PERSEFONE
"Era qui da qualche parte."
Zeus, Ade e Poseidone guardavano Percy. "Emm. Percy? Cosa stai facendo?" Percy li guardò. "Cerco il passaggio per gli Inferi." "C... Cosa?" Lì guardò. "Vi avevo avvertito che era pericoloso. Se avete paura, posso portarvi tranquillamente da Lukas e tornare solo." Ade scosse il capo. "Credevo che i semidei non entrassero negli Inferi..." "Generalmente non lo fanno. No... Io ci sono stato un po' di volte, però. È divertente, dopo un po'." "Andare negli Inferi? È pericoloso!" Percy annuì. "Certo che lo è! Ma ho l'invito di Persefone. Quindi non corro alcun pericolo. Ah! Eccolo qui!" Percy azionò una leva, nascosta tra le foglie, e si aprì un passaggio. "Sono un genio."
Gli dei/bambini lo guardarono sconvolti. "Ti dai del genio da solo?" Percy annuì. "Visto che nessuno lo fa."
Poi fece loro strada.
"Mi sembra inutile dirvelo, vista la vostra conoscenza dei miti, ma mi sento in dovere. Non mangiate niente dagli Inferi. Tutto quello che Persefone vi offre... non toccatelo. Vi.." "...farà rimanere bloccati qui. Conosciamo il mito." Disse Zeus, guardando male Ade. Il suddetto dio chiese a Percy. "Tu cosa ne pensi?" "Di chi?" "Ade e Persefone." "Persefone è la nipote di Ade... ma, Zeus ed Era sono fratelli, quindi." "Intendevo... Ade che rapisce Persefone. Non è inumano?" "Be... Ade stesso non è umano. È un dio! Quindi... Comunque li ho visti insieme. Sicuramente una coppia migliore di Afrodite ed Efesto." Zeus rise. "Siamo arrivati."
"Benvenuti eroi." Disse Persefone, bella come un fiore.
"Divina Persefone, è un onore." Disse Percy, inchinandosi davanti alla dea. "Spero mi perdoni per aver portato altri tre semidei con me." "Come si chiamano?" "Sono Giovanni, Andrea e Paolo, mia Signora." "Siete anche voi i benvenuti. Ti ringrazio, Perseus Jackson, per essere venuto qui. La questione che devo riferire è molto grave. E già in passato, hai dato prova di lealtà e fiducia. Posso parlare liberamente davanti a loro?" Chiese, indicando i tre semidei. Perseus, con la testa ancora chinata, rispose. "Mia Signora, Era e il Signor D, con l'accordo del consiglio, hanno insistito perché io li portassi con me. Non vedo perché io debba disobbedire alla volontà degli Dei." Persefone sorrise. "È vero che con l'età si matura, allora. Molto bene. Sedete con me. Abbiamo molto di cui parlare." Con un cenno della dea, apparvero una tavola apparecchiata e cinque sedie. Persefone prese posto per prima. Ade,Zeus e Poseidone dopo di lei. Perseus per ultimo.
"Divina Persefone. Lei dove crede possa essere... sparito suo marito?" "Stai insinuando che mio marito mi stia tradendo, nuovamente?" "Ovviamente no, mia Signora. Non mi permetterei mai. Ma magari lei sapeva dove era stato l'ultima volta. Sapere i passi che ha percorso, potrebbe aiutare me, e i miei cugini, a ritrovarlo." Persefone sorrise. "Grazie, Perseus. Apprezzo la tua lealtà verso mio marito. Ma, non era questo la questione urgente. I morti si comportano come vivi. Riprendono una propria coscienza. Sembrano dei vivi, come lo erano." Perseus scosse il capo. "Non è una cosa positiva. Per niente. Gli altri Dei lo sanno?" Persefone annuì. "Ho ritenuto saggio informare Atena ed Era, in mancanza di Ade, Zeus e tuo padre." "Hanno espresso delle idee?" Chiese Perseus. Persefone annuì. "Ritengono Urano il colpevole di ciò. La cosa mi preoccupa altamente. In mancanza di Ade, devo dirigere gli Inferi. Non ho idea di come fermare le loro rivolte." Perseus corrugò la fronte. "Ha detto che le serviva il mio aiuto. Un'idea c'è. Ma non ne è convinta." "Affatto. Vorrei che andassi tu a parlare con i morti. Se va bene, potresti fermare una rivolta." "Se va male, potrei diventare uno di loro." "Il rischio da correre." Perseus annuì. "Posso provarci, divina Persefone. Non garantisco, però, la riuscita dell'impresa." "Mi basta, per adesso. Al tuo ritorno, ti parlerò del consiglio avvenuto sull'Olimpo. Su Urano." Perseus annuì. Poi, ai tre bambini. "Le rivolte negli Inferi sono molto pericolose. Voi rimanete qui." "Ma noi..." Perseus interruppe Zeus/Giovanni. "Non ve lo stavo chiedendo."
Dopo qualche minuto, o qualche ora (il tempo negli Inferi scorreva in un altro modo), Perseus tornò. "Le Furie, mia Signora, si stanno occupando di mantenere la calma." Persefone gli sorrise. "Le storie sulla tua grandezza erano vere, allora. Prego, riprendi posto." Perseus si risedette. "Divina Persefone. Vorrei sapere cosa gli Dei, Atena in particolare, creda stia facendo Urano." Persefone sospirò. "Atena è molto paranoica, caro. Ritiene che, Urano ci farà una guerra. Peggio di Crono e Gea." "Peggio di entrambi?" Chiese Perseus. "Non devi preoccuparti. Hai altre domande? Riguardo Ade?" "Dov'era diretto l'ultima volta? In quale luogo?" Persefone sorrise. "Sì era diretto verso Miami. Li, con Zeus e Poseidone, è andato al largo. Verso un'isola piuttosto piccola." "Miami? Grazie infinite divina Persefone." Rispose Perseus, alzandosi e facendo cenno ai bambini di fare altrettanto. "Mia Signora?" Chiese poi, un attimo prima di uscire. "Perseus?" "Miami non è il corrispettivo del Mare Egeo?" "Assolutamente si. Corretto." Perseus chiese. "E... nel Mare Egeo erano stati gettati i pezzi di Urano?" "Sì. Assolutamente. Perché lo chiedi?" Perseus sospirò. "Un pensiero. Vi ho rubato abbastanza tempo, mia Signora." "Sei congedato. Vai. Perseus?" Persefone richiamò il ragazzo. "Sì?" "Salvalo e riportalo qui. Ti prego." Perseus annuì solennemente. "Glielo giuro sullo Stige." Un rombo risuonò, il patto era fatto.
Fuori dagli Inferi, Ade chiese. "Cosa le hai promesso?" "Di salvare Ade. E farlo tornare negli Inferi." "È una promessa molto grande da mantenere." Perseus annuì. "Lo so. Se volete andare al Campo, vi capirei." "No. Continuiamo con te." Disse Zeus. "Qual è il piano?" Chiese Poseidone, osservando il figlio compiaciuto (le domande erano state intelligenti). "Andiamo a Miami!" Rispose Percy, sorridendo.
Angolo autrice
Salve!
Terzo capitolo a voi!
Alla prossima
By Rowhiteblack
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