XLVI capitolo
Rose respiró profondamente mentre Scorpius le stringeva la mano per incoraggiarla.
Era giunto il momento.
La professoressa McGrannit salì sul palco amplificando la voce con la bacchetta.
"Buonasera a tutti e benvenuti al venticinquesimo anniversario per la fine della seconda guerra magica" un applauso si diffuse per la stanza e Rose spostando lo sguardo vide Draco Malfoy interrompere il discorso con il quadro di Silente tenendosi l'avambraccio sinistro.
"Eravamo quasi tutti presenti signore e signori, perché proprio tra queste mura si è svolta la battaglia finale, quella che ha visto vincitori non solo il signor Potter" e lanciò uno sguardo in direzione di Harry. "Ma tutti noi. Come diceva Silente: la felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi: se solo uno si ricorda di accendere la luce" detto questo concluse il discorso facendo cominciare un nuovo applauso.
Anche il Ministro salì sul palco e molti presenti alzarono gli occhi al cielo.
"È per me un onore essere qui con voi stasera, per ricordare sia le vittime di questa sanguinosa guerra ma anche la nostra vittoria. Siamo un paese unico, signori, la nostra forza è l'unione e se si presenteranno nuove minacce vinceremo ancora e ancora. Tutto questo per il bene"
Rose inarcò un sopracciglio battendo le mani solo per educazione.
"Quante cazzate" sentì sussurrare da Scorpius.
"Vedremo se le penserà veramente queste cose" gli rispose Rose tenendogli la mano.
Draco si avvicinò ai suoi genitori iniziando a parlare con Harry di qualcosa mentre Hermione cercava di non guardarlo troppo.
Vitious poco distante fece a Rose un cenno segno che era il suo momento.
"Andrà bene" cominciò Scorpius che si asciugava le mani sudate sui pantaloni.
"Fammi un cenno quando sei pronta"
"D'accordo" prese un respiro profondo e annuì in direzione della preside.
"Adesso signore e signori, l'annuale canzone. Accompagnamento: Kyle Miller" e il giovane salì. "Julie Butler" raggiunse la sua postazione. "E Scorpius Malfoy" sentì la mano di Scorpius lasciare la sua e, senza badare ad alcuni bisbigli, prese il suo posto al pianoforte.
"Alla voce Rose Weasley" si ritrovò in pochi secondi a dare due baci sulle guance alla preside e poi davanti al magicrofono.
Restò in silenzio guardando seriamente tutti i presenti fino al Ministro proprio al centro, con un bicchiere in mano riempito di un alcolico, e la faccia sorridente.
No, caro, non sarà il solito inno.
Vedrai.
Girò leggermente il viso verso Scorpius, l'adrenalina a mille.
Avrebbe dimostrato al Ministro che le persone non possono più restare in silenzio, è tempo di cambiare.
Sono passati venticinque anni da quel giorno in cui Voldemort è stato sconfitto.
Era tempo di cambiare. Tempo di essere felici. Era tempo di dare una svolta a questo mondo.
Tempo di dare speranza.
Annuì in direzione di Scorpius che, dopo un respiro profondo, posò le mani sui primi tasti bianchi facendo cominciare la fantastica melodia.
Sì, era il momento.
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