5
Qualcuno bussò così forte al finestrino da farmi sbattere la fronte contro di esso.
-Cazzo- dissi ancora con gli occhi chiusi, toccandomi la parte lesa con la mano.
La portella fu aperta, e il sole mi fece così male agli occhi che li tenevo chiusi in due fessure.
-Che ci fai qui?- mi chiese Riggs, appoggiato alla portiera. Mi levai la coperta e la portai con me uscita dalla macchina.
-Ho dormito qui dato che ieri eri ubriaco marcio- spiegai, ritornando in roulotte, appoggiando la coperta sul divanetto dove avevo lasciato la sera prima Riggs, mezzo ubriaco e malaticcio.
Appena lo sentii chiudere la porta della piccola casa sulle ruote mi voltai a guardarlo e osservarlo meglio: per fortuna la crema che gli avevo messo sulle ferite aperte, le aveva richiuse, almeno per il momento.
Se si fosse fatto picchiare ancora, non so quanto avrebbe aiutato.
-Fatti picchiare ancora, e non ti garantisco una faccia del tutto sana- dissi indicandolo.
Abbozzò un sorriso, passandosi la mano tra i capelli, mentre iniziava a mettere via le varie bottiglie di birra che forse si era già scolato.
-Ubriaco già a prima mattina? Ma non eri in astinenza?- gli chiesi, appoggiandomi al mobiletto dietro di me con i reni, vedendolo fermarsi dal buttare una lattina, per poi buttarla.
-Che divertimento c'è se non ci ricaschi?- mi chiese, senza farsi vedere in volto.
-Che finirai per farti ammazzare- dissi con tono duro, vedendolo voltarsi verso di me, corrugando le sopracciglia.
-E tu che cosa ne sai?- mi chiese indicandomi, passandosi nervosamente la mano tra i capelli, ancora una volta, mentre seguii con minuziosità quel movimento così fluido.
-Stavo per morire anche io, qualche giorno fa. E ti garantisco che non è il massimo- dissi alzando la voce, vedendolo guardarmi sorpreso, facendo un sorriso amaro contro di me.
-Certo, magari dovresti provare a farti sparare, così sai cosa vuol dire- disse prendendo di scatto la sua pistola dietro al suo pantalone e puntando la sua canna verso di me. Sgranai gli occhi, vedendolo con quello sguardo così furioso e duro.
Una ciocca di capelli, cadde davanti ai suoi occhi e con un veloce movimento della mano la rimise apposto dietro l'orecchio, sempre con lo sguardo puntato su di me.
Levò la sicura all'arma e deglutii così forte da sentire male alla gola.
Chiusi gli occhi e aspettai che sparasse, lasciando le braccia lungo i miei fianchi.
Sentii uno sparo, ma non sentii dolore. Aprii di scatto gli occhi e vidi una bottiglia di whiskey vicino a me rotta, che scolava verso terra il suo contenuto.
-Pensavi che davvero ti avrei sparato?- mi chiese, mettendo la sicura e posizionando la pistola al suo posto iniziale.
-Assomigli troppo a lei, non potrei mai- disse uscendo dalla casa, mettendosi sul furgone e andando via da lì, lasciandomi sola e con mille domande.
Mi feci portare la macchina da un carro attrezzi e mi diressi una volta lavata e vestita, alla centrale di polizia. Avevamo ancora un discorso in sospeso con Riggs.
Appena in centrale scattai verso Roger, che mi vide e mi sorrise.
-Dov'è lui?- chiesi. Inizialmente non mi capì, ma poi fece due più due e mi indicò una saletta con un paio di macchinette e un paio di stivali spuntare sopra a un tavolino.
-Riggs!- urlai entrando nella sala, vedendolo alzare la testa mentre mangiava qualcosa al formaggio tra le mani.
-Che c'è?- mi disse con noncuranza, continuando a mangiare.
-Ti rendi conto di ciò che hai fatto poco fa?- gli chiesi con le mani sui fianchi.
-Spararti?- mi chiese, retoricamente, spostando lo sguardo su di me: mi guardava come se non se ne fregasse nulla delle conseguenze di ciò che faceva.
-Sì. E se sbagliavi e sparavi davvero a me?!- chiesi alzando la voce, vedendolo buttare la carta e avvicinarsi a me.
-Io non sbaglio mai, bellezza- disse guardandomi negli occhi, per poi darmi una veloce occhiata interamente. Mentre stava per andarsene, gli presi il braccio fermandolo.
-Potrai sbagliare, e quando capiterà ucciderai qualcuno, sul serio. È inutile che provi a farti uccidere: sembri davvero una persona difficile da uccidere, quindi smettila di provare a farti uccidere da qualcuno. Qualche giorno ci riuscirai da solo- dissi per poi passargli oltre, uscendo dalla stanzetta, venendo fermata dalla figura imponente di Roger.
-Che diavolo gli hai detto? Sembra sia entrato in uno stato di coma- mi chiese Roger, indicando dietro di me Riggs.
-Gli ho solo detto quello che penso- dissi alzando le spalle.
-Io glielo dico ogni giorno e non ha mai quella reazione- mi disse Roger, indicandosi.
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