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NICO DI ANGELO

Al rifugio, Grover e Junipter ascoltarono sconvolti il resoconto di Percy.
"È terribile!" Esclamò Grover. Poi, fece un cenno ai bambini. "Percy è riuscito a salvarvi. Non mi sorprende." Gli dei sorrisero. Junipter riportò l'attenzione sul problema principale. "Percy... ma, come pensi di poter salvare tre Dei?" "In che senso?" "Be... Urano è stato talmente potente da fermare Zeus, Ade e Poseidone. So che c'è tuo padre, ma... non sarebbe più sicuro... sai... lasciare che...?" "Non concludere la frase! Non azzardarti neanche a farlo!" Disse Percy, alzandosi in piedi. "Be... mi sembra che tu abbia una mania di fare l'eroe." Aveva risposto, arrabbiata, la ragazza.
Percy socchiuse gli occhi. "Ti do tre secondi per rimangiarti quello che hai detto." "Ti sei preso la responsabilità di salvare il mondo! Due volte! Lascia fare a qualcun altro, per una volta!" Percy la guardò "Stai scherzando!? Mio padre, e i miei due zii sono scomparsi! E, Urano ci muoverà guerra. Dimmi tu cosa dovrei fare. Comunque, adesso avrei la mania di fare l'eroe? Stai scherzando? Non mi sembrava fosse un problema quando ho salvato te dai Titani." Guardò Grover. "O te da Polifemo." Grover sorrise. "Non ti rimproveravo mica."
Junipter sospirò. "Ma Zeus e Ade hanno provato ad ucciderti. Non si..." "...meritano il mio aiuto? Forse hai ragione. Ma non mi interessa. Sono la mia famiglia. Morirei per loro."
Gli dei sorrisero. Ade, però, osservava Junipter. La ninfa stava cercando di convincere il ragazzo ad interrompere la sua ricerca.
Ad interrompere la conversazione, e la possibile risposta della ninfa, era stata un'ombra, che comparve vicino a Percy. Anzi, sopra Percy.
"NEEKS!" "Chiamami ancora così, Jackson, e la tua vita finirà in modo lento e doloroso." "Certo, Neeks. Sono terrorizzato." Nico di Angelo si alzò dal cugino, caduto a terra insieme a lui, e guardò dubbioso i tre semidei. Poi fece un cenno a Grover e Junipter.
Lasciando il cugino per terra.
"Ehy!" Aveva esclamato Percy, muovendo la mano per essere sollevato. "Tu rimani lì." "Ma dai!" Nico sospirò, tendendo la mano e aiutandolo ad alzarsi. "Grazie, Neeks!" "Jackson!" Il ragazzo rise. Poi, guardò i tre bambini. "Che sbadato!" Esclamò. Guardò il cugino. "Loro sono Andrea, Giovanni e Paolo. Figli di Marte." Poi si girò verso i bambini. "Lui è Nico di Angelo, figlio di Ade." I bambini lo guardarono preoccupati. A differenza di Percy, lui spaventava. Non ispirava quella tranquillità e senso di protezione che provavano con Perseus.
Nico fece un cenno. "Ho ricevuto il tuo messaggio." "Dov'è? La Signora O'Leary?" "Negli Inferi. Aiuta Persefone." "Che bravo cane." La lodò Percy "Perce?" Al richiamo del cugino, Perseus raccontò cosa era successo. Parlò anche di quello che aveva scoperto a Miami.
Nico ascoltava. "Credo che tu abbia ragione. Insomma, avrebbe senso. Inoltre, in Asia non ho trovato niente. Nessun segno. Talia e Jason volevano finire di controllare una cosa, ma anche loro pensano che non troveranno niente."
Percy sorrise al cugino. "Quindi, verranno qui anche loro?" Nico annuì. "Sì. Se intanto vuoi fare altre ricerche, potrei aiutarti."
Gli dei osservarono interessati Nico di Angelo. Mentre parlava con Percy, il suo sguardo si addolciva. E, sembrava più tranquillo.
Percy annuì. "Potremo contattare Chirone. Magari lui, o il Signor D, ha qualche idea." Nico annuì. "Ok. La dracma..." "Ce l'ho io. Andiamo sul retro." Mentre i due si alzavano, i tre dei/bambini si alzarono con loro. "Che state facendo?" Chiese Nico, guardando poi il cugino. Perseus sbuffò. "Anche adesso volete venire?" Loro annuirono. Percy annuì in direzione di Nico. "Va bene, Neeks, tranquillo. Sono silenziosi." Poi, guardò di nuovo i bambini. "La maggior parte del tempo." I bambini risero, mentre Nico ridacchiò. "Va bene."

Fatta la chiamata, inutile vista l'assenza di Chirone e la non collaborazione del Signor D, Percy si fece raccontare da Nico cosa fosse successo negli Inferi. Ade disse. "Scusa, ma ci siamo stati stamattina. È importante...?" Nico interruppe il dio/bambino. "Il tempo negli Inferi scorre diversamente, Andrea. Quindi, immagino che tu capisca perchè è importante essere sempre... aggiornati." Perseus annuì alle parole del cugino. "Se non sbaglio, la corrispondenza è un'ora terrestre e un minuti degli Inferi. Se non sbaglio." Nico annuì. "Varia anche quella. In questi anni è così. Ma potrebbe variare." Percy sorrise ai bambini. Poi, riportò l'attenzione sulla sua domanda. "Neeks? Cosa sta succedendo?" Il ragazzo scosse il capo. "Dubito Persefone ce la possa fare, da sola, negli Inferi. Tanathos non la rispetta neanche. Ritiene di avere più potere di lei, lì dentro. Le Furie non la ascoltano. A quanto ho capito, Alecto è stata convinta da te." Perseus annuì. "Sì, è vero. Ho sfruttato il fatto di aver liberato Tanathos qualche mese fa. Funziona sempre." Nico annuì. "Decisamente. Ma, la mancanza di lealtà lì sotto, be... non porta mai a niente di buono. Mai."
Percy annuì. "Concordo. Tu..." "Io? Sono un ragazzino e basta. Se Tanathos non rispetta Persefone, non vedo come potrebbe rispettare me." "Non dire così! Sei un figlio di Ade! Se le creature del mare rispettano me, perché quelle degli Inferi non dovrebbero rispettare te?" Nico sorrise al cugino. "Posso provare, se ci tieni tanto. Ma... Persefone poi si arrabbiarebbe con me. Per la storia di lealtà e fiducia familiare...." Perseus ridacchiò. "Persefone la faremo convincere da tuo padre." "Se lo troveremo." "Quando lo troveremo." Nico guardò il cugino. "Non sarà semplice." "Mai detto che lo sarebbe stato." Gli dei avevano capito che Nico non credeva nella possibilità di salvarli. Ci sperava, ma non lo credeva possibile. Invece, quando Percy glielo aveva detto, sicuro come al solito, lui aveva mostrato più propensione verso la riuscita dell'impresa.

Era sera.
"Andate a dormire." Aveva detto Junipter, imperiosa, ai tre bambini. Zeus/Giovanni scosse il capo. "Non ci penso neanche! Vogliamo rimanere ancora qui!" Andrea/Ade annuì. "Tra poco arriveranno Talia e Jason Grace. Vogliamo conoscerli." Poseidone/Paolo non si espresse.
Junipter stava per perdere la pazienza, quando Percy apparve nel corridoio. "Ehy, che succede?" "Vuole mandarci a letto!" Percy ridacchiò. Junipter disse. "Percy... sai, a volte le driadi fanno delle cose stupide." Percy la guardò. "Tipo... non so... accusare un amico di aver fatto degli errori, quando in realtà lui cerca di salvare la propria famiglia." Percy sorrise, capendo che si stava scusando. Rispose. "Anche i semidei. Tipo urlare contro le proprie amiche, minacciandole." Junipter sospirò. "Tutto a posto?" Lui annuì. "Tranquilla." La driade sorrise. Poi, guardando i bambini, esclamò. "Andate a dormire!" "Ma..." "Volete conoscere Jason e Talia?" Loro annuirono. "Appena arrivano, vengo a svegliarvi. Va bene?" Loro annuirono, andando a dormire.

Nella loro stanza, però, Ade disse. "Solo io ho notato..." "l'adorazione nello sguardo di tuo figlio, verso il mio? No." Completò Poseidone. Zeus sospirò. "Non era semplice adorazione. Era amore. Nico è innamorato di Percy." Poseidone sospirò. "Percy sta con Annabeth. E, nonostante io non sopporti la figlia di Atena, loro si amano. Non la mollerebbe mai." Ade annuì. "Lo so. Mi preoccupa solo che mio figlio soffra." Si misero sul letto, per dormire. Però, proprio quando il sonno li aveva presi, Nico entrò nella stanza. "Percy mi ha detto che volevate conoscere i figli di Zeus. Venite. Sono arrivati."
I bambini scesero le scale, preceduti da Nico di qualche passo. "Nico?" Chiese Ade. "Sì, Andrea?" "Percy è un eroe?" Il ragazzo li guardò, dubbioso. "Perchè me lo chiedi?" "Lo è?" Chiese Zeus. Poseidone insistette. "Potrebbe salvare gli Dei?" Nico annuì. "Se c'è qualcuno che lo potrebbe fare, è proprio Percy. È sicuramente un eroe." Ade annuì, seguito da Zeus. Poseidone invece, protettivo nei confronti del figlio, disse. "E... lo sa?" "Cosa? Di essere un eroe?" Prima che Poseidone potesse correggere il ragazzo, arrivarono in cucina, dove Percy stava abbracciando un ragazzo biondo poco più alto di lui, e una ragazza lì vicino gli scompigliava i capelli.
Loro alzarono gli occhi quando sentirono i passi. "Loro sono Jason e Talia Grace. Loro sono Andrea, Giovanni e Paolo. Lui è Nico. Io sono Percy. Nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato." Tutti, in cucina, risero alle parole del ragazzo.

Angolo autrice
Salve!
5 capitolo!
By Rowhiteblack

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