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8

Avevo la testa che mi faceva più male del solito, mentre mi ritrovai in piedi attaccata ad un palo, in un grosso magazzino. 

Cercai di guardarmi intorno ma i dolori che avevo erano molto forti.

-Dici che il tuo bel ragazzo, verrà a prenderti?- mi chiese l'uomo che mi aveva fermato chissà quante ore fa in spiaggia.

-Non è il mio ragazzo- dissi con tono duro, guardandolo in faccia, mentre armeggiava con la sua pistola fra le mani.

-E' la tua guardia del corpo, una specie di ragazzo- farfugliò, mentre io cercavo di muovermi, ma con scarsi risultati dato i dolori alle costole.

-I miei uomini ti hanno ridotto proprio bene- disse girandomi intorno, guardandomi.

-Vedessi come ti ridurrei se fossi a mani nude- dissi cercando di seguirlo il più possibile con gli occhi. 

Alcuni uomini entrarono da una porticina in fondo al magazzino informando l'uomo dietro di me di qualcosa che non riuscii a sentire. 

Appena se ne andò l'uomo, qualcuno dietro di me mi levò le corde e mi prese i polsi.

-A quanto pare il bel ragazzone sta arrivando- mi disse all'orecchio, facendomi digrignare i denti per la rabbia. Tutto ciò che sentimmo fu una sirena, e tanti, tanti spari. 

La grande porta del magazzino si aprì, ritrovandoci di fronte Riggs con in mano un fucile.

-Roger non posso sparare- disse Martin, sicuramente all'orecchio aveva una cuffia in collegamento con il suo collega.

-Perché la tiene in ostaggio- disse con rabbia Martin, mentre io cercavo di divincolarmi dalla presa dell'uomo dietro di me, ma era tutto inutile.

-Chloe, sta ferma!- mi urlò Martin, evidentemente irritato da ciò che provavo a fare.

-E cosa dovrei fare?! Restare qui e morire?!- urlai così forte da sentire la gola bruciare e poi uno sparo e la presa allentarsi dietro di me, vedendo schizzi di sangue davanti a me.

-Gli hai sparato...- dissi con voce tremante, mentre vedevo Riggs mettere il fucile dietro la sua spalla e venire verso di me. Provai a voltarmi ma Riggs mi fermò.

-Non voltarti- mi ordinò, trascinandomi poi fuori da lì prendendomi per mano. Una volta fuori dal magazzino, Riggs si diresse verso una moto.

-No- dissi appena si sedette sopra ad essa.

-O questa o la morte- disse indicando altre auto in arrivo. 

Non ci pensai due volte: salii e mi strinsi al suo corpo.
Schiacciai la mia faccia contro la sua schiena, mentre mi tenevo salda con le mani unite intorno al suo busto.

Partì così forte da darmi uno strattone e farmi stringere più che potevo la presa su di lui.

Come un mantra mi ripetevo di stare calma e di ignorare qualsiasi rumore: spari, urla, grida. 

Quando poi aprii gli occhi appena lui si fermò con la moto, tutto ciò che vidi fu la sabbia sotto gli stivali di Martin. 

Mi staccai subito da lui, mentre scese dalla moto e io ci rimasi seduta sopra a fissarlo.

-Come mi avete trovato...- chiesi, vedendolo passarsi una mano fra i capelli e guardarmi.

-Roger ti ha messo un localizzatore quando ti ha portata qui dall'ospedale- mi spiegò, posando le mani nelle tasche del pantalone. 

Abbassai il capo, posando le mani e osservando i miei polsi violacei.

-Mi spiace di aver reagito male, prima di andarmene...lasciandoti poi da sola- sentii dirmi da Riggs, mentre io scuotevo la testa e alzavo lo sguardo su di lui.

-Sono stata avventata e non dovevo chiederti quelle cose personali- dissi scendendo dalla moto, andando verso la porta della sua roulotte. 

Ma mi fermai appena lo sentii continuare.

-Mi sono arrabbiato così tanto perché le assomigli così tanto...- disse, con voce rotta.
Mi voltai a guardarlo.

-Pensavo fosse perché non ne volevi parlare- dissi, posando le mani sui miei fianchi.

Abbassò lo sguardo e accennò un sorriso.

-Anche, ma tu sei come la visione di un morto che cammina per me- mi confessò, alzando poi lo sguardo, ammazzandomi con esso: esprimeva dolore, nostalgia, disperazione in un unico sguardo.

-Cercherò una nuova casa, continuerò il mio lavoro e...-

-Non voglio che te ne vada- mi disse, fermandomi a metà.

-Adesso sei tutto ciò che mi trattiene dal prendere la pistola e spararmi- 

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