Kichkandi (Nepal)
Mi chiamo Chandra, sono morta due settimane fa e ora sono un Kichkandi , un vampiro nepalese in grado si succhiare la linfa vitale agli uomini. Ma facciamo un piccolo passo indietro per rivivere gli ultimi giorni della mia vita e capire come una gentile ragazza abbia potuto trasformarsi in un succhia vita , un mostro, un incubo per tutti gli uomini.
Ho passato tutta la mia vita in un piccolo villaggio ai piedi dell'Himalaya,aiutando i miei genitori nei lavori nei campi, fonte di sostamento non solo per la nostra famiglia ma anche per tutti gli abitanti del paese. Eravamo poveri ma la felicità compensava tutte quelle cose che non potevamo avere per mancanza di denaro. Ma all'improvviso la salute di mio padre ebbe un crollo e i costi per gli ospedali , medicinali e visite specialistiche divennero insostenibili, obbligandomi a trasferirmi a Kathmandu, presso una ricca famiglia come cameriera .
E propio in quel momento un incubo si materializzo nella mia vita sotto forma del più giovane dei figli che invaghtosi di me , provò in tutti i modi a conquistarmi,fino a quando un 'ennesimo rifiuto, decise che nessun altro mi doveva avere e mi uccise , lasciando il mio corpo nel parco della casa paterna. I soldi della famiglia riuscirono a insabbiare il mio omicidio e il mio corpo bruciato come da tradizione nepalese.
Le prime fiamme liberarono la mia anima che cominciò la salita per raggiungere la fine di quel cono di luce che all'improvviso era comporso nel cielo. Poi all'improvviso una forza grandissima mi riporto indietro, verso le ceneri del mio corpo e quel innutile ossicino che era scampato dalla violenza del fuoco. Una piccolissima parte del mio vecchio corpo mi ancorava sulla terra, non mi lasciava raggiungere quella luce bianca e calda.
Ero diventato un Kichkandi , uno spirito imprigionato sulla terra da un suo osso non bruciato e affamato della linfa vitale che scorre negli uomini . Il mio assassino fu la mia prima fonte di abbeveraggio ed il padre la successiva, più rubavo la vita alle persone , più la mia fame aumentava. Mi trasformavo in una bellissima donna, con lunghi capelli neri e un lungo saio bianco e aspettavo lungo le strade meno illuminate degli ingenui uomini a cui succhiare loro la vita. I più erano caduti nella mia trappola ma alcuni avevano notato i miei piedi girati all'incontrario e sicuri di essere difronte ad uno spirito maligno , erano scappati nella notte.
Ti ho raccontato tutto questo perchè la mia sete diventa ogni giorno più grande, più forte, più incontrollabile. Ti prego fermami: trova l'ultimo mio osso e brucialo per farmi raggiungere la bianca luce.
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