XIX capitolo
Eh sí, si erano baciati. Non era proprio un bacio bacio ma una cosa del genere. Le loro bocche si erano toccate quindi...
Ripensò per tutto il tempo del viaggio a quello che era successo, non prestando molta attenzione alle parole di Rose che presto rinunciò ad avere una conversazione.
Si appoggiò sulla sua spalla addormentandosi profondamente, senza incubi e molto più rilassata dei minuti che li avevano preceduti.
Scorpius Malfoy non la guardava, sapeva che si sarebbe svegliata poiché ogni volta che si sentiva osservata trovava sempre il colpevole e le dava sui nervi anche se non lo dimostrava mai.
Iniziò a canticchiare una canzone a bassa voce mentre le parole gli percorrevano la testa:
"Metti il vestito buono quello preferito, fatti una sfilata sul tappeto del fallito" sorrise perché molte volte avrebbe voluto dire quella frase ai ragazzi che lo prendevano in giro e lo bullizavano.
In fin dei conti loro erano dei falliti perché lui non aveva mai lasciato, era andato avanti senza ribattere, senza difendersi, subendo le cattiverie di ragazzi che non sanno neanche di cosa stanno parlando.
Vedendo Rose però capí che tutta quella pazienza era servita a qualcosa.
Qualcosa di meraviglioso, più unico che raro: una vera amica.
Con lei stava scoprendo la bellezza dell'amicizia, la gioia dell'essere insieme e uniti in un'unica forza.
Sapeva che molto probabilmente l'avrebbe persa, ma intanto avrebbe trascorso più tempo possibile con lei.
Dopo chi lo sa. Poteva andare avanti e dimenticare o fermarsi e non vivere più.
La seconda scelta gli sembrava la più facile, quella che probabilmente sarebbe riuscito a prendere.
Dimenticare? Mai.
Ripensò alla perdita di sangue di Rose: ennesimo segno che la malattia non accennava a diminuire.
Quel pomeriggio passato sul treno gli fece pensare molte cose: avrebbe conosciuto i genitori di Rose, Ronald Weasley ed Hermione Granger, passato con loro la vigilia di Natale...Merlino che ansia.
Suo padre avrebbe avuto il turno serale sia il ventiquattro che il venticinque e non aveva assolutamente voglia di passare il Natale con i nonni.
In quelle circostanze non era affatto Natale ma solo una cena e uno scambio di regali (oggetti di famiglia).
La signora del carrello passò per l'ennesima volta lungo tutto treno fermandosi per vendere qualcosa.
"Qualcosa dal carrello caro?"
"No, la ringrazio"
"Niente per la tua fidanzata?" Domandò ancora con un sorriso guardando i due.
"Mi dia un pacchetto di api frizzole" sorrise nel non aver corretto l'anziana e capì che gli sarebbe piaciuto molto considerarsi il ragazzo di Rose.
Pagò la donna prendendo poi una caramella mentre un prefetto entrava nel suo scompartimento.
"Oh Scorpius ciao. Mi hanno detto di riferire che siamo quasi arrivati, dovete cambiarvi."
"D'accordo, ti ringrazio" il quindicenne sparì chiudendo la porta scorrevole mentre il biondo corvonero cercò di svegliare Rose con più delicatezza possibile.
"Ro' " cercò di chiamarla.
Dopo innumerevoli richiami finalmente la ragazza si decise ad aprire gli occhi.
"Dobbiamo cambiarci, siamo quasi arrivati"
Annuì e dopo essersi stiracchiata e aver sbadigliato prese il suo zaino andando verso il bagno delle ragazze.
Dopo alcuni minuti Scorpius sentí il treno rallentare sempre di più e posó lo sguardo fuori dove, dopo la solita curva, apparve la stazione di King's Cross, illuminata da molte candele e luci.
Rose l'abbracciò da dietro posando anche lei lo sguardo oltre il vetro del finestrino.
"Stai tranquillo"
"Lo sono"
Sorrisero per poi abbracciarsi stretti.
Controllarono velocemente il treno per poi salutarsi prima di scendere e raggiungere i propri genitori.
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