JASON, PERCY E NICO
Zeus guardò i fratelli.
"Percy si metterà nei guai."
Poseidone sorrise. "Mio figlio è davvero coraggioso. Sono fiero si essere suo padre." "Lo immagino. Ma... Jason è davvero preoccupato per lui." Ade annuì alle parole del fratello. "A dirla tutta, anche Nico mi è sembrato preoccupato. Insomma... il loro rapporto non è del tutto normale. Avete capito?" "Credo di sì."
In quel momento, Talia e Nico tornarono.
Nico chiese. "Percy e Jason?" Zeus rispose. "Non sono ancora tornati... perché?"
Talia guardò Nico. "Speriamo che non si caccino nei guai." "Con Jason? No." "C'è Percy che lo supera." "Effettivamente."
In quel momento, come evocati, Percy e Jason apparvero.
Percy sorrise. "Salve! Io e Jas abbiamo controllato la zona. Nada."
Jason sospirò. "Non so perché sorrida. Mi sta facendo impazzire, sul serio. Comunque, non abbiamo trovato niente. Sediamoci, così possiamo discutere su come procedere."
Talia si sedette per prima, seguita dai tre bambini/dei e i tre cugini.
Nico disse. "Nemmeno noi due abbiamo trovato qualcosa." Talia suggerì. "Percy. Tu hai trovato le loro armi... dove?" "In un'isola al largo di Miami. Perché?" Talia disse. "Ho un'idea. Torniamo li." Percy scosse la testa. "Pessima idea." Jason disse. "Non ha tutti i torti, però. Magari sono ancora lì." Percy scosse la testa di nuovo. "Concordo con loro. Dovremmo tornarci." Al commento di Nico, Percy disse. "Ragazzi, Urano probabilmente sarà ancora lì. Quindi... andare dove si trova un potente essere immortale che potrebbe ucciderci è... insensato." Dopo un minuto di pausa, esclamò. "No, è assurdo, stupido e si chiama rischiare la vita." Jason sorridendo, disse. "Non è quello che di solito facciamo?" "Va bene. Se incontreremo Urano, ve lo rinfaccerò. Con tanto di ve lo avevo detto e dovreste ascoltarmi ogni volta che apro bocca."
Nico annuì. "Abbiamo un accordo, allora."
***
Zeus, Ade e Poseidone erano seduti sulle scale fuori dal rifugio. Sentirono la porta dietro di loro aprirsi.
"Ehi." Si voltarono. Percy era appena uscito e si era seduto di fianco a loro.
"Ehi." Poseidone sembrava preoccupato. "Pensi davvero che Urano sia ancora li?" Percy annuì lentamente. "Ne sono quasi sicuro. Non mi viene in mente altro posto." Ade chiese. "Allora perché ci andate. Se ne sei così convinto... l'arma migliore di un semidio non è il suo istinto?" Percy annuì. "Si. Ma, Talia ha ragione. È probabile che Zeus Ade e mio padre siano li. O Comunque, vicino. Talia lo ha proposto perché comincia ad essere disperata. E, io non voglio causare parte di quella disperazione. È sensibile. E, anche se non lo ammetterebbe molto facilmente, tiene molto a suo padre."
Zeus disse. "Zeus non è un bravo padre, vero? Non merita tutta questa lealtà, secondo Te?" Percy disse. "Zeus è un dio. Non ha il tempo per essere un bravo padre. Poi... Non può fare favoritismi. Un dio non deve intercedere negli affari dei loro figli. E Zeus deve dare l'esempio. Comunque, ha aiutato Talia. L'ha trasformata in un albero per non farla morire. Potrà sembrare assurdo, ma... facendo così, Zeus ha salvato non solo la figlia, ma anche tutti gli altri semidei, che si sono rifugiati al Campo. Quando eravamo diretti al Monte Otri, ha inviato degli angeli di metallo per salvarla. Diciamo che per essere un dio, è un bravo padre."
Ade chiese. "E Ade?" Percy scosse il capo. "Non lo so. Non ho mai visto Ade e Nico discutere. Contro Crono, ha dato retta a Nico ed è sceso in battaglia. Quindi, credo che abbia... Non so... rispetto per il figlio? Nico, Comunque, non se ne è mai lamentato." Ade sorrise.
Poseidone chiese. "E tuo padre? Insomma... sei leale e tutto... Ma... lo merita?" Percy sorrise. "Mio padre è fantastico. È venuto persino a trovarmi per il mio 15 compleanno!" "Ed è una cosa da tanto?" Chiese Ade. Percy annuì. "Considerando che c'era una guerra nel suo regno, e che mi aveva detto che non poteva allontanarsi troppo... be... direi che è una cosa da tanto." "Ma... a 12 anni lo odiavi?" Richiese Poseidone.
Percy scosse la testa. "Lo odiavo prima di sapere che fosse un dio. Ce l'avevo con lui perché aveva abbandonato mia madre. Be... dopo aver scoperto di essere un semidio... l'unica cosa che volevo fare era renderlo orgoglioso di me. Ho anche inviato la testa di Medusa. Sperando notasse cosa avevo fatto. Grover lo aveva capito. È molto bravo a capire le mie emozioni. Ancora prima del legame empatico."
Ade sorrise. "Comunque, cosa eri venuto a dirci?" "Che stiamo andando." "Perchè ce lo dici? Talia ci ha proibito di venire. Juniper e Grover anche." Percy sorrise. "Come hai detto tu, Ade, l'arma principale di un semidio è l'istinto. Se volete venire, per me potete. E, considerando che generalmente decido io, se volete venire avrete il permesso di tutti."
Zeus abbassò lo sguardo, sentendosi in colpa a prendere in giro un ragazzo così buono. Ade, prima che i sensi di colpa si risvegliassero, disse. "Vogliamo venire." Percy sorrise. "Allora mettetevi un'armatura. Una di quelle di Leo. Sono fantastiche."
Poseidone sorrise. "Grazie, Percy."
Angolo autrice
Il prossimo sarà l'ultimo capitolo.
Alla prossima!
By Rowhiteblack
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