Capitolo 5
SOUNDTRACK : Two Steps From Hell "Fire Nation" (Invincible)
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Shane non riusciva a muovere un solo muscolo per il timore nel vedere davanti a sé un Drago, non uno di quelli di cui si raccontavano le favole ai bambini per farli andare a dormire, ma uno in carne ed ossa. La creatura più pericolosa del Regno di Alynor era a pochi passi da lui, tanto che il ragazzo avrebbe preferito incontrare un intero branco di lupi famelici piuttosto che rimanere un secondo di più in quella foresta.
I Draghi esistevano fin dai tempi degli antichi Fondatori, e forse perfino prima del loro arrivo. Per i primi secoli dell'Ascesa di Alynor, Uomini e Draghi avevano convissuto pacificamente, senza mai ricorrere alle armi; ma un terribile incidente aveva cambiato il corso della storia, creando un'enorme spaccatura tra i due Popoli.
Tutto ebbe inizio nel primo giorno d'autunno del quinto anno dell'Età della Pace, quando un soldato del Re colpì a morte un giovane Drago, il discendente del capostipite Kainrhan il Grande. Il Re avrebbe dovuto chiedere perdono, ma il suo orgoglio ebbe il sopravvento ed anziché scusarsi, diede la colpa al Drago dicendo che era stato lui ad indurre il soldato a scagliare quella maledetta freccia. Kainrhan, ferito nell'animo e profondamente adirato per la morte del suo erede, decise di vendicarsi: uccise il figlio del Re, facendolo a brandelli tra le sue fauci. Iniziò così l'Età dell'Odio, nella quale Uomini e Draghi cominciarono ad uccidersi a vicenda, in un vorticoso susseguirsi di vendette che non avrebbe mai trovato fine. Rancore e odio dominavano i due Popoli, stragi vennero compiute e molto sangue innocente fu versato.
Quando il Re morì di vecchiaia, la corona passò al suo secondogenito Ryann, che in seguito venne conosciuto come " lo Spietato"; egli infatti non dimenticò mai la morte del fratello maggiore, avvenuta davanti ai suoi occhi quando ancora era bambino. Per questo motivo diede inizio alla Caccia, la più grande strage di Draghi mai compiuta prima, nella quale intere razze vennero cancellate dalla faccia di Alynor e le poche che riuscirono a sopravvivere dovettero rifugiarsi nei luoghi più inospitali di Alynor. Ma Ryann provava un tale odio nei loro confronti, che decise di continuare a cacciarli, stanandoli uno ad uno dai loro covi e portandoli a Radein, dove aveva fatto erigere l'Arena, nella quale ogni anno si sarebbe tenuta una competizione in onore del fratello maggiore: la Prova. Durante la gara i giovani del Regno avrebbero dovuto affrontare i Draghi catturati ed ucciderli davanti alla platea, come se fosse un vero e proprio spettacolo, una dimostrazione di forza dell'indiscussa autorità del Re. Anno dopo anno, quella macabra tradizione continuò ad essere praticata e innumerevoli Draghi furono massacrati, costretti a combattere anche in fin di vita e ridotti quasi all'estinzione della loro stirpe.
Chiunque incontrasse un Drago, solitamente non faceva una fine molto gloriosa, soprattutto in presenza di una Furia Nera, la razza che discendeva da quella di Kainrhan il Grande, tra le prime ad essersi estinte. Il giovane ragazzo, nonostante la fitta nebbia e il buio della notte, aveva riconosciuto all'istante quale specie di Drago aveva davanti, per via dei numerosi racconti del padre che gli aveva narrato da bambino prima di andare a dormire, e che non aveva mai dimenticato, nemmeno un singolo dettaglio.
Le Furie Nere erano caratterizzate da lucide e robuste squame color della pece, con leggere sfumature bluastre; lungo tutto il corpo, a partire dalla testa fino ad arrivare alla punta della lunga coda serpentina, vi era una serie di larghi aculei sporgenti, i primi più accentuati come se formassero una sorta di cresta fino a metà del collo. Il muso aveva una forma allungata, tipica dei Draghi, tuttavia ricordava il becco di un'aquila, dato che la mascella era ricurva e la mandibola acuminata; la testa era inoltre sormontata da quattro corna superiori, lievemente incurvate verso l'interno, mentre altre otto corna più piccole cingevano il margine posteriore della mandibola. Le ali ricordavano quelle dei pipistrelli, per la sottile membrana che univa l'ossatura costituita dall' arto superiore, un pollice uncinato e quattro dita molto lunghe, ognuna di esse terminanti con un artiglio. Le dimensioni di quel tipo di Drago erano colossali, perciò per loro risultava notevolmente difficile nascondersi e quindi preferivano cacciare di notte, quando si potevano quasi mimetizzare con l'oscurità.
La Furia Nera davanti a Shane si era nascosta tra la fitta foresta, schiacciando alcuni alberi per riuscire a stare stesa a terra, con le quattro zampe tenute piegate vicino al corpo. Ma ciò che colpì il ragazzo non fu la dimensione del Drago, o la sua peculiare corporatura, bensì gli occhi. Azzurri come il ghiaccio, dalla pupilla lunga e sottile, magnetici e freddi allo stesso tempo.
Nessuno dei due si era ancora mosso, entrambi assorti ad osservarsi l'un l'altro. Anche per il Drago quel ragazzo aveva qualcosa di particolare, qualcosa che la sua razza non sentiva da tanto tempo nei confronti di un Uomo.
Ma non appena i loro sguardi si incrociarono, il simbolo tracciato sul collo di Shane cominciò a diventare incandescente, come se fosse stato impresso sulla pelle da un ferro rovente. Il ragazzo cadde a terra per il dolore, contorcendosi ed emettendo grida soffocate: la sciarpa che aveva indossato quella mattina si era fatta improvvisamente stretta come un cappio, e disperatamente cercava di liberarsene per riuscire a respirare.
Fu proprio in quel momento che la sentì per la prima volta. Una voce calda e profonda, dalla "s" leggermente sibilante, che riecheggiava nella sua testa.
"Questo giovane Uomo si sta rivelando una facile preda per me"
Il dolore cominciò a diminuire e il ragazzo, stordito e confuso, cercò di guardarsi attorno per quanto gli era possibile farlo da terra, tentando di capire chi avesse parlato.
"E adesso cosa sta facendo? Cerca una via di fuga? Magari un altro come lui che venga ad aiutarlo? Povero sciocco Uomo, non si rende ancora conto che è arrivata la sua ora ''
Shane non vide nessuno vicino a lui, eccetto il Drago, e non voleva credere che quella voce fosse veramente la sua: chiunque altro avrebbe sentito solamente un lungo sospiro provenire dalle fauci dell'animale, dalle quali fuoriusciva anche una nuvola di fumo. Eppure, per quanto improbabile e fuori dal normale, doveva crederci.
-Chi sei?
"Adesso parla da solo? Deve essere sicuramente impazzito"
-Io non sono pazzo.
Il Drago restò ammutolito per qualche secondo, anche lui stentava a credere che quel ragazzo riuscisse a comprenderlo.
"Tu ... tu senti la mia voce?"
Shane annuii, alzandosi poi in piedi.
"Questo non è possibile, nessun Uomo era mai riuscito a comprenderci. Noi Draghi comunichiamo mentalmente in Lingua Antica, e se anche qualcuno di voi riuscisse a carpire qualche parola, non ne comprenderebbe il significato."
- E allora come mai io ci riesco? Questa situazione è assurda ... sto parlando con un Drago!! Forse hai ragione, forse sto impazzendo, oppure ho picchiato la testa molto forte quando sono caduto da cavallo ...
Finalmente il ragazzo riuscì ad allentare la sciarpa, per poi lasciarla cadere al suolo mentre si massaggiava il collo dolorante e con il simbolo ancora ben visibile, anche se stava già tornando nero come l'inchiostro.
Quel simbolo non sfuggì alla vista acuta del Drago, che non appena lo vide trattenne un sussulto.
"Quel simbolo ... quello che hai sul collo ... da dove viene? Come hai fatto ad averlo?"
-Intendi questa specie di marchio? Non viene da nessuna parte, ce l'ho sempre avuto, fin da quando ero neonato.
"E così la Profezia ha iniziato ad avverarsi ..."
-Profezia? Quale Profezia? Di cosa diamine stai parlando? Secondo me qui non sono l'unico a stare impazzendo ...
"I tuoi genitori non te ne hanno mai parlato?"
-A quanto pare no, e comunque mio padre non crede in quel genere di cose, dice che sono soltanto frutto di menzogne inventate da qualcuno ... perché me lo chiedi, dovrebbe interessarmi?
"Non spetta a me rivelartelo, giovane Uomo"
-Ah bene, adesso fai pure il misterioso ... ma dimmi solamente una cosa: hai intenzione di uccidermi?
"Prima ero tentato di farlo, quanto stavi rotolando a terra"
-Ed ora?- chiese Shane trattenendo il fiato.
"Mi è passato l'appetito ..."- rispose il Drago fingendo di leccarsi i baffi con la lingua biforcuta.
A quel punto il ragazzo poté fare un sospiro di sollievo, non sarebbe morto quella notte.
-Prima che cambi idea di nuovo, vorrei sapere se voi Draghi vi chiamate tra di voi come noi Uomini ...
"Vorresti dunque conoscere il mio nome?"- lo interruppe il Drago.
-Esattamente ...
"Per noi Draghi il nome è molto più importante di quanto voi Uomini pensiate; infatti non solo ci identifica, ma rappresenta anche la nostra anima interiore, la nostra indole naturale. Per questo motivo non attribuiamo nomi ai nostri piccoli quando schiudono l'uovo, ma viene scelto dopo lunghi anni, perfino secoli se è necessario."
-Tu lo hai già ricevuto?- chiese notevolmente interessato Shane.
"Per il mio nome non è servito molto tempo, solamente una quarantina d'anni. Tingurth, è questo il nome. Tingurth Kain-Rein"
Shane lo aveva già sentito nominare, ma non ricordava in quale occasione precisamente, forse in uno dei tanti racconti del padre.
"Ti ho rivelato il mio nome, adesso tocca a te"
-Shane, figlio di Damian, boscaiolo della Foresta di Lesgan.
"E dimmi boscaiolo, come mai hai deciso di attraversare la Foresta in piena notte? Non è di certo un buon momento per tagliare gli alberi"
-Stavo facendo ritorno a casa dal villaggio qua vicino, ma il mio cavallo deve averti percepito e mi ha disarcionato, lasciandomi in mezzo alla Foresta ... Ma se devo essere sincero, questo è un luogo insolito anche per la tua razza: gli alberi non sonno molto alti, i soldati potrebbero trovarti con facilità.
"Infatti non dovrei trovarmi qui, ma non ho avuto altra scelta ..."
-Che intendi dire?
"Due giorni fa, stavo solcando questi cieli assieme alla mia compagna. Volavamo alto, sicuri che nessuno ci avrebbe visti, ma così non è stato. I soldati del Re negli ultimi anni stanno mettendo a punto delle nuove macchine in grado di vedere oltre nuvole, macchine che a quanto pare funzionano molto bene. In pochi secondi hanno lanciato le reti, bloccandoci le ali e facendoci precipitare a terra. Abbiamo tentato di difenderci, ma la mia compagna, Skadi, si era spezzata un'ala nella caduta, ed un soldato mi aveva colpito al petto con una lancia di ferro, forgiata appositamente per riuscire a trafiggere la nostra pelle. Ho provato a proteggerla, ma la ferita era troppo profonda, a stento sono riuscito a fuggire. Ho dovuto rifugiarmi in questa Foresta, sperando di riuscire a recuperare le forze prima che i soldati mi trovino ..."
Mentre raccontava, il Drago alzò il collo mostrando la ferita, nella quale era ancora inserita la punta della lancia che faceva fuoriuscire molto sangue verdastro.
-Sai dove la hanno portata?
"Non è difficile da immaginare, soprattutto in questo periodo dell'anno ..."
- All'Arena ... Mi dispiace molto per la tua compagna. -sospirò Shane, consapevole del destino che attendeva Skadi.
"Da quando gli Uomini hanno compassione per i Draghi?"
- Devi sapere che non tutti gli Uomini sono crudeli come tu credi: abbiamo anche noi dei sentimenti, anche se a volte li mettiamo da parte compiendo così gesti orribili. Io non ho mai amato nessuna prima d'ora, ma so che perdere la persona che si ama è come essere logorati dal dolore, e questo non credo che sia differente tra Uomini e Draghi. Tutto ciò ...
"Puoi andare"- lo interruppe Tingurth.
-C-cosa hai detto?
"Puoi tornare a casa, non ti ucciderò se fuggirai. Corri il più lontano possibile da qui, torna dalla tua famiglia e vivi la tua vita Shane figlio di Damian. Sei molto saggio per la tua giovane età, mentre io sono vecchio e stanco ... stanco di continuare a combattere"
Il Drago aveva capito che ormai era giunta la sua ora.
Il ragazzo esitò a voltarsi e cominciare a correre, non riusciva a comprendere la decisione del Drago: avrebbe risparmiato la sua vita, la vita di un Uomo.
"Vattene, altrimenti ti ridurrò in cenere"- disse il Drago iniziando ad alimentare il fuoco dentro di sé, creando una sorta di bagliore all'altezza del cuore.
A quel punto Shane cominciò a correre per la Foresta, cercando di allontanarsi il più possibile dal Drago. Eppure più andava avanti, e più il suo cuore gli diceva di ritornare indietro.
Mentre parlava con Tingurth, non aveva paura di alcun genere, al contrario si sentiva libero. Libero come non lo era mai stato, libero di essere ciò che era veramente, senza mettersi una maschera per celare la sua vera personalità.
Sapeva che il Drago sarebbe morto senza delle cure, o peggio che sarebbe stato trovato dai soldati del Re. In entrambi i casi non c'era speranza per il Drago, non avrebbe più lasciato la Foresta.
Per Shane non era giusto che morisse così, solo e ferito, a causa di una disputa che durava da secoli e per la quale non ci sarebbe mai stata una soluzione. Non poteva voltargli le spalle, non era da lui.
Per la prima volta nella sua vita Shane avrebbe fatto quello che riteneva corretto, avrebbe ascoltato il cuore.
Ritornò indietro, trovando il Drago accasciato a terra, con gli occhi che stentavano ad aprirsi.
"Perché sei tornato?"
-È stato uno come me a ridurti così, ed è giusto che io rimedi ai suoi errori. Permettimi di aiutarti.
"Aiutarmi? E come pensi di fare?"
-Mentre tornavo ho raccolto queste erbe curative. Non so se funzioneranno su di te, ma almeno lasciami tentare. Non permettere ai soldati del Re di averla vinta così facilmente, fallo per te stesso e per Skadi.
Tingurth riuscì ad aprire una palpebra, guardando dritto verso Shane, il quale tra le mani stringeva delle foglie dal colore violaceo. Nel suo sguardo non vi era odio, né tanto meno disprezzo; voleva davvero aiutarlo, mettendo così la sua stessa vita in pericolo.
Con le poche forze che aveva, scostò il capo per lasciare curare al ragazzo la ferita al petto, il quale si avvicinò a piccoli passi. Avvicinò la mano tremante e la appoggiò sulla pelle squamosa del Drago, ma al tempo stesso dura come il diamante.
Al suo tocco Tingurth sentì uno strano calore provenire da quel punto, una sensazione che non aveva mai provato prima.
-Ho bisogno di luce ...
In pochi secondi un cespuglio prese fuoco, permettendo così al giovane di esaminare meglio la ferita. Rimosse la scheggia della lancia ed applicò con cura le erbe curative, stando attento a non infastidire più del dovuto il Drago.
- Ho finito- disse dopo una buona mezz'ora di lavoro.
"E adesso cosa facciamo?"
-Aspettiamo e speriamo che vada tutto bene.
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