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Capitolo 4: Nineko

Lo stomaco di Wu si attorcigliò, quando cadde. Rapidamente si slanciò, aggrappandosi ad una roccia che sporgeva dalla parete del precipizio. Le sue gambe erano a penzoloni nel nulla mentre rafforzava la presa infilando le dita in una crepa. Con la coda dell'occhio vide suo fratello, anch'egli appeso, ad una roccia.

Garmadon si avvicinò a lui.

"Stai bene?" gli chiese Wu.

Garmadon annuì. "Sì. Penso che quel pericoloso salto nel vuoto ci abbia colti impreparati."

"Di sicuro," concordò Wu. Entrambi i ragazzi guardarono in alto.

"Che si fa adesso?" Chiese Wu. "La pareti di questo strapiombo sono troppo lisce e ripide. come dovremmo scalarle? Non siamo capre di montagna."

"No, ma siamo ninja," disse Garmadon. "Forse se ci proviamo, possiamo riuscirci."

"Potremmo scendere, anziché salire," propose Wu, poi guardando verso il basso, gli vennero le vertigini. "È un lungo tragitto, però."

"Quassù!" una voce femminile li stava chiamando.

I fratelli alzarono di scatto la testa. La gatta ninja guardò in basso, verso di loro, porgendogli l'ombrello.

"Saltate e aggrappatevi," ordinò.

"Vado per primo," si offrì Garmadon. Fece un salto, agguantò il manico dell'ombrello e si spinse in avanti atterrando con un salto mortale sulla cima del precipizio, sano e salvo.

Wu prese un respiro profondo, espirò e saltò in aria. Prese il manico dell'ombrello, si dondolò, fece un salto mortale in aria e...

Bam! Si schiantò contro suo fratello. I due ragazzi finirono attorcigliati insieme.

"Stai attento, Wu!" si lamentò Garmadon.

"Io, dovrei stare attento? Tu eri in mezzo ai piedi!" rispose Wu.

La gatta ninja iniziò a ridere, un miscuglio tra un risolino umano e le fusa di un gatto.

"Che c'è di così divertente?" chiese Garmadon

"Sto ridendo perché la prima volta che vi ho notati nella foresta, pensavo di avere a che fare con due maestri di Spinjitzu," rispose lei. "Ma sembrate essere solo degli schiocchi ragazzini."

"Noi siamo maestri dello Spinjitzu," ribattè Garmadon.

"Quello che mio fratello intendeva dire è che ci stiamo allenando per diventare maestri di Spinjitzu," disse Wu, inchinandosi in segno di rispetto. "Grazie per averci salvato. Due volte. Il mio nome è Wu e lui è Garmadon."

"Non c'è di che," rispose la ninja gatto. "Io sono Nineko."

All'improvviso Wu si accorse di una cosa. "Dove sono andati tutti quei guerrieri in verde?"

Nineko rise di nuovo. "Guerrieri? Sono a malapena teppisti. Sono scappati quando hanno capito che non eravate una minaccia per loro," Disse lei. "Ed ora, anch'io devo andare."

"Aspetta!" gridò Garmadon, prima ancora che si fosse voltata. "Nella foresta abbiamo notato che padroneggi delle inusuali mosse di Spinjitzu. Magari ce ne puoi insegnare qualcuna?"

Lei fece una smorfia. "Perderei solo tempo," disse. "Vi servirebbero anni di pratica per imparare le mie tecniche"

"Ma noi ci siamo già allenati molto," disse Garmadon. "D'altronde, è nel nostro sangue. Nostro padre è il Primo Maestro di Spinjitzu."

Nineko Alzò un sopracciglio. "Allora abbiamo qualcosa in comune," disse. "Perché fu vostro padre ad allenarmi."

Wu si accigliò. "Nostro Padre non ha mai menzionato di aver allenato un..."

"Un gatto?" chiese lei, mentre nei suoi occhi gialli si accese un luccichio. "Non importa. Sento che voi due mi sarete utili. Venite."

Si girò velocemente e iniziò a camminare via, trascinando il suo ombrello dal manico lungo.

"Un attimo, dove stiamo andando?" chiese Garmadon.

"Seguitemi o restate indietro," disse Nineko alle sue spalle. "È una vostra scelta."

I fratelli si guardarono a vicenda. Wu aggrottò la fronte.

"La troppa curiosità... ," iniziò lui.

"...Mi sta uccidendo!" finì Garmadon, iniziando a seguire Nineko. Wu scrollò le spalle e lo seguì. Doveva ammetterlo--anche lui era molto curioso.

Nineko si muoveva rapida e silenziosa, allontanandosi dalla montagna e tornando nell'area paludosa che i ragazzi avevano attraversato in precedenza. La seguirono in un groviglio di piante verdi. Wu scostava i rami col suo bastone, mentre Garmadon li tagliuzzava con la sua katana. Nineko si insinuava tra la boscaglia senza nessun problema.

Emersero dal boschetto, ritrovandosi sulle sponde di un lago. Delle larghe ninfee ondeggiavano sulla calma, profonda e verde superficie dell'acqua. Nineko spinse una canoa nel lago e, con grazia, ci salì sopra.

Wu e Garmadon la seguirono, ed entrambi presero un remo, senza che glielo venisse chiesto. Remarono attraverso il liscio lago, senza che nessuno parlasse. Riuscivano a percepire che Nineko non ne sarebbe stata lieta.

Sulla sponda opposta, una piccola palafitta si ergeva su trampoli alti come alberi. La casa era una semplice struttura con un tetto a punta e circondata da un soppalco.

Quando raggiunsero la riva, Nineko saltò fuori dalla canoa e abilmente salì la scala a pioli per la casa. Garmadon e Wu salirono dopo di lei. Si tolsero le scarpe sul soppalco e la seguirono all'interno.

Sembrava la casa di Nineko, era semplice e pulita, con dei cuscini sul pavimento, un tavolo di legno, un armadietto e un futon*. Della legna bruciava in una piccola stufa, portando via il freddo paludoso dall'aria.

"Scusatemi un momento," disse Nineko, e scomparve dietro una porta. Qualche minuto più tardi tornò, vestendo un kimono verde pallido con un motivo di pesci blu disegnato sopra.

"Farò del tè," disse Nineko, prendendo una teiera e qualche tazzina dall'armadietto.

"Grazie," disse Wu "È gentile da parte tua averci invitato qui. Soprattutto visto che conosci nostro padre. Ho così tante domande."

"Magari potresti anche pormele," disse Nineko. "Ma non posso prometterti che avrò una risposta."

"Come hai incontrato nostro padre?" chiese Wu.

"Lo incontrai molti anni fa, quando ero una ragazzina--un po' più giovane di voi," disse.

"Una ragazza--non un gatto?" chiese Garmadon.

"No, non ancora un gatto," disse lei; Wu percepì un pizzico di tristezza nella sua voce. "Lui vide del potenziale in me e mi insegnò le basi dello Spinjitzu. Poi, dopo... dopo essere andata via da lui, ho creato nuove mosse. Ho chiamato il mio stile di combattimento l'arte del Catjitzu."

"Catjitzu," Entrambi i ragazzi ripeterono all'unisono.

"Ma perché hai lasciato nostro padre?" chiese Wu.

"Questo non è importante," replicò Nineko e poggiò due tazze fumanti di tè di fronte a loro. "Quello che importa è che voi vogliate che io vi insegna le mie mosse, e lo farò--se mi farete un favore in cambio."

"Certo!" concordò subito Garmadon, ma nello stesso momento, Wu disse, "Dipende dal favore."

Nineko si sedette su un cuscino e uno sguardo lontano attraversò i suoi occhi. "Sono in cerca del Gioiello Occhio di Gatto," disse. "Appartiene a me legittimamente e quei teppisti che voi chiamate guerrieri me l'hanno rubato."

"A proposito di quei tizi--perché indossavano cappucci con le orecchie? Sono gatti ninja, come te?" chiese Garmadon.

"Questo non è importante," gli rispose "Quello che importa è che rivoglio il gioiello e ho bisogno del vostro aiuto."

Wu rifletté "Tu possiedi abilità ninja straordinarie," disse. "Perché non puoi rubarlo tu?"

"Loro hanno circondato il gioiello da una protezione magica, che previene l'avvicinarsi dei gatti ad esso," replicò Nineko. "Ma se vi alleno a dovere, dovreste essere in grado di rubarlo facilmente per me. Affare fatto?"

"Nostro padre ci ha mandato in viaggio," disse Wu. "Non sono sicuro se noi..."

"Le esperienze che collezioni in viaggio, sono spesso più importanti della destinazione," disse Garmadon. "Non è quello che dice sempre nostro Padre? Pensa quanto sarebbe impressionato se tornassimo a casa con nuove magnifiche abilità, oltre alla pianta che ci ha chiesto."

Wu considerò anche quello. Impressionare loro padre non era una cosa facile da fare. Forse Garmadon aveva ragione. Inoltre voglio imparare le mosse di Nineko quanto mio fratello, pensò.

"Va bene," disse Wu. "Conta su di noi!"

*Il futon è il materasso tradizionale della cultura giapponese , interamente in cotone, rigido, sottile e arrotolabile. (Tecnicamente la traduzione più corretta sarebbe stata "materassino", ma ho pensato fosse più indicata una traduzione del genere visto che si parla di Ninjago; ovvero un paese palesemente ispirato all'oriente. probabilmente nel testo originale non si sono spinti ad inserire tali tecnicismi anche perché indicato per un pubblico di bambini.)

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