Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo Unico

Non era una novità che la pasticceria Tom & Sabine Boulangerie Patisserie fosse la migliore di Parigi.
I dolci del signor Dupain erano strepitosi, raffinati e, soprattutto, pieni d'amore.
Tom preparava ogni singolo croissant, biscotto, bignè con passione. La passione che portava avanti sin da quando aveva quattordici anni.
Qualcun altro però, a quanto pare, non apprezzava tutto ciò.
In rete cominciarono a girare strane voci sulla fantastica pasticceria, le quali variavano da: ingredienti avariati a comportamento scorretto verso i clienti.
Se n'era accorta Marinette di questi pettegolezzi andandoli quindi a riferire al padre.
L'uomo aveva sorriso alla figlia.
"Non preoccuparti Marinette, sono solo voci"
Eppure la gente ci credeva appieno.
Era stato creato un sito apposta per tutto ciò dove le persone esprimevano il proprio disgusto verso la pasticceria Dupain-cheng.
Quasi nessuno entrava più.
Le cose stavano andando molto più che male.
Marinette appena giunta a scuola si sedette al suo banco con l'umore sotto ai piedi.
Alya le si fece subito vicina accarezzandole i capelli.
"Stai tranquilla Mari, vedrai che le cose si sistemeranno"
Nino sorrise ad Alya girandosi verso di loro.
Adrien fece lo stesso annuendo.
"Bisognerebbe riuscire a capire chi è il colpevole"
"Lo so ma...Non ho idea su come fare" rispose esausta la giovane per la prima volta senza balbettare. E non se ne rese nemmeno conto.
Nino si mise a pensare fino a quando la campanella suonò dando così inizio alla lezione.
Adrien lo vedeva scarabocchiare qualcosa sul quaderno sorridendo leggermente.
Il biondo prese un pezzo di carta iniziando a scrivere per farci un bigliettino.
Poco dopo fece finta di stiracchiarsi lasciandolo al banco dietro al suo.
Marinette lo prese curiosa e le guance le andarono a fuoco una volta letto il contenuto.
"Stai tranquilla Mari, si sistemerá tutto vedrai"
Nulla di strano, eppure per lei era il massimo.
Lo ringraziò con lo sguardo per poi tornare a seguire la lezione.

Quel pomeriggio Alya, Nino e anche Adrien si presentarono a casa sua.
La sua migliore amica l'aveva avvertita ed era riuscita a togliere tutti i poster e la schermata del computer che raffiguravano il giovane modello.
"Allora avete scoperto qualcosa?"
Alya sorrise.
"No, però Nino ha pensato a un modo che potrebbe funzionare"
"Possiamo, se funziona, rintracciare il segnale da dove proviene il computer utilizzato per creare l'account del fondatore del sito" sorrise.
"Possiamo usare il tuo computer Marinette?" Domandò la mora per poi posizionarsi una volta ricevuto il consenso.
Erano teneri da vedere insieme.
Alya e Nino formavano una bellissima coppia.
Marinette si alzò per poi uscire nel terrazzo quasi subito seguita da Adrien.
"Stai bene?"
Lei sospirò cercando di tenere a freno l'emozione.
"S-sì. Vi ringrazio per quello che state facendo" disse senza guardarlo.
"È un piacere" le sorrise per poi tornare a guardare il panorama.
Restarono lì a parlare del più e del meno e Marinette si rese conto che quella era la prima volta che riusciva a mantenere una conversazione con lui.
Un'ora dopo i due piccioncini al computer si batterono il cinque chiamando il resto della squadra.
"Trovato" sorrisero.

Marinette era giunta con i suoi amici e con suo padre alla nuova pasticceria Pierre Hermé.
Entrarono facendo suonare una campanellina e subito a loro si presentò un uomo alto e magro, la giacca a doppiopetto bianca con dei pantaloni sale e pepe.
Si bloccò alla vista dell'uomo.
Tom si avvicinò al bancone.
"Pierre, sono Tom Dupain. Voglio sapere se veramente sei tu a scrivere falsità sulla mia pasticceria"
L'uomo rise, agitato.
"Ma non dire assurdità. Come puoi pensare che sia io il colpevole"
"Abbiamo rintracciato il suo computer, con la quale ha creato l'account, sappiamo che è stato lei" intervenne Nino nervoso.
Pierre cambiò completamente espressione per poi ghignare.
"Va bene mi avete scoperto, ma che volete fare? Ormai è tardi, la gente preferisce la mia pasticceria. Ora vi chiederei di andarvene, arrivano clienti" li spedì verso la porta facendoli uscire.
"Mi dispiace Tom, ma era ora di togliere cappello e grembiule" rise lanciandogli un cappello da chef per poi tornare all'interno dell'edificio.
Lui sospirò per poi girarsi di spalle.
"Vi ringrazio molto ragazzi per quello che avete fatto. Marinette perché non torni a casa eh? Io ti raggiungo dopo" disse allontanandosi.

Tenne quel cappello stretto in mano sentendo la rabbia crescere dentro di se.
Non si era nemmeno accorto di una strana farfalla che si era appoggiata su quella stoffa bianca fino a quando una voce non raggiunse la sua mente.
"Ciao Tom Dupain, io sono Papillon e posso darti il potere di vendicarti su chi ti ha infranto i sogni di una vita. In cambio devi consegnarmi i miracolous di Ladybug e Chat Noir"
L'uomo ghignò.
"Accetto, Papillon"

Quella sera i quattro amici uscirono, avevano scoperto di una dimostrazione pratica del maestro Pierre Hermé e volevano vedere di cosa era capace.
Raggiunsero la piazza davanti al museo del Louvre dove un palco era stato allestito con una cucina e tutto l'occorrente per preparare dolci.
La serata cominciò tranquillamente, le persone si stavano anche divertendo eppure Marinette sentiva un po' di ansia.
All'improvviso il forno prese fuoco mentre il resto degli ingredienti per la decorazione esplosero.
La gente urlava, cercava di scappare ma venivano bloccati da dei muri spessissimi e altissimi di gelatina colorata.
Marinette si guardò attorno nel disperato tentativo di trovare un posto in cui trasformarsi.
Lo aveva riconosciuto: era sua padre ad essere stato akumatizzato.
Schivò un attacco di gelatina per un soffio correndo di nuovo verso i suoi amici.
Non ci fu errore più grande.
Dopo essersi tutti riuniti si ritrovarono circondati dalla gelatina che non li lasciava più uscire.
"Mi vendicherò su tutti voi che non avete più fatto ritorno alla mia pasticceria" rise cattivo.
Alya continuava a tirare spallate alla gelatina in un vano tentativo di farla cadere.
"Potremmo mangiarla che ne dite? O strapparla" Nino cercò di morderla ma era più dura di quanto pensasse, quindi anche impossibile da strappare.
Marinette aprì leggermente la sua borsa notando Tikki indecisa come lei.
"State tranquilli, verranno di sicuro a salvarci" fu Alya a parlare e Marinette si sentì ancora più in colpa.
Non voleva trasformarsi, avrebbero scoperto l'identità di Ladybug.
Però infondo erano i suoi amici, si fidava di loro.
"Forza Ladybug, vieni" la mora iniziò improvvisamente a fare una diretta per il suo Ladyblog.
"Ladybug se mi stai ascoltando, vieni subito a salvarci!!!!" Urlò a squarciagola.
Un passo, due passi, tre passi.
Marinette spense il telefono di Alya in pochi secondi per poi guardarla negli occhi.
"Mi dispiace amica mia" disse con gli occhi lucidi sapendo che era il momento.
"Cos..."
"Tikki trasformami!"
Un improvviso fascio di luce fece chiudere gli occhi ai presenti e poco dopo al posto di Marinette si presentava una Ladybug in tutina aderente a pois.
"Marinette..." sussurrò ad occhi spalancati Alya così come lo erano tutti gli altri.
"Mi dispiace Alya, prometto di spiegarti tutto, sul serio" disse trattenendo le lacrime.
"Non preoccuparti. Vai" sorrise lei.
"Ti ringrazio" prese il suo yo-yo.
"Ora...dov'è quel gattaccio?"
Adrien, sorrise raggiante. Aveva scoperto chi era la sua Ladybug e adesso aveva bisogno di lui.
Si avvicinò all'eroina posandole una mano sulla spalla sorridendole.
"Adrien..."
"Plagg trasformami"
Un'altra scia di luce e al posto del biondo e tranquillo modello si presentava Chat Noir in tutta la sua bellezza.
Ladybug spalancò la bocca così come gli altri due amici.
"Stai scherzando vero?" Gli disse la coccinella.
Lui rise afferrando il bastone e prendendo i due amici per poi avvicinarsi al viso della corvina.
"Niente affatto my lady" il bastone si allungò fino a farli uscire dai muri di gelatina.
Il giovane tornò dentro non vedendo uscire Marinette che aveva ancora la bocca spalancata.
Rise raggiungendola.
"Diciamo che nemmeno io mi aspettavo una cosa del genere" le mise una mano sotto al mento chiudendole la bocca.
"Ma Adrien e il carattere di Chat Noir sono completamente opposti!"
"Anche quello di Marinette e Ladybug. O forse è lo stesso ma in pubblico ne dimostriamo un altro. Mi ricorda tanto le maschere di Pirandello"
"Non sei deluso?"
"Deluso? Niente affatto. Sono stato innamorato di una ragazza irraggiungibile che in realtà era sotto al mio naso"
Lei arrossì leggermente.
"Voglio dirtelo però senza maschera, quando saremo veramente noi stessi" le porse la mano che lei accettò più che volentieri e insieme si diressero all'attacco.

Ladybug si lanciò nuovamente all'attacco dopo aver invocato il Lucky Charm con Chat Noir alle sue spalle.
Si sentiva carica, pronta e per il gatto nero doveva essere lo stesso notando la potenza del suo cataclisma.
Con un torcione da cucina a pois era riuscita a scivolare lungo i fili della luce senza farsi notare per poi arrivare alle spalle dell'uomo.
"Stai tranquillo papà risolveremo tutto"
Prese il torcione da chef sulla sua testa per poi strapparlo.
Come previsto ne uscì una farfalla viola.
"Niente più malefatte piccola Akuma. Ciao ciao farfallina" sorrise vedendola nuovamente bianca.
Lanciò il cappello da chef e tutto tornò al proprio posto.
"Cosa...cosa è successo?"
Ladybug si avvicinò a Tom aiutandolo ad alzarsi.
"È tutto passato signor Dupain.
Le persone iniziarono tutte a tornare verso la piazza e Ladybug prese il microfono.
"Signore e signori, volevo parlarvi di una cosa"
Vide Chat indicare i suoi orecchini e si sbrigò.
"Ho provato io stessa i dolci di Tom Dupain e devo dire di non averne mai mangiati di più buoni, sono certo che non crederete più a tutto ciò che gira in Internet. Ora vi saluto e buona serata." Se ne andò seguita da un applauso lanciando il suo yo-yo.
Sentiva Chat Noir dietro di se e riuscirono ad arrivare fino a poco distante da casa della giovane prima di nascondersi dietro un muro.
Uscirono entrambi destrasformati raggiungendo la casa di Marinette così come il padre e i loro amici poco dopo.
I quattro si ritrovarono di nuovo nella stessa camera.
Marinette mise una mano nella borsa tirando fuori così Tikki e lo stesso fece Adrien.
I due kwami si abbracciarono per poi mettersi a mangiare per riprendere le energie.
"Perché non ce lo avete detto?" Chiese Alya.
Marinette sospirò.
"Non volevamo che nessuno fosse in pericolo sapendola. Nemmeno io sapevo che Adrien era Chat Noir"
"Idem"
"E immagino, saresti già fidanzato con Marinette se l'avessi saputo" rise Nino facendo arrossire i due.
"Va bene, sono un po' arrabbiata ma ti capisco" disse infine Alya per poi ghignare.
"Fatemi capire bene" prese un foglio e una matita disegnando quattro volti e delle frecce.
"Marinette è innamorata di Adrien che non la calcola perché infatuato di Ladybug che non calcola Chat Noir poiché innamorato di Adrien! Ragazzi che casino"
I presenti risero e poi prese Marinette la matita disegnando la faccia di Alya e di Nino con una freccia con una punta a ogni estremità.
Adrien prese una mano alla corvina per poi portarla in terrazzo appoggiandosi alla ringhiera sempre tenendole la mano.
"Sono felice che sia tu"
"Sul serio? Io credevo ti aspettassi una ragazza forte e sicura sotto alla maschera"
Lui la guardò.
"Perché tu non lo sei?"
"Affatto"
Lui ridacchiò facendola arrossire ancora di più.
"Invece lo sei. Non solo quando sei trasformata ma ad esempio in classe quando affronti un nemico peggiore di un Akuma: Chloè."
Marinette rise subito seguita dal biondo modello.
"Per quanto riguarda me beh se mostrassi al pubblico la parte ribelle non andrebbe bene a mio padre quindi il sorriso è la mia maschera" si voltò verso la luna sorridendo malinconico.
"Quindi fai anche battute pessime?" Chiese lei per sdrammatizzare e il modello rise per poi avvicinarla a se.
"Le mie battute sono fantastiche, purr-incipessa"
Marinette alzò gli occhi al cielo.
"Certo"
Lo sguardo di entrambi cadde dentro alla stanza della giovane dove finalmente quei due si stavano baciando.
"Io sono innamorato di te, ma tu mi accetti con un carattere che non ho mai mostrato senza maschera?" Chiese Adrien poggiando una mano sulla guancia di lei e avvicinandosi al suo viso.
"Penso tu me l'abbia dimostrato abbastanza. Di certo sarà dura sopportare il tuo ego smisurato ma posso provarci"
Adrien ridacchiò passando un dito su un suo orecchino per poi sorridere.
"Voglio vedere la faccia di Cloé domani" disse perfido facendola ridere.
Appoggiò le mani dietro al suo collo sfiorando i capelli biondi e morbidi mentre lui le cingeva i fianchi con le braccia.
Si avvicinarono ancora fino a quando le loro labbra si toccarono.
Una mano del ragazzo salì sulla guancia della giovane mentre entrambi approfondivano quel bacio carico di emozioni e sentimenti.
Si stringevano il più possibile, insieme finalmente, senza segreti.

Alya si staccò da Nino per riprendere fiato.
"D'accordo, ora devo andare a casa, vado a salutare..." Le parole le morirono in gola vedendo la sua amica e il modello baciarsi.
"Finalmente" sorrise Nino.
"Mi dispiace ma dovrai accontentarti di me intanto" continuò facendo passare le cuffie per la musica attorno al collo della fidanzata per poi tirarla in un nuovo bacio attraverso queste.
Lei sorrise sulle sue labbra per poi lasciarsi trasportare dalle sue labbra.

Il mattino seguente Marinette non era in ritardo ma quando scese nella pasticceria si trovò davanti Adrien con un croissant in mano.
"Eccoti Mari, Adrien è venuto a prenderti per andare a scuola"
Lui sorrise e anche la giovane afferrò un dolce e, una volta finito andò in bagno per lavarsi i denti.
La porta si chiuse mostrando Adrien che la osservava.
Si asciugò per poi raggiungerlo.
"Buongiorno, stranamente sei in orario"
"E io che volevo darti un bacio, dopo questa affermazione credo di aver cambiato idea" disse dandogli le spalle.
Lui sorrise facendola voltare verso di sé per poi appropriarsi delle sue labbra con foga.
Marinette sorrise ricambiando con altrettanta passione.
A fatica si staccarono per poi raggiungere la scuola.
Quando entrarono in classe l'urlo disumano di Chloè stordì tutti.
Adrien posò il braccio attorno alle spalle della fidanzata per poi sorridere alla bionda.
"Qualche problema Chloé?"
"Certo. Il problema è lei!" E indicò la giovane.
Marinette aveva notato la punta di rabbia che aveva Adrien ma mantenne in ogni caso la calma.
"Ci siamo fidanzati, ho sempre preferito le ragazze forti e leali a quelle altezzose"
Chloé uscì in fretta dalla classe con i nervi alle stelle mentre la classe scoppiava a ridere.
"Ragazzi sedetevi forza" sorrise la professoressa.
Adrien si abbassò lasciando un bacio forse un po' troppo lungo per essere considerato a stampo a pieno.
Si sedettero ai propri posti ma Marinette non riusciva a staccare gli occhi dal fidanzato.
Il fatto che avessero scoperto l'identità di Ladybug era la cosa migliore che poteva succedere.
Erano felici.
Tutti e quattro finalmente felici e uniti più che mai.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro