, siete proprio come i vostri genitori, sapete? Tu sei intelligente come tua madre, Rose. Albus non ti dà ascolto, come faceva tuo padre. E Scorpius, sei un ragazzino viziato, come tuo padre, che si basa solo sull' aspetto esteriore delle persone. Chissà quanto saranno disposti a pagarmi per avere i figli di Harry Potter -e guardò Albus-, Hermione Granger- e guardò Rose- e Draco Malfoy- e finì guardando Scorpius.
Si fermò per un attimo, come a riprendere fiato, poi continuó:- E chissà quanto soffriranno, quando io vi ucciderò-.
Poi puntò la bacchetta ed iniziò a dire:- Impe...-.
Ma un lampo di luce rossa dal fondo della strada la colpì la pieno petto, accompagnato da uno "stupeficium".
Greta venne scaraventata contro la parete di casa sua.
I tre ragazzi guardarono istintivamente verso la loro sinistra, e dalla nebbia videro avanzare un uomo.
Era alto, dal portamento elegante, e a un bastone da passeggio.
Quando si avvicinò meglio, si poterono notare i dettagli.
Aveva il viso affilato e dai lineamenti rigidi, gli occhi freddi come ghiaccio, e capelli biondo platino che gli ricadevano sulle spalle, come un mantello.
Li osservava con espressione quasi divertita, che non si addiceva ai suoi lineamenti.
Era Lucius Malfoy.
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