Capitolo Uno.
Era primavera, me lo ricordo bene, andai a vedere se mi avevano accettato all'accademia delle "Belle Arti". Ero sulla collina circondato da alberi giganteschi, che perdevano petali rosa. Non li avevo mai visti in Italia. Mi fermai a guardarli, subito dopo sentii una voce da dietro:
-sono ciliegi- mi girai di scatto, e la vidi, la ragazza più bella e perfetta che avessi mai incontrato. Aveva i capelli neri come la pece e gli occhi blu come il mare. Indossava un bellissimo kimono rosa, che riportava sopra i disegni di bellissimi fiori, e intorno alla vita portava una fascia arancione che le stava benissimo.
-come?- risposi
-gli alberi che stavi osservando, si chiamano ciliegi, adesso sono in piena fioritura-
-ah, pensavo solo che sembrano strani-
-strani?-
-si, sopratutto i loro colori, non ho mai visto un albero con le foglie di quel colore o di quella forma-
Scoppiò in una grossa risata. Sembrava che avesse appena sentito una battuta divertentissima. Appena finì di ridere ricominciò a parlare.
-mi dispiace contraddirti, ma i ciliegi non hanno foglie, ma petali. E poi, se fossero uguali a tutti gli altri alberi, non sarebbero speciali-
-speciali? In che senso?-
-speciali, nel senso di magici-
-ah, certo! Come se questo mi chiarisse tutto-
-hahahaha, scusa hai ragione, non fare caso a quello che ho appena detto-
-d'accordo- dopo averlo detto camminai dritto verso di lei, fino a superarla. Dopo essermi allontanato di qualche metro lei parlò di nuovo:
-mi chiamo Sayo-
-io sono Francesco-.
Lo dissi senza accorgermene, quasi d'istinto, e questo fu il mio errore che scontai il giorno dopo.
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