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capitolo 47 - il sogno di Percy

Percy si ritrovava sull'orlo del baratro. L'ingresso del Tartaro. Riconosciuto sia dagli dei sia da Percy.

All'improvviso una risata gelida rieccheggiò dalle tenebre.

"Guarda un po' chi si rivede... il piccolo eroe."

Gli dei rabbrividirono per la voce: come una lama di un coltello su una pietra.

"Avviato verso un'altra grande vittoria."

Gli dei percepirono rabbia da Percy, mischiata però anche ad impotenza: cosa avrebbe potuto fare contro il Titano? Gettato nelle tenebre eterne e già ridotto in pezzettini.

"Non lasciarti fermare da me. Forse stavolta, quando fallirai, ti chiederai se vale la pena uccidere per gli dei. Cos'ha fatto tuo padre, ultimamente, per dimostrarti la sua stima?"

Poseidone abbassò lo sguardo. "Crono non aveva torto. Non ho fatto niente per lui. Mai." Ade scosse la testa. "Hai appena risposto ad una preghiera. Non tutti gli dei lo fanno. Percy lo sa."

Il sogno di Percy cambiò. Si trovava in una caverna. Riconobbe Grover.

Una voce, da dietro un masso, gridò. "Tesoruccio!"

Grover si rimise a intrecciare i fili.

Il ciclope, Polifemo, domandò. "Cosa stai facendo?"

Grover, in falsetto, rispose. "Niente! Stavo solo intrecciando il mio strascico da sposa, come puoi vedere."

"Che carini, si stanno per sposare!" Ade sorrise. "Dev'essere vero amore." Poseidone li guardò. "Guardate serie TV? Magari quei reality?" Loro scossero la testa. "Quelli di cui parla Afrodite? Dovremmo decisamente cominciare." Zeus annuì. "Vieni sull'Olimpo, così quando Afrodite li mette ci uniamo a lei." Ade annuì. "Molto volentieri, fratellino." "Sono più grande." "Tecnicamente, sono io il maggiore." "State zitti?"

Il ciclope infilò una mano, e tastò il telaio. "Non si è allungato per Niente!" 

"Oh, Ehm, ma sì, mio caro. Vedi? Ho aggiunto almeno un paio di centimetri!"

Polifemo mugghiò. "Troppi ritardi! Hai un buon odore! Come quello delle capre."

Ade annuì. "Magari perché è un satiro. Ma è solo un'idea. Ipotesi puramente ipotetica." Zeus corrugò la fronte. "Ipotesi ipotetica?" Ade fece un gesto con la mano.

Grover ridacchiò "Oh. Ti piace? È Eau de Chevre. Lo indosso soltanto per te."

"Mmm." Il ciclope mostrò i denti. "Buono da mangiare."

"Oh birichino!"

"Birichino? Ha appena detto che ti vuole mangiare!" Zeus indicò il satiro. "Sarà la vicinanza di Percy a fargli questo effetto..." mormorò, pensieroso.

"Basta ritardi!"
"Ma caro, non ho finito!"
"Domani!"
"No, no. Altri dieci giorni!"
"Cinque!"
"Oh, be. Sette, allora. Se proprio insisti."

Ade fece una smorfia disgustata. "Polifemo vuole sposare Grover. E anche al più presto." Zeus ridacchiò. "Il satiro non sembra contento." "Ma cosa siete, lunatici? Dieci secondi fa ne eravate entusiasti!"

"Sette! È meno di cinque giusto?"
"Certo. Oh sì."

"Molto bravo in matematica, devo dire." Commentò Ade. "In effetti, è 1, 2, 3, 7, 4, 5. Poi, se sei bravo, ma molto bravo, continui con 8, 6, 9, 10."
Zeus lo fissò. Poi, rivolgendosi a Poseidone. "Questa è colpa di tuo figlio. È così stupido che ha coinvolto anche Ade." Poseidone sorrise. "Una volta che non si comporta come folle, lo devi rimproverare?" "Non sta facendo niente. Sta solo dormendo." "Appunto! È molto bravo a farlo!" "Anche a mangiare è bravo." Commentò, sorridendo, Ade.

Il mostro, brontolando poichè non soddisfatto della trattativa, se ne andò, rimettendo al suo posto il masso.

Grover, tremando, sussurrò. "Sbrigati, Percy. Ti prego, ti prego, ti prego."

"Chissà perché non lo vuole sposare. Io sposerei un ciclope." Borbottò Zeus. Ade scosse la testa. "Tu sposeresti chiunque respiri."

Angolo autrice

Ecco a voi il nuovo capitolo di questa entusiasmante Storia! Alla prossima, popolo di wattpad
By rowhiteblack

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