IX capitolo
La mattina seguente, Scorpius era già stato dimesso dall'infermeria, ma Rose non si accorse della sua presenza.
Pensava alle parole di sua madre, quelle che le aveva scritto nella lettera in risposta alla sua.
L'avevano fatta riflettere.
Cara Rose,
io e tuo padre stiamo bene, come al solito.
Sai, sono contenta che qualcuno, in quella scuola, sia riuscito a farti venire dei dubbi sul tuo comportamento in questi anni.
Non sto dicendo che le tue paure siano stupide, però, io per prima devo dirti che senza affetto, non si vive veramente.
Io e tuo padre ti amiamo più di ogni altra cosa al mondo, ma noi non possiamo essere lì con te adesso. Possiamo solo scriverti lettere.
Sarebbe bello che tu ti faccessi un amico, una persona con la quale poter parlare in ogni momento, anche delle stupidaggini più improbabili.
Ci sono persone che possono darti ciò che noi non possiamo più. Questo periodo della tua vita, devi passarlo con persone come te, con quelle che possono capirti perché stanno vivendo la tua stessa e difficile etá.
Avere amici, ti fa vivere. Ti svegli alla mattina con la voglia di vederli, di abbracciarli.
Come ti ho detto poco prima della tua partenza, fatti amici quest'anno.
VIVI.
Perché Rose, per quanto la vita possa essere dura, breve o lunga che sia, è una sola.
Inoltre pensa questo: chi si affeziona a te, soffrirebbe comunque per la tua perdita, che sia da giovane o da anziana.
Perché, tesoro mio, tutto ha un inizio e una fine, tutti moriremo, tutti soffriremo e piangeremo per la perdita di qualcuno.
Non avere paura di parlarci assieme.
Fallo, fallo finché puoi, perché dopo te ne pentirai.
Inoltre, tuo padre ha detto che vorrebbe conoscere questo ragazzo che è riuscito a farti venire grandi dubbi e a farti mettere davanti a una scelta. Gli ho fatto promettere di non ucciderlo, tranquilla.
Invitalo a passare una giornata da noi durante le vacanze di Natale, quando sarà il momento così che tutti potremo conoscerlo.
Passa un buon anno tesoro, conosci fino infondo questo ragazzo senza lasciartelo sfuggire.
Tua, mamma.
Sorrise leggermente nascondendo il viso dietro al suo grande libro di pozioni.
Finì il suo succo di zucca mattutino, pronta a trascorrere il sabato mattina cercando di parlare con lui.
Scorpius le lanciò uno sguardo mentre i capelli biondi gli ricadevano leggermente davanti agli occhi.
Sorrise e la sua scelta fu definitiva.
Gli fece un cenno verso l'uscita della Sala Grande e subito dopo si alzò ritrovandosi in corridoio.
Il ragazzo la raggiunse poco dopo guardandola dal suo metro e novanta abbondante.
"Ciao" disse Scorpius mentre lei sorrideva.
"Ciao...senti volevo chiederti intanto come stai?"
Lui sorrise leggermente e Rose potè notare un piccolissimo taglio all'angolo delle labbra.
"Un po' meglio, per fortuna"
"Già..." disse un po' in imbarazzo, non era brava in quelle cose.
Prese un respiro profondo per poi guardarlo.
"Mi chiedevo se ti andava di fare un giro, magari al Lago Nero?" Domandò arrossendo leggermente e sentendosi molto sotto pressione.
Scorpius sembrò abbastanza sorpreso da quella domanda ma subito dopo aver realizzato il suo quesito, sorrise.
"Certo, vado a prendermi il mantello e arrivo. Ci vediamo qui?"
Lei annuì esultando dentro se stessa per il risultato di quella sua pazza idea.
Si divisero e poco prima di raggiungere di nuovo la Sala Grande, prese un profondo respiro, cercando in un qualche modo di calmarsi.
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