capitolo 5 - Natale a casa Jackson
Gli Dei si alzarono in un altro giorno. Dopo l'espulsione da scuola, Percy aveva affrontato l'estate a casa. Poi, aveva trovato un altra scuola. Probabilmente sperava di non farsi espellere anche da lì.
"Secondo voi che giorno è oggi?" Ade e Zeus scossero il capo. Poseidone osservò la stanza. "Devo dire che da qui non si capisce." "È inverno. Magari sapremo meglio quando il piccolo si sveglierà." Osservò, giustamente, Ade. Poseidone annuì. "Credo tu abbia ragione."
In quel momento, entrò Sally nella stanza. "Ehy, campione. È il momento di alzarsi. E vedere i regali di Babbo natale." Percy, al richiamo dei regali, si alzò in piedi. "E Gabe?" Chiese poi, spaventato. "Non è in casa. È dovuto uscire per lavoro." "Lo hanno chiamato al lavoro?" Sally ridacchiò al tono del figlio. "Sì, Percy. Lo hanno richiamato al lavoro." Il bambino scese a vedere i regali.
"Che bello!" Esclamò, guardando i due regali per lui. "Aprili!" Lo incitò la madre. Il bambino li aprì.
"Storie dell'eroe Eracle. Le dodici fatiche." Lesse il titolo di uno dei due. "Dodici fatiche? Soltanto?" Sally rise. "Prima leggilo. Poi discuteremo delle solo dodici fatiche." Percy annuì. Prese l'altro libro. "Storia di Perseo, il figlio di Zeus." Il bambino aggrottò le sopracciglia. "Mamma! Mi chiamo come il figlio di Zeus!" Esclamò poi, contento. La donna sorrise. "Sai... ho scelto apposta il nome. Perseo è uno dei pochi semidei ad avere un lieto fine." "Quindi?" "Forse ti porterà fortuna." Percy scosse il capo. "Considerando che mi hanno espulso da due scuole, vedo Ciclopi, sono dislessico e iperattivo...non ha funzionato." Sally rise. "Magari in futuro." Percy annuì. "Speriamo tutti insieme." Sally lo guardò. "Babbo Natale ti ha lasciato anche questa." Percy prese la lettera che gli tendeva la madre.
"Percy.
Emm... Mamma me la puoi leggere tu?" La donna sorrise. "Certo. Allora. Percy. La tua lettera mi ha sorpreso. Hai chiesto come regalo la felicità di tua mamma. Non serviva chiederlo. Lei è già felice. Proprio grazie a te. Ti vuole molto bene. E, sono felice di dirlo, tu ne vuoi a lei. Non potrebbe desiderare figlio migliore. Babbo Natale. Percy. Hai chiesto che io fossi felice?" Percy annuì. "Gabe ti tratta male! Tu meriti di meglio, mamma! Perché rimani con Gabe?" La donna sorrise. "Da grande lo capirai. E mi perdonerai per non avertelo detto prima. Almeno spero lo farai." Percy aggrottò le sopracciglia. "Io non ce l'avrei mai con te, mamma. E va bene. Aspetterò finché a quando tu non vorrai dirmelo. Ma... meriti di meglio di Gabe." La donna sorrise. "Grazie."
Il pomeriggio, gli Dei osservarono Percy leggere la storia di Eracle. "Ti piace?" Chiese Sally, entrata nella stanza. Percy annuì. "Lo hanno chiamato le glorie di Era, ma Era lo vuole morto? Non ha molto senso, mamma." Sally rise. "Era è gelosa del marito. Zeus. Quindi se la prendeva con i figli che lui aveva con le mortali." "Ma non è giusto! Se era Zeus a tradirla, perché prendersela con i figli che non avevano fatto nulla?" Sally sorrise. "Probabilmente non poteva prendersela con il marito. Era è la dea del matrimonio." Percy annuì. "Ha senso. Ha affrontato un leone." Disse poi, indicando il libro. "Nemeo. Sì. Molto potente come mostro. Vuoi leggerlo insieme?" Percy scosse il capo. "Riesco a capirci qualcosa. Per il resto vado a esclus... escf... quello." "Esclusione." "Esatto." Sally rise. "Allora finisco di preparare il pranzo."
Il bambino leggeva le avventure di Eracle. Gli Dei lo guardavano entusiasmarsi per quei mostri che, anni dopo, avrebbe dovuto affrontare. "Percy. Vieni?" Il bambino annuì, mettendo via il libro. "Mamma. Ho finito le dodici fatiche di Eracle. Da grande sarò come lui!" "Un pazzo suicida?" "No. Un eroe!" La madre gli sorrise. Poi gli diede un bacio sulla fronte. "Ma lo sei già."
Gli Dei, non capivano cosa ci fosse di triste in quel ricordo.
Poi, lo scoprirono.
Mentre Percy stava leggendo la storia di Perseo, entrò un uomo della polizia in casa, con la madre di Percy.
"Mamma? Perché piangi?" La donna sospirò. "Percy.. i tuoi nonni..." Percy sbarrò gli occhi. "Cosa è successo?" Sally continuò a piangere.
L'uomo si avvicinò al bambino. "Potrebbe essere uno choc per te... ma i tuoi nonni sono stati coinvolti in un temporale, mentre volavano qui. Sono in Paradiso." Percy cominciò a piangere "Sono morti?" Poi guardò la madre. "Sono in un posto migliore. Sono in Paradiso." "Non esiste un posto migliore! Per favore, se ne vada." Il poliziotto annuì. Fece le condoglianze a Sally e se ne andò. Percy si avvicinò alla madre. "Mamma?" "Stanno morendo tutti i Jackson." Percy scosse il capo. "Tu sei ancora viva. Io anche. Mamma, ti prometto che non morirà più alcun Jackson." Sally sorrise, tra le lacrime.
"Vedi? Sei il mio piccolo eroe." Dandogli un bacio sulla fronte.
Quella sera, gli Dei videro Percy entrare nella stanza della madre. "Percy che ci fai qui?" Gli chiese la donna. Il bambino controllò sotto il letto della madre. "Non ci sono mostri, mamma. Hanno troppa paura di me, per venire fuori." Sally sorrise. "Grazie, piccolo. Ora perché non vai a dormire?" Percy ci pensò. "Forse è una buona idea. Vado!" Poi uscì dalla stanza e tornò nella sua.
"Ma che fa?" Chiese Zeus. "Sta guardando una foto." Rispose Poseidone. "Dei nonni." Ade lesse il nome della località.
"Zeus..." "Sì?" "Lo hai scatenato apposta questo temporale. Lo avevi fatto per prendere in giro Poseidone. Sono morti soltanto i suoi nonni." Zeus guardò triste il bambino. "Gli ho distrutto la vita."
Il bambino si alzò dal letto e posò la foto dei nonni di fianco alla propria. Poi disse, alla stanza. "Nonna, mi dicevi sempre che... gli Dei mi proteggevano. Ma, se proteggono uno come me, perché non hanno protetto te e il nonno?"
Poi, si sdraiò nel letto, piangendo silenziosamente.
Angolo autrice
Salve!
Quinto capitolo! A voi!
By Rowhiteblack
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