Capitolo 11
-È inutile che continuiamo a cercare quel maleddetto foglio. Abbiamo capito che non ce n'è traccia in questa casa!- disse Draco, esasperato, sbattendo le mani sul tavolo della sua cucina.
-Bhè, ancora gli elfi domestici non lo hanno trovato, ma magari non hanno guardato dappertutto- ipotizzò Hermione, tentando di far calmare suo marito.
-Andiamo Hermione! Sappiamo bene entrambi che se fosse davvero qui lo avrebbero già individuato- ribatté lui, lanciandole un' occhiata preoccupata.
Erano passati ben tre giorni dall' ultima volta che si erano consultati sull' argomento.
Già lì Hermione sapeva inconsciamente che il foglietto non si trovava a Malfoy Manor, ma aveva provato a ignorare quel presentimento.
Però ora non si poteva più negare l'evidenza.
-Allora vorrà dire che dovremo andare ad Hogwarts, per parlare con Scorpius e Rose- disse poi, rassegnandosi all' idea che dovevano avercelo per forza loro.
-Se sono stati loro a prenderlo... Ti assicuro che non la passeranno liscia- disse Draco, passandosi una mano sulla faccia, stanco.
-Però faremo meglio ad andare subito a scuola, prima che inizino le lezioni- sentenziò Hermione. Infatti era mattina presto, e le lezioni probabilmente non erano ancora cominciate.
-Hai ragione-. Draco si infilò il suo cappotto, prese per mano la moglie e uscì di casa.
***
Albus, Scorpius e Rose camminavano per i corridoi di Hogwarts, diretti a lezione di Incantesimi.
Dalla festa di Halloween, Albus e Rose si erano mantenuti a debita distanza, credendo che in questo modo avrebbero destato meno i sospetti di Scorpius.
Purtroppo erano riusciti a fare solo il contrario.
Infatti, tutte le volte che erano vicini e si accorgevano che Scorpius li stava guardando, si allontanavano bruscamente l'uno dall' altro. E spesso si incantavano a pensare a qualcosa, e quando Scorpius provava a riscuoterli da quello stato di trance, gridavano un "niente" e riprendevano a fare quello che stavano facendo, rossi in volto.
E ovviamente questo aveva insospettito molto Scorpius.
Quella mattina però sembrava tutto tornato alla normalità, dato che stavano ridendo e scherzando come se non gli stessero nascondendo niente.
Perchè Scorpius sapeva che gli stavano nascondendo qualcosa.
Mentre Albus raccontava di quanto fosse ridicolo il cugino di suo padre, Dudley, svoltarono l'angolo, per ritrovarsi nel corridoio da cui si accedeva all' ufficio della preside.
I tre ragazzi si immobilizzarono, impietriti dallo stupore.
Hermione Granger e Draco Malfoy erano lì, davanti ai loro occhi, che parlavano proprio con la professoressa McGonagall.
-Oh merda- si lasciò sfuggire Rose. -Devono aver scoperto che abbiamo preso il foglietto- continuò.
-Nascondiamoci- disse Scorpius.
E così tornarono dietro l'angolo, appiattendosi contro il muro.
-Come facciamo a sentire quello che dicono?- chiese Rose, a bassa voce.
Albus frugò nella sua borsa, e ne tirò fuori uno strano oggetto. Poi disse:- Queste sono Orecchie Oblunge. Me le ha regalate mio zio George l'anno scorso-.
Così dicendo le utilizzò per ascoltare la conversazione tra i signori Malfoy e la preside.
-Dobbiamo parlargli, Minerva. Si tratta di una cosa importante- stava dicendo Hermione Malfoy.
Ma la preside scuoteva la testa e ripeteva:- Vi ho già detto, signori Malfoy, che io non so dove siano. Probabilmente staranno facendo colazione, o si staranno dirigendo a lezione-
-D'accordo, ci scusi per il disturbo- disse Draco, che però non sembrava dispiaciuto.
-Vi stanno cercando- disse Albus, voltandosi verso gli amici.
-Ecco, come pensavamo- sbuffò Scorpius.
-Albus, tu ora li incontrerai "casualmente" e quando loro ti chiederanno dove siamo (perchè so che lo faranno), gli dirai che siamo entrambi malati e che non vogliamo visite. Poi andrai a prendere il Mantello dell' Invisibilità e ci raggiungerai alla statua della strega orba, quella del passaggio segreto per Mielandia- disse Rose, sbrigativa.
-Perchè dovremmo...?- iniziò a chiedere Scorpius, ma lei lo interruppe dicendo:- Non c'è tempo, dobbiamo andare oggi-.
***
Albus vide i suoi amici allontanarsi correndo.
Poi fece un respiro profondo e svoltò l'angolo, pronto ad incontrare "per caso" i signori Malfoy.
Anche se il signor Malfoy gli aveva sempre messo una certa ansia. Aveva uno sguardo freddo e tagliente, e gli pareva sempre che potesse leggergli nel pensiero.
Ma quella volta non poteva permettersi di farsi sopraffare dall' ansia. Ne andava del futuro della missione.
Così camminò tranquillamente, a testa alta, finchè, come aveva previsto Rose, i due adulti lo fermarono:- Albus! Che piacere vederti- esordì Hermione, con un sorriso. Se Albus non avesse saputo per quale motivo era lì, avrebbe creduto che fosse davvero contenta di vederlo.
Ecco, la signora Malfoy era l'esatto opposto di suo marito. Era dolce, simpatica e solare. Senza contare che, al contrario del signor Malfoy, lei faceva sentire le persone a proprio agio.
Chissà perchè si erano sposati.
-Salve signora Malfoy. Se posso saperlo, come mai siete qui?- domandò a sua volta Albus, cercando di sembrare il più tranquillo possibile.
-Siamo qui per Scorpius e Rose. Li hai per caso visti?- chiese Draco, senza la traccia di un sorriso.
-Si che li ho visti- rispose prontamente lui.
-E dove sono?- domandò ancora il signor Malfoy.
-Nelle loro rispettive camere da letto. Sono malati- disse il ragazzo.
-Oh poverini! Si tratta di qualcosa di grave?- chiese subito Hermione, preoccupata. -No, non si preoccupi. Hanno solo un po' di febbre. Lo ha detto l'infermiera. E ha anche detto che nessuno deve andare da loro, perchè potrebbero contagiare quelli che gli stanno intorno- rispose Albus, spreando che i signori Malfoy credessero a quella bugia.
-Oh... Capisco...- disse la signora Malfoy. Poi si voltò verso il marito e disse, rassegnata:- Credo che dovremo tornare domani, Draco-. Dopo aggiunse, a voce più bassa:- Non potranno andare da lui se sono malati, ammesso che abbiano loro il biglietto-.
-Certo che ce lo hanno loro- ribattè Draco, a denti stretti. -Ma andiamo- acconsentì poi.
-Arrivederci Albus, e scusaci per averti trattenuto- lo salutò la signora Malfoy, sorridendo appena, andandosene poi con il marito.
Albus aspettò che avessero svoltato l'angolo, per poi correre a perdifiato verso la sua stanza nei sotterranei.
Recuperò il Mantello dell' Invisibilità da una scatola che custodiva sotto al suo letto, poi iniziò di nuovo a correre, e raggiunse la statua. Individuò Scorpius e Rose che si guardavano intorno, preoccupati di veder arrivare i loro genitori, e gli andò incontro.
-Allora? Se la sono bevuta?- chiese Scorpius, impaziente.
-Ci puoi scommettere. Sono un ottimo attore- si vantò Albus, ridacchiando.
-Perfetto- disse Rose. -La missione ha inizio-
-Spazio autrice-
Alloooora... Ve lo aspettavate questo cambio di programma?
Bhè, io no, infatti mi è venuto in mente da poco.
Scusatemi ancora per l'attesa. E magari perchè il capitolo è corto.
Ma devo darvi una notizia.
Domani vado in vacanza, quindi non so quando potrò aggiornare.
Ho bisogno anche io di ferie.
E quindi niente, cercherò comunque di non sparire del tutto e...
Al prossimo capitolo!
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