Capitolo 21
Hanji presa la lettera, e la lesse.
I suoi occhi scorrevano sulle parole e sulla carta, a volte inarcava le sopracciglia, forse in disappunto, e muoveva le labbra, senza emettere nessun suono. Finì di leggere e, sorridendo, alzò gli occhi.
<<Levi, a quanto pare hai fatto colpo!>> sorrideva sempre, era quasi inquietante a volte. Ma era un sorrido diverso questa volta, da psicopatica in un certo senso. Ruolo che, secondo Levi, le sarebbe stato benissimo.
<<Eh?>> Probabilmente Erwin era piu confuso di Levi, più perchè non ricordava che il ragazzo avesse parlato con qualcuno oltre a loro, che per come la ragazza avesse trovato il loro indirizzo. Era un problema, ma secondario dopotutto. Se lo amava, non avrebbe fatto la spia.
Hanji però non sembrava affatto stupita, sembrava divertirsi per qualcosa scritto nella lettera. Lettera che, tra le altre cose, continuava a stringere con forza tra le mani, come se volesse voluto stritolarla.
<<Da parte di chi è?>> Chiese semplicemente Levi, che sembrava infastidito dai pensieri di Erwin, come se avesse potuto leggerli.
<<Hahaha scommetto che non sei mai stato con nessuno prima, vero? Non lo sai che lettere del genere non si firmano mai?>> gli rispose Hanji ridendo, come se lei fosse mai stata con qualcuno.
Levi pensò a Petra. Lei gli aveva mai scritto una lettera? E lui l'aveva mai scritta a lei? No, non ci aveva neanche mai pensato. Ah già, non sapeva scrivere. Ma Petra si, e bene anche. Aveva sentito qualche sua poesia, prima che si sposassero, e se ne era innamorato ancora prima di conoscerne l'autrice. Forse solo perchè non ne aveva mai sentite altre.
<<...però... credo non sia così difficile da trovare una ragazza che si firma con il sangue>> aggiunse Hanji, come se fosse la cosa più normale del mondo. Levi le prese la lettera dalle mani e lesse le prime righe. Non era solo la firma scritta con il sangue, ma tutte le parole brillavano di quello che una volta doveva scorrere nelle vene di qualcuno.
Anche lui notò la calligrafia perfetta, ma non ci diede troppo peso. Non si soffermò troppo nemmeno sul contenuto della lettera, l'unica cosa che gli importava era sapere chi l'avesse scritta.
<<In effetti non è mia abitudine scambiare lettere d'amore, ma non credo sia normale trovarci minacce di morte>> disse guardando prima Erwin e poi Hanji, aspettando una risposta, magari ironica, di uno dei due. Ma non arrivò, quindi decise di leggere le prime righe ad alta voce.
<<Vi prego di dedicare qualche minuto alla lettura di questa corrispondenza, contessa Zoe, in quanto non è mia abitudine presentarmi senza prima avvisare del mio arrivo. Non è mia intenzione disturbarvi, nè voi, nè il signor Smith, nè il signor Ackerman, ma ritengo necessario informarvi del fatto che verrò a farvi visita. Era da un po' in realtà che ci pensavo, e finalmente è arrivato il momento buono. Ho intenzione di parlarvi di un fatto strano, contessa, quasi surreale. Ho notato che voi e il signor Ackerman siete molto legati, se si può dire, e la cosa mi rammarica assai. Proprio voi, tra tutte le dame a cui sarebbe potuto capitare, siete destinate a spegnervi prima del tempo. Vi sembrerà strano, lo ribadisco, ma nessuno può rimanere in vita con Levi al suo fianco. Deve essere per colpa di un malocchio, alcuni dicono, ma di solito la gente non mi chiama così.
Quindi, contessa, vi prego di allontanarvi prima che io stessa giunga da voi, ma non escludo che possa essere già troppo tardi.
Distinti saluti,
Il malocchio. >>
Finì per leggerla tutta, quindi alzò gli occhi e si gustò la faccia perplessa di Erwin.
<<Quindi... Chi ti sta vicino muore, giusto?>> chiese, dopo un minuto di silenzio in cui tutti erano rimasti nei loro pensieri. Che avrebbe dovuto dirgli? "Si guarda, avevo una moglie ed è morta, mia madre pure, di mio zio non ne parliamo e i miei unici due amici sono morti qualche mese fa" non sembrava la risposta adatta. Non aveva intenzione di dire la verità, ma temeva che se avesse inventato qualcosa poi qualcuno ci avrebbe rimesso la pelle sul serio.
<<Nah, secondo me Levi è etero, quindi credo che il problema principale sia io, se punta a conquistarlo. Deve solo togliere di mezzo me, a quanto pare>> Hanji anticipò Levi, che non riuscì a capire se la donna avesse buttato lì una scusa o se lo pensasse sul serio.
Chi aveva scirtto la lettera era davvero interessato a Levi? Beh, probabilmente sì, anzi, sicuramente. Non avrebbe avuto altri motivi per farlo. Ma c'era quel detto, quello della linea sottile tra amore e odio, che ribaltava tutto. Tante persone lo volevano morto, ma nessuno avrebbe avuto interesse nell'uccidere Hanji.
Levi si passò una mano tra i capelli e sospirò.
<<Probabilmente è solo una fuori di testa, non ha senso allarmarsi tanto>> disse, ma era il primo a non credere alle sue parole. Eppure entrambi gli diedero ragione e se ne tornarono a svolgere i compiti di tutti i giorni, come se niente fosse, anche se era chiaro che la loro mente fosse ancora sulla lettera.
Levi decise di farsi un bagno, doveva pensare, e l'acqua lo aiutava. E poi non avrebbe avuto nessuno tra i piedi, soprattutto Hanji, lo metteva in confusione quella donna. Entrò nel bagno, prese un paio di asciugamani e cominciò a togliersi i vestiti, quindi entrò nella vasca di acqua fredda, che nessuno si era preoccupato di scaldare. Bestemmiò quando se ne rese conto, ma era troppo tardi per tornare fuori, avrebbe preso freddo comunque. Quindi decise di prendere la polmonite nel modo più comodo, stando seduto a non fare niente, immerso in una vasca di acqua gelida, mentre la donna che lo aveva accolto in casa sua era in un possibile pericolo.
Ed era anche lì, nel bagno con lui.
<<Che cazzo ci fai qui?!>> le urlò, cercando un asciugamano, o qualcosa per coprirsi. Hanji lo guardava perplesso, come se fosse lui quello fuori posto.
<<Volevo solo parlarti...>> spiegò la donna, mentre allontanava dalla portata di Levi gli asciugamani.
<<Ci sono solo questi di asciutti, se li metti nell'acqua poi come ti asciughi?>> Levi riuscì ad affettare un lembo dell'asciugamano e a tirarlo verso di sé, ma Hanji non lasciò andare la presa.
<<Vorrà dire che userò le tue lenzuola, esci da questo bagno!>> e senza che nessuno dei due se ne rendesse conto iniziarono una specie di tiro alla fune e alla bestemmia, in quanto Hanji sembrava non capire il grado di incazzatura di Levi.
La donna diede uno strattone più forte degli altri e riuscì a strappargli l'asciugamano dalle mani. Esultò, quindi andò a sedersi vicino a lui, sul pavimento.
<<Ascolta, sei comunque immerso nell'acqua, e ti ho detto che non guarderò: puoi solo startene buono e sentire quello che voglio dirti?>> Levi sbuffò. L'acqua a casa sua era trasparente, e anche se non avesse guardato si sarebbe sentito in imbarazzo lo stesso, ma non poteva farci niente. Certo, lui aveva la testa dura, ma Hanji non era da meno, e sapeva che non se ne sarebbe andata prima di aver ottenuto quello per cui era venuta, quindi incrociò le braccia e decise di ascoltare.
<<Bravo bambino! Vedrai che faremo in un attimo. Allora... riguardo a quella lettera... davvero pensi che l'abbia scritta una psicopatica gelosa?>> sì, si aspettava una domanda del genere. E già sapeva cosa rispondere.
<<Non saprei, tu conosci il modo di fare degli psicopatici molto meglio di me. Tu, al suo posto, che avresti fatto?>> Hanji sorrise, non era proprio matta, era solo... particolare. E sapeva che a Levi in fondo piaceva, come a Erwin, del resto.
<<Bah... se io fossi stata al suo posto probabilmente non sarei stata gelosa di te. Insomma, sarò psicopatica, ma fino a un certo punto. Eppure... se fossi proprio drogata e innamorata persa di te... farei come ha fatto lei, ma solo perché ti conosco. So che sei molto forte e tentare di uccidere te sarebbe un'idiozia, e non avrebbe senso, quindi si, eliminerei la concorrenza. E scrivere una lettera... Bah, serve solo a fare più scena>>
Hanji mise una mano sui capelli di Levi, che le intimò di toglierla prima che i suoi germi lo contaminassero. Ma la donna non lo ascoltò e cominciò a giocare con una ciocca bagnata, se la passava tra le dita, forse per concentrarsi, forse per mettere in risalto la bassa statura di Levi. Lui per pensare faceva il bagno, lei giocava con i capelli degli altri, tutto normale, no?
<<Beh, in ogni caso viviamo assieme. Se vuole ucciderti dovrà farlo quando noi non siamo in casa, o quando vai a lavoro. Basta evitare di lasciarti sola e andrà tutto bene>> Hanji storie il naso. Ancora con quel discorso che le donne sono deboli e hanno bisogno di essere protette, le tornò in mente Reiner, a scuola, quel giorno. Non aveva bisogno di una guardia del corpo, e Levi non aveva bisogno di proteggerla. Non si era mai dimostrato interessato in nessun modo nei suoi confronti, forse per lui lei era solo una coinquilina. Non aveva intenzione di farsi proteggere da chi non l'aveva mai cagata di striscio.
<<E non ho intenzione di chiedere l'opinione di una psicopatica>>
Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Si, ciao. HaNnO tRoVaTo UnA lEtTeRa, ChIsSà ChI l'AvRà ScRiTtA.
Beh comunque ho cambiato idea su come far finire questa storia. Lo so che manca tanto, ma preferireste una happy ending o una bad ending?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro