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16.Non sei solo

E così, semplicemente, un cuore infranto potrebbe essere curato dopo tanto tempo,da qualcuno di lontano tanto quanto vicino?

I suoi occhi mi scrutano nel buio della stanza, impenetrabili.
È appoggiato con una spalla allo stipite della porta del bagno,una gamba leggermente piegata.
Il busto rigido e il capo chinato leggermente in avanti,lo sguardo interrogativo.

Io indosso solo una canottiera nera e i boxer,nonostante il freddo invernale.
Con le coperte che mi arrivano fino al busto piegato in avanti,mi sento stranamente esposto.
Non adeguatamente nascosto da quegli occhi ghiacciati.

Ansimo ancora, e cerco di regolarizzare il respiro. Passiamo poi minuti interminabili solo a fissarci.
Senza un motivo preciso, come se fossimo in trance.

Poi lui si stacca dalla porta e si avvicina ai letti. Sembra quasi sul punto di sedersi accanto a me ma dopo aver-saggiamente- valutato la cosa,va a sedersi sul suo letto con un sospiro.

Mi giro dalla sua parte,incrociando le gambe sotto le coperte. Io lo fisso, lui mi fissa.

Lui in attesa di risposte,io indeciso se dargiele.
In un'altra situazione,molto probabilmente,gli avrei urlato di andare a dormire,e di farsi gli affaracci propri.

Ma è notte,sono stanco,i suoi occhi sembrano così tanto rassicuranti, e io davvero,devo parlarne.
Una vicina nella testa,però,mi ricorda la triste verità.
Sono riuscito a non parlarne per anni,posso farlo ancora...o sbaglio?

Stare in silenzio.
Questo è quello che ho imparato a fare. Esprimendo a parole quello che si ha dentro,si feriscono gli altri,si addossano alla gente i propri problemi e,soprattutto,se abituati a non parlare con nessuno, non si ha di conseguenza bisogno di nessuno.

E questo è indispensabile per la sopravvivenza.

Ma adesso,eppure,sono qui,indeciso se parlare,parlare di quello, con il mio stupido compagno di stanza che non ha portato altro che litigi e guai.

Finalmente si decide a parlare,la testa china,la voce roca.
<cos'era quello, Nico?> chiede in un sussurro. Si riferisce agli incubi, al fatto che urlo ogni notte per via di questi?
Già, Nico,cos'era?
"La mia normalità" vorrei rispondere.
"La mia prigione" vorrei rispondere.
"La mia condanna a vita" vorrei rispondere.

Ma invece rimango in silenzio, a scrutare alla sola luce che proviene dal cortile quel viso, ora coperto da alcune ciocche di capelli biondi troppo lunghe.

I suoi capelli,al contrario dei miei, nonostante la lunghezza un po' spropositata,hanno sempre un aspetto curato,elegante.
I miei invece sembrano semplicemente un groviglio indistinto color pece.

I suoi occhi si alzano dal pavimento, e incontrano i miei.
Che poi,cosa dovrei dirgli?
Del perché passo le notti ad urlare,del perché sembro tanto terrorizzato all'idea di parlare di Bianca, o del fatto che non voglio nessun amico?

'Perché soffro di incubi; Non sono affari tuoi; Sono un tipo solitario'.
Questa sarebbero le risposte che dovrei dargli.
False,certo,ma il meno personali possibili.

'Perché invece non parliamo del perché torni sempre in camera di notte fonda,cercando di non farmelo notare?' Vorrei chiedergli.
Ma,la verità, è che non ci riguarda.
A lui non dovrebbero riguardare le mie faccende e a me non dovrebbero interessare le sue.

Potrei dirgli questo,in effetti.
Ma non sembra tipo da questo genere di cose. Non so se a Miami siano tutti così impiccioni, fissati con l'amicizia e la fiducia,ma mi auguro di no.
Perché in tal caso mi assicurerei di evitare per bene quella città.

<Torna tutte le notti> sussurro infine,dopo il suo ennesimo sguardo indagatore.
Lo sguardo basso,i capelli sugli occhi,i segni delle lacrime ancora sulla guancia, la voce rotta. Devo sembrare davvero patetico, e spero che il buio nasconda almeno gli occhi rossi e lo sguardo distrutto.

Lui si acciglia un attimo,forse non capendo, e mi rivolge uno sguardo stranito.
Anche in queste situazioni sa essere un completo idiota...
<Gli incubi> specifico quindi.
<Tornano ogni notte. Ho provato di tutto,ma nulla, tornano sempre. È tutto inutile> mormoro.
Non posso credere di star dicendo queste cose a Solace.

Poi il suo sguardo sembra illuminarsi,e forse finalmente capisce.
Mi guarda più con occhi tristi.
Oh no,non te lo sto dicendo per farti pena,Biondo. Quindi smettila di guardarmi come un cucciolo di cane ferito.

<da quando?> chiede dopo un po' ed  è proprio l'ultima domanda che mi sarei aspettato. Sicuramente da un tipo come lui mi aspettavo una reazione più...esagerata.
O comunque che non fosse sicuramente così serio e discreto.

<da...tanto> taglio corto.
Lui mi guarda con aria di rimprovero, serio come non l'ho mai visto.
Ma come si permette?!
Sbuffo.
Sembra molto...preso dell'argomento.
<due o..tra anni> abbasso lo sguardo.
<e non ne hai parlato con nessuno?> chiede leggermente irritato,ma sembra quasi preoccupato .
Non potevo.

Ignoro sia la sua domanda che il tono che ha usato.
Lui scuote la testa,contrariato.
<Perché?> insiste lui.
<Perché...Non posso> mi lascio sfuggire,lo sguardo fisso sulle coperte sopra le mie gambe.

Lui mi guarda,curioso. Non capisce proprio.
<forse tu sei abituato a parlare con i tuoi amichetti dei tuoi problemi-sempre che tu ne abbia mai avuti,di problemi -ma io sono diverso. Non voglio dare il peso dei miei problemi agli altri> mi lascio sfuggire in un sussurro,con i denti stretti.

Lui sembra ferito.
Okay,ho esagerato. Non so quali problemi potrebbe avere,non lo conosco,ma a giudicare dal suo modo di fare non mi sembra una persona molto tormentata.
<non tutti esprimono i sentimenti con il comportamento> borbotta ferito, senza guardarmi.

E capisco, capisco perfettamente la frecciatina nascosta in questa frase.
Esprimo il mio umore-la maggior parte delle volte negativo- comportandomi da apatico asociale,e allora?
Se il biondo ha problemi può anche dirlo direttamente...

Lui però torna serio e concentrato.
<potevi parlarne con qualcuno...> continua a bassa voce, tornando al discorso originario.

E prima che possa ribattere,lui mi precede.
<hai tante persone che,nonostante tu non ci creda,tengono a te.
Puoi non crederci,ma è così. Puoi continuare a credere che nessuno ti voglia, che chiunque ti veda come un peso,ma non è così. Hai Hazel,hai Jason, Leo... loro ti vogliono bene,Nico. Lo dimostrano ogni giorno continuando a frequentarti nonostante il tuo caratteraccio>.

E non posso che rimanere stupito da queste parole.
Perché ti importa?
Perché gli importa di me,nonostante lo abbia solo trattato male?
Io non lo capisco davvero.

Vedendomi stupito,continua .
<non sei solo,Nico. Nonostante quello che pensi ,non lo sei. Cerca di capirlo,ti prego>finisce la frase sussurando,la voce incrinata.

Questo argomento sembra toccarlo davvero, stranamente.
Il fatto di essere soli, gli incubi...
Sarà che... no,impossibile.
Un tipo del genere non avrebbe potuto passare qualcosa del genere.
Non ce l'avrebbe fatta.

Mi sento un po' cattivo a pensarlo,ma è la verità.

Eppure,alla fioca luce lunare, nell'ombra,mi sembra di vedere un altra persona.
Non il Will Solace allegro,scherzoso, impertinente.

Ma una persona con qualcosa alle spalle.
Qualcosa di molto simile al mio passato.
Ma è impossibile. Deve essere solo la stanchezza.
Alza la testa e mi accorgo di una piccola lacrima che scende lungo la guancia abbronzata del ragazzo.

E rimango stupito, ancora di più, quando chissá quale bacata parte del mio cervello mi spinge ad andare vicino a quel ragazzo,così lontanto dalla lontana che ho di Will Solace,e abbracciarlo.
Una cosa così poco da me.

Forse perché quella figura mi ricorda un po' il Nico Di Angelo di 12 anni che,davanti a quel disastro che improvvisamente era diventata la sua vita, si trovava a piangere nel silenzio di una stanza vuota.
Ma io non avevo nessuno ad abbracciarmi.

Forse è questo a spingermi,forse ormai impazzito,ad andare davvero vicino a Solace.
Sedermi al suo fianco,lui già abbastanza sbigottito.
E poi,circondo con le braccia nude quelle spalle esageratamente abbronzate per essere in dicembre.

E lo abbraccio.
Una sensazione così strana,provata ogni tanto con Hazel e basta.

Lui,spiazzato,ricambia.
E rimaniamo così, in silenzio.

E,in quel momento, mi accorgo che Will non mi ha chiesto,in tutto ciò, cosa davvero mi turbasse così tanto.

E mi rendo conto che,forse,il vero Will Solace è molto lontano dalla band idea che mi sono fatto di lui.



#Spaziomeeh
Salveh! Come va?
Spero beneh! Volevo solo ricordare che a questo punto nella storia siamo ormai a dicembre,vicino a natale (come nella realtà 😂). Poi volevo anche tenere presente l'età dei personaggi. Nico e Hazel hanno 15 anni,Annabeth e Percy 17 mentre Jason,Frank,Will Leo 16[sono tutti nella stessa classe tranne Percy,Frank e Annie perché Nico è Haz hanno fatto la primina (?)]. E poi nulla,vi adoro perché abbiamo raggiunto 30☆ nello scorso capitolo♡
Aggiorno a 25☆ e 10commenti
Notte notte
-_Mezzosangue_101❤

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