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•La prima volta•

Spazio autrice: Ebbene si...sembra incredibile, ma per la prima volta nella mia vita faccio uno spazio autrice all'inizio del capitolo. Volevo solo avvisarvi che questo capitolo sarà un po' diverso dagli altri...un po' più spinto. Un po' più eccitante. Insomma, avete già capito. Fatemi sapere con voti e commenti se vi piace! Buona lettura!!!

Giada

«E allora fallo, perché io non desidero altro che questo, Draco Malfoy.»
Gli accarezzai i capelli e sorrisi contro la sua spalla, chiudendolo in un tenero abbraccio. Sentii il suo respiro irregolare, segno che stava trattenendo le sue emozioni. E io che pensavo di essere l'unica a logorarmi l'anima per non far capire a nessuno i miei sentimenti. E invece...
«Rilassati Draco. È solo un abbraccio.»
Gli massaggiai la schiena, e sentii i suoi muscoli rilassarsi sotto il mio tocco.
«Non sai quanto sono vicino a perdere il controllo...»
Alzai la testa, e sorrisi contro la sua bocca.
«Ti ho detto di non farlo. Lasciati andare. Io non vedo l'ora. Voglio farlo, e con te.»
Gli lasciai un casto bacio sulla bocca e poi lo presi per mano, accompagnandolo giù dalla torre.
«Dove andiamo?»
«Dove possiamo stare soli, senza il rischio di essere scoperti.»
Da quando ero così sicura di me? Perché non avevo paura di quello che stavo per fare? Forse scoprire che Malfoy era confuso quanto me mi aveva aiutata a farmi coraggio.
«Nella Stanza delle Necessità?»
Annuii controllando che nessuno ci seguisse.
«Conosci posto più sicuro e tranquillo, qui ad Hogwarts?»
Lui scosse la testa e mi strinse di più a se, come per paura che potessi scomparire da un momento all'altro. Ci fermammo davanti alla parete della Stanza delle Necessità.
«Lascia fare a me, Malfoy. Tu stai di lato.»
Passai davanti al muro per tre volte pensando a una sontuosa camera da letto, come quella di un re. Appena comparve la porta, presi il braccio del Furetto e lo trascinai dentro. Ci ritrovammo in una elegantissima camera da letto, con le pareti bianche, un enorme letto a baldacchino con coperte verde smeraldo, uno specchio enorme che consentiva la visuale su tutta la stanza, e un bellissimo divano. Dal soffitto pendeva un brillantissimo lampadario di diamanti.
«Wow, Granger! Hai pensato proprio in grande!»
Abbassai lo sguardo per l'imbarazzo.
«Voglio...che la mia prima volta sia...indimenticabile.»
Sorrise malizioso e poi tornò serio.
«Sei davvero sicura? Cioè...è un grande passo...»
Annuii, questa volta con convinzione. Era da tanto che lo volevo, e non avrei accettato un no come risposta.
«Bene e allora...»
Mi prese in braccio, come se fossimo una coppia di sposini nella prima notte di luna di miele, e mi fece distendere sul letto, con delicatezza e amore.
«...diamo inizio alle danze, Granger.»
Si rialzò e cominciò a fare un vero e proprio spogliarello per me.
Sfilò il mantello, togliendo prima il fermaglio che lo teneva fermo all'altezza dello sterno. Poi fece una piroetta, e in modo alquanto sexy tolse il maglione. Disfò il nodo della cravatta e la levò. Sotto la camicia si intravedevano i suoi scolpiti addominali.
«Ti piace, Granger?»
Annuii con la bocca aperta e la salivazione assente, mentre lui si sbottonava lentamente la camicia, rendendomi ansiosa di vedere la sua tartaruga. Quando si sfilò l'indumento, dalla mia bocca sentii uscire un gemito di piacere.
«Oh, si che ti piace!»
Sorrise malizioso, e io non riuscivo a togliere lo sguardo dal suo petto nudo. Con un solo colpo si tolse la cintura nera, e poi si sganciò il bottone dei pantaloni e abbassò la cerniera. Li lasciò scivolare a terra e poi li buttò via con un calcio. Era maledettamente bello, come un dio greco, e i miei occhi non riuscivano a guardare altro che lui. Si liberò velocemente delle scarpe e dei calzini, e rimase davanti a me con solo le mutande a coprirlo.
«Vuoi che tolga anche queste?»
Siiiii, toglile!!!!
«N-no, tra poco.»
Volevo ardentemente vederlo nudo, ma dovevo resistere alla tentazione di strappargli i boxer.
Mi prese per mano, e delicatamente mi tirò su, facendo scontrare i miei vestiti con il suo petto. Le mie mani si posarono sui suoi addominali tonici, e il mio respiro si fece irregolare.
«Ora tocca a te.»
Mi riscossi da quello stato di trance che solo lui riusciva a provocarmi, e mi resi conto di cosa avrei dovuto fare.
«Devo...spogliarmi?»
Lui annuì e mi baciò il collo.
«A meno che non vuoi che te li strappi io di dosso.»
Scossi la testa. Ci tenevo alla mia divisa. Lo accompagnai sul letto e lui si distese, come un modello per un servizio fotografico. Il cuore cominciò a battermi veloce per l'emozione, e sentii la solita sensazione al basso ventre, chiamata eccitazione.
«Allora vado...»
Non mi staccava gli occhi di dosso, quindi dovevo farmi coraggio e spogliarmi, come lui aveva fatto per me prima.
Con mani tremanti staccai il fermaglio del mantello e sfilai l'indumento. Poi fu la volta del maglione, che raggiunse il mantello sul pavimento. Disfai il nodo della cravatta rosso-oro e la feci cadere a terra. Dopo, a tempo con una musica da spogliarello nella mia testa, cominciai a sfilare i bottoni, uno alla volta, muovendo il bacino in modo sensuale. Tolto l'ultimo bottone, feci scivolare la camicia lungo il corpo,  fino ad arrivare al pavimento. Seguii il suo sguardo carico di lussuria, e avvampai notando che era fisso sul mio seno. Levai velocemente la gonna, le calze e le scarpe, e rimasi con l'intimo di pizzo che mi aveva regalato Ginny.
«Che spettacolo.»
Passò a rassegna il mio corpo, dalla testa ai piedi, senza sbattere le ciglia.
«Sei...stupenda, Hermione. Avvicinati...»
Sentire il mio nome pronunciato da lui mi fece perdere la testa, e la sua voce roca era pericolosamente eccitante. Mi sistemai sopra di lui, sentendo i suoi boxer gonfiarsi per l'eccitazione. Sul suo viso comparve di nuovo quel sorriso malizioso e pericoloso. Capovolse la situazione e mi lasciò un bacio sul seno, poi si alzò e raccolse le cravatte e la sua cintura. Armeggiò impaziente con il reggiseno e me lo tolse, poi mi sfilò le mutandine. Ero nuda davanti a lui.
Ero senza fiato per l'eccitazione. Cosa voleva fare ora? Legarmi? Come se mi avesse letto nel pensiero mi allargò le gambe e mi legò le caviglie con le cravatte alle ante del letto. Poi unì le mie mani dietro alla testa e le bloccò con la cintura. Invece di farmi paura, quella cosa mi rendeva ancora più vogliosa ed eccitata. Cioè, ero nuda e impotente, alla sua mercé.
«Troppo stretto?»
Scossi la testa e inarcai la schiena, per fargli capire di andare avanti.
«Tanta fretta, Granger? Guarda che poi non si torna indietro.»
«Non ho intenzione di tornare indietro. Ti prego!»
Mi guardò negli occhi e ci lesse sicuramente desiderio, perché era quello che provavo. Desiderio di fare l'amore con lui, di essere sua per sempre. Si sistemò sopra di me, con solo i boxer a separare la sua intimità dalla mia. Visto da quel punto era bellissimo. Si abbassò su di me e mi baciò in bocca, mentre le sue mani stuzzicavano i miei capezzoli, facendomi gemere e rabbrividire per il piacere. Poi continuò baciandomi sul petto, sui seni ormai turgidi e duri per l'eccitazione, e giù fino in fondo, fermandosi solo sopra il clitoride.
«Ti torturo un po' o arrivo dritto al punto?»
«Dritto...al punto...»
Lui sorrise e scosse la testa.
«No, ti torturo ancora un po'.»
Mi morse il clitoride senza avvisarmi, e io urlai per la scarica di piacere che mi percorse la colonna vertebrale. Continuò la sua tortura, insinuando la sua lingua nella mia vagina, e facendomi gemere talmente forte che se fossimo stati in una qualsiasi altra stanza mi avrebbe sentito tutto il castello. Raggiunsi l'orgasmo veramente troppo velocemente, urlando il suo nome, le gambe rigide e scosse dal piacere.
«Continuo?»
Infilò due dita e io automaticamente cercai di chiudere le gambe, ricordandomi solo allora che erano legate.
«Draco, ti prego...»
Uscì dalla mia bocca come un lamento, come una supplica.
Si alzò dal letto, costringendomi ad alzare la testa per vederlo, e si privò in un lampo delle mutande.
Era nudo davanti a me, in tutta la sua bellezza. I miei occhi lo percorsero da capo a fine, soffermandosi su quell'enorme protuberanza che si estendeva per una ventina di centimetri.
«È...enorme!»
Quel coso doveva entrare nella mia intimità? E dove ce lo metteva?
Lui scoppiò a ridere per la mia espressione sconvolta, e si distese vicino a me, accarezzandomi la guancia.
«Che ti aspettavi? Un minuscolo vermicello?»
Sentii le guance andare a fuoco. Sapevo che stava cercando di farmi ridere e stare tranquilla, perché nonostante lo volessi, il passo successivo avrebbe fatto male.
«Non lo so...non ne ho mai visto uno.»
Se avessi avuto le mani libere probabilmente glielo avrei toccato, per sentirne la consistenza.
«Pronta?»
«Si.»
Convinta, ma non del tutto. Più si avvicinava il momento, più cominciavo ad avere paura. Si tirò di nuovo su e prese dalla tasca dei suoi pantaloni...un preservativo? Cioè...lui andava in giro con i profilattici nei pantaloni. Se lo infilò nel coso, e poi tornò a posizionarsi sopra di me, tenendosi con gli avambracci.
Posizionò il suo amichetto proprio sopra alla mia entrata, e mi guardò.
«Se ti faccio troppo male, fermami, chiaro?»
Deglutii a fatica e feci di si con la testa. Lui allora mi baciò sulla bocca, e proprio in quel momento mi penetrò, lentamente. Urlai nella sua bocca, mentre un dolore lancinante mi bloccava il respiro. Bruciava tremendamente, ma lui continuava la sua azione, con estrema dolcezza. Passò a baciarmi lungo il corpo, senza smettere di andare su e giù per la mia vagina. Dopo un po' il bruciore si attenuò, e mi ritrovai a inarcare la schiena per facilitargli il compito, muovendomi a tempo con lui. Senza fermarsi, mi sorrise contro la bocca, mentre io gemevo per il piacere.
«Fa male?»
«Non...più. Solo...all'inizio.»
Velocizzò l'assalto, e io strinsi i denti, per non urlare come un'oca in calore.
«Oh, si.»
Respiravo a scatti, sentendo che stavo per arrivare all'apice. Lui riprese a baciarmi il collo, torturandomi un punto in particolare.
«Draco, sto per...»
Capì al volo e mi penetrò più forte.
«Urla il mio nome, piccola.»
Quella parola mi fece perdere il controllo.
«Oh si, Dracooo!»
Fui scossa da un orgasmo violento, le gambe si irrigidirono e tremarono, e gemetti per il piacere. Lui non si fermò. Continuò fino a quando non raggiunse anche lui l'orgasmo.
«Oh, Hermione!»
Venne dentro di me, pronunciando il mio nome con una voce roca e bassa, eccitante e dolce allo stesso tempo.
Restammo in quella posizione, nudi, lui sopra di me, per qualche minuto. Respiravamo a scatti, e pian piano ci riprendemmo da quel tornado di emozioni. Tenni gli occhi chiusi, beandomi del suo profumo alla menta mischiato a quello del sudore provocato dal sesso.
«Sei...stata...fantastica.»
Sorrisi contro la sua bocca, senza aprire gli occhi.
«No, tu...sei stato...straordinario.»
Aprii gli occhi e incontrai i suoi grigio chiaro a pochi centimetri dai miei. Mi abbracciò, lasciando comunque il suo pene nella mia vagina. Io abbassai le braccia legate e le appoggiai sulla sua schiena muscolosa.
«Ti ho fatto tanto male?»
Lo chiese contro il mio seno, con la voce roca e sensuale. Gli accarezzai con difficoltà i capelli sudati, a causa dei polsi legati, e poi glieli tirai, per costringerlo a guardarmi.
«No, solo all'inizio. Ma è normale, visto che è la mia prima volta.»
Sorrise dolcemente e mi baciò il collo.
«E ti è piaciuto?»
«Tantissimo. Hai superato di gran lunga le mie aspettative.»
Si sistemò accanto a me e mi liberò dalle cravatte e dalla cintura. Liberata, mi avvinghiai al suo collo, e gli lasciai un casto bacio sulle labbra.
«Perché, come te la immaginavi?»
«Non lo so. Sapevo che avrebbe fatto male, ma non pensavo che sarebbe stato anche tanto travolgente ed eccitante. È...una cosa nuova per me.»
Appoggiai la testa sul suo petto, ascoltando il battito del suo cuore.
«Anche a me è piaciuto. È stato diverso dal solito sesso.»
«Cioè?»
Fissai lo sguardo nel suo, notando una nota di malinconia.
«Le altre volte era sesso, niente sentimenti. Solo...puro sesso. Questa volta invece...»
Mi sorrise e mi scompigliò i capelli.
«...è stato diverso. Non era solo sesso. Era qualcosa di più.»
Mi prese in braccio e mi fece alzare. Poi scostò le coperte e mi fece di nuovo distendere. Si sistemò affianco a me e con un battito delle mani spense la luce. Voleva che dormissimo li, insieme, nello stesso letto.
«Buonanotte, Hermione.»
«Sogni d'oro, Draco.»
Gli baciai la guancia e chiusi gli occhi, più felice che mai.

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