Capitolo 12
Non credo ancora di aver fatto davvero questa pazzia. Siamo sul treno e tra meno di dieci minuti arriveremo al Palasport dove si terrà il concerto dei The Best Moment.
Lydia ha deciso di strafare stasera: ha indossato un vestito giallo molto corto e appariscente che mette in risalto le sue lunghe gambe, ma senza farla sembrare volgare.
Riesce ad essere elegante e raffinata qualsiasi cosa indossi, quanto la invidio per questo.
《Smettila di guardarmi in quel modo Candy, anche tu sei bellissima vestita così! Quando imparerai ad avere più fiducia in te stessa??》.
"Quando i ragazzi la smetteranno di non rispondere più alle mie telefonate".
Alzo gli occhi al cielo aggiustando il mio top rosso che, per quanto mi riguarda, ha una scollatura troppo ampia, ma Lydia ha insistito tanto affinchè lo mettessi.
Il treno annuncia il nostro arrivo a destinazione così la mia amica, tutta eccitata, scatta in piedi dal suo posto avviandosi verso l'uscita quasi correndo e io la seguo.
Fuori non fa particolarmente freddo, ma si alza un po' di vento che mi fa rabbrividire, così prendo dal mio trolley a fiorellini una giacca nera e la indosso.
《Sei emozionata al pensiero di rivederlo?》 mi chiede lei.
La guardo con aria dura 《Lilì te l'ho già detto non ho intenzione di parlarci, guarderò il concerto e poi filerò in hotel. Non voglio che pensi che io sia qui per lui》.
Anche se forse... ammettiamolo in fin dei conti è così. Ma non è a questo che voglio pensare ora.
《Sei consapevole che il nostro hotel è uguale al loro vero?》 mi fissa in attesa di una risposta.
Io impallidisco e la mia voce risulta più stridula del previsto 《Come?!》.
《Eh si Candy pensavi davvero che Diego mi avrebbe mandata tanto lontana da lui?》.
Sbuffo pensando che la stupida a non averci pensato qui sono proprio io!
《Hai ragione. Beh vorrà dire che finito il concerto correrò in camera. Tanto non credo che tu mi farai compagnia stanotte, o sbaglio?》 le faccio l'occhiolino ridendo.
《Ma tu sentila!》 mi ammonisce lei rimanendo a bocca aperta 《da quando è diventata così impertinente signorina Moore?》 continua scoppiando a ridere pure lei.
Le prendo la mano e la trascino sul marciapiede mentre due ragazze a dir poco esuberanti ci superano infastidite guardandoci di traverso.
《Accidenti quelle fan controllano gli ormoni meno di quanto i neonati facciano pupù e vomitini!!》sbuffo e vedo Lydia accasciarsi quasi a terra.
《Io - io davvero non so da dove ti vengano certe battute》dice tra uno schiamazzo e l'altro non riuscendo a trattenersi.
Dopo cinque minuti buoni si ricompone e finalmente entriamo.
Dentro il luogo dell'evento le luci sono suffuse e migliaia di persone di tutte le età hanno già occupato le prime file del parterre.
Mentre cerco di capire come arrivare alle gradinate numerate Lydia mi mette una mano sulla spalla.
《Candy io vado dietro le quinte così saluto Diego, vieni con me?》.
Sgrano gli occhi scuotendo la testa energicamente 《No no, vai tu io inizio a prendere posto, tanto lo spettacolo inizia tra poco》. Vedendola esitare aggiungo un sorriso di rassicurazione.
Lei ricambia il sorriso e piano piano scompare tra la folla.
"Bene a noi due Travis".
Fermo una guardia grande e grossa tutta vestita di nero, come quelle che si vedono nei film, chiedendogli di indicarmi l'entrata per arrivare alla fila F-10.
Lui in tono molto professionale mi dà le indicazioni che mi servivano e io mi dirigo verso il posto assegnatomi.
Ovviamente, ironia della sorte, la fila F è proprio dalla parte sinistra, dove si trova la batteria.
"Grandioso non avrei chiesto di meglio".
Mi siedo mentre il panico si insinua dentro di me. Per tranquillizzarmi mi ripeto che per lo meno essendo molto in alto rispetto a lui non riuscirà mai a vedermi.
In quel momento nei due posti accanto ai miei si siede una coppia di signori sulla cinquantina, sicuramente genitori di qualche ragazzina accalcata nel parterre insieme alle altre.
Mi sorridono amabilmente e la signora, notando probabilmente la mia faccia ipertesa, mi chiede 《Sei in ansia cara?》.
Cerco di mantenere il più possibile la calma e rispondo dolcemente 《Un po', ma starò meglio quando li vedrò in azione sul palco》 cerco di convincere più me stessa che loro.
《Sei qui per il cantante Diego, vero?》 a quella domanda arrossisco visibilmente.
Se solo sapesse quello che dice non farebbe certe domande.
Penso in fretta ad una risposta che la faccia desistere dalla sua curiosità 《No sono qui per tutti, hanno un talento pazzesco, ma se devo dirla tutta preferisco il batterista》.
Ovviamente, con la mia solita fortuna, la risposta procura l'effetto contrario a quello sperato e la coppia sembra visibilmente sorpresa.
《Ho detto qualcosa di sbagliato?》 chiedo impulsivamente.
《No no affatto, solo che di solito tutte le ragazze sono follemente innamorate del cantante》replica.
Mi sfugge una risatina 《Si in effetti ha ragione signora, ma evidentemente non hanno capito che persona meravigliosa è Travis...》lei mi guarda con ammirazione e io mi sento in dovere di darle più spiegazioni 《Vede... basta anche solo guardalo negli occhi per capire la determinazione, il talento e la sua passione per la musica》.
Parlando di lui e gli occhi mi si addolciscono e un sorriso malinconico mi circonda il viso.
Credo di non essermi accorta quanto mi mancasse fino a questo momento.
La signora sembra avere gli occhi lucidi dopo il mio discorso e mi prende amorevolmente una mano 《Che ragazza gentile che sei, grazie per le belle parole》.
Rimango perplessa per la sua risposta. "Grazie" ma grazie per cosa? Non ho tempo di pensarci ulteriormente perché le luci si spengono del tutto per qualche istante per poi ritornare più forti di prima annunciando l'inizio del concerto.
Le fan in delirio attaccano ad urlare ed uno alla volta tutti i membri della band salgono sul palco cominciando a suonare.
Infine Diego fa la sua entrata trionfante per ultimo, mentre le urla si intensificano.
Quando vedo Travis posizionarsi sulla batteria gli occhi si riempiono di lacrime, senza alcun motivo, un brivido mi percorre tutto il corpo e mi viene voglia di urlare con tutto il fiato che ho il suo nome per farmi notare, ma decido saggiamente di stare in silenzio godendomi il concerto.
Non riuscendo peró a stare seduta, mi alzo in piedi ballando a ritmo di musica e i signori accanto a me mi copiano iniziando però ad urlare il nome di Travis.
Mille pensieri si affollano nella mia mente, ma poi tutto mi sembra chiaro: sono i suoi genitori!
"Ma come hai fatto a non pensarci prima? Stupida, stupida, stupida"
Mi sento terribilmente in imbarazzo ad aver confessato loro quelle cose, ma ormai il danno è fatto. Non ho tempo di indugiare ulteriormente sull'argomento perché Travis, sentendo urlare il suo nome, gira la testa dalla nostra parte intercettando prima lo sguardo dei suoi genitori e poi il mio.
Rimango pietrificata a guardarlo, dimenticando di essere agitata, e lo vedo sussultare.
Non riesco a muovermi, non sembra quello di sempre: ha la barba ispida, è più stanco, come se qualcosa lo tormentasse.
"Se solo sapessi come sono stata io in questi giorni".
La prima canzone in scaletta inizia e lui non può fare altro che distogliere lo sguardo ed iniziare a suonare.
Io però rimango impassibile a guardarlo, anche quando mi sento gli occhi dei signori Mcbride addosso.
Potrei restare così in eterno, mi trasmette una tale tranquillità.
Le canzoni si susseguono una dietro l'altra ed i ragazzi sembrano instancabili.
In fin dei conti non mi sono pentita di essere venuta; hanno un gran talento e lo dimostrano mettendo tutti loro stessi sul palco.
Lydia non è più venuta quindi sospetto che sia ancora là dietro le quinte a godersi il concerto.
Spero per lo meno che Diego si sia comportato bene con lei: è una ragazza molto particolare caratterialmente parlando ma ha un cuore d'oro e se prova a farla soffrire ne vedrá delle belle può starne certo.
Possono fare tutto quello che vogliono a me, ma quando si tratta della mia amica sono irremovibile.
Come quella volta in cui ad un appuntamento, il suo cavaliere non si era presentato dandole buca senza nemmeno avvisare e Lydia mi ha chiamata in lacrime.
Due giorni dopo, l'ho visto passeggiare tranquillamente per i corridoi della scuola, così accidentalmente mi é caduto tutto il caffè sui suoi vestiti super firmati.
Non mi sentirò mai in colpa, se l'é meritato!
Ogni tanto tra una canzone e l'altra Travis alza gli occhi dalla nostra parte anche se non capisco se tenga sotto controllo me o i suoi genitori.
Cerco di incamerare quanti più ricordi possibili nella mia mente sperando che rimangano impressi per sempre perché so che questa è stata una delle esperienze piú intense che abbia mai fatto.
Magari vi sembrerà una cosa da poco andare ad un concerto, prendersi una banale cotta e seguire una band di giovani ragazzi.
Per me non lo è.
Come ho giá detto mi sono sempre e solo dedicata allo studio e ai miei amici, non avevo bisogno di tanto altro.
Potrà sembrare noioso, ma per me era la normalità, non ci trovavo nulla di male, fino a quando ho capito cosa significasse rischiare e vivere veramente.
Ora capite perchè sono venuta?
È vero mi ha trattata male, ma niente che non abbia già visto ve lo garantisco.
Ricordo quella volta in cui mi ero invaghita di un ragazzo nella classe di fianco alla mia.
Sembrava lui ricambiasse, tant'è che mi aveva detto che gli piacevo.
Non potete immaginare quanto fossi felice.
Il giorno del nostro primo appuntamento, nel modo più vile che io conosca, tramite un messaggio, un fottuto messaggio capite? Mi ha detto che non si sarebbe presentato perchè aveva sbagliato, voleva dire che gli piacevo, un tempo.
Aveva solo sbagliato tempo verbale, succede a tutti no?
Beh su questo stediamo un velo pietoso, anzi stendiamo la trapunta estiva e quella primaverile della Eminfelx, quelle che messe insieme formano un caldissimo piumone invernale.
Ritorno a concentrarmi sul concerto e su Travis.
Quando suona emana un'energia potentissima, è più libero, più vivo e nonostante tutto spero per lui che possa essere felice e trovare la ragazza giusta.
A tutti i moralisti lì fuori vi anticipo: sí, lo conosco da qualche giorno, non è niente per me, probabilmente mi odia, ma a mia discolpa posso garantirvi che non mi sono immaginata tutto.
Ogni volta che sto vicino a lui, che gli parlo, sento una connessione tra noi e non posso ignorarla totalmente.
Non siate codardi, ammettete che anche a voi è capitato di provare questa cosa, anche se è fuori da ogni logica, irrazionale, succede e basta, e voi non potete fare altro che stare nel bel mezzo del ciclone e farvi trasportare ovunque esso voglia.
A questi pensieri gli occhi mi si incupiscono ed intuendo che la fine del concerto è molto vicina mi alzo dal mio posto e mi dirigo verso le scale per uscire dal Palasport..
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