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6. Mi hai rovinato la vita

- Se vuoi, ti ci porto, so quanto ami la natura.-
Mi risveglia dal mio momento di torpore Valter, mettendosi accanto a me.
- No grazie prima finisce questa storia meglio è.-
- Mi odi veramente cosi tanto?-

Mi chiede sconfortato, lui sconfortato, no deve essere sicuramente la situazione in cui mi trovo ora ad avermi un po annebbiata.

- Non può immaginare nessuno quanto io ti odi Valter, mi hai rovinato la vita.-
- Io non la vedo in questo modo, l'unica cosa che io noto e di averti migliorata. Non sei più una donna monotona come saresti stata destinata ad essere, non sei più debole, e inutile. Sei forte e coraggiosa e desiderata dagli uomini, soprattutto dal sotto scritto.-
Si avvicina a me più di quanto già non lo sia tanto da farmi ritrovare con la spalla al muro.
Io so di odiarlo, ma i ricordi mi portano a indebolirmi fino a farmi abbassare la guardia.

- Non mi incanti più Valter, come hai già detto, non sono più la donna di una volta, sono cresciuta e ho iniziato ad odiarti, e non posso farne a meno, hai rovinati il futuro che avrei voluto avere.-
- E quale sarebbe stato, fare la moglie di un uomo qualunque che si ubriacava? Una donna come le altre casa e chiesa tu non eri destinata a quello.-
C'è furia nella sua voce. Lo so che ha ragione io non ero nata per una vita cosi misera, ma mi ha tolto la cosa più bella che avrei potuto avere.
- Mi hai tolto la gioia di essere madre.-
Cerco di essere il più forte possibile ma una lacrima riga la mia guancia, ma posso vedere benissimo la sorpresa nel suo sguardo.
- Saresti voluta diventare madre?-
Mi chiede avvicinandosi a me a passi lenti.
- Tutte le donne desiderano diventare madri a meno una volta.-
Non so perché continuo a rispondergli ma lo faccio, fiera di me.
- Mi dispiace allora di averti privato di questo. Tu meritavi tutto e lo meriti ancora oggi.-
Mi rivela prima di uscire dalla mia nuova stanza e dirigersi chissà dove.

Sento di essere tornata indietro nel tempo di a meno quattrocento anni, quando ero indecisa tra Louis e Valter, quando ero innamorata di entrambi e non sapevo chi scegliere tra i due, o meglio dire avevo paura di scegliere perché non volevo essere lasciata sola.

E con questi pensieri cerco di addormentarmi anche se mi e impossibile perché sono un mostro che non dorme mai, un mostro che non ha un anima, e senza un cuore che batte.

La luce del sole filtra dalla finestra, il suo compito come fonte di calore e purezza sarebbe quello di bruciarmi viva, far cessare la mia lunga vita ma in realtà mi aiuta ad aprire gli occhi e notare Adam vicino al mio letto.

- Signorina Ginevra la colazione e servita.-
Mi comunica, gentilmente.
- Sto scendendo.-
Gli rispondo prima di vederlo uscire dalla stanza, per poi alzarmi e cambiarmi.

- Ben svegliata-
Mi sento accogliere da Walter appena entrata nell'enorme salone.
- Giorno anche a voi.-
Lo saluto a mia volta.
- Dov'è Valter?-
Chiedo notando che il più vecchio dei vampiri non e a tavola.

- Oggi non farà colazione con noi.-
Risponde Louis appena entrato anche lui nel salone con aria autoritaria, e da leder. Dimenticavo, quando manca uno l'altro prende il suo posto.
- Sapete tutti cosa fare oggi?-
Chiede mentre si siede al posto di Valter.
- Sì, andremo a prendere i vampiri, proveniente dall'Egitto all'aeroporto e li porteremo qui per iniziare l'addestramento.-
- Ottimo.-
Risponde Luois mentre beve del sangue.

- E io cosa devo fare?-
Gli chiedo mentre anche io mi gusto un bicchiere di sangue e un intero giorno che non mi nutro e ne avevo veramente bisogno. I cacciatori mi hanno addestrata a rimanere un mese senza nutrirmi ma devo rimanere sempre in forze e vigile in questo castello. Non posso permettermi nessuna sbandata.
- Tu ed io andremo a scuola.-

- A scuola? Qui si allenano per una guerra e noi andiamo a scuola?-
Gli chiedo a bocca aperta, ma cos'a al posto del cervello?
- Si proprio cosi, non voglio che i vampiri ti vedano prima di stasera.-

Interviene Valter che come per magia e comparso alle mie spalle, alla fine e venuto a fare colazione, chissà cosa gli ha fatto cambiare idea.
- Perché? Non li ucciderò mica, a meno che non decideranno di dissanguare il paese, in quel caso potrei diventare cattiva.-
Lo guardo negli occhi, cosa permessa a soli pochi eletti.
Ho uno sguardo che non accetta repliche, gli umani non si toccano per nessun motivo.
- Ho chiesto loro di nutrirsi di animali durante la loro permanenza qui, quindi puoi stare tranquilla.-
Si allontana da me per dirigersi alla sua amata poltrona posta a capo tavola lasciatagli libera da Louis.
- E tu sai che so essere molto convincente.-
- Certo lo imparato a mie spese.-
Lo so che ho un passato con ciascuno di loro, sopratutto con lui, ma non può costantemente ricordarmelo. Stanca di questa conversazione mi alzo è prendo la mia borsa.
Ed esco dal salone sotto lo sguardo attento di tutti.
So già che sarà una lunga e dura giornata ne sono più che sicura.

Angolo autrice
Scusate gli errori
Capitolo più corto ma non per questo meno intenso.

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