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•Incubi e infermeria•

«Mezzosangue, come stai? Fatti i compiti?»
Malfoy e i suoi amici mi presero la borsa, cominciando a lanciarsela.
«Per piacere, smettetela. Ho la ricerca di Trasfigurazione dentro, e devo consegnarla domani.»
Cercai di strapparla di mano al Furetto, ma lui la alzò, fuori dalla mia portata. Appena alzai lo sguardo, notai i suoi occhi iniettati di sangue, le zanne al posto dei denti. Si stava trasformando in un vampiro, come anche i suoi amici. Erano...morti. Scaraventò la mia borsa a terra e la calpestò. Il mio cuore perse un battito. La mia ricerca...la mia bellissima ricerca.
«Sangue, ho bisogno del tuo sangue, Granger.»
Qualcosa nella mia testa mi disse di scappare, e decisi di darle ascolto. Corsi fuori dal castello, ed entrai nella Foresta Proibita. Era buio, e non sapevo dove stavo andando, ma continuavo a sentire i loro passi dietro di me. Aumentai la velocità della mia corsa e mi innoltrai perdendomi in quella coltre scura.
«Non mi sfuggirai, Mezzosangue.»
Era dietro di me, lo sentivo. La sua voce era troppo vicina. Poi sentii uno zampettare strano, veloce, come...di ragni. Mi bloccai quando vidi davanti a me una schiera di ragni enormi e affamati.
«Sei in trappola, Granger. Ora dammi il tuo sangue!»
Sia i ragni che Malfoy si scaraventarono su di me, e io chiusi gli occhi.
«Noooo!»
Quando li riaprii la scena era cambiata. Ero all'entrata di Hogwarts, in mezzo alle macerie e a corpi senza vita. Vidi i Weasley intorno al corpo immobile di Fred. Poco distante c'erano quelli di Lupin e Ninfadora, e ancora più distante quello minuto di Colin Canon. Scoppiai in lacrime. La guerra era finita, portandosi via le vite di molti innocenti. Davanti a me si formò un gruppo di persone, anzi no, riuscivo a vedere oltre ai loro corpi, quindi erano...fantasmi. Misi meglio a fuoco. Erano i fantasmi di tutti quelli che erano morti per sconfiggere Lord Voldemort. Si avvicinarono a me e mi circondarono.
«Hermione Granger. È colpa tua se siamo morti!»
«Si! Se fossi stata veramente intelligente come dici tanto di essere, avresti trovato un modo per evitare tutto questo!»
«Invece sei solo una sporca e lurida babbana Mezzosangue.»
Mi guardai in giro, in cerca di aiuto, poi mi accasciai a terra, scoppiando a piangere.
«Piange lei, e tanto noi siamo morti!»
«Non meriti di vivere, Granger. Dovresti esserci tu al nostro posto!»
Mi tappai le orecchie, sperando che la smettessero. Era una tortura troppo grande, che mi stava prosciugando le forze.
«Vi prego! Non ho fatto nulla di male!»
Loro cominciarono a volteggiarmi attorno, facendomi mancare l'aria. Mi stavano uccidendo.
«Devi morire, Hermione Granger!»
Cercai di respirare, ma così facendo stavo ancora più male, perchè nei miei polmoni non entrava niente.
«Per piacere! Lasciatemi in pace!»
«A morte! A morte! A morte!»
Mi trapassarono il corpo, per decine e decine di volte, provocandomi conati di vomito. Caddi a terra, perdendo i sensi.
Era tutto buio. Ero morta? Dov'ero finita? Presi la mia bacchetta e feci luce. Ero in una stanza senza finestre. L'unico passaggio era una porta. La aprii. C'erano delle scale. Le salii e mi ritrovai in un salone troppo familiare.
«Oh, Mezzosangue! Finalmente ti sei decisa a parlare?»
Quella voce...Bellatrix.
Mi girai di scatto, ma lei mi disarmò.
«Quindi, non ti sei ancora stufata delle mie torture? Tanto meglio.»
Mi prese per i capelli e mi puntò la bacchetta sul collo.
«Dimmi...dov'è...Harry...Potter.»
Scossi la testa e le sputai in muso. Lei per tutta risposta mi tirò un ceffone, che mi mandò al tappeto.
«Draco!»
Lui comparve alla mia sinistra.
«Si, zia.»
«Porta una pergamena e una penna. La Granger non ha finito i compiti.»
Sul viso del biondo comparve un ghigno cattivo. Scomparve dalla stanza e riapparve subito dopo. Consegnò alla zia la pergamena e la penna e mi fissò. Il suo sguardo non era dolce come quello che mi ero abituata a vedere, o preoccupato per me. Era...diabolico.
«Bene. Falla sedere.»
Mi alzò di peso e mi trascinò su una scrivania. Mi sedetti e la strega mi consegnò carta e penna.
«Ora scrivi Mezzosangue finché non ti dirò io lo stop. Scrivi!!»
Cominciai a scrivere, la mano che mi tremava. Dopo qualche minuto il braccio sinistro cominciò a bruciarmi. Lo guardai e sbiancai. La scritta Mezzosangue si stava formando sulla mia pelle, in modo ben evidente.
«Ho detto forse di fermarti? Crucio!!»
Fui scaraventata a terra, mentre migliaia di coltelli bollenti mi trapassavano il corpo. Il dolore era fortissimo, e lacrime amare rigavano il mio viso, mentre imploravo la strega di smetterla.
«La prego. La smetta!»
«Come scusa? Non sento! CRUCIOOO!!!»
Un'ondata ancora più forte mi investì. Mi trapassarono i polmoni, e mi mancò il respiro. Cominciai a rantolare per il dolore, in cerca di aria. Guardai Malfoy negli occhi, e gli sussurrai di aiutarmi. Nonostante ora nel suo sguardo vedessi dolore e tristezza, lui se ne stette immobile, impassibile, senza muovere un muscolo.
«Come osi solo rivolgere la parola a mio nipote, stupida Mezzosangue.»
«Draco, ti prego!»
Quegli occhi color tempesta furono l'ultima cosa che vidi, prima che Bellatrix mi lanciasse la maledizione senza perdono.
«Avada Kedavra!!»
«Nooooo!!!»
Fui scossa da qualcosa alle braccia, ma non riuscivo a capire cosa.
«Hermione, svegliati, per piacere! Hermione!»
Quella voce. Ginny! Ginny aiuto! Sto morendo!
«Hermione! Apri gli occhi, per piacere!»
Ma quella non era Ginny! Ron? Che ci faceva Ron li?
«Hermione! Madama Chips l'aiuti! Sta delirando!!»
Harry? Aiuto ragazzi! Bellatrix mi ha ucciso!!
«Hermione, per l'amor del cielo, apri gli occhi!»
Qualcuno mi prese per le spalle e mi spintonò, facendomi spalancare gli occhi. Ero in infermeria, in piena notte. Davanti a me c'erano Ginny, Ron, Harry, Madama Chips e una spettinatissima professoressa McGranitt. Mi fissavano spaventati. La paura era ben visibile nei loro volti.
«C-che ci f-faccio...qui? C-come ci s-sono...arrivata.»
La McGranitt mi prese una mano, per rincuorarmi, mentre Ginny scoppiò a piangere, e mi abbracciò.
«Oh Hermione! Mi hai fatto prendere uno spavento! Hai cominciato a delirare nel sonno, e la febbre ti è salita tantissimo. Non sapevo cosa fare...quindi ho chiamato Ron e Harry e ti abbiamo portata qui. È stato tremendo! Parlavi nel sonno e urlavi, dimenandoti...»
Era tutto un sogno? Ma come, sembrava tutto così reale.
«Abbiamo svegliato metà scuola, ma tu non volevi svegliarti. Continuavi a dimenarti, chiedendo aiuto o pregando che la smettessimo...»
Mi misi le mani nei capelli e scoppiai a piangere. Erano tutti sogni, o meglio, incubi. Quindi Malfoy non era un vampiro, dei fantasmi non avevano cercato di uccidermi, e Bellatrix non mi aveva veramente torturata. Oh no, quello lo aveva fatto, solo che non mi aveva uccisa con l'Avada Kedavra.
«Va tutto bene, Herm. È tutto finito.»
Cercai di calmarmi, sentendo che nell'anulare destro avevo ancora l'anello di Malfoy. No, non dovevo pensarci adesso.
«Q-quanta febbre h-ho?»
Mi rivolsi all'infermiera, mentre i miei amici mi guardavano un po' più tranquilli di prima.
«40°. Ed è ora che torni a riposare. Ti darò una medicina che ti permetta di dormire più tranquillamente e che ti faccia abbassare almeno un po' la febbre.»
Poi indicò Ginny, Ron e Harry.
«E voi tre fareste bene a tornare a letto.»
«Appunto ragazzi. Forza, a letto.»
I tre sbuffarono e mi salutarono, prima che la McGranitt li spingesse fuori dall'infermeria. Madama Chips prese uno sciroppo e versò il liquido in un cucchiaio.
«Madama Chips, ma deliravo tanto?»
Ingoiai due cucchiai di sciroppo. Sapeva di fragola, e mi fece ricordare quello che mi dava mia madre quando ero piccola e avevo il raffreddore.
«No Granger. Era per colpa della febbre. Ora riposati, è ancora presto.»
«Che ore sono?»
Lei guardò l'orologio sulla parere di fronte.
«Le 4.30. Dormi, Granger.»
Sbadigliai profondamente, e chiusi gli occhi.
«'notte, Madama...»
Mi riaddormentai senza finire la frase, sprofondando in un sonno senza sogni.

Quella mattina mi svegliai con un mal di testa pazzesco, grazie al rumore che proveniva oltre la porta dell'infermeria. La luce del sole filtrava oltre le finestre, ed essendo novembre, questo significava che dovevano essere le nove passate. Mi massaggiai le tempie doloranti e respirai profondamente. Quella l'avrei sicuramente ricordata come la nottata peggiore della mia vita, dopo quella della battaglia contro Voldemort. Entrò Madama Chips, sorreggendo un vassoio colmo di cibo.
«Buongiorno, Granger. Come stai?»
«Meglio, grazie. Cos'è tutto quel baccano?»
Lei sorrise e appoggiò il vassoio sul comodino.
«Oh, penso che la storia del tuo, chiamiamolo incidente, abbia fatto il giro della scuola in poco tempo.»
Grandioso. Ancora una volta, Hermione, riesci ad essere sulla bocca di tutti.
«Ah, e ci sarebbe un ragazzo in particolare, che vorrebbe parlarti, ma gli ho detto di tornare dopo pranzo.»
Sgranai gli occhi.
«Chi?»
«Draco Malfoy. In effetti, sembrava piuttosto preoccupato. Ho dovuto mandarlo via in malo modo.»
Mi porse una tazza di te caldo che sorseggiai mentre l'emicrania tornava a farsi sentire. Draco era stato qui? Ed era preoccupato per me? Presi qualche biscotto al limone, i miei preferiti, e li mangiai, gustando il sapore dolce e amaro allo stesso tempo.
«Posso andare a lezione?»
Madama Chips mi sorrise e scosse la testa.
«Non se ne parla. Oggi riposo totale. Domani potrai andare a fare quello che vuoi.»
Sbuffai piano e finii il te. Odiavo starmene ferma senza fare niente. Non era nella mia natura. Avessi avuto la mia roba avrei potuto fare qualche ricerca.
«Io adesso torno nel mio ufficio. Se hai bisogno di qualcosa chiedi pure.»
«Potrebbe prendermi qualche libro in biblioteca? Devo fare una ricerca di Pozioni e...»
L'infermiera scoppiò a ridere.
«Granger, cosa non capisci delle parole 'riposo totale'?»
«Ma...»
«Niente ma. Hai avuto una nottata alquanto brutta, quindi riposati. E spegni quel cervello, altrimenti la febbre non ti passerà. Torno a controllarti all'ora di pranzo. Buon riposo.»
Uscì dalla stanza senza darmi il tempo di controbattere, lasciandomi sola alle mie riflessioni. Come era potuto succedere? Da quando facevo quegli incubi? E da quando parlavo e deliravo nel sonno? Mi sistemai meglio sotto le coperte, e stetti in quella posizione per tutta la mattinata, ad annoiarmi e girarmi i pollici. Stavo per riaddormentarmi per la noia, quando sentii voci fuori dalla porta.
«Mi ha detto di tornare all'ora di pranzo. Ora posso entrare?»
Malfoy!
«Ho detto, dopo pranzo! E poi la Granger adesso deve pranzare.»
«Glielo porto io il vassoio, la prego.»
Sentii Madama Chips sbuffare.
«Perché vuoi vederla, Malfoy?»
«Perché...sono preoccupato per lei.»
«Va bene. Puoi entrare. Ma devo prima visitarla.»
Entrarono e io chiusi gli occhi, facendo finta di dormire.
«Ci sono visite, Granger.»
Aprii gli occhi e mi stiracchiai, facendo anche un finto sbadiglio.
«Chi...»
Guardai Malfoy, che aspettava poco distante dal mio letto, con il vassoio in mano.
«Oh, Draco.»
«Fatti visitare un attimo.»
Disse soltanto.
L'infermiera mi controllò la febbre, che era ferma a 38°. Poi mi fece ingoiare un'altra medicina e uscì.
Il Furetto si sedette di fianco al mio letto e mi passò il vassoio. C'era minestra e verdure cotte, e te caldo. Cibo da ospedale in pratica.
Soffiai sul cucchiaio e cominciai a mangiare la minestra, lentamente.
«Come stai?»
«Bene, grazie.»
Mangiai le verdure cotte e bevvi il te. Draco restò in silenzio per tutto il tempo, facendomi mangiare in pace.
«Ieri mi hai mentito, vero?»
Lo guardai negli occhi, sorpresa.
«Come scusa?»
Lui sbuffò e prese il vassoio vuoto, appoggiandolo sul comodino.
«Ieri, quando mi hai detto del sogno, mentivi, vero?»
Abbassai lo sguardo. Come aveva fatto a scoprirlo.
«N-no. Non ho...»
Lui scattò in avanti e mi prese il viso tra le mani.
«Hermione, non mentirmi. Lo leggo nei tuoi occhi che non stai dicendo la verità. Devo forse ricordarti che sono uno dei migliori Legilimens della nostra età?»
Guardai meglio nel suo sguardo. Non era arrabbiato, solo...preoccupato.
«Hai già pranzato?»
Lui annuì e mi adagiò sul letto.
«Si, e ho tutto il pomeriggio per ascoltarti.»
Qualcosa mi disse che non se ne sarebbe andato finché non gli avessi raccontato la verità. Ero in trappola. Tentai comunque di salvarmi.
«Ti prometto che un giorno ti dirò la verità, ma non oggi.»
Lui sbuffò, ma annuì.
«E va bene. Non so cosa ti trattenga, ma aspetterò finché non sarai pronta.»
Gli sorrisi timidamente e lui mi prese una mano, mandandomi a fuoco le guance per l'imbarazzo, perchè mi ricordai di due sere prima, e degli infiniti baci che mi diede su tutto il corpo. Avevo scampato il pericolo di affrontarlo per ben due volte, ma sapevo che avrei dovuto parlargli, molto presto.

Spazio autrice: Eccomi tornata con un nuovo capitolo! Spero vi sia piaciuto. Il perche degli incubi? Per far capire ancora di piu che cosa sta nascendo tra Draco ed Hermione, e per far capire che Draco non è quello stronzo che tutti si immaginano. Cmq...se vi è piaciuto il capitolo, fatemelo sapere con voti o commenti. Accetto anche le critiche, purchè costruttive. Al prossimo capitolo!!! Ciaooo!!

Giada

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