; t w e n t y - o n e
Non si poteva definire soleggiata quella particolare giornata a Seoul, eppure era piacevole vedere quei raggi trapelare attraverso le nuvole grigie per andarsi a scontrare contro gli edifici della città.
Sì, era piacevole per tutti, ma non per Min Yoongi che, solamente alle sette del mattino, fu costretto a svegliarsi per colpa di un dannatissimo raggio di sole che di spostarsi dal proprio letto proprio non ne voleva sapere.
Sbuffò assonnato e già incazzato mentre si toglieva le coperte da dosso, raggiungendo in fretta la cucina per bere qualcosa.
Odiava svegliarsi così presto, soprattutto perché poi per tutto il giorno rischiava di addormentarsi in ogni luogo in cui si ritrovava a fermarsi per più di due minuti.
Preparò con difficoltà la macchina per il caffè, venendo comunque distratto subito dal campanello della propria porta.
La sua espressione da nervosa passò ad una più curiosa, chi poteva mai essere a quell'ora indecente?
Era persino tentato dal lasciar perdere e fare finta di nulla, ma quel leggero campanello in poco si trasformò in una cosa più insistente.
«Dannazione! Arrivo! » quasi urlò, il tono che di amichevole non aveva proprio niente e l'espressione corrucciata.
“Voglio proprio vedere chi cazzo è” pensò sbuffando, aprendo poi la porta.
Sgranò subito gli occhi nel trovarsi davanti Namjoon con un aspetto terribile, e sicuramente ubriaco vista la puzza terribile di alcool che emanava.
«Nam...ma che hai fatto?» sussurrò preoccupato, avvicinandosi subito a lui per poterlo portare dentro.
«Scusami...io... Yoongi mi dispiace»
Il grigio restò ad osservare l'altro con sguardo intenerito, ma non disse nulla, semplicemente lo portò sul divano per farlo stare comodo.
«Ti faccio un caffè, okay?»
«Devi...uhm, devi perdonarmi.
Io ti amo, non voglio farti stare male» mormorò passandosi le mani sul viso, lasciando poi scivolare le mani lungo i cuscini del divano, in uno strano tentativo di mettersi sdraiato.
Yoongi sgranò gli occhi nell'udire quelle parole.
Lo amava?
Cosa?
“È sicuramente colpa di quello che ha bevuto...” si ritrovò subito a pensare, anche se una piccola e strana sensazione iniziò a crescergli dentro.
Si sentiva in colpa, in un modo incredibile.
Perché lui non lo amava, non amava mai, nessuno.
E Namjoon lo sapeva bene.
Ma se quello che aveva detto era vero non poteva fare altro che chiedersi una cosa sola, ovvero perché si fosse innamorato di lui nonostante sapesse che non si sarebbe mai interessato a nessuno.
Non trovava risposte, e non sapeva che fare.
Ma almeno stava recuperando un po' di tempo visto che il maggiore sembrava completamente andato nel mondo dei sogni.
“Namjoon-ah...che cosa ho fatto?”
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