Capitolo 22
<<Non ho intenzione di chiedere l'opinione di una psicopatica>>
Hanji sorrise di nuovo. Pensava di fare un discorso serio con una persona seria, ma non si era rivelato così. Non le dispiaceva affatto, ma era preoccupata, e non tanto per la sua vita, ma per Levi e Erwin. Se lei fosse morta, loro avrebbero sofferto. Si immaginò Erwin steso sul letto a piangere e a ricordare tutti i bei momenti passati assieme, le litigate e la proposta di matrimonio andata in fumo. Avrebbe fatto piangere anche Levi, ci sarebbe riuscita, doveva solo farlo affezionare un po' di più, e allora avrebbe avuto due persone a pregare sulla sua tomba.
<<Hanji ma sei scema?>> Si ricordò di essere ancora viva. E si, forse anche scema.
<<Perché?>>
<<Stai piangendo con il sorriso, almeno deciditi cazzo>>
Non se ne era nemmeno resa conto di stare piangendo, eppure aveva davvero delle lacrime che le scendevano lungo le guance, fino al collo. Ed erano fredde, cosa abbastanza fastidiosa, quindi le asciugò con il dorso della mano.
<<Umh... si forse hai ragione, ma non so cosa sia peggio... nascondere un sorriso o trattenere le lacrime?>> Levi si passò una mano bagnata tra i capelli. Che cos'era peggio? Non poteva saperlo, aveva sempre fatto entrambe le cose senza una vera ragione. Trattenere le lacrime fa male a te, nascondere la felicità fa male agli altri. Hanji era una persona altruista? Beh, se l'aveva accolto in casa voleva dire di sì... Ah no, era solo curiosa di sapere cosa lo avesse spinto ad uccidere suo padre.
<<Credo che dovresti smetterla con ste cazzate e fare in modo di eliminare quello che ti rende triste>>
Sì, lo pensava davvero, ma non tutto si poteva eliminare. Lui non avrebbe potuto far tornare in vita Isabel e Furlan, e nemmeno sua madre. Nel suo caso l'unico modo sarebbe stato raggiungerli.
<<Non sono triste, non lo so nemmeno io perché sto piangendo, forse è la lettera...>> o forse l'immaginare i suoi amici morti, chi poteva dirlo?
Levi roteò gli occhi, come se avesse sentito quella frase altre duecento volte, e alzò un sopracciglio.
<<Ma sul serio ti spaventa una cazzata del genere? Pensi davvero che quella possa farti del male? Avanti, ti ho insegnato io a usare il coltello, dovresti fidarti di più di me... e anche di te, tu sei quella intelligente, no?>>
Appena qualche minuto prima l'aveva definita una psicopatica, e forse Hanji si sarebbe ritrovata di più con quella definizione, che con intelligente. Spesso aveva idee anche intelligenti, ma folli allo stesso tempo. Come mai si sarebbe potuto creare un aggeggio in grado di mettere in comunicazione due persone da due parti diverse del mondo? Non esistevano messaggeri così veloci, e non ci si poteva leggere la mente. L'idea era carina, ma irrealizzabile, utile ma impossibile, intelligente ma folle.
In ogni caso, non c'era bisogno di nessun messaggero per risolvere il problema che si era da poco creato. L'unica era aspettare, e stare a vedere cosa sarebbe successo. Ed Hanji decise di stare a vedere assieme a Levi, in quel modo almeno avrebbe giustificato la gelosia della donna verso Levi.
Fece sbattere senza preavviso la mano sulla superficie dell'acqua, creando vari schizzi, per poi immergerla fino a farle toccare il fondo della vasca, probabilmente cercando qualcosa.
Levi, per evitare di essere quel qualcosa, si allontanò di scatto, spaventando Hanji, che ritrasse la mano e gli bagnò il viso, forse per sbaglio, forse per vendetta.
<<Ma che cazzo fai?!>> le prese entrambi i polsi con una mano sola, ma lei si liberò facilmente, passandosi le mani bagnate sui capelli per farli stare al suo posto.
<<Dobbiamo andare>> gli rispose in fretta la donna, accigliata.
<<Dove? E sta' ferma con le mani!>> Hanji aveva ripreso a esplorare il fondo della vasca, ignorando il fatto che Levi stesse cercando di prenderla per i capelli e tirarla via.
<<Trovato!>> urlò la donna, mostrando il tappo dello scarico della vasca come fosse il più bel trofeo olimpionico mai visto. Levi, dal canto suo, fu felice di sapere di non essere l'oggetto della ricerca di Hanji. E forse, anche un po' deluso.
<<Bene, adesso asciugati velocemente che non abbiamo tempo da perdere, il treno non passa quando vuoi tu>> gli lanciò un asciugamano, si alzò da terra e mise le mani sui fianchi, in atteggiamento severo.
Levi era perplesso. Era indeciso tra chiederle di che treno stesse parlando o chiederle di uscire, in modo da potersi asciugare e poterla assecondare nelle sue idee folli. Optò per quest'ultima opzione visto che in ogni caso Hanji avrebbe trovato il modo di convincerlo, e il suo lavoro non era fare lo spogliarellista.
Hanji, sentendo la richiesta di Levi, sbuffò.
<<Non capirò mai cosa ci troviate di così tanto imbarazzante nelle parti intime. Siamo fatti così, io so che cos'hai là sotto e tu sai cos'ho io, quindi che c'è da nascondere? Ma non importa, se ti infastidisce me ne vado>>. E uscì, sbattendo la porta.
Si era veramente offesa? Il livello di perplessità di Levi era il più alto mai registrato. Si alzò dall'acqua e cominciò ad asciugarsi con l'asciugamano che gli aveva tirato Hanji.
<<Ma siamo sicuri che quella che beve tutti i giorni sia una tisana?>> disse ad alta voce, in modo che la donna, ferma fuori dalla porta, sentisse.
<<Eh già, un occhio poco allenato non riuscirebbe a distinguere due piante dagli effetti così differenti. Complimenti, vedo che tu ci sei riuscito>> gli rispose urlando Hanji.
<<Mi stai dando del drogato?>> Levi, infilatosi i pantaloni azzurri, socchiuse di poco la porta, in modo da poter vedere in faccia Hanji.
<<Si, ma hai cominciato tu>>
Ciaooooooooooooooooooooooo
:) non ho più giga e quindi non posso fare niente con il telefono. Quindi sto scrivendo capitoli e capitoli, sia di questa storia che di una Levi x reader che non è ancora stata pubblicata ma che uscirà a breve. Bene, me ne vado. Ah no, una cosa: chi conosce Owari No Seraph? NO PERCHÉ HO BISOGNO
DI SAPERE CHE NON SONO L'UNICA OSSESSIONATA DA GUREN E SHINYA, VI PREGOOOO
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