Epilogo
Camminare lungo la navata era stata un'emozione grandissima per Rose.
Teneva il braccio sinistro ancorato a quello di suo padre mentre la mano destra reggeva un bouchet di fiori bianchi.
Teneva gli occhi fissi su Scorpius Malfoy che le sorrideva felice.
Ron, affianco a lei, cercava di trattenere le lacrime ma fallì nel momento in cui la figlia gli baciò la guancia afferrando la mano del quasi sposo.
Si baciarono le guance.
"Sei stupenda" le sussurrò prima di rivolgere la sua attenzione al prete che cominciò a parlare.
Rose non capì una sola parola di quello che diceva, non riusciva a fare altro che stringere la mano a Scorpius affianco a lei.
Solo al momento delle promesse si concentrò.
"Rose" cominciò Scorpius guardandola negli occhi ma lei lo zittì sotto lo sguardo curioso di tutti.
"Stai zitto. Lo faccio prima io altrimenti non riesco più a parlare dopo" alcuni risero, compreso il prete mentre Scorpius annuiva con un sorriso.
"Scorpius...hai cominciato tu ed è colpa tua"
Gli invitati la guardarono confusi così come lo sposo.
"È colpa tua. Tu mi hai aperto la porta nel treno al nostro settimo anno. Da lì è cominciato tutto e dall'interesse che mostravi verso il libro che leggevo. Poi però è stata colpa mia, lo ammetto. Ti ho invitato a passeggiare e tu mi hai ascoltata più che volentieri" fece una pausa cercando di non piangere.
"Mi hai sempre ringraziata per non aver badato al tuo cognome però io non ho mai ringraziato te. Grazie per aver guardato oltre la malattia, grazie per essermi stato accanto, grazie per essere prima stato mio amico e poi il mio ragazzo. Grazie per non avermi abbandonata nemmeno quando stavo andando incontro alla morte. Ma ti ringrazio soprattutto di una cosa: grazie di amarmi. Ora, che entrambi siamo qui mi domando se quella volta non avessi ascoltato le parole di mia madre cosa sarebbe successo. Non avrei di certo vissuto la vita. Perché, nonostante stessi per morire, non avevo rimpianti. Ho dato tutta me stessa a te, ti ho dato il mio cuore e anche oggi qui ti appartiene. In questo giorno in cui diventerò la tua sposa sono consapevole che le parole: finché morte non ci separi, non mi spaventano. Non più." Abbassò il foglio dal quale stava leggendo e lo guardó negli occhi.
"Perché so che noi ci amiamo e non ci sarà mai veramente una fine. Saremo sempre io e te." concluse il discorso con gli occhi lucidi mentre anche Scorpius sorrideva.
Cercava di trattenersi.
"Non osare piangere" disse scherzosa e alcuni risero tra i singhiozzi per la commozione.
Scorpius aprì il foglio e si passò una mano sugli occhi asciugandoli.
"Rose..." cominciò "devi sapere che prima di chiederti di sposarti ho confidato le mie paure a mio padre. Hai capito bene: paure. Paura che tutto potesse finire, paura di non essere abbastanza per te, paura che qualcosa si mettesse tra noi" fece una pausa senza alzare gli occhi dal foglio.
"Mi ha rassicurato dicendomi una cosa: siete la speranza dell'altro. Ci ho pensato per due giorni interi ma alla fine è così. Sono stato la tua speranza come tu sei stata la mia. Mi hai visto per com'ero, mi hai difeso, hai perso la tua calma infuriandoti come non mai in quell'aula di aritmanzia. Abbiamo superato insieme le difficoltà della tua malattia, ma anche la nostra timidezza, dallo semplice parlarsi a qualcosa di più profondo. Perché, per quanto la gente possa scandalizzarsi, ogni singolo attimo trascorso con te ha approfondito il nostro rapporto facendoci capire che la nostra non era semplice amicizia. Quando mi sono dichiarato era stato troppo imbarazzante ma la gioia che ho provato nel momento in cui mi hai detto di sì, ha cominciato a crescere sempre di più. Potrei rimanere a parlare per ore ma penso che gli ospiti abbiano fame" la gente scoppiò a ridere.
"In conclusione..." La guardò negli occhi passando il foglio ad Albus, suo testimone, che cercava di consolare Lily.
"Le parole non possono esprimere a pieno i miei sentimenti ma so di amarti e continuerò in eterno. Continuerò a essere la tua speranza come tu la mia, perché il nostro amore crea la speranza vera, ma anche la forza. Forza di andare avanti, solo io e te."
Rose pianse di gioia.
Indossarono gli anelli sorridendosi felici.
"Puoi baciare la sposa" disse finalmente e Scorpius non attese oltre.
Fece scontrare le loro labbra posandole una mano sulla schiena mentre tutti gli invitati applaudivano alzandosi in piedi.
Conclusero la cerimonia e firmarono tutte le carte.
Tutti fecero loro gli auguri dopo le innumerevoli foto.
Pansy l'abbracciò così come Narcissa.
Lucius Malfoy se ne stava vicino ad Hermione Granger che continuava a guardare con la coda dell'occhio.
Alla fine tutti gli invitati raggiunsero la sala del ricevimento e i due neosposi potero iniziare il loro primo ballo.
Scorpius sorrise mentre la musica cominciava.
Le alzò il viso avvicinandosi al suo.
"Io non ho finito" sussurrò sfiorandole le labbra e molti cominciarono con le esclamazioni.
"Tutti ti guardano e la tua schiena è troppo scoperta" le sussurrò ballando e lei rabbrividì sentendo la sua mano accarezzarle la schiena nuda.
"Mi dici di che colore hai l'intimo?" Le chiese divertito e anche lei rise avvicinandosi al suo orecchio.
"Bianco semplice, o almeno solo gli slip" ridacchiò al suo orecchio attaccandosi al suo petto. "Come puoi sentire, il reggiseno non era bello esteticamente" rise.
"Qualcosa di blu?" Domandò lasciandole un bacio sulla guancia.
"Per tradizione devi togliere la giarrettiera dopo, quella è blu"
Scorpius la strinse di più a se.
"Non vedo l'ora"
La baciò ancora e ancora.
Non si sarebbe mai stancato.
Le fece fare un casquè mentre la musica finiva e tutti applaudivano.
Erano felici.
Tutti una famiglia.
Nonostante le difficoltà, avevano lottato insieme.
Perché lei era la speranza di lui.
Perché lui era la speranza di lei.
Perché il loro amore era la loro più grande speranza.
Oggi, domani, sempre.
Lo sarebbe stato in Eterno.
The end
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