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capitolo 64 - l'isola parte 4

Tyson spiegò al gruppo cosa era successo dopo lo scoppio della nave: Arcobaleno, l'ippocampo, lo aveva salvato, e insieme avevano esplorato il Mare dei Mostri alla loro ricerca.

"Però, che strana coppia." Mormorò Ade. Poseidone lo guardò male e Ade si difese. "Dai, un ciclope e un ippocampo! È strano davvero!" Zeus ridacchiò. "Non ha tutti i torti, Poseidone."

Percy avrebbe voluto abbracciarlo, ma non poteva avvicinarsi per via delle pecorelle assassine.— Tyson, grazie agli dei! Annabeth è ferita!-
— Ringrazi gli dei perché è ferita? —chiese quello, confuso.

"In effetti poteva sembrare anche quello." Commentò Zeus. Poseidone sospirò. "A te perché sei stupido. Ringrazia il fatto di aver rivisto Tyson!"

— No! —  Percy si inginocchiò accanto ad Annabeth, e appena la vide si preoccupò tantissimo: l'attaccatura dei capelli era imbrattata di sangue, il viso era pallido e appiccicaticcio.
Percy e Grover si scambiarono uno sguardo nervoso. Poi al semidio venne un'idea.

"Oh no. Un'altra?" Ade sembrava preoccupato. "Speriamo che Clarisse lo fermi prima..."

— Tyson, il Vello. Me lo prendi, per favore?-
— Quale? — chiese lui, scrutando le centinaia di pecore che aveva
attorno.
— Sull'albero! — esclamò Percy. — Quello d'oro!-
— Oh. Carino. Sì.-

"Cosa vuole fare?" Domandò Ade, guardando Percy. "Magari stavolta è una bella idea..." borbottò Zeus. Ade scosse la testa. "Non credo, ma sperare non è un crimine."

Tyson si avvicinò con passi pesanti alla quercia, facendo attenzione a
non calpestare le pecore, che, forse scambiandolo per Polifemo, lo ignorarono. Tyson allungò le braccia e staccò il Vello dal ramo e le foglie della quercia ingiallirono all'istante. Percy, quando Tyson stava per tornare indietro, gridò — Non c'è
tempo! Lancialo!-
Non appena lo prese, lo stese sopra Annabeth, lasciando scoperto solo il viso, e cominciò a pregare in silenzio tutti gli dei che gli venivano in mente. "Vi prego. Vi prego."

Ade saltellò. "Ma che teneriiiii!" Poseidone guardò lui, poi Zeus che aveva la stessa espressione di Ade. Poi, esclamò. "Ragazzi, ma Annabeth sta morendo! E voi saltellare entusiasti? Siete peggio di Afrodite!" "Siamo fanboy, è diverso." "Poi, sappiamo che Annabeth vive, che senso ha preoccuparsi?"

Annabeth riacquisti velocemente colore. Poi sbatté le palpebre e aprì gli occhi. Il taglio sulla fronte cominciò a rimarginarsi. Vedendo Grover, disse
con un fil di voce: — Non ti sei... sposato?-
Grover sorrise. — No. Gli amici mi hanno convinto a non farlo.-

"Bella frase d'effetto. Dopo quando Dormi sbavi, è la migliore." Ade sorrise entusiasta. Zeus annuì. "Direi che Annabeth ci sa fare con le frasi d'effetto." Poseidone li fissò. "Quando usciremo da questi ricordi a me servirà uno psicologo bravo. Decisamente bravo."

— Annabeth — disse Percy — resta giù.-
Annabeth, ignorando, si sedette e Percy notò che la ferita era quasi del tutto guarita.

"Lui le nota queste cose. Se non è vero amore questo." Poseidone sospirò. "Era quasi morta! Cosa vero amore, si chiama preoccupazione! La avrebbe avuta per chiunque. Anche per Polifemo!" Zeus ed Ade ignorarono Poseidone, che cominciò a borbottare. "Uno psicologo molto bravo. Davvero. Devo vedere se Estia sarebbe disponibile ad ascoltarmi... sembra l'opzione migliore. Oppure posso chiedere ad Era e Persefone di eliminare Zeus ed Ade. Anche questa non è male, come idea..."

— Dobbiamo andare — disse Percy. — La nostra nave è...-
Quando vide la posizione della  Vendetta della Regina Anna, capì che  la via più breve era passare in mezzo alle pecore.
— Tyson — esclamò— puoi allontanare il gregge il più possibile?-
— Le pecore hanno fame.-
—Lo so! Solo che mangiano la gente! Allontanale dal sentiero, solo per
darci il tempo di arrivare alla spiaggia. Poi raggiungici là.-

Poseidone corrugò la fronte. "Beh... è la seconda idea intelligente che ha..." Ade annuì. "Annabeth non può fare niente, naturale che tocchi a lui."

Tyson sembrò dubbioso, tuttavia fece come aveva detto il fratello.
— Tieniti il Vello addosso — disse Percy ad Annabeth. — Casomai non ti fossi ancora ripresa del tutto. Riesci a stare in piedi?-

"Che tenero, si preoccupa per lei! Dimmi se non sembrano una coppia." Poseidone guardò Ade. "Non sembrano una coppia." "Non capisci niente, Posy."

Annabeth ci provò, ma impallidì istantaneamente. — Ohh. Non mi sono ancora ripresa, no.-

"Percy, prendila in braccio, è il tuo momento!" Ade cominciò ad incoraggiare Percy. Zeus, dopo poco, si unì a lui.

Clarisse si chinò accanto a lei e le tastò il petto, facendo trasalire Annabeth per il dolore. Clarisse disse. —Costole rotte. Si stanno aggiustando, ma sono decisamente rotte.-

Zeus la indicò. "Come fa a dirlo?" Ade scrollò le spalle. "Non ne ho la minima idea, ma voglio che Percy si muova a prendere Annabeth in braccio."

— Come fai a dirlo? — chiese il ragazzo, beccandosi un'occhiataccia da Clarisse. — Perché me ne sono rotta qualcuna  anch'io, rammollito! Dovrò prenderla in braccio.-

"No, deve prenderla Percy!" Ade cominciò a gesticolare. "Zeus, fermala!"

Clarisse, senza aspettare, prese Annabeth in spalla, trasportandola verso la spiaggia. Percy e Grover le
seguirono. Arrivati alla riva, Percy ordinò alla nave di andare loro incontro.

— Arrivo! — gridò Tyson, lasciando le pecorelle a belare.

Ade scosse la testa. "Non ha dato loro niente da mangiare!" Zeus lo fissò. "Cosa doveva dare? Uno di loro?" Poseidone ed Ade annuirono, esclamando. "Clarisse!" Ade proseguì. "Ha rovinato un potenziale momento OTP. Non merita di vivere." Zeus annuì. "Hai estremamente ragione."

— Probabilmente non ci seguiranno in acqua — disse Percy, riferendosi alle pecorelle, agli altri. — Non
dobbiamo fare altro che raggiungere la nave a nuoto.
— Con Annabeth in questo stato? — protestò Clarisse.

"Stavolta Clarisse ha ragione. Voglio dire..." Zeus venne ignorato dai due fratelli, che progettavano insieme la morte della ragazza.

— Possiamo farcela — insistette Percy.  — Una volta arrivati alla nave, siamo a cavallo.-

"No, siete sulla nave." Ade interruppe il suo confabulare con Poseidone per dire una cavolata. Zeus lo fissò. "Torna a fare quello che stavi facendo, per favore." "Okay."

Però, mentre passavano davanti al baratro, si udì un rumoroso ruggito e spuntò Polifemo, pieno di graffi, ma vivo e vegeto, che avanzava verso di loro armato di due massi.

"Come fa ad essere ancora vivo? È impossibile!" Ade sembrava sconvolto. Zeus annuì, scontento. "Sembra davvero ingiusto.

— Ma non rimane mai a corto di massi? — brontolò, giustamente, Percy.

Ade annuì. "Altro punto importante da sottolineare. Dove li trova?" Zeus sospirò. "Nell'isola ci saranno delle montagne da abbattere, che cosa vuoi?"

— Scappiamo! — esclamò Grover.

"Idea del secolo, davvero." Zeus commentò, sarcastico. "Per metà è capra, Zeus. Cosa ti aspettavi?" Ade annuì alle parole di Poseidone, aggiungendo un "È un amico di Percy, cosa ti aspettavi?"

Grover e Clarisse si tuffarono nella risacca. Annabeth si aggrappò al collo di Clarisse, cercando di aiutarla muovendo solo una mano, mentre il peso del Vello la tirava verso il fondo.

"Lasciarlo andare, no?" Zeus e Poseidone fissarono Ade, leggermente sconvolti. "Cioè, fammi capire. Secondo te, dopo tutto il casino fatto per trovarlo, dovrebbe lasciarlo andare?" Ade annuì alle parole del fratello. Poseidone fissò Zeus. "Ma secondo te è serio o sta fingendo?" "Io spero sinceramente la seconda. Non potrei sopportare un fratello stupido." Ade sorrise. "Tanto mi amate, ammettetelo. Sto rallegrando questa impresa." "Convinto tu."

L'attenzione di Polifemo, notarono gli dei, era tutta per Tyson.
—Tu, giovane ciclope! — tuonò il mostro. — Traditore della tua razza!-

Poseidone ringhiò. "Attento a come parli, Polifemo. O ti riacceco io. Definitivamente." "E poi lo uccidi?" Poseidone annuì. "Lentamente. Non deve trattare male Tyson. È giovane ed ingenuo."

Tyson si immobilizzò.

"Uccidilo, figliolo. Hai la mia benedizione per agire!" Poseidone incitò Tyson. Ade sorrise. "Anche la mia, se può interessare." Poseidone lo ignorò, dimostrando di non essere interessato.

— Non ascoltarlo! — supplicò Percy il fratello. — Vieni.-
Lo tirò per il braccio, ma non riuscì a spostarlo.

Ade inclinò il capo. "Avrebbe voluto spostarlo con un braccio? Sogna in grande il giovine." Zeus sospirò. "Ma la pianti?"

Tyson si voltò verso Polifemo, esclamando. - Tyson non è un traditore.-

"No, non lo sei figliolo. Sei il miglior figlio ciclope che io abbia mai avuto." Ade sussurrò a Zeus. "Ma lo sa che non lo sente?" "Non ne ho la minima idea. Però non interromperlo, mi sto divertendo troppo."

—Tu servi i mortali! — gridò Polifemo. — Quei ladri degli umani!-
Polifemo scagliò il primo masso.

'NON COLPIRE MIO FIGLIO, AMMASSO DI LETAME!" Poseidone agitò le braccia verso Polifemo. Ade gli picchiettò sulla spalla. "Anche l'ammasso di letame è tuo figlio." "Non importa."

Tyson lo scansò con un pugno.

"FAGLIELA PAGARE, TYSON! PRENDILO A PUGNI!" Ade annuì. "Dai, sì! Fallo fuori!" Zeus scrollò le spalle, unendosi al coretto.

—Tyson non è un traditore — ripeté Tyson, aggiungendo. — E tu non sei della mia razza.-

"BOOM, VEDO IL FUMO DA QUI!" Zeus esclamò. Ade annuì, allungandosi per battere il cinque a Zeus. Poseidone sorrise. "VAI COSÌ, TYSON!"

—O vittoria o morte! — Polifemo caricò nella risacca, ma aveva ancora
il piede ferito e cadde subito a faccia avanti.

Ade rise. "Non sa stare nemmeno in piedi!" Zeus gli diede una gomitata. "Ora però sembra ancora più arrabbiato." Poseidone scrollò le spalle. "Beh, non è colpa di Tyson se Polifemo non sa camminare."

— Percy! — gridò Clarisse. — Muoviti!-

"Ma che vuole questa?" Domandò Poseidone. Ade scrollò le spalle, mentre Zeus si sbatteva una mano sul viso. "Dovresti smetterla con questa antipatia puerile." "Wow, Zeus, conosci parole come puerile?" Ade fissava colpito il fratello. "Quando le hai imparate? Pensavo fosse oltre la tua possibilità di apprendimento." Zeus guardò male Ade.

—Vai — disse Tyson a Percy, notando quanto gli altri tre fossero vicini alla nave. — Al brutto muso ci pensa Tyson.-

Poseidone guardò Percy. "Non azzardarti a..."

—No! Ti ucciderà. — Percy non voleva perdere nuovamente il fratello. Così disse. — Lo combatteremo insieme.
— Insieme — concordò lui.
Percy sfoderò la spada.

Poseidone cominciò a saltellare. "QUESTI SONO I MIEI FIGLI PREFERITI! FATELA VEDERE A QUELL'AMMASSO DI LETAME VAGANTE!"

Polifemo avanzò con passo incerto, zoppicando. Con il  braccio tirò il secondo masso. Percy si tuffò di lato, e Tyson non lo frantumò con un pugno.

Ade sorrise. "Evviva, ricominciano a combattere! Dai, era un po' piatto ultimamente." Zeus annuì. "Ci vuole un po' di azione, sennò diventano pigri." "Sia mai!" Ade cominciò a ridacchiare, presto imitato da Zeus.

Percy ordinò al mare di alzarsi e all'improvviso spuntò un'onda di sei metri che sollevò il semidio sulla sua cresta. Percy la cavalcò fino al ciclope, per poi colpirlo con un calcio nell'occhio, balzando poi sopra la sua testa mentre l'onda scaraventava il ciclope sulla spiaggia.

"Sì! Ecco quello che ci voleva! Grande Percy!" Ade saltellò, entusiasta. Zeus esultò. "Bravo!" Poseidone sorrise. "Quello è mio figlio!"

—Ti distruggerò! — ringhiò Polifemo con disprezzo. — Ladro!-

"EHY NON OFFENDERE MIO FIGLIO, PICCOLO INUTILE ESSERE!" Ade e Zeus annuirono, concordando con Poseidone. "Non offendere Percy. È metà della Percabeth."

— Sei tu il vero ladro del Vello! — urlò Percy, in risposta. — L'hai rubato e l'hai usato per attirare i satiri alla morte.-
— E allora? I satiri sono buoni.-

"COSA? NON È PER QUELLO CHE L'HO DATO A FRISSO ED ELLE, PICCOLO IDIOTA!" Zeus ringhiò, guardando male Polifemo.

—Il Vello si dovrebbe usare solo per il bene! Appartiene ai figli degli
dei!-

"Diglielo, figliolo! Fallo fuori!"

— Io sono un figlio degli dei! — Polifemo cercò di colpirlo con la
grossa mano, causando un mini infarto a Poseidone, ma Percy lo schivò. — Padre Poseidone, maledici questo ladro! —

"Illuso. Piuttosto maledico te, inutile essere." Ade e Zeus scoppiarono a ridere per la frase di Poseidone.

Polifemo sbatteva le palpebre a più non posso, e Percy si rese conto che prendeva la mira seguendo il suono della sua voce.
— Poseidone non mi maledirà — disse , arretrando mentre il ciclope
ghermiva l'aria. — Anch'io sono figlio suo. Non farà favoritismi.-

"No. Li potevo fare, però non sarebbe stato per Polifemo." "Li dovevi fare, Poseidone! Percy era in pericolo!" "Ma io come potevo saperlo!" Poseidone si difese con i fratelli. Ade scosse la testa. "Il tuo atteggiamento mi ha molto deluso."

Polifemo ringhiò. Sradicò un olivo dal fianco della collina e lo scaraventò nel punto in cui si trovava Percy fino a un istante prima. — Gli umani sono diversi! Odiosi, infidi, bugiardi!-

"Wow, vacci piano con i complimenti!" Ade esclamò. Zeus fissò Polifemo, poi disse. "Ma lui descrive così gli umani? Voglio dire, lui cos'è?"

Percy notò che Grover stava aiutando Annabeth a salire a bordo, mentre Clarisse gesticolava a più non posso, nel tentativo di convincere Percy a raggiungerli.

"Guarda come cerca sempre Annabeth con lo sguardo!" Ade abbandonò l'espressione irata per assumermene una sognante. Zeus, con la stessa espressione, esclamò. "Gli occhi seguono il cuore." Poseidone, dopo averli fissati, disse. "E i vostri neuroni si allontanano dalla vostra testa."

Tyson stava cercando di portarsi alle spalle di Polifemo.
—Giovane ciclope! — chiamò il ciclope più vecchio. — Dove sei?
Aiutami!-
Tyson si fermò.

"Non provare nemmeno a parlare con lui, Tyson! Non merita la tua attenzione!"

— Non ti hanno cresciuto bene! — gemette Polifemo, scuotendo l'olivo
come una mazza. — Povero fratello orfano! Aiutami!-

"Ignoralo, hai Percy! È cento volte meglio di Polifemo!" Ade annuì, dicendo. "Prima di tutto ha due occhi. Poi, non puzza. Almeno, credo. Spero per Annabeth." Zeus rise.

Per un po', nessuno si mosse o parlò. Si sentiva solo il rumore dell'oceano. Tyson, infine, fece un passo avanti, alzando le mani in un gesto difensivo. — Basta combattere, fratello ciclope. Metti giù quel...-

"TYSON!" Poseidone corrugò la fronte, preoccupato per il figlio.

Polifemo si voltò verso la sua voce.
— Tyson! — gridò Percy.
L'albero colpì Tyson così forte che il ciclope scivolò all'indietro, scavando una trincea nella sabbia.

"Percy, fa qualcosa!" Ade guardò Poseidone. "Cosa dovrebbe fare?" "Qualunque cosa!"

Polifemo fece per caricarlo di nuovo, ma il semidio gridò: — No! — e sferrò un affondo con Vortice, riuscendo a superare il dietro della coscia del ciclope.

"Come questa! Bravo, Percy!"

— Baaaaaa! — Il ciclope belò come una delle sue pecore, e si voltò
verso di Percy sferrando un colpo con l'olivo. Nonostante si fosse tuffato di lato, una dozzina di rami frastagliati gli grattarono lo stesso la schiena.

"Cavolo! Percy! Sta sanguinando!" Ade spalancò la bocca. "E di brutto. È fortunato a non essersi rotto niente!"

Percy sanguinava, era pieno di lividi ed era esausto. Era terrorizzato: il porcellino d'India che sentiva in sè dal Centro estetico  voleva darsela a gambe. Ma Percy riuscì a  ricacciare indietro la paura.

"Cosa pensa di fare, esattamente? Non vuole continuare a combattere, vero?" Ade sembrava stupito, e sperava sinceramente che Percy non fosse così folle. Zeus sospirò. "Se non lo distrae, Polifemo se la prenderebbe con Tyson. Non è che abbia molta scelta. O lui o Tyson."

Polifemo cercò di nuovo di colpirlo con l'albero, ma questa volta il semidio si fece trovare pronto: afferrò un ramo e si lasciò sollevare in aria, ignorando il dolore alle mani. Al culmine della traiettoria mollò la presa e atterrò con tutti e due i piedi sull'occhio di Polifemo.

I tre dei, dopo un momento di silenzio, scoppiarono a ridere di gusto. Ade, tenendosi la pancia con una mano, esclamò. "Cavolo, questo è meglio del cinema!"

Tyson, mentre Polifemo si lamentava per il dolore, lo caricò, gettandolo a terra, e facendo cadere Percy accanto a loro, con la spada in mano e alla distanza giusta per colpire il cuore di Polifemo.

Ade spalancò  la bocca. "Ditemi che stavolta lo fa, per favore!"

Fu a quel punto che i due fratelli, Percy e Tyson, si guardarono negli occhi. Percy  capì di non poterlo fare, non sarebbe stato giusto.
— Lascialo andare — disse a Tyson. — Scappa.-

"Che carini." Zeus commentò. Ade annuì, sorridendo leggermente. "Davvero teneri."

Con un ultimo, possente sforzo, Tyson scagliò il ciclope lontano, e i due fuggirono insieme verso la risacca.
— Vi schiaccerò! — gridò Polifemo, piegato in due dal dolore, con le
enormi mani raccolte sull'occhio.

"Solo a me non sembra particolarmente credibile come minaccia?" Ade chiese ai due fratelli. Zeus lo ignorò, mentre Poseidone disse. "Nemmeno a me. E penso che neanche a loro due."

Percy e Tyson si tuffarono fra le onde.
—Dove siete? — urlò Polifemo. Raccattò il suo albero-clava e lo
scagliò in acqua, atterrando alla destra dei due.

"Non li vede neanche. Voglio dire..." Zeus commentò la scena, guardando il tentativo del ciclope.

Percy evocò una corrente, grazie alla quale presero velocità. Il semidio cominciò a sperare di riuscire a raggiungere la nave, quando Clarisse gridò dal ponte: — Evvai, Jackson! Alla faccia tua, ciclope!-

Ade guardò Poseidone. "Dai, fa anche il tifo per tuo figlio." "Continua a non piacermi."

Percy avrebbe voluto dirle di stare zitta.
— Rarrr! — Polifemo raccolse un masso. Lo scagliò verso il suono della
voce di Clarisse, ma il lancio era corto e mancò di poco Percy e Tyson.

Poseidone lo indicò a Ade. "Vedi? Fa solo danni."

—Sì, come no! — lo schernì Clarisse. — Lanci come una femminuccia!
Così impari a cercare di sposarmi, idiota!-

"Sembra un punto importante, però..." Zeus commentò, a bassa voce, per evitare di essere sentito da Poseidone.

Percy non riuscì più a trattenersi. — Clarisse! — gridò. — Zitta!-

"Perchè continua a dirle di stare zitta?" Ade domandò ai due. "Non fa niente di male."

Polifemo lanciò un altro masso che, superati i due in acqua, sfondava lo scafo della Vendetta della Regina Anna. Il veliero cigolò, gemette e si inclinò in avanti come su uno scivolo.

"Ah, ecco perché." Mormorò Ade. Poseidone scosse forte la testa. "Non poteva tenere la bocca chiusa quell'altra?"

Percy imprecò, e ordinò al mare di spingerli più in fretta, ma gli alberi della  nave si stavano già inabissando.
— Tuffiamoci! — ordinò a Tyson. E mentre un altro masso volava sopra
le loro teste, si immersero sott'acqua.

"Quanto pathos!" Ade esclamò.

Angolo autrice
Ecco un nuovo capitolo!
Alla prossima
By rowhiteblack

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