capitolo 70 - fratelli e vittorie
(Solo perchè vi adoro troppo. Soprattutto LibbyDarcy)
Subito dopo, gli dei si ritrovarono di fianco a Percy e Annabeth, che si portavano sulla pista.
"Vedete? Fanno tutto il lavoro loro." Ade sorrideva vittorioso. Zeus annuì, distratto e disse. "Sei un genio, Ade. Siamo fortunati ad averti con noi."
Tyson prese il fratello da parte, prima della gara.
— Tieni — disse, passandogli un orologio da polso.
Percy, guardandolo, si rese conto che era il progetto a cui aveva armeggiato per tutta l'estate.
"Era un regalo per lui? Che carino." Commentò Ade. Poseidone inclinò la testa. "Un orologio? A Percy non piacciono gli orologi."
— Grazie, amico. — Percy lo indossò, nonostante non avesse mai indossato orologi in vita sua.
— Non l'ho finito in tempo per il viaggio — borbottò. — Scusa, scusa.-
"È un orologio. Quanto tempo gli serviva?" Zeus indicò Tyson. "Poseidone, tuo figlio non mi sembra molto bravo a costruire oggetti." Ade sbuffò. "I ciclopi sono portati naturalmente a progettare oggetti." "Polifemo?" "Lui è un caso a parte. Lo hai visto, no?"
— Ehi, amico. Non fa niente.-
— Se avrai bisogno di protezione durante la corsa — mi consigliò —
premi il pulsante del cronografo.-
— Ah, okay. —
"Che entusiasmo, Percy..." Ade scosse la testa. Prima che qualcuno di loro tre potesse dire altro, Percy riprese a parlare.
— E... ehi, ehm, Tyson...-
Tyson lo guardò.
—Volevo dire, be'... — Percy rimase un attimo in silenzio, per trovare le parole per scusarsi per il suo atteggiamento prima dell'impresa.
— So che cosa mi vuoi dire — lo interruppe lui, imbarazzato. —
Poseidone si è occupato di me, dopotutto.-
"Non era quello che voleva dire." Commentò Ade. Zeus disse. "A lui non hai scritto di tenersi forte?" "Sono progressi, immagino."
— Oh, be'...-
— Ha mandato te ad aiutarmi. Proprio come avevo chiesto.-
"Aveva chiesto Percy?" Poseidone scosse la testa, sorridendo.
Percy strizzò gli occhi. — Avevi chiesto a Poseidone... di trovare me?-
"Vedi che anche lui ha capito questo? Non sono il solo!" Ade si difese. Poseidone disse. "Mi lasci ascoltare la loro discussione in pace?"
—Avevo chiesto un amico — rispose Tyson, stropicciandosi la maglietta con le mani. — I giovani ciclopi crescono da soli per le strade, imparano a costruire le cose dai rottami. Imparano a sopravvivere.-
— Ma è una crudeltà!-
"Percy è un po' troppo sensibile, secondo me." Commentò Zeus. Ade annuì. "Non sembra nemmeno un semidio, dannazione. È troppo... tenero!" "Come un cucciolo di panda."
Lui scosse la testa, serio. — Così apprezziamo i doni, impariamo a non diventare ingordi, cattivi e grassi come Polifemo. Ma io avevo tanta paura. I mostri mi inseguivano sempre, qualche volta mi attaccavano...-
— Le cicatrici sulla schiena?-
"Alla fine riesce a soddisfare la sua curiosità?" Chiese Ade, sorpreso dalla domanda di Percy.
Gli salì una lacrima all'occhio. — Una sfinge sulla Settantaduesima. Grosso bullo. Ho pregato papà di aiutarmi. E dopo un po' quelli della Meriwether mi hanno trovato e ho incontrato te. Il dono più grande. Mi dispiace quando ho detto che Poseidone era cattivo. Mi ha mandato un fratello.-
Percy fissò l'orologio che Tyson aveva costruito per lui.
"Lo ha definito il dono più grande." Notò Ade. Zeus annuì. "È davvero un bel pensiero il tuo, Poseidone." "Tyson non sapeva chi fosse Percy e Percy non sapeva chi fosse Tyson. Sapevo che si sarebbe preso cura di lui a prescindere da chi fosse."
— Percy! — gridò Annabeth. —Vieni!
Chirone era sulla linea di partenza, pronto a suonare la conchiglia.
"Muoviti, Percy!"
— Tyson... — cominciò lui.
— Dai — lo incitò lui. — Vincerete!-
"Certo che vinceranno. Quello è mio figlio, dannazione!" Ade sorrise. "Sei davvero tenero quando ti prendono gli attacchi di orgoglio acuto, Posy."
—Io... sì, okay, campione. Vinceremo per te. —
Poseidone sorrise. "Ha detto una cosa bellissima." "Vero. Lui e Tyson se la giocano davvero bene per chi è il più melenso." Zeus guardò male Ade. "Questa era pessima." "Ma non li avete sentiti?"
Percy raggiunse la sua posizione un attimo prima che Chirone desse il segnale d'inizio.
"Che tempismo!" Ade esclamò. Zeus disse. "È ovvio che abbia aspettato che Percy salisse, cosa credi?"
I cavalli, ricordando gli ordini di Percy, partirono così velocemente che Percy ed Annabeth dovettero tenersi molto forte al carro, per evitare di essere buttati fuori dallo stesso.
Ade rise. "Puntano sulla velocità? Vedete che comunque gli altri non hanno le loro stesse possibilità. Percy ha parlato con i cavalli, solo perchè sia ben chiaro."
Imboccarono la prima curva a un'intera lunghezza di distanza da Clarisse, che era impegnata a respingere un attacco di giavellotto dei fratelli Stoll sulla biga di Ermes.
— Li abbiamo superati! — gridò Percy, a cui Annabeth rispose con un
— Arrivano! —
Zeus scosse la testa. Poseidone lo fissò. "Che hai?" "Non ha ancora imparato a non dire certe cose?" "Sembrerebbe di no." Commentò Ade, scuotendo a sua volta la testa.
Annabeth lanciò il primo giavellotto
in modalità grappino da ancoraggio, respingendo una rete carica di
piombini che li avrebbe intrappolati entrambi.
Ade sorrise. "Sarebbe stato terribile." "Allora perchè sorridi?" Domandò Poseidone, giustamente confuso. Ade rispose. "È il fanboy che è in me e si immagina la scena. Non ho colpe, temo."
La biga di Apollo si era affiancata alla loro e, prima che Annabeth potesse armarsi di nuovo, il guerriero di Apollo scagliò un giavellotto sulla nostra ruota destra. Il giavellotto si infranse, ma non prima di aver distrutto un paio di raggi. La biga sobbalzò e ondeggiò.
"EHI, FAI ATTENZIONE, PICCOLO!" Ade mise una mano sulla bocca di Poseidone. "Non imprecare, Posy. Non è carino da sentire."
Percy, sicuro che la ruota non avrebbe retto, rimase stupito quando, in
qualche modo, riuscirono a proseguire.
Zeus indicò il ragazzo. "Quello è estremamente positivo, eh!" Ade annuì, inclinando la testa. "Io che vivo negli Inferi sono più positivo di lui."
Percy incitò i cavalli ad accelerare. Erano ormai in un testa a testa con
Apollo ed Efesto stava loro alle calcagna. Ares ed Ermes erano indietro, correndo fianco a fianco, con Clarisse e Connor Stoll impegnati in un duello di spada e giavellotto.
"Molto bene, devono solo superare Apollo ed hanno vinto." Mormorò Ade.
— Siete finiti! — gridò l'auriga di Apollo. Era un ragazzo del primo
anno. Percy, pur non ricordando come si chiamasse, riconosceva che sapesse il fatto suo.
— Sì, come no! — gridò Annabeth di rimando.
"GRANDE, ANNABETH! DISTRUGGILI!" Poseidone esultò. Ade e Zeus lo fissarono preoccupati. "Ehm... tu è meglio se non guardi più sport pericolosi, eh?"
La ragazza raccolse il secondo giavellotto e lo scagliò contro la biga di Apollo. Aveva una mira perfetta: il giavellotto colpì l'auriga in pieno petto con la punta smussata della lancia, scaraventandolo contro il suo compagno e facendo volare entrambi fuori dalla biga con una capriola all'indietro.
"GRANDE! SII! SONO IN TESTA!" Ade cominciò a saltellare, entusiasta. Zeus battè le mani. "GRANDI!"
Percy ed Annabeth superarono la linea di partenza e iniziarono il secondo giro. L'asse cigolava e gemeva. La ruota indebolita ci stava facendo perdere velocità, anche se i cavalli rispondevano a ogni comando di Percy, correndo come una macchina ben oliata.
"BRAVO FIGLIOLO! FALLI ANDARE PIÙ VELOCI! VAI!" Ade applaudì alla svolta di Percy. "BRAVO JACKSON!"
La squadra di Efesto stava ancora guadagnando terreno. Beckendorf sorrise spingendo un pulsante sulla plancia. I suoi cavalli meccanici spararono dei cavi d'acciaio, che si avvolsero attorno al parapetto posteriore. La biga sussultò quando l'argano di Efesto entrò in azione e cominciò a tirarli indietro, mentre Beckendorf veniva tirato in avanti.
"Cavolo, questo è geniale..." mormorò Zeus. Ade imprecò. "TAGLIALI, ANNABETH! NON POTETE FARVI BATTERE DALLA CASA DI EFESTO!"
Annabeth imprecò ed estrasse il coltello. Cercò di mozzare i cavi, ma
erano troppo spessi. — Non riesco a tagliarli! — gridò.
"DANNAZIONE!" Esclamò Ade. Poseidone scosse la testa. "Quello è barare!"
La biga di Efesto adesso era pericolosamente vicina, e i suoi cavalli stavano per calpestare.
— Facciamo a cambio! — propose Percy ad Annabeth. — Prendi le redini!
— Ma...
— Fidati di me!
"Questo va nella top 20 di momenti otp..." commentò Ade, mentre Zeus annuiva concorde. Poseidone sbuffò. "A me basterebbe che vincano."
Si portò davanti e afferrò le redini. Percy si voltò, e sforzandosi di non
perdere l'equilibrio, tolse il cappuccio a Vortice. Sferrò un colpo e i cavi si spezzarono come lo spago di un aquilone.
"GRANDE FIGLIOLO!" "HA TAGLIATO I FILI! BECCATI QUESTA, IMBROGLIONE!"
Balzarono in avanti, ma l'auriga di Efesto aveva appena portato la biga
alla nostra sinistra, accostandosi a loro. Beckendorf sfoderò la spada. Menò un fendente in direzione di Annabeth, ma Percy lo parò.
"EHY, NON FARE MALE AD ANNABETH!" Ade indicò Beckendorf. "GIÀ, BRAVO PERCY CHE LA DIFENDE!" Zeus si unì al fratello, dandogli manforte.
Si stavano avvicinando all'ultima curva. Percy doveva neutralizzare la biga di Efesto e toglierla di mezzo, e proteggere Annabeth.
"Soprattutto proteggere Annabeth." Commentò Ade, mentre Zeus annuiva. Poseidone scosse la testa. "Soprattutto vincere! Dai, quello sì che sarebbe un colpo da maestro."
Erano testa a testa ormai, con Clarisse che si avvicinava alle loro spalle, recuperando il tempo perduto.
— Ci vediamo, Percy! — gridò Beckendorf. — Eccoti un regalino
d'addio!
"Oh, ma che carino. Cosa gli regala?"
Lanciò loro un sacchetto di pelle, che si appiccicò all'istante sul pavimento
della biga e cominciò a emanare del fumo verde.
— Fuoco greco! — urlò Annabeth.
"CAVOLO! SE PERCY RIMANE FERITO IN QUALCHE MODO FACCIO A PEZZI QUEL RAGAZZINO!" Poseidone indicò Beckendorf. Zeus lo fissò, poi Ade commentò. "Comincio a capire perchè Percy crede che noi dei riduciamo tutti a pezzi."
Percy imprecò: aveva sentito parlare di quello che il fuoco greco era in grado di fare e immaginò che nel giro di una decina di secondi sarebbero saltati in aria.
"È davvero positivo, questo ragazzo." Commentò Zeus, sentendo i pensieri di Percy. Ade annuì. "Non ha molta fantasia, ma è sicuramente positivo."
— Gettalo via! — gridò Annabeth, ma Percy non poteva. La biga di Efesto era ancora al loro fianco, aspettando fino all'ultimo secondo per accertarsi che il regalino esplodesse.
Ade scoppiò a ridere. "Per accertarsi che il regalino esplodesse?" Zeus rise con lui. "Ha senso dell'umorismo, certo."
Beckendorf teneva Percy occupato con la spada. Se avesse abbassato la guardia il tempo necessario a sbarazzarsi del fuoco greco, lui avrebbe affettato Annabeth e loro si sarebbero schiantati lo stesso.
"Come fanno?" Ade guardò i due. Zeus disse. "Se risolve ancora Percy vado in pensione." "Tu non lavori." Risposero Poseidone ed Ade in coro.
Percy si ricordò dell'orologio, e premette il pulsante del cronografo: l'orologio si trasformò all'istante, e il bordo roteò verso l'esterno come l'otturatore di una vecchia macchina fotografica, una fascia di cuoio si avvolse attorno all'avambraccio del semidio, e tutto l'orologio si espanse, finché Percy non si ritrovò in mano uno scudo da guerra rotondo largo
più di un metro, con l'interno di pelle e l'esterno di bronzo levigato, scolpito con dei disegni.
Percy pensò 'Tyson ce l'ha fatta' prima di sollevare lo scudo ed intercettare la spada di Beckendorf, che si infranse.
"QUESTI SONO I MIEI FIGLI! BRAVISSIMI!" Zeus rimase a bocca aperta. Ade disse. "Davvero in gamba. Capisco perchè gli sia servito molto tempo..."
— Cosa? — gridò. — Come...
"Che eloquenza, gente. Questo sì che sa come incantare le masse." Commentò Ade, facendo ridere i due fratelli.
Annabeth gridò: — Percy!
Il fuoco greco stava sparando scintille. Percy infilò la punta della spada sotto
il sacchetto di pelle e tirò su, come fosse una spatola. La bomba incendiaria si staccò e volò nella biga di Efesto, ai piedi dell'auriga. Il
ragazzo strillò. Nel giro di mezzo secondo l'auriga fece la scelta giusta: si tuffò fuori dalla biga, che si allontanò sbandando ed esplose tra fiamme verdi. I cavalli di metallo andarono in corto circuito. Si voltarono e trascinarono il rottame infuocato verso Clarisse e i fratelli Stoll, che dovettero deviare per
evitarlo.
"Hanno eliminato in un colpo solo tutti i nemici! GRANDI! VINCONO LORO! VINCONO LORO!" Poseidone saltellò insieme ad Ade. Zeus li fissò. "Vorrei avere una macchina fotografica." Poseidone lo fissò. "Pensavo avresti voluto un cervello." Ade rise. "Ecco da chi ha preso il suo essere Sassy Percy!"
Annabeth tirò le redini per affrontare l'ultima curva. Percy si tenne forte,
sicuro che si sarebbero capovolti, ma in qualche modo lei riuscì a evitarlo e
spronò i cavalli oltre la linea del traguardo. Il pubblicò esultò con un
boato.
"HANNO VINTO! HANNO VINTO! EVVIVA! GRANDI!" Poseidone saltellò. Ade applaudì. Zeus disse. "Stanno per dire qualcosa."
Quando la biga si fermò, i loro amici li accerchiarono. Cominciarono a gridare i loro nomi.
"Wow, sono come delle groupies!" Commentò Zeus, osservandoli. Ade annuì. "Già, spaventosi."
Annabeth urlò più forte di tutti: — Aspettate! Ascoltate! Non siamo stati solo noi!-
La folla non si calmava, però Annabeth si fece sentire lo stesso: — Non ce l'avremmo mai fatta senza qualcun altro! Non avremmo potuto vincere questa corsa, né recuperare il Vello o salvare Grover! Dobbiamo la vita a Tyson...
— ... il mio fratellino! — concluse Percy forte, in modo che tutti lo sentissero.
Gli dei sorrisero. Poseidone mormorò. "Questo è un bel modo di scusarsi."
Tyson arrossì. La folla esultò. Annabeth stampò un bacio sulla
guancia di Percy e il boato si fece ancora più forte.
"AHHH SI SONO BACIATI! ZEUS SI SONO BACIATI! SI SONO BACIATI!" Ade sembrava impazzito. Poseidone lo guardò, leggermente preoccupato. Poi si voltò verso Zeus, per chiedergli cosa gli fosse preso. Purtroppo, anche il dio dei fulmini sembrava un po' sotto shock per rispondere al fratello, indicando con un sorriso ebete la scena. "Non sono problemi tuoi, Poseidone. Puoi anche ignorarli." Si disse il dio del mare, scegliendo diplomaticamente di ignorarli.
Tutta la casa di Atena issò
Annabeth, Tyson e Percy sulle spalle e li trasportò sul podio del vincitore,
dove Chirone li aspettava con le corone d'alloro.
"SIII! È IL MOMENTO PIÙ BELLO DELLA MIA VITA!" Esclamò Ade sorridendo come un ebete.
Angolo autrice
Alla prossima!
By rowhiteblack
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