Di ferro e legno
Catilina lo spinse al primo muro che vide, assaporando il rumore delle ossa che si scontravano sul marmo, mentre gli sussurrava furiosa:- Ibrido bastardo senza spina dorsale o coscenza: quando avevi intenzione di informarmi riguardo a questo fatto, dopo la Festa delle Maschere?-
- Non sono un bastardo, non credo di essere ibrido ed è accaduto, tipo, ieri- sussurrò Eliah che la fissava in cagnesco, ma troppo stanco per respingerla dalle sue spalle.
- Ti stacco le ossa e le uso come paletti, Eliah! Non avevi il diritto di informarmi per ultima. Facile, siamo solo donne, noi. Finché non hanno le palle è semplice campare scuse, non è così?- urlò lei, mollandogli finalmente le spalle per farlo respirare normalmente, mentre i Dignitari che passavano ascoltavano il suo discorso con fare altezzoso e superbo.
Eliah sapeva che lei poteva essere tutto meno che nobile. Catilina era la persona che più di tutte rappresentava un paradosso a Pheò. Due anni prima Calpurnia, in combutta con una donna di nome Madama Lina, donna molto poco raccomandata, avevano iniziato con gli Iscari un colpo di stato contro la famiglia nobile dei Rone a Giesbilta, la prima per conquistare Drabirut a Eliah, la seconda per il puro gusto di vedere scorrere il sangue.
Quando Eliah e Gavariel erano andati come avanguardia di Pheò per fermare la guerra, avevano scoperto che un gruppo di rivoluzionari, i Mietitori, avevano già completato metà dell'opera. Al loro comando c'era appunto Catilina Nama, di una famiglia di Legnai Costruttori, che aveva in mente di destituire la nobiltà e dare potere al popolo. Ovviamente si erano trovati subito in disaccordo, lui e la rivoluzionaria, anche per il loro modo di concentrazione del potere politico, cosa per la quale non avevano mai trovato un punto di incontro. Finita la guerra civile e bandita Calpurnia come fuorilegge, era stata proprio Serena a stabilire che sarebbe stata Catilina la contessa di Giesbilta, nonostante lei avesse protestato con forza contro la Regina Infante. Tuttavia aveva accettato, visto che il popolo troppo libero dopo una settimana sembrava essere impazzito.
Ed ora quella persona bionda, con i capelli corti e la parlantina seria, i modi da fare seri e furenti, con lineamenti contadini e gli occhi marroni splendenti di intelligenza, quella donna con il vizio degli uomini e del sidro, osava fargli la predica. Potevano anche essere amici molto stretti, ma Eliah dovette mantenere controllo per non mollarle un pugno.
- Posso far notare a vossignoria che è successo ieri o è stato troppo presto per dirlo la mattina appena alzata?-
- Invece di convocare questo consiglio di mangioni, potevi solo venire a parlare da me con la Polvere di Linbiten. Abbiamo una contea da tenere d'occhio-.
Eliah rise ironico mentre iniziava a incamminarsi lungo il corridoio:- Come no. Portare gli uomini a letto di giorno e andare con loro a distruggere Taverne di notte con i tuoi 'fratelli d'armi'. Magnifica politica-.
- Lo faccio occasionalmente. Ogni tanto. Va bene, spesso, ma non è questo il problema. Il punto è che ti comporti da saccente ed arrogante ogni volta che tenti di fare quadrare i fatti per conto tuo- e ad ogni parola il viso della contessa diventava sempre più rosso dalla vergogna.
- Infatti è proprio per questo che ho convocato il Consiglio dei Sette, perché ho voglia di fare 'per conto mio'...-
Lei gli sussurrò furiosa all'orecchio:- E allora perché non ci hai detto tutto? Stai macchinando qualcosa, io lo so. E ogni volta mi tagli fuori, senza scusarti. Avevamo un patto...-
Ormai erano arrivati all'immenso atrio interno, con un praticello agli inizi della fioritura, e per non farsi sentire dalle Masi dovette sussurrare anche lui a sua volta:- Il patto riguardava il mio problema. Non tutto quello che penso. Come è successo quando mi hanno offerto di sposarmi a Matara Eizisb; hai messo a soqquadro il castello prima di scoprire che avevo detto no-.
- Quella era un animale schiavista... Mi sentivo solo in dovere di avvertirti. Sei solo un ragazzo-.
Ora toccò a lui fissarla rosso in viso:- Posso ricordarti che sono un diciannovenne in un corpo da dodicenne? Sono maturo nonostante le apparenze. O almeno, vorrei esserlo quel tanto che basta per... Smettiamola di discutere, sono stufo...-
Stavolta il tocco sulla sua spalla era gentile e comprensivo:- Scusa... Non volevo farti arrabbiare. Hai almeno trovato del Silrevit?-
Eliah sospirò, appoggiandosi alla colonna e massaggiandosi le tempie:- Basterà per questo mese, ma non so come prepararne un'altra. Drelimer non ha mai voluto insegnarmelo. Che situazione assurda-.
- Forse ci sono dei libri al Reparto che parlano di come si prepara- suggerì la donna, mentre si chinava a prendere un fiore di biancospino. Era molto attirata dai fiori e dalla natura, sebbene non lo desse a vedere in pubblico.
- Non credo che mettano una serie di ingredienti per una mistura creata dalle fate in un libro del Reparto- le fece notare lui fissandola con un triste sorriso.
- Eh? Ma non dicevi che il Silrevit serve per le Mosche di Rame?- chiese dubbiosa, mettendo il fiore nella tasca del suo abito sgualcito. Come Eliah, lei non amava lo sfarzo dei vestiti, non essendoci abituata; infatti, indossava solo degli abiti verde scuro fatti in casa, che cambiava con abiti rosso mattone.
- Nessuno si avventura più per le paludi, quindi il Silrevit non è necessario. Purtroppo è un dato di fatto- ammise con una risata amara.
Lei gli strinse la mano, materna, e gli disse:- Dai. Troveremo una soluzione. Se intanto oggi ti va di allenarci con me al campo...-
- Ovvio. Dammi solo il tempo di parlare con Elizabeth e sarò lì- rispose lui con il più caloroso dei sorrisi.
La donna sembrò inviperirsi al sentire quel nome, ma solo leggermente, come un alzata di sopracciglio intravista in un frangente. Come poteva lui, così puro, stare vicino a una donna così schifosa?
- Certo, certo... Concedi tempo a volontà per quella...- e si allontanò urlando epiteti tanto volgari verso il Demiurgo e la Somma Masi che le Masi lì presenti dovettero alzare i loro mini-incensieri al cielo solo a sentirle.
Eliah alzò gli occhi esasperato e divertito allo stesso tempo: quella donna li avrebbe portati al delirio, con i suoi modi o con i suoi insulti.
Le storia delle Masi non poteva essere narrata senza sapere le vicende della religione, a Gadriel.
Dopo la nascita del primo Tempio del Demiurgo, nel 601 a Pheò, dove Eliah si stava dirigendo, i Sacerdoti si accorsero che non potevano badare a ogni cosa da soli: erano molto pochi e dovevano badare a mantenere il tempio, rivelare gli insegnamenti che il Demiurgo aveva rivelato a Tocervs il Pio, loro fondatore, insegnare ai bambini le nozioni sull'anima, Natura e Follia, curare le offerte per i bisognosi, consultarsi con gli Ömre... Servivano persone volenterose che aiutassero. Dapprima provarono a chiedere ai popolani, che cominciarono subito a derubarli approfittandosi della loro buona fede. Servivano fedeli che vivessero l'animo di preghiera accanto al Demiurgo. Fu Irmas, l'Oratrice, che a Comfon, nel paese di Domino, iniziò a parlare nel nome del Demiurgo come Serva del Tempio, pregando con delle consorelle, aiutando i Sacerdoti nella gestione dei luoghi sacri e accompagnando i morti nel loro passaggio verso la morte. Fu così che nacque, nel 1200, il primo Masireo. Con il passare del tempo, le Sorelle di Comfon ebbero altre due aperture di Masirei, quello di Ghef a Doveran, consacrate alla sacralità della festa del Demiurgo e della gestione dei Templi, e quello di Trein a Drabirut, legato a diffondere la parola del Sacerdote nei castelli dei conti, a loro e alla servitù; Comfon rimase legata al servizio verso i defunti e moribondi.
Con il passare del tempo, un Inquisitore abbastanza moderato, Alexej IV Koffa, propose nel 1303 al re, a causa della caduta della dinastia Rudot a Tena per mano degli Jraki, di mettere una Somma Masi a guida della contea, essendo che la loro fede, la loro integrità e le loro decisioni erano le più ponderate e giuste di qualsiasi altro nobile. Il re rispose convinto:- Cosa c'è di più nobile di un dio?-
La decisione fu contestata dai Sacerdoti, ma senza successo. Fu così che la Somma Masi divenne l'amministratrice dei Tre Rami e della Contea più ricca di Corndwem.
Le conseguenze negative di cattive governanti, ovviamente, apparvero nella storia, ma non furono in grado di scalfire la gloria che Tena acquisì grazie alle Somma Masi. Un sacco di famiglie numerose, se non potevano mandare le figlie in sposa o a lavorare, gioivano al pensiero di vedere le loro figlie a servire il Tempio, e forse non senza ampie prospettive.
Senza pensare troppo al loro passato, però, Eliah si stava già avviando dentro il Tempio. Era una costruzione grande quanto il salone da pranzo del castello, solo più ampio ai lati, con colonne di mogano. Il soffitto era fatto da pura paglia. Si era parlato più volte di mettere del legno, ma i Sacerdoti e le Masi si erano rifiutati: non si dovevano spendere soldi per facezie. Il paradosso, che molto spesso veniva rimproverato loro da Catilina, era che non disdegnavano le vesti preziose che portavano, o i doni preziosi in oro e gioielli dei fedeli che venivano messi ai piedi del Sacrario, la zona dove si diceva che il Demiurgo talvolta parlasse alle Masi.
Le sedie per i fedeli erano semplici sassi intagliati, che davano un freddo incredibile alla schiena del povero Eliah. Ma il suo unico pensiero era rivolto a Drelimer... Non aveva ancora avuto il tempo di pregare per lei; prese quindi il mini-incensiere che teneva in tasca. A differenza degli altri, in ferro battuto, il suo era d'argento puro, l'unico dono che aveva ricevuto dal padre, quando era appena nato.
Cercò di metterci un carboncino che teneva in tasca, per accenderlo poi con il calore delle mani, ma il suo tremolare di mano gli fece perdere la presa su di esso, che cadde nel pavimento, in un punto imprecisato del Tempio.
Sospirando, il giovane conte si alzò per riprenderlo, ma una mano gentile gliene mise uno sul suo palmo. Si voltò con un sorriso verso la figura al suo lato, sussurrando:- Grazie, Elizabeth-.
La donna sorrise, mentre gli accendeva il piccolo incensiere, poi si misero a recitare la Preghiera al Demiurgo:- Finché tu camminerai sulla Mia Terra, di qualunque vista tu sia, amerai questo tuo mondo per come l'ho creato, amato e donato a te. Gioirai per i giorni che ti sono donati dal mondo che ti circonda, con i tuoi familiari e i tuoi amici; la tua spada sarà il tuo amore, la speranza il tuo scudo, la fede il tuo vessillo; ricorda che la felicità che darai agli altri sarà un universo di pace nato dal tuo cuore e ogni tristezza che riceverai sarà un'amica che ti resterà accanto. E quando la morte ti abbraccerà, la abbraccerai a tua volta, come la notizia gradita che un giorno tu ed io torneremo uniti, come Padre e Figlio. Vivi, con la certezza che il mondo avrà un domani, perché io ti amo-.
Alla parte della morte, Eliah non poté evitare una lacrima, mentre una scarica di rabbia gli attraversava il petto.
Un momento più tardi, Elizabeth e lui erano già fuori, seduti su una base di pietra vicino al fornaio, cosa che fece venire una fame orribile al giovane Conte. La donna era una figura Nobile e umile, distaccata e attenta allo stesso tempo. Catilina la rimproverava sempre per il suo modo di fare, quasi le risultasse antipatica, mentre Gavroche si limitava a commentare così:- È una bellissima statua. E da che il sole gira, parlare alle statue ti rende solo matto-.
Eliah pensava soltanto a lei come il perfetto esempio di Somma Masi. Nella sua sobrietà, non disdegnava il piacere del cibo che le veniva offerto; aveva una vastissima conoscenza di varie materie, cosa che le aveva permesso di essere l'educatrice della regina Serena Cïvostni. Inoltre, pur non essendo la famiglia Negeto ricca, grazie alla sua abile amministrazione e dedizione Elizabeth era riuscita ad ottenere il posto tanto agognato di Somma Masi.
Era comunque una donna molto avvenente. Il suo abito era molto sfarzoso, come ogni Somma Masi, con una gonna a balze di color rame con riflessi dorati, che davano valore ai suoi lunghi capelli castani ricci raccolti in una forcina d'argento. Il viso era severo e dolce, con un naso appena pronunciato, gli occhi scuri e penetranti. La mano chiusa che portava al petto, stringeva la Sacra Reliquia, l'unica sfera di Lim considerata una reliquia, essendo che si mostrava di sua sponte alla prescelta Somma Masi. Era un simbolo argentato di due mani aperte al cielo, i palmi rivolti all'esterno, simbolo di preghiera immutato da secoli.
- Mi dispiace, Eliah...- cominciò lei dopo un lungo momento di silenzio.
- Dispiacersi in due non fa altro che diffondere tristezza. Non farlo, quindi- sospirò il ragazzo, lo sguardo perso nell'azzurro del cielo.
- No. Non vedere la tristezza come qualcosa di contagioso. Pensa ad essa come un peso che gli altri alleviano per farti abituare pian piano ad esso. In un modo o nell'altro ne esci forte-. Elizabeth era fiera nel dire quelle parole, il tono di chi c'era già passato. La sua famiglia l'aveva persa, ma lei non aveva avuto qualcuno che la consolasse.
Eliah non poté trattenersi dal fissarla perplesso: - Parli in modo così strano che nessuno potrebbe capire che mi hai consolato, Elizabeth-.
- Sono una Masi. È mio dovere e piacere parlare in modo strano- lo corresse lei con un sogghigno.
- Ah. Alla faccia delle perfette oratrici-.
- Chiudi il becco, Drabirutano infedele- lo rimproverò scherzosamente lei, picchiandolo con il dorso della mano.
Dopo un altro silenzio imbarazzante, prima che Eliah potesse aggiungere alcunché, Elizabeth lo fermò:- So che vuoi chiedermi qualcosa che non potevi esprimere ad alta voce al Consiglio. Tuttavia, Eliah, sai che se lo riterrò di vitale importanza per le vicende inerenti a un complotto contro la nostra gente, sarò costretta a dirlo a Serena e forse anche al Consiglio stesso, vero?-
Il ragazzo sospirò:- Ne sono cosciente. Tuttavia è più importante per un problema per la gestione di Drabirut. E di streghe- aggiunse sottovoce, quasi temesse che il popolo inespressivo intorno a loro si spaventasse.
Dopo un lungo attimo di silenzio, Eliah si decise a parlare:- Cosa ti dice il nome 'Mi-Dusäh'?-
Lei girò lentamente la testa e la sua espressione era un dipinto di preoccupazione e diffidenza scolpito sulla pietra.
- Non so dove tu abbia trovato certe informazioni...-
- Spie. Informatori. E qualche testimone...- Rabbrividì al pensiero della malvagità trasudante dalla casa di Drelimer.
- Mi-Dusäh... Non credevo di dover sentire più questo termine. Immagino che tu conosca i Pixie-Dusäh, vero?-
- Sospettavo una correlazione tra le due realtà... I Pixie-Dusäh sono collegati a queste Mi-Dusäh?-
- Sì e no... Dusäh è un termine che nella lingua Volgsa sta a significare 'Colui che stravolge', o comunque la cui essenza è stata travolta. I Pixie-Dusäh, come sai, sono generazioni di Folletti rimasti vittime agli esperimenti di un Molgt. Per quanto riguarda le Mi-Dusäh, sai cosa significa il termine Mi, vero?-
Eliah annuì, pensieroso:- Il termine riferito alla natura... Quindi, Colei che Stravolge la Natura?-
- Esattamente. Non si deve scherzare con i poteri di una strega, giovane Clove, né bisogna sottovalutare le tentazioni che può dare. Una strega può a mano a mano perdere la propria identità, se il desiderio di ottenere di più la stravolge. E il desiderio di un potere maggiore và contro l'equilibrio che la Natura e il Demiurgo han dato a loro...-
- Quindi,- la interruppe, con un gesto quasi stizzito della mano, il giovane Conte:- esiste una strega che sia diventata una Mi-Dusäh, ai giorni nostri? Che le è successo? Cosa è cambiato in lei?-
Elizabeth fece un elegante alzata di spalle:- Non si hanno notizie certe sull'argomento. Una Mi-Dusäh apparve ai tempi della Guerra tra Streghe e gli Uomini di Number, e si dice avesse ottenuto un potere capace di controllare i cadaveri delle persone che uccideva. Qualunque cosa succeda, le Streghe non sono per nulla lontane dal discorso della Follia. Non so quali risposte stessi cercando, Eliah, ma spero di averti dato una risposta esaustiva quanto basta-.
Il Conte fece un rapido avanti e indietro con i piedi che scuotevano il selciato, ma fece un rapido sorriso alla sua collega, dicendo:- Mi sei stata molto più d'aiuto tu di Cicero, credimi. Ora vado da
Catilina, prima che venga ad uccidermi...-
- Bontà Divina, mio buon ragazzo! Quella compagnia non farà che rovinarti a lungo andare. Lo sanno tutti che quella ragazza non teme di Bestemmiare il nome del Demiurgo...- Elizabeth sembrava davvero scomposta, in quest'occasione, agitandosi come se qualcuno le avesse sputato addosso.
Lui si limitò a ridere:- È una testa calda, te lo concedo; ma è la mia migliore amica, insieme a te, e non la cambierò per nulla al mondo. È la sua spontaneità che ha salvato Giesbilta-.
- Sarà anche vero, ma ricorda. Senza un giusto equilibrio, nulla permane. Annaffiare troppo un fiore può ucciderlo, sai cosa intendo...-
Una voce gentile dietro di loro cinguettò:- 'Temete il Demiurgo nella sua ira, che sempre si manifesterà qualora l'equilibrio si spezzerà'. Settima Lettura del libro di Irmas, Somma Masi-.
Eliah, nel voltarsi, vide una giovane Masi di Ghef, avvolta nel suo abito blu con striature rosse; si distingueva sempre una Masi per le striature, rossa per Ghef, azzurra per Trein, verde per Comfon.
La Masi di Ghef in questione era una ragazza molto graziosa, delicata di viso come una nuvola bianca, in contrasto con i capelli rossicci incorniciati dal diadema di legno tipico delle Masi, con uno sguardo felice di vivere come mai Eliah ne aveva visti, chiaro e luminoso.
- Oh, che brava che sei, Niram. Sei davvero diligente. Eliah Clove, lei è la mia pupilla, Masi Niram. Mi è stata raccomandata a Tena per la sua vivace intelligenza e voglia di imparare-.
- Non oso dubitarne!- disse lui entusiasta di tanta grazia, facendo un lieve inchino davanti alla Masi;- Piacere di conoscerti-.
- Il piacere è solo mio, Conte Clove-. Si chinò a sussurrare due parole all'orecchio di Elizabeth, che si alzò per seguirla;- Arrivederci, mio signore. Il Demiurgo illumini i suoi passi-.
Si salutarono così ed Eliah rimase solo in mezzo alla folla. Il Demiurgo illumini i suoi passi. Eppure, pensò amaro con sé stesso il conte, la strada che stava percorrendo non era mai stata così buia sotto il sole della città.
Ritorno dopo tanto tempo... Troppo. Sono stato impegnato per un motivo e l'altro e questo capitolo era tutto meno che facile. Vi auguro buona continuazione!
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