Capitolo 33
Mi avvicino con cautela accorciando la distanza che ci separa sia fisicamente che psicologicamente da qualche giorno e lo stringo forte a me, volendo cancellare con un semplice abbraccio tutta la sofferenza che si è tenuto dentro per questi anni.
Lui inspira profondamente l'odore dei miei capelli 《Candice...》.
Gli faccio cenno di no con la testa 《Non c'è bisogno che tu me ne parli ora se non sei pronto d'accordo?》 gli dico con la voce più dolce che mi riesce.
《Voglio parlarne, ne ho bisogno》 mi dice lui più convinto intuendo che ho capito qualcosa.
Mi prende per mano e mi porta su una panchina lì vicino prima di iniziare a parlare 《Avevo 10 anni. Era appena iniziata la scuola media, professori nuovi, compagni nuovi e il mio carattere difficile che mi porto dietro da sempre》 fa una pausa guardando fisso davanti a se come se questi ricordi lo lacerassero dentro e poi continua 《quasi nessuno mi parlava e io pensavo di non aver bisogno di tanti amici per stare bene. Il mio migliore amico si era trasferito dopo le elementari in un'altra città e mi aveva promesso che sarebbe tornato presto, ma così non è stato》.
Mi stringo a lui ascoltandolo attentamente e senza fare domande per evitare di metterlo in imbarazzo.
《Mi sentivo solo, ma non volevo stare con nessun altro che non fosse Matthew, il mio amico di sempre che mi aveva abbandonato. Ora so che non è così, che non è colpa sua se i suoi genitori avevano deciso di trasferirsi, ma quando si è piccoli le cose le si vede sotto un'altra prospettiva. Comunque studiavo, andavo a calcio, insomma facevo il mio dovere, ma non avevo fatto i conti con i bambini più grandi che mi vedevano sempre solo e mi avevano preso di mira》.
Serra la mascella, il suo sguardo si fa più duro ed io vorrei dirgli di smetterla, di non continuare perchè non sono sicura di poter stare a sentire tutta la storia senza poter fare nulla, non riesco a vederlo ridotto cosí.
Il ragazzo forte che mi si è sempre presentato davanti in realtà nasconde così tante cose del suo passato e sapere che si sta aprendo con me è un atto di grande fiducia, è il suo modo per dimostrare quanto tiene a me probabilmente.
《Inizialmente erano cose banali: mi rubavano la merenda, mi prendevano in giro. Cose che comunque bene o male riuscivo a sopportare, o che credevo di riuscire a sopportare. Poi vedendo che non protestavo, che rimanevo indifferente alle loro ingiustizie nei miei confronti hanno iniziato a farsi più insistenti: hanno iniziato a picchiarmi, a sporcarmi i vestiti, a rubarmi le cose di scuola ed io inventavo sempre più bugie ai miei genitori per non farli preoccupare》.
Vedendo la mia espressione si ferma 《Non... non ti sto raccontando questo per farti pena o per altro... solo voglio che tu sappia tutto e poi deciderai se stare con me》.
《No Travis ti prego, non dirlo. Non provo pena nei tuoi confronti, voglio aiutarti anche se sono arrivata tardi, starei con te indipendentemente da quello che mi racconterai perchè io sono legata a te da qualcosa di profondo che va oltre all'amicizia, al bene》.
《Tu sei innamorata di me Candice?》 quella domanda mi fa gelare il sangue.
Lo amo? Non lo avevo mai detto a voce alta, cercavo sempre di non pensarci per non ammetterlo a me stessa, ma in realtà penso di sapere bene la risposta.
Lo amo, lo amo dal primo giorno che ho incrociato il suo sguardo, dalla prima frase che ha pronunciato, dalla prima carezza, dal primo bacio.
Mi guarda attendendo una mia risposta e la mia testa si arrende a tutte le proteste e le lotte che sta facendo da due mesi a questa parte per colpa del ragazzo di fronte a me.
Gli sorrido e sussurro 《Si, ti amo Travis Mcbride. Sei la persona più cocciuta, testarda, piena di sé che conosca ma non ti cambierei per nulla al mondo》.
Lui mette una mano dietro ai miei capelli e mi bacia con un'intensità tale da farmi venire i brividi, esprime tutta la frustrazione e il bisogno che prova.
In quell'esatto momento ricomincio a respirare pensando di non aver mai provato nulla di simile in tutta la mia vita.
Trav non dice nulla, non mi risponde, ma io non mi aspetto lo faccia. Non ho ammesso che lo amavo per ricevere qualcosa in cambio, non mi aspetto nulla di diverso ora, però dovevo dirglielo non potevo più fare finta di niente.
《Come hai fatto ad uscire da questa storia?》 gli chiedo cautamente.
《Dopo un brutto episodio in cui mi avevano quasi rotto una costola dovetti andare all'ospedale e lì capirono che non ero caduto dalle scale come avevo raccontato, ma c'era qualcosa di più grave sotto. Mi convinsero a parlarne con i miei genitori e poco alla volta riuscii a reagire grazie al loro aiuto. Mi iscrissi a box, promettendo a me stesso di diventare un grande campione, di poter essere abbastanza forte per difendere me stesso e le persone che mi stavano attorno, e soprattutto mi promisi che non avrei più pianto per gli altri. Per questo forse a volte risulto antipatico, sbruffone però sinceramente mi piace come sono ora》.
Ora mi guarda sorridendo, come se non gli avesse fatto male raccontare tutto quello che ha passato.
E so che gliene ha fatto, sono sicurissima, ho visto i suoi occhi rattristarsi e incupirsi dopo ogni singola parola.
《E in tutto ciò dove si colloca la tua passione per la batteria?》gli chiedo istintivamente.
Lui alza le spalle come se fosse una cosa scontata 《Ascoltavo la musica in questo periodo buio, mi aiutava, era la mia unica amica. Poi un giorno per caso provai a suonare la batteria e da lì non riuscii più a smettere. Ovviamente i miei genitori mi permettevano di fare tutto quello che volevo perchè così mi vedevano finalmente felice》 il suo tono di voce alla fine della frase si abbassa facendomi capire che c'è qualcosa di più di quello che mi ha appena confessato ma non ho intenzione di fargli pressa proprio ora, dopo quello che mi ha raccontato.
Ha fatto un gigantesco passo avanti nei miei confronti e anche per sé stesso e io ne sono estremamente felice.
《Ti chiedo solo di non parlarne con gli altri Candy》 dice mentre si alza dalla panchina infilandosi le mani in tasca.
《Intendi con i ragazzi? Non hai parlato con loro di questa storia?》 chiedo esterrefatta.
Storce la bocca 《Non sanno nulla nel dettaglio. Non mi piace parlare di me, ho raccontato lo stretto indispensabile》 dice lui con aria indifferente mentre si incammina.
Io mi alzo e a passo veloce lo raggiungo 《E allora perchè ne hai parlato con me?》 lo incalzo.
Non lascia trapelare nessuna emozione, sembra che non mi abbia appena raccontato la cosa più importante della sua vita 《Mi avresti tempestato di domande comunque, quindi tanto valeva dirtelo di mia spontanea volontà》.
Quel tono di strafottenza mi irrita parecchio, ma dentro di me sorrido perchè so che non è quello il motivo per cui mi ha detto tutto.
《Certo come no》 gli dico stando al suo passo 《non vai a fare gli auguri a Nicholas?》suggerisco per cambiare argomento.
《Magari dopo, quando ci sarà meno gente》 dilegua così il discorso tornando quello di sempre.
《Ma come? È come un fratello per te! E poi ormai se ne saranno andati quasi tutti siamo stati fuori parecchio》 lo sgrido.
《Si si ora vado》 alza gli occhi al cielo e io metto le mani sui fianchi fermandomi dietro di lui.
Travis mi guarda con aria interrogativa e un'espressione corrucciata mentreio gli dico 《Dovresti proprio trovare un modo per far combaciare quel visino dolce all'aria da sbruffone che ti ritrovi》.
Lui scoppia a ridere 《Ma guarda un po'! Invece il tuo faccino si adatta benissimo al tuo caratteraccio》.
Riesce sempre ad avere la battuta pronta ad ogni provocazione e questo mi fa infuriare ancora di più!
Ha un carattere così volubile... passa da momenti di estrema serietà a quelli di ilarità senza esitazione, però senza rendermene conto è diventato una presenza fondamentale per me.
Mi attira improvvisamente in un abbraccio caloroso lasciandomi interdetta mentre punta i suoi occhi ardenti dentro ai miei 《Ti proteggerò sempre Candice. Mi hai stregato dalla prima volta che abbiamo parlato, volevo averti per me. Ma poi ho capito che non eri solo questo, non eri come le altre, non mi importava solo passare una notte con te, volevo renderti felice, essere la causa dei tuoi sorrisi, farti stare bene》.
Stavolta sono io che mi metto in punta di piedi e lo bacio con trasporto intrecciando la lingua con la sua mentre ci fondiamo in un solo abbraccio.
Subito dopo riprendiamo a camminare e in brevissimo tempo ci troviamo davanti alla villetta dove si tiene il party per Nicholas.
Quando entriamo noto subito che le persone si sono dimezzate rispetto a prima e sono inconsapevolmente felice per Travis che troverà tutto molto più semplice in questo modo.
Lo vedo avvicinarsi e fare gli auguri al suo amico, mentre io vado a cercare Diego nella speranza che anche lui sia arrivato.
Lo trovo in salotto mentre parla con una ragazza.
《Ehi Diego!》 lo saluto io con un sorriso stampato sulle labbra.
《CiaoCandy! Sapevo che saresti venuta. Grazie davvero!》mi dice lui.
《Tutto bene?》.
《Si grazie, me la cavo e tu?》 chiede mentre la ragazza con la quale stava parlando se ne va senza troppi complimenti.
《Bene grazie. Ho per caso interrotto qualcosa?》.
Lui sorride 《No figurati lei fa parte del gruppo che organizza i nostri eventi, si stava annoiando a morte. Aspettava solo la scusa buona per filarsela》.
Scoppio a ridere e sento una strana elettricità nell'aria dalla quale capisco che Travis è estremamente vicino.
Infatti non mi sorprendo quando voltandomi lo ritrovo dietro di me 《Ti accompagno a casa?》 mi chiede.
Ci penso su e poi decido che è meglio andare in macchina con Travis più che riprendere l'autobus a quest'ora da sola 《Si grazie. Dammi un minuto che saluto gli altri e ci sono》.
Scusate il capitolo molto lungo ma era necessario per spiegare molte cose.
Spero che la confessione di Travis sia servita per dare un senso a certi comportamenti.
Fatemi sapere un abbraccio forte 😘❤
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