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capitolo 59 - il sogno su Crono

I tre dei capirono di trovarsi in un sogno del semidio, per via del luogo, la cabina di Luke, a bordo della Principessa Andromeda.

"Cosa ci fa qui? Sogna il... non so, i piani di Luke?" Zeus scosse la testa. "Ascoltate. Qualcuno sta parlando." Rispose Poseidone.

Le tende erano aperte e l'aria notturna turbinava di ombre. Le voci degli spiriti dei morti bisbigliavano.
"Attento. Trappole. Inganno."

"Wow, rassicuranti." Zeus fissò Ade. "Mi sembra strano che ogni volta che Percy sogna Crono, sono i morti ad aiutarlo." Poseidone annuì. "Vuoi bene a Percy, ammettilo." "Non avete prove. E comunque, io non c'entro niente. Non so il motivo per  cui avvenga ciò."

Il sarcofago d'oro di Crono luccicava debolmente ed era l'unica fonte di
luce della stanza.
Una risata gelida fece trasalire il ragazzo: sembrava provenire da chilometri e chilometri di distanza al di sotto della nave. "Non hai il coraggio, piccolo eroe. Non puoi fermarmi."

"È Crono?" Ade sembrava spaventato, pur essendo consapevole di trovarsi in un ricordo, di un sogno, oltretutto. Ma il modo in cui gli dei percepivano i pensieri di Percy, li lasciava senza parole ogni volta. Terrorizzati, persino.

Percy tolse il cappuccio a Vortice. Gli spettri rotearono attorno al ragazzo sempre più forti. "Attento!"

"Cosa... vuole aprire la bara? Ma... è pericoloso, no?"

Il ragazzo rimase fermo, anche se voleva distruggere, doveva distruggere qualunque cosa si trovasse in quella bara.
Poi una ragazza parlò proprio accanto a lui: — Allora, Testa d'Alghe?-

"È Annabeth? Adesso la sogna anche?" Poseidone sembrava infastidito, mentre Zeus e Ade, dimentichi del terrore di poco prima, sembravano pronti a festeggiare un momento OTP.

La ragazza di fianco a Percy, però, non era Annabeth: era vestita da punk, con delle catene d'argento attorno ai polsi. Aveva i capelli neri e dritti in testa, l'eyeliner scuro attorno agli occhi azzurri e tempestosi e una spruzzata di lentiggini sul naso. Aveva un'aria familiare, pensò Percy, ma non riusciva a spiegarsi il perché.

"È Talia?" Esclamò Percy. Ade e Poseidone sorrisero. "Momento OTP?" Chiese Poseidone, guardando Ade. Il dio dei morti annuì. "Non la conosce, ma la sogna? Puoi scommetterci." "Basta!" I due dei ignorarono Zeus.

— Allora? — chiese. — Lo fermiamo oppure no?-

"Sembra davvero Talia. Anche nel modo di fare." Commentò Ade. Poseidone annuì. "Aumenta solo il momento OTP. Lo sai, vero?" Ade annuì. "E rende me fanboy felice."

La ragazza alzò gli occhi al cielo. — E va bene. Lascia fare a me e all'egida.-

"Ora sembra davvero Talia." Commentò Zeus, riprendendosi dallo shock di vedere la figlia in un sogno di Percy. Senza che i due si fossero mai visti, oltretutto.

Talia si diede un colpetto sul polso e le catene d'argento si trasformarono,
appiattendosi e allargandosi in un grosso scudo d'argento e bronzo con la faccia mostruosa di Medusa che sporgeva al centro. Sembrava una
maschera mortuaria, come se la vera testa della gorgone fosse stata premuta sul metallo.
La ragazza estrasse la spada e avanzò verso il sarcofago. Le ombre dei
fantasmi le cedettero il passo, sparpagliandosi davanti alla terribile aura del suo scudo.

"Ma cosa fa?" Zeus era stupefatto. "Non dovrebbe avvicinarsi. È pericoloso."

— No — Percy disse alla ragazza, per fermarla. Non venne ascoltato: la ragazza raggiunse con passo sicuro il sarcofago e scostò il coperchio d'oro.

"O miei dei. Talia, cosa hai fatto?" Zeus era preoccupato. Ade disse. "È un sogno, Zeus. Tranquillo."

Per un attimo rimase ferma là, a scrutare quello che c'era dentro,
qualunque cosa fosse.
La bara cominciò a baluginare.
— No. — La voce della ragazza tremò. — Non è possibile.-

"Ha visto il ragazzo, forse? Il futuro? I piani di Crono?" Zeus annuì alla domanda di Ade. "È l'unica spiegazione."

Dalle profondità dell'oceano, Crono rise così forte che l'intera nave
tremò.
— No! — gridò la ragazza mentre il sarcofago la inghiottiva in un
potente raggio di luce dorata.

"Cosa succede?" Zeus si guardò intorno. "Il sogno sta finendo. Guarda, sta cambiando il ricordo."
Zeus fissò il punto in cui la figlia era scomparsa. "Adesso?" Domandò Poseidone. "Vediamo."

Angolo autrice
Alla prossima
By rowhiteblack

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