Capitolo 7
La mattinata scorre in modo molto lento senza Lydia e i suoi commenti a scuola.
Questo lascia tanto, troppo, spazio alla mente per pensare.
Durante le due ore di filosofia cerco di concentrarmi e prendere appunti così da poterli passare anche alla mia amica.
Infatti è una delle materie in cui abbiamo più problemi, personalmente non riesco mai a capire i punti di vista dei filosofi. Sono sempre così astratti, discutono e rimuginano anche sulla cosa più banale.
Vi faccio un esempio, all'epoca oltre a fare il loro mestiere, i filosofi si mettevano pure a fare i comici.
Robe da matti non trovate?
Questa per esempio è di Schopenhauer "Fra uomini esiste, per natura, soltanto indifferenza; ma fra donne, già per natura, vi é inimicizia... anche solo incontrandosi per strada, si guardano a vicenda come guelfi e ghibellini".
Oppure ancora Talete sosteneva che tra la morte e la vita non ci fosse alcuna differenza, cosí qualcuno gli rispose "E tu perché non muori allora?".
Cioè... voglio dire, capite ora?
Stranamente questa lezione mi prende, il professore è uno dei migliori del liceo ed è anche quello che stimo di più indipendentemente dalla materia che insegna.
Parliamo di Aristotele e dopo aver preso ben cinque intere pagine di appunti il prof pensa bene di assegnarci un compito da consegnare entro due settimane.
"Beh per lo meno hai tempo per inventarti qualcosa", per una volta sono d'accordo con la fastidiosa vocina.
《Il compito che vi assegnerò deve essere una riflessione scritta sulla frase che adesso vi scrivo alla lavagna, che è proprio di Aristotele》.
Prende un gesso e scrive alla lavagna la consegna del compito: "L'amore è composto da un'unica anima che abita in due corpi".
Per la prima volta in vita mia credo di essere davvero felice di fare un compito di filosofia.
Finitele lezioni prendo la mia macchina e vado in ospedale dove Lydia e Jason stanno parlando davanti all'ingresso.
Parcheggio e li raggiungo. Jason sembra stare molto meglio, ha qualche benda qua e là e le stampelle che lo aiutano a camminare, avendo il gesso che gli immobilizza la gamba sinistra.
《Ciao ragazzi》 sorrido ad entrambi e li abbraccio.
《Come ti senti?》 chiedo rivolta a lui.
《Un po' indolenzito ma sto bene grazie, e a te come è andata la giornata?》.
《Bene, solite cose. Quindi ti hanno già dimesso?》.
《Si esatto ora chiamo mia mamma e le chiedo di aiutarmi con questo aggeggio infernale》 scherza indicando il piede ingessato.
《Ma no tranquillo ti porto a casa io, non fare venire Kate qui apposta》.
Lui manda un messaggio mentre Lydia mi tira per un braccio e a bassa voce sussurra 《Candice non sto più nella pelle devo raccontarti cosa è successo con Diego!》.
Il suo buon umore mi fa sorridere 《Certo Lilì, porto Jason da sua madre e poi parliamo. Mi raggiungi a casa mia? Così ti do anche gli appunti di filosofia》.
《Si grazie mille a dopo!》.
《Bene sei pronto?》mi rivolgo a Jason gentilmente.
《Si ho tutto, andiamo! Non vedo l'ora di dormire nel mio adorato letto, quelli degli ospedali dovrebbero essere considerati illegali》.
Rido di gusto per la prima volta in tutta la giornata e gli racconto le ultime novità, tralasciando ovvi particolari, prima di arrivare davanti a casa sua.
《Eccoci arrivati a destinazione signor Anderson》dico tutta soddisfatta.
《La ringrazio di cuore signorina Moore, potrebbe cortesemente aiutarmi a scendere dalla macchina?》 aggiunge lui in tono scherzoso.
Gli faccio un grande sorriso e gli apro la portiera della macchina. Cercando di non toccare l'ingessatura lo aiuto a scendere, ma mentre lo trascino maldestramente fuori perdo l'equilibrio e gli cado addosso.
Chiudo gli occhi preparandomi all'impatto ma sento due forti mani reggermi per la vita.
Riapro piano gli occhi e trovo il viso di Jason a qualche millimetro dal mio mentre mi sorride dolcemente e toglie le mani dai miei fianchi.
《Io...emm... scusa, cioè volevo dire grazie》balbetto imbarazzata.
《Di niente, mio piccolo disastro》 dice lui alzando un sopracciglio e assumendo un'espressione a dir poco enigmatica.
《Meglio che vada, ci vediamo presto. Mi raccomando riposati e prendi gli antidolorifici che ti hanno prescritto!》.
《Agli ordini dottoressa! Non credevo che mi avessero affidato anche un'infermiera personale》ridacchia davanti al cancello del suo vialetto.
Risalgo in macchina, metto in moto e gli faccio una linguaccia prima di partire.
Mi farà diventare matta se continua così, dovrebbe stare più attento in strada glielo avrò ripetuto mille volte in questi anni.
"Mio piccolo disastro" ha detto prima. Al solo ripensarci il mio viso inizia a prendere colore e questa strana sensazione mi accompagna fino a casa.
Non appena apro la porta di casa Lydia mi salta addosso abbracciandomi.
《Eccoti finalmenteeee! Ci hai messo tanto, tutto bene?》.
《Si non preoccuparti tutto benissimo》 la rassicuro mentre saliamo di sopra, in camera mia, per avere un po' di tranquillità.
Non appena ci sediamo sul letto la incito a parlare.
《Allora...qual è questa cosa che devi raccontarmi?》.
Sul viso le si apre un sorriso che arriva da un orecchio all'altro, incrocia le gambe sul letto e trattenendo il respiro dice tutto d'un fiato 《Diego mi ha invitata ad uscire domani》.
Sbarro gli occhi per la sorpresa, mi aspettavo qualcosa di clamoroso ma questo è...è... beh a dir poco fantastico!
《Lilì, oh mio Dio! E' grandiosoo! Sono felicissima per te!》.
La abbraccio fortissimo, se lo merita davvero, è una ragazza molto esuberante ed estroversa ma ha avuto qualche brutta esperienza con i ragazzi. Voglio che sia felice.
"Almeno lei l'ha avuta qualche esperienza" mi ricorda molto gentilmente la mia vocina.
Decido di non darle retta concentrandomi di nuovo su Lydia.
《Quindi, dimmi di più!》.
《Me lo ha chiesto ieri dopo il firmacopie in un momento in cui eravamo da soli a parlare. Devo andare domani pomeriggio in stazione. Sono così emozionata Candy! Ti devo chiedere un favore però》.
《Ma certo tutto quello che vuoi lo sai》.
《Accompagnami ti prego》 congiunge le mani in segno di preghiera mentre fa i suoi irresistibili occhioni dolci.
Vedendomi esitare aggiunge 《Solo fino a quando non arriverà il suo treno ti scongiuro, ho davvero tanto bisogno di un supporto morale》.
《E va bene, non preoccuparti ti terrò compagnia. Ma facciamo presto devo ancora studiare per la verifica di storia》.
《Non hai ancora finito? Non è da te》 mi prende in giro.
《Diciamo che sono stata un po' distratta in questi giorni》.
《Ecco a proposito... non devi raccontarmi nulla di Travis?》.
Guardo l'orologio affisso alla parete della camera e mi affretto a prendere uno spolverino dallo scaffale.
《Eh no, proprio nulla. L'ho solo incontrato ieri sera in autogrill prima di tornare a casa. Anzi guarda devo assolutamente pulire la camera prima che mia mammami uccida》le sventolo lo spolverino davanti alla faccia mentre faccio un sorriso tirato.
《COME?!?!》strilla facendomi sobbalzare 《e me lo dici così? Oddio non ci credo e cosa vi siete detti?》.
《Niente di che abbiamo solo scambiato poche parole, dovevano andare via》spiego con un'alzata di spalle.
《E va bene ho capito lascio stare, ma non pensare di scampartela ancora per molto. Voglio sapere tuuutti i dettagli. Ci vediamo domani ciaoo!》.
Chiude la porta della camera e io tiro un sospiro di sollievo.
Pericolo scampato!
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